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| Pubblicato il: 27.01.2012 di: Thomas Zaffino | ||
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Adeguandosi ai comportamenti di Facebook e Google che, per entrare a fare business in alcuni paesi hanno accettato di applicare una censura assecondando le richieste dei vari governi, Twitter sceglie la strada dei soldi, al costo della libertà di espressione.
Con un messaggio sul proprio blog, il sito ha spiegato ai propri utenti che ora può eliminare i loro tweet in maniera selettiva, adeguandosi in tal modo alle richieste di questo o di quel governo. Naturalmente, non sono mancate polemiche e preoccupazioni tra gli utenti.
La forza del sito di micro blogging, oltre alla tempestività nella diffusione a livello globale di notizie, è tutta nella libertà degli utenti di scrivere ciò che vogliono. Basta pensare ai fatti della cosiddetta primavera araba per comprendere la forza di questo strumento proprio nel momento in cui i governi si attivano per limitare e controllare le comunicazioni, ad esempio rendendo indisponibile la rete telefonica mobile.
Così come per i suoi illustri predecessori, per Twitter si tratta semplicemente di una questione di business. L’ingresso in Cina, ad esempio, non ha altre soluzioni che accettare la censura imposta dal governo. Nei paesi in cui vige una censura, gli utenti di Twitter potranno vedere solo i tweet, anche quelli provenienti da altre nazioni, che sono approvati dal governo.