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| Pubblicato il: 27.01.2010 di: Luigi Mango |
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La Commissione Europea e l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) hanno espresso alcuni dubbi riguardo il decreto Romani (in visione alle Camere in questi giorni) che, di fatto, responsabilizza gli ISP ed i fornitori di servizi internet in genere riguardo ai contenuti immessi in rete dagli utenti, trasformando il Garante per le Comunicazioni nel controllore di internet ed equiparando il web alle TV.

La Commissione Europea sta per inviare all’Italia una procedura di infrazione per non aver notificato nei tempi utili il provvedimento, inoltre, come riferisce Reuters grazie a fonti interne, all’organo europeo non sarebbe chiaro il senso di tale decreto soprattutto nella parte in cui tende a responsabilizzare i fornitori di servizi circa l’operato degli utenti. Vengono alla mente YouTube, al centro di alcune cause legali per violazione dei diritti d’autore a causa di materiale protetto immesso nel portale da utenti privati, o gli ISP come Infostrada, Telecom ecc.
Quanto previsto dal decreto Romani si scontrerebbe con "la direttiva europea sul commercio elettronico che vieta obblighi di monitoraggio preventivo da parte dei service provider, come stabilisce invece il decreto legislativo".
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