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| Pubblicato il: 17.02.2012 di: Redazione | ||
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Il Wall Street Journal ha pubblicato un dossier su alcune pratiche scorrette di Google verso gli utenti che usano Safari, il browser Apple che gira su Mac, iPhone e iPad.
Grazie ad un codice malizioso, che intercettava alcuni cookie che contengono informazioni sensibili degli utenti, il motore era in grado di tracciare il comportamento degli 'navigatori', questo aggirando le impostazioni di privacy del browser che impedisce l’installazione di cookie.
Google, così come tutte le grandi società che operano in Rete (Facebook, Twitter ecc.), usa le informazioni relative alla navigazione degli utenti per alimentare il proprio business pubblicitario, fatto di annunci personalizzati, capaci di raggiungere target specifici di utenti.
Mountain View ha poi diramato un comunicato, dichiarando che «I cookie non contengono informazioni personali». Ciò nonostante, dopo essere stata contattata dal WSJ, la società ha interrotto questa pratica sul filo dell’illegalità.
Google ha precisato che gli utenti di Internet Explorer, Firefox e Chrome non sono interessati dal problema, aggiungendo che «nemmeno lo sono stati gli utenti di qualsiasi browser, incluso Safari, che hanno scelto l’opt-out dal programma di pubblicità basato sugli interessi, utilizzando lo strumento di Gestione Preferenze Annunci Pubblicitari».