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| Pubblicato il: 06.02.2012 di: Thomas Zaffino | ||
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La recente vicenda con al centro MegaUpload ha generato diversi timori tra i siti che offrono servizi al limite della legalità, tanto che diversi di loro hanno determinato una specie di autosospensione delle attività di condivisione.
Ad accentuare le preoccupazioni, ci ha pensato l’Alta Corte svedese, con una pronuncia di conferma delle pene inflitte dalla Corte di Appello, nel procedimento che ha visto come protagonisti i fondatori di The Pirate Bay, i quali probabilmente non sconteranno la detenzione, ma che tuttavia avranno il proprio casellario giudiziale macchiato dalle condanne alla reclusione.
Tanto è bastato a Btjunkie, famoso motore di ricerca canadese per torrent che, dopo sette anni di onorata attività, ha deciso di chiudere i battenti: «La decisione non è stata facile», si può leggere in un comunicato pubblicato sul sito del motore. «Abbiamo deciso volontariamente di chiudere. Nonostante anni di lotta a difesa del diritto degli utenti di comunicare liberamente, per noi è tempo di voltare pagina. È stata una bella esperienza. Auguriamo a tutti il meglio».
Secondo quanto rivelato da TorrentFreak, gli amministratori di BtJunkie avrebbero deciso la chiusura in seguito all’azione dell’FBI contro Megaupload. L’autosospensione del motore canadese va ad aggiungersi ad una lista di siti in continuo aumento.