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| Pubblicato il: 22.02.2012 di: Redazione | ||
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Dopo avere approvato l’ACTA (Anti-Counterfeiting Trade Agreement), verificata l’indisponibilità di alcune nazioni, tra le quali la Germania, a firmare il tratto, la Commissione UE si è rivolta alla Corte di Giustizia europea per verificare la legittimità dell’accordo rispetto a temi fondamentali quali la libertà d’espressione e informazione, il data protection e i diritti di proprietà intellettuale.
L’accordo, fortemente sostenuto dagli Stati uniti, è stato firmato da 22 delle 27 nazioni che fanno parte dell’Unione Europea. Dopo la firma del Giappone, il trattato è passato ai governi Ue per la ratifica, anche se molti Paesi hanno fatto sapere che non intendono firmare. Il Parlamento tedesco, ad esempio, ha deciso di rinviare la decisione. Nei giorni scorsi, ci sono state le defezioni di Lituania, Repubblica Ceca, Polonia e Slovacchia. Oggi, infine, l’Austria ha dichiarato che aspetterà il voto dell’Europarlamento, atteso per giugno.
Per il Commissario Ue al Commercio, Karel De Gucht, la Commissione deve fornire ai rappresentanti parlamentari, nonché all’opinione pubblica, maggiori informazioni sull’ACTA: «Il rinvio permetterà alla Corte di Giustizia di chiarire in maniera autonoma la legittimità di questo Accordo». Il commissario ha poi evidenziati come nelle ultime settimane si sia aperto, sul trattato, un dibattito animato in merito alla libertà di Internet e all’importanza della tutela della proprietà intellettuale sul mercato europeo.
Il commissario ha dichiarato poi di condividere le preoccupazioni che l’ACTA ha suscitato sui temi delle libertà fondamentali, specie quella di internet, e sulle ripercussioni che avrà su alcune questioni importanti. Per tali ragioni, ha detto ancora De Gucht, «credo che il rinvio alla Corte sia un passo necessario. Il dibattito deve basarsi sui fatti e non sulle cattive informazioni ».