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| Pubblicato il: 01.12.2008 | di: Luigi Mango |

Il gruppo responsabile dell’operazione si chiama Planetbeing. La versione di linux utilizzata è basata sul kernel 2.6 e, come ammesso dagli stessi sviluppatori, ha accesso a pochissime risorse hardware interne, per esempio non riconosce il touchscreen, gli accelerometri interni, l’audio e molto altro. Di fatto i sistemi funzionanti sono solo lo schermo, il collegamento USB e l’accesso alla memoria.
Planetbeing è al lavoro per sviluppare i driver dei vari componenti interni, al fine di poter sfruttare pienamente il nuovo sistema operativo open source che, al momento, viene selezionato all’accensione tramite boot loader OpeniBoot e caricato dalla porta USB.
Lo scopo del Dev Team è quello di offrire un’alternativa valida al sistema operativo proprietario di Apple, se si riuscisse ad installare Linux e renderlo completamente operabile, si potrebbe anche immaginare un giorno di poter installare Android di Google, con tutto ciò che ne consegue in termini di programmi, utility ecc.
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si ma ci sono degli ostacoli architetturali non da poco, e solo il fatto di aver creato un boot loader vuol dire molto.
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