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| Pubblicato il: 05.01.2009 | di: Luigi Mango |

Secondo il governo cinese, sono ben 19 i siti colpevoli di diffondere materiale per adulti ed osceno, contenuti vietati in Cina. La pubblicazione sarebbe avvenuta nonostante gli avvertimenti degli organi preposti.
I portavoce per la Cina di Google e di Baidu, rispettivamente Sun Yao e Cui Jin, non hanno commentato la notizia.
Il governo cinese non è nuovo alla censura dell’informazione e la rete non fa eccezione. Sono cominciati i sequestri di materiale informatico in alcuni uffici, mentre pare che una donna diventata nota sul web grazie ad un filmato hard, sia stata arrestata nel mese di dicembre.
La campagna nazionale è stata lanciata per tutelare la moralità pubblica e l’integrità fisica e mentale degli oltre 300 milioni di naviganti cinesi, molti dei quali adolescenti.