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| Pubblicato il: 18.11.2008 | di: Luigi Mango |

L’annuncio era nell’aria. Il braccio di ferro con il Consiglio di Amministrazione, in gran parte favorevole allo sfumato accordo con Microsoft, la mancanza dell’accordo pubblicitario con Google a causa delle restrizioni imposte dall’Antitrust statunitense ed infine il crollo del titolo a circa 10 dollari contro i 31 dollari di pochi mesi fa, ha fatto capitolare colui che nel 1995 fondò il primo motore di ricerca di internet, un colosso da migliaia di dipendenti.
Su Yang pesano scelte aziendali rivelatesi poi sbagliate. Dalla mancata acquisizione da parte di Microsoft di pochi mesi fa, che aveva messo sul piatto circa 47 miliardi di dollari per l’intero pacchetto, gli investitori guidati dal milionario Carl Icahn hanno più volte cercato di esautorarlo, visto che intravedevano dell’offerta di Microsoft una grande possibilità per cercare di competere do Google, che nel corso degli anni, ha di fatto conquistato il predominio dell’advertising on line.
Ora si parla di un successore, le voci si fanno insistenti su Meg Whitman, ex di eBay o alti dirigenti interni della stessa Yahoo.
