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| Pubblicato il: 16.04.2012 di: Redazione | ||
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Secondo i media locali, Exame Informatica, un «aggiornamento legislativo minore» proposto dal Partito Socialista portoghese (attualmente all’opposizione), dovrebbe portare ad un nuovo esborso per i consumatori, per via di una nuova tassa sui dispositivi di memorizzazione, tutto in nome della protezione del diritto d’autore, cosa che rischia però di compromettere la vendita degli stessi dispositivi.
La proposta prevede per i consumatori un esborso di ulteriori 0,2 euro per Gigabyte, quasi 21 euro€ extra per ogni Terabyte su disco rigido. I dispositivi con capacità di memoria superiori a 1TB prevedono un aggravio della tassa di 2,5 centesimi per GB. Ciò significa che un dispositivo da 2TB comporterà una tassazione di 51,2 Euro.
I drive «multimediali», poi, con capacità superiori a 1 TB, potranno essere tassati con un extra di 5 centesimi di Euro per Gigabyte. In teoria, quindi, un dispositivo multimediale da 2TB subirebbe un aumento di costo di ben 103,2 Euro per unità.
Come è facile intuire, il provvedimento è in grado, da solo, di fermare le vendite di PC e dei componenti, senza tenere conto degli effetti delle inondazioni in corso in Thailandia. Ironia della sorte, nella versione originale del disegno di legge, gli hard disk con capacità inferiori ai 150GB sono esenti dall’imposta. Le probabilità di trovare in vendita dispositivi con capacità inferiori ai 160GB sono però veramente basse, a meno che non si tratta di schede SSD, che costituiscono una sorta di zona d’ombra per il disegno di legge.
Penne USB e Schede di memoria saranno tassate a 6 centesimi al Gigabyte, mentre la memoria interna su telefoni cellulari e altri dispositivi di archiviazione simili sarà tassata a 0,5 euro al Gigabyte. Per fare un esempio, un iPhone 64GB costerà 32 Euro in più.
Ad essere colpiti sono anche i dispositivi di copia: fotocopiatrici stampanti multi-funzione, tassate in base al numero di pagine copiate al minuto. In Portogallo, i dispositivi di memorizzazione come CD e DVD sono già tassati del 3% fisso, oltre l’IVA, come una sorta di sanzione per essere abilitati alla violazione di copyright.