|
||
| Pubblicato il: 26.06.2012 di: Redazione | ||
Breaking news: |
Facebook ha autonomamente deciso di rimpiazzare gli indirizzi di posta elettronica segnalati dai suoi utenti, nelle informazioni di base, sostituendoli con i nuovi indirizzo @facebook.com propri di ciascun profilo, ovvero quelli che gestiscono la corrispondenza interna del social network e che erano stati implementati a partire dall’estate 2010.
La sostituzione, non preceduta da particolari annunci da parte del quartier generale del social network, è apparsa ai più come un vero e proprio atto di forza teso a far diventare Facebook un centro di comunicazione in tutto il mondo.
Secondo quanto dichiarato a posteriori dall’azienda, gli utenti hanno già ricevuto un messaggio contenente la scelta del proprio indirizzo Facebook tra un elenco di proposte. Il messaggio non conteneva però nessuna indicazione sul fatto che sarebbe diventato il contatto primario del profilo anche per la posta tradizionale.
Sono in molti a chiedersi il perché di tale imposizione, senza chiedere il permesso agli utenti. I vertici di Facebook precisano che gli utenti possono modificare l’indirizzo visualizzato nel profilo dall’opzioni di contatto.
Ciò che ha infastidito numerosi analisti, nonché le principali associazioni d’utenti, è l’assurdo solito comportamento di Facebook di operare scelte in proprio lasciando che sia poi l’utente a dover preoccuparsi di ripristinare lo stato precedente. Eppure il social network aveva sottoscritto, con la Federal Trade Commission, un patto per attivare la modalità 'opt-out' nella gestione dei dati dei propri utenti, lasciando a loro il compito di accettare o meno eventuali modifiche.
«Lo sforzo di Facebook potrebbe essere controproducente. Sembra la stessa mossa che Google ha fatto con 'Buzz' e che ha prodotto la ribellione degli utenti.», ha dichiarato Anthony Mullen, analista di marketing di Forrester Research.
«Facebook ha bisogno di muoversi nella direzione di una e-mail 'proxy' per gestire l’identità dei propri utenti su Internet e ridurre il traffico degli utenti sui servizi preesistenti». La cosa ha dato molto fastidio agli utenti Twitter che hanno preso di mira il social network con migliaia di messaggi di protesta.
