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| Pubblicato il: 02.08.2012 di: Thomas Zaffino | ||
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Nell’ultimo anno, i datacenter di Facebook hanno prodotto un consumo energetico di 532 milioni di Kw/h. Di questa quantità, circa il 36% è ottenuto da fonti rinnovabili e dal nucleare. In totale, l’azienda ha prodotto circa 285 mila tonnellate di emissioni di CO2.
Il dato è molto interessante, se si pensa che le informazioni più recenti relative alle emissioni di Google, risalenti al 2010, parlano di 1,5 milioni di tonnellate di CO2. La differenza non è tanto legata alla differenza di dimensioni delle aziende, ma piuttosto al fatto che Facebook ha progettato i propri datacenter in modo da utilizzare forme di energia più efficienti possibili.
Dal calcolo, viene fuori che ciascun utente di Facebook è responsabile, in un anno, di un’emissione di 269 gr, così come segnalato in un post sul blog ufficiale del social network.
Secondo il rapporto, «L’uso di Facebook di un singolo utente, per l’intero 2011, ha avuto all’incirca lo stesso impatto ecologico, in termini di C02, del consumo di un mezzo bicchiere di latte, o di tre banane, o di un paio di bicchieri di vino ».
Certo, 269 gr non sembrano un grosso problema, se non si considera però che Facebook ha 955 milioni di utenti attivi, il che rappresenta una grande quantità di latte. Eppure, i leader ambientalisti sono soddisfatti. «La descrizione dettagliata e l’annuncio dell’obbiettivo di potenziare l’uso di energia pulita dimostra che l’azienda fa sul serio e che è determinata a perseguire un modello sostenibile», ha dichiarato in un comunicato Gary Cook, International Senior IT Analyst di Greenpeace.
Il dato è destinato a diminuire nel medio termine, man mano che ricorrerà a forme di energie rinnovabili, ma Facebook è consapevole che le emissioni sono destinata ad aumentare, a causa della rapida cresita delle sue dimensioni.