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| Pubblicato il: 26.07.2012 di: Giovanni Garro | ||
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La casa di Cupertino è sempre andata fiera del fatto che il suo sistema operativo sia molto più sicuro rispetto ai vari Windows, adottando scelte a volte un po’ criticate dagli sviluppatori che si trovano a volte limitati nella realizzazione delle applicazioni, perché più sicuro vuole dire anche più chiuso.
Ma visto il successo che Mac OS X ha avuto in questi ultimi anni, di conseguenza ha attirato verso di sé anche le attenzioni di hacker e pirati informatici, alcuni per semplice sfida altri per fini un po’ meno edificanti. Malware e trojan, che prima sembravano essere oggetti sconosciuti agli utenti della Mela, hanno cominciato a circolare in Rete anche per Mac e sono così cominciati a diffondersi anche nuovi antivirus sviluppati appositamente per i computer Apple.
L’ultima minaccia scoperta in ordine di tempo è trojan Crisis che apparentemente si installa sui computer Mac senza alcuna azione e senza richiedere alcun permesso da parte dell’utente. È inoltre in grado di nascondersi nel sistema e di non essere rintracciabile attraverso la scansione e il rilevamento dei software antivirus.
Scoperto da Integro, Crisis può attaccare i sistemi OS X 10.6 e 10.7 e, una volta installato, tenta di contattare ogni 5 minuti un indirizzo IP specifico in attesa di istruzioni. Funziona in background anche dopo il riavvio del computer e se il Mac ha accesso come root, il trojan tenterà di installare componenti aggiuntivi che ne renderanno più difficile il rilevamento.
