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| Pubblicato il: 25.10.2011 di: Redazione_old | ||
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Dopo Quanta, Samsung, HTC, OnkyoCorp, Velocity Micro, Dynamics Itroniz, Acer, Viewsonic e Wistrong, è il turno di Compal Electronics, azienda che produce tablet, smartphone ed e-reader che fanno uso dell’OS di Google. Il produttore ha infatti sottoscritto un accordo che prevede il pagamento a Microsoft di una quota di royalty per ciascun device venduto.
Con questa azione, Compal mette al sicuro il proprio business da una catena di azioni legali ormai senza controllo, come è possibile vedere nell’immagine di sopra, almeno per quanto riguarda quelle intentate da Microsoft. L’azienda di Redmond, da parte sua, supera così la metà dei produttori Original Design Manufacturing (ODM) di dispositivi con OS Google, in termini di produzione mondiale.
Microsoft si dichiara «orgogliosa del successo del programma di licenze, che sta risolvendo le numerose controversie relative alle proprietà intellettuali di Android e Chrome», ritenendo di poter semplificare tali questioni. Nel 2006, l’azienda di Redmond aveva depositato 24 denunce solo negli USA. Nel 2010, il numero delle azioni legali è giunto ad 84. Per il 2011, la cifra è destinata a salire ancora.
Interessante, poi, il commento di Brad Smith e Horacio Gutierrez, rispettivamente Executive Vice President e General Counsel & Corporate Vice President di Microsoft, il primo, e Vice General Counsel di Microsoft, il secondo.
Nel post si legge: «Tra clamori continui per l’incertezza e i contenziosi in materia di brevetti mobile, stiamo (n.d.r. Microsoft) mettendo in atto una serie di accordi ragionevoli ed equi per ambo i lati. Gli accordi garantiscono il rispetto e il risarcimento ragionevole per le invenzioni di proprietà intellettuale e per il portafoglio di brevetti di Microsoft. Gli accordi permettono ai licenziatari di utilizzare le nostre innovazioni brevettate a lungo termine e in maniera stabile».
Più avanti, si legge ancora: «In Microsoft, stiamo costruendo una vasta esperienza con le licenze dei brevetti. Negli ultimi dieci anni, abbiamo speso circa 4,5 miliardi dollari per le licenze di brevetti di altre aziende. Tali licenze ci hanno dato la possibilità innovare in maniera responsabile, rispettando la proprietà intellettuale altrui.»

Per quanto riguarda gli accordi stipulati con gli ODM Android, si legge ancora più avanti: «Il nostro recente progresso sulle licenze Android è illustrato in due grafici. Il primo (Figura qui sopra) mostra gli attuali accordi di licenza con ODM quali Compal. Queste aziende svolgono un ruolo importante nei mercati smartphone e tablet di progettazione e produzione di dispositivi per altre aziende».
Continuando nella lettura, si può leggere ancora: «Al programma di licenze con gli ODM è seguito uno simile con gli Original Equipment Manufacturer, OEM, che producono dispositivi Android con il proprio marchio. Seguendo il nostro accordo, all’inizio di questo mese con Samsung, Microsoft ha ormai contratti di licenza con il 53% degli OEM (Figura qui in basso) di tutti gli smartphone Android prodotti negli Stati Uniti».

Non mancano i riferimenti polemici con Google: «Per coloro che continuano a protestare per gli accordi che Microsoft sta intrattenendo con i produttori, è tempo di svegliarsi…» Google e i restanti produttori sono avvisati. Intelligenti pauca.