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| Pubblicato il: 27.06.2012 di: Redazione | ||
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La Corte di Giustizia europea conferma la sentenza di colpevolezza di Microsoft, emessa nel 2008, quando Mario Monti era commissario Antitrust e per la quale la Commissione aveva comminato una pesante sanzione all’azienda di Redmond. Allo stesso tempo, però, la Corte ha deciso di ridurne l’importo dagli 899 milioni richiesti a 860 milioni di euro, con un taglio di circa il 4%.
La sanzione era stata inferta a Microsoft per violazione della normativa antitrust e abuso di posizione dominante. L’azienda era stata ritenuta colpevole di aver costretto i concorrenti a pagare prezzi «irragionevoli» per ottenere l’accesso ad alcuni protocolli server.
Contro tale sentenza, emessa nel 2008, l’azienda di Redmond aveva presentato ricorso, per la mancanza di termini chiari e linee guida sufficienti per riparare in maniera soddisfacente agli errori commessi. Il Tribunale dell’Unione ha ora confermato la sentenza di prima istanza, respingendo le ragioni addotte da Microsoft e accordando una parziale revisione della cifra di 39 milioni di euro.
Redmond sembra non aver apprezzato troppo la decisione. A Microsoft rimane la possibilità di ricorrere presso la Corte di Giustizia dell’Unione. Il giudice ha inoltre ritenuto gli sviluppatori della Free Software Foundation Europe tra i principali concorrenti di Microsoft e ha condannato l’azienda a pagare l’80% per cento delle spese sostenute dalla fondazione open source.
Karsten Gerloff, presidente della FSFE, si è detto soddisfatto della sentenza che «ha dimostrato che la fondazione aveva ragione sin dall’inizio». Tuttavia, ha dichiarato che i sostenitori dell’open source devono rimanere vigili perché la pratica di limitare l’accesso alle informazioni sull’interoperabilità essenziali non è scomparsa del tutto. «È diventata solo più sfumata» dice Gerloff, indicando il comportamento recente di Apple e di Google con i loro sistemi mobili.
Il commissario alla Concorrenza, Joaquín Almunia, ha accolto con favore la sentenza. «Il giudizio conferma pienamente la bontà dell’azione che la Commissione ha intrapreso per garantire che Microsoft rispetti i suoi obblighi, tra i quali di divulgare informazioni ai suoi concorrenti in modo da permettere l’interoperabilità tra l’architettura dominante di Windows e server rivali, con notevoli vantaggi per gli utenti. Senza la sentenza, una gamma di prodotti innovativi non avrebbe visto nemmeno la luce.» ha dichiarato il commissario in un comunicato ufficiale.
