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| Pubblicato il: 03.04.2012 di: Redazione | ||
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MPAA (Motion Picture Association of America) ha avuto un ruolo determinante nella vicenda che ha portato alla chiusura di Megaupload. Le major hanno elogiato l’azione dell’FBI e della magistratura statunitense, ma non sono ancora soddisfatte. Il vice presidente, di Paramount Pictures ha identificato i siti Fileserve, MediaFire, Wupload, Putlocker e Depositfiles come principali nuovi obiettivi di azioni simili a quelle del servizio di Kim Dotcom.
La chiusura di Megaupload ha gettato il business dei servizi di file-hosting in un permanente stato di caos. Numerosi siti si sono affrettati a rimuovere i loro programmi di affiliazione e alcuni sono arrivati a bloccare completamente gli utenti provenienti dagli Stati Uniti.
I proprietari di tali servizi si sono preoccupati che la loro attività possa diventare un nuovo bersaglio, timore che sembrerebbe più che giustificato, visto l’intraprendenza della major: «Continueremo a segnalare le attività criminali», ha dichiarato Alfred Perry di Paramount Pictures durante una conferenza sul copyright tenutasi a New York.
Sembra che la Paramount Pictures abbia prodotto un elenco di cinque file-hoster «canaglia», presentando una grafica elegante in cui Megaupload è stata depennata, facendo presagire chiaramente quale sia il prossimo obiettivo delle major: far chiudere al più presto i cinque servizi summenzionati.
Nello studio si sostiene che film contenuti nei cyberlocker ricevono 41 miliardi di visite all’anno, che si traduce in cinque visite per ogni abitante del pianeta. Negli ultimi mesi, la MPAA ha criticato in molte occasioni i modelli di business dei cyberlocker.