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| Pubblicato il: 08.02.2012 di: Redazione | ||
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Molti operatori, prima di Facebook, hanno tentato la strada del mercato cinese: eBay, Google, Amazon, Yahoo e, più recentemente, Groupon. I risultati sono stati però poco convincenti.
Mark Zuckerberg studia da anni la lingua mandarina. Nel 2010, si recò a Pechino in vista di una partnership per entrare nel mercato cinese, fatto di oltre 500 milioni di utenti, secondo un report pubblicato a gennaio dall’agenzia nazionale per le analisi statistiche su internet.
All’epoca, il candidato più adatto sembrava Baidu, principale motore di ricerca cinese. La cosa non andò in porto. In Cina, Facebook non è mai riuscito a decollare, soprattutto per via della censura che nega l’accesso alle pagine del social network a gran parte degli utenti che non hanno competenze tecniche sufficienti per superare la censura, ad esempio attraverso il ricorso connessioni vpn o tramite server proxy.
Internet è però andata avanti, anche senza Facebook, ad esempio con Renren, clone cinese del social network che, un anno fa, è persino sbarcato in Borsa a New York. Il social network cinese ha iniziato a crescere nelle università per allargare poi i propri orizzonti all’intera comunità degli utenti internet cinesi.
Renren è giunto all’attuale posizione sgomitando con altri social network, come il colosso QQ, una specie di Icq cinese trasformatosi poi nella rete sociale Qzone. QQ ha anche coniato una moneta digitale, il QQcoin, diventata presto la seconda fonte di fatturato dopo la pubblicità. Il successo di QQ è stato tale che la Banca centrale cinese ha espresso preoccupazioni per le conseguenze della conversione in denaro reale della moneta digitale.
Il successo di Facebook in Cina dipende anche da un altro rivale, Weibo, la versione cinese di Twitter, fondato dall’ex numero uno di Google in Cina, Kai-fu Lee, e che in meno di tre anni di attività vanta giù 250 milioni di utenti.
Nella documentazione presentata per l’ingresso in Borsa, Facebook ha evidenziato la valutazione in corso per l’ingresso in Cina, sottolineandone però le «complessità legali e regolatorie». I siti nazionali, poi, sono fioriti in ecosistemi proprietari, con relative suite di applicazioni, rendendo difficile per Facebook competere, dicono gli operatori del settore.
«In Cina lo spazio è più affollato e competitivo rispetto agli Stati Uniti, con operatori più grandi e in gradi di mantenere costanti gli investimenti per la crescita a lungo termine.», ha dichiarato Joe Chen, CEO di Renren, concorrente diretto con Facebook se il gigante americano entrerà nel mercato cinese.
«I cinesi hanno già le lo reti sociali da anni, Facebook sarebbe solo una opzione più tra le tanti esistenti.»' ha dichiarato Sam Flemming, fondatore di CIC, società di consulenza e social media con sede a Shanghai.