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| Pubblicato il: 15.06.2012 di: Giovanni Garro | ||
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Quando il noto sito iFixit ha aperto il primo MacBook Pro dotato di display a Retina, si è capito subito che aggiornarlo sarebbe stato quasi impossibile. Con la vecchia serie molti utenti provvedevano da soli a piccoli upgrade, acquistando i componenti su altri canali visti i prezzi esorbitanti praticati da Apple. La Casa di Cupertino, come è oramai noto, si fa pagare salato qualsiasi cosa. Anche solo per raddoppiare la RAM, e portarla da 2 a 4 GB potevano essere richiesti anche 200 euro, mentre acquistandola su altri negozi e installandola da soli si risparmia 4 o 5 volte tanto.
Con i nuovi MacBook Pro, però, le cose si rendono molto più difficili se non impossibili. Questi portatili hanno una progettazione molto vicina a quella dei MacBook Air o degli iPad: per sfruttare anche il più piccolo spazio si è ricorso a componenti integrati sulla scheda madre, soluzione che ne rende difficilissima la loro sostituzione. Questo, però, ha anche permesso di ridurre lo spessore di ben il 25% rispetto alla vecchia generazione.
Questo ha portato i ragazzi di iFixit a giudicare il MacBook Pro come uno dei portatili meno riparabili sui quali hanno messo le mani. Memoria Ram, disco SSD e batteria non sono sostituibili. Questo vuol dire essenzialmente due cose. La prima è che è bene scegliere con attenzione il modello da acquistare visto che poi sarà impossibile espanderlo. La seconda è che conviene estendere la garanzia standard perché se qualcosa si dovesse danneggiare, l’unica soluzione sarebbe quella di rivolgersi sempre a Apple.