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| Pubblicato il: 01.10.2008 | di: Luigi Mango |

L’analisi del Commissario Europeo afferma che entro il 2011 vi sarà un aumento dell’utilizzo di software aziendali basati sul web e che l’Europa può e deve essere presente con competenze ed infrastrutture adeguate, per porsi al vertice dello sviluppo del web 3.0.
Ma cosa e come sarà esattamente il web 3.0? Viviane Reding pone l’accento su reti veloci, stabili ed onnipresenti, cosi da permettere di essere sempre connessi, in qualunque luogo ed in qualunque momento, abbattendo il muro tra fisso e mobile, senza dimenticare le problematiche della privacy e della sicurezza on line.
Una infrastruttura del genere permetterebbe di effettuare dei cambiamenti sociali tali da tenere il passo con le previsioni di crescita del web per il 2015.
Per garantire uno sviluppo equo in tutti i Paesi membri dell’Europa, è stato introdotto uno studio, il Broadband Performance Index (BPI), che misura il livello dello sviluppo internet in ogni Stato.
Lo studio tiene conto di fattori quali, la copertura, i prezzi applicati, la reale concorrenza interna ecc.
L’Italia si pone al 17° posto, su un totale di 28 Paesi.
