|
||
| Pubblicato il: 22.02.2012 di: Redazione | ||
Breaking news: |

Pinterest, ultimo arrivato nel panorama dei social network, può contare già su 10 milioni di utenti registrati e un impressionante ritmo di crescita, tanto da avere attirato l’attenzione degli analisti di tutto il mondo.
Alla base c’è un’idea piuttosto semplice: una gigantesca bacheca multimediale dove ciascun utente può appuntare (pin) i propri interessi (interest). Il successo del social network è dovuto all’immediatezza del linguaggio visivo in luogo della scrittura. La maggior parte delle immagini sono però di natura commerciale, ritraggono cioè beni di consumo.
Pinterest, in maniera analoga a Facebook, è utilizzato come strumento di rappresentazione di sé stessi, una maniera alternativa di confezionare un proprio «autoritratto», fatto prevalentemente di immagini, piuttosto che per condividere informazioni e contenuti rilevanti per gli altri. Il tentativo di descrivere sé stessi attraverso il possesso di beni (Sono perché Ho), superando i modelli della società industriale (Ho perché ho talento), che aveva già superato quelli dell’aristocrazia (Ho perché sono nobile).
In una società consumista, cosa può rappresentarci di più di ciò che vorremmo comprare e quindi possedere? Pinterest nasce proprio per fornire una riposta a questa domanda, e cresce configurandosi sempre più come un grande spazio pubblicitario gratuito, in cui sono gli utenti stessi a scambiarsi la pubblicità, senza l’intervento dei produttori.
Per Sucharita Mulpuru, analista di Forrester Research, Pinterest non è però un bar. Piuttosto si tratta di una fiera in cui la gente espone la propria merce, visualizza le offerte di altri o fa un po' entrambe lo cose. Una persona va al bar per ritrovarsi con i propri amici o per il desiderio di incontrare altre persone. Si va ad una fiera, invece, perché è lì che può comprare o vendere roba.
La differenza sostanziale con Facebook, quindi, è che quest’ultimo si è caratterizzato come una potente vetrina di annunci pubblicitari, acquisendo sempre maggiori quote di mercato in questo settore. Facebook non intende per ora diventare uno spazio di vendita. Ma gli esperimenti della musica e dei libri digitali possono senz’altro essere visti come una palestra di allenamento per il futuro.
Nel frattempo, però, se il nostro scopo è quello di vendere roba, c’è da dire che un «social network di merce» batte sicuramente un «social network di persone». Ecco perché Pinterest ha la strada spianata per il successo.