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| Pubblicato il: 23.05.2012 di: Giovanni Garro | ||
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È indubbio che Google sia il motore di ricerca più utilizzato al Mondo, ma l’azienda californiana in questi anni ha allargato il suo settore di competenza anche ad altri servizi. Di conseguenza sono sorti diversi dubbi sul fatto che BigG non utilizzi questa sua posizione dominante per ostacolare la libera concorrenza di altre realtà.
Così nel 2010 la UE, in seguito alle denunce ricevute da altre aziende, ha deciso di mettere sotto osservazione il colosso di Mountain View e proprio in queste ore per mano del suo commissario alla Concorrenza, Joaquin Almunia, ha fatto recapitare a Eric Schmidt, presidente esecutivo di Google, una lettera in cui lo si invita a proporre nelle prossime settimane soluzioni che possano risolvere il problema.
Da parte sua Google ha risposto che non ritiene valide le conclusioni portate avanti dall’UE ma rende disponibile a parlarne. BigG sa bene che mettersi contro l’Europa perché rischierebbe di essere sanzionata con una multa che potrebbe arrivare al 10% del suo fatturato.
Basti ricordare il caso simile che coinvolse Microsoft nel 2004 che rifiutandosi di accettare le conclusioni sulla sua posizione dominante, si vide costretta a pagare una multa di ben 500 milioni di Euro inflittagli da Mario Monti che all’epoca dei fatti era appunto commissario alla Concorrenza per l’UE.
