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| Pubblicato il: 06.07.2012 di: Redazione | ||
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Mark Mahaney, analista di Citigroup, nel novembre 2011, aveva raccolto alcune indiscrezioni da fornitori di componenti asiatici, sulla possibilità che Amazon fosse intenzionato a produrre uno smartphone. Le indiscrezioni sono ora confermate da Bloomberg, che aggiunge alle precedenti indiscrezioni un accordo tra lo store online e la Foxconn per la produzione del dispositivo.
Le notizie pubblicate da Bloomberg sono però scarse di dettagli su come sarà questo presunto «Kindle Phone. Ciò che era emerso in precedenza è che lo smartphone potrebbe essere dotato di un processore ARM OMAP 4 della Texas Instruments e avere un costo di circa 200 dollari.
L’idea che Amazon entri nel business degli smartphone non può essere considerata una sorpresa. Lo store online ha già tutte le carte in regola, come il suo ecosistema di contenuti di intrattenimento. Il negozio online ha in catalogo una vasta scelta di film e di episodi televisivi, disponibili sia per l’affitto che l’acquisto. Naturalmente non mancano gli e-book, settore in cui Amazon è da sempre leader. Infine, ha a disposizione il proprio Appstore per Android.
Se a questo si aggiunge il fatto che Amazon offre tariffe di spedizione scontate per gli acquisti, oltre ad avere una marea di e-book e di film (streaming) gratuiti, è abbastanza chiaro che l’unica cosa che manca allo store è uno smartphone.
Anche se non menzionato nel rapporto, è probabile che Amazon produca una versione open source di Google Android, adattandolo alle proprie esigenze. Il firmware del Kindle Fire si basa su una versione 2.3 Gingerbread di Android. Per lo smartphone, Amazon potrebbe però adottare la versione 4.0 ICS.
Se le indiscrezioni sul prezzo saranno confermate, ovvero intorno ai 200 dollari, ci sono i margini perché un vasto numero di utenti statunitensi possano essere interessati a comprarsi il nuovo dispositivo di Amazon senza essere obbligati a sottoscrivere un abbonamento. Oltre a creare il proprio smartphone, Amazon starebbe cercando di comprare brevetti wireless per proteggersi da eventuali azioni legali da parte dei concorrenti, una pratica ormai comune tra i fornitori di smartphone.