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| Pubblicato il: 05.07.2012 di: Giovanni Garro | ||
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Una notizia che farà felici soprattutto le associazioni dei pacifisti. L’America è un Paese molto diverso dall’Italia: la cultura delle armi e dell’autodifesa è molto diffusa ed è molto più facile acquistare un’arma. Un business che genera ogni anno un fatturato di milioni di dollari e che quindi potrebbe far gola a molti.
Ma il motore di ricerca ha deciso di bandire la vendita dal suo sito di ecommerce Google Shopping di ogni genere di arma, legale e illegale. Non solo pistole e fucili, quindi, ma anche qualsiasi altro oggetto legato alla stessa tipologia d’uso come munizioni, coltelli e così via.
Una notizia accolta positivamente dalle associazioni positivi, ma non in un Paese così particolare come sono gli USA dove le lobby delle armi sono fortissime, al pari di quelle del petrolio. Alle proteste del sito Outdoor Hub, che per primo ha notato questa inversione di tendenza nella politica di vendita di Google, si è aggiunta subito quella della potente associazione National Rifle Association.
La Nra-Ila ha condannato subito Google affermando che si tratta di una scelta discriminatoria contro chi produce e commercia armi e che si tratta di una posizione politica in quanto va contro il Secondo Emendamento della Costituzione Americana che sancisce il diritto per i cittadini a possedere e portare armi.