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#1 |
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OM?
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# Lezioni di Informatica - Prof. Urizen #
World Wide Web [www]
__________________- Nasce al CERN (Centro Europeo per la Ricerca Nucleare) nel 1989 per iniziativa di un fisico, Tim Berners-Lee, con l'idea di consentire creazione e visione di documenti dotati di collegamenti per la navigazione ipertestuale - Il prototipo di navigatore fu chiamato Mosaic (primo browser )- Nel 1994, CERN e MIT siglarono un accordo di cooperazione per lo sviluppo del Web (www.w3.org) - Il Web è un esempio classico di sistema cliente-servente - Il lato cliente necessita solo un'utilità di navigazione detta "browser" capace di trattare i collegamenti ipertestuali sia in resa che in accesso - I collegamenti attuali non sono più solo ipertestuali ma anche e prevalentemente multimediali + Browse avanzati sono capaci di riconoscere e rendere il formato di documenti non testuali, altri hanno bisogno di essere istruiti (configurati) dall'utente + I Browser usano le intestazioni MIME per determinare il formato dei contenuti da accedere + Il trattamento di formati specifici viene delegato ad applicazioni o utilità di complemento (plug-in, helper) - Il lato servente richiede una connessione TCP verso un processo in ascolto sulla porta 80 - Il protocollo che regola la conversazione tra cliente e servente è detto HTTP (HyperText Transfer Protocol) + ormai dovrebbe chiamarsi HMTP (HyperMedia Transfer Protocol) + parla codice ASCII esattamente come SMTP - L'indirizzo di ogni documento multimediale sul Web è espresso come URL (Uniform Resource Locator) - La forma standard di un URL è: + http://host[":" port] [abs_path ["?" query]] ove: * port, se omesso vale 80; * abs_path è il cammino sul nodo di destinazione (/ se omesso); * l'ultimo campo opzionale nasconde informazioni di locazione troppo complesse da interpretare - Caratteri non standard nell'URL (tipo ~, tilde) possono essere rimpiazzati dal loro corrispondente Hex1Hex2 (Hex=Hexadecimal, esadecimale) prefissato da % - Tre esempi di URI (Identifier) equivalenti fra loro: * http://abc.com:80/~ciccio/home.html * http://ABC.com/%7Eciccio/home.html * http://ABC.com:80/%7eciccio/home.html - Non tutti i nodi raggiungibili tramite URL sono capaci di parlare HTTP, nel qual caso la connessione viene spezzata in due tronconi, con in mezzo un agente (proxy) del server a destinazione + Il cliente parla HTTP con il proxy + Il proxy parla il protocollo del server, per esempio FTP + Il proxy può risiedere sul nodo del cliente oppure su un nodo dedicato dal quale servire più clienti - Per questo motivo l'URL può indicare protocolli di tipo diverso da HTTP, per esempio + ftp:// file:// mailto:// telnet:// (poco usato perchè insicuro) spero che sia utile ... tutti appunti miei presi a lezione ... rivisitati e corretti ... se interessa la prossima lezione sarà la posta elettronica ... altrimenti smetto ![]() Ultima Modifica di Urizen : 16-04-2004 11.58.01. |
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#4 |
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OM?
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grazie 1000 Black
__________________ ![]() posto un trucchetto per win 9x se qulacuno lo testa anche su xp ... volete stamparvi il contenuto di una vostra cartella senza andare fuori di testa ??? aprite notepad e copiateci il seguente codice: Cartella = InputBox("Nome cartella: ") If Cartella = "" Then Cartella = "C:\" set ie4=CreateObject("InternetExplorer.Application") ie4.navigate ("about:blank"): ie4.visible=1 set FSys=CreateObject("Scripting.FileSystemObject") Set TheFolder = FSys.GetFolder(Cartella) ie4.document.body.innerHTML="<p id='idOutput'>" SubFolders TheFolder, FiltroFile YesNo=MsgBox("Stampa?", vbYesNo) If YesNo = vbYes Then ie4.ExecWB 6, 2 set ie4=nothing: set fSys=nothing Sub SubFolders(ByVal AFolder, TheExtension) strOut="<b>" & AFolder & "</b><br>" ie4.document.all.idOutput.insertAdjacentHTML "BeforeEnd", strOut ShowFilesWithExtensionIn AFolder, TheExtension Set MoreFolders = AFolder.SubFolders For Each TempFolder In MoreFolders SubFolders TempFolder, TheExtension Next End Sub Sub ShowFilesWithExtensionIn(AFolder,TheExtension) 'Dim AFile, TheFiles,s, header header="<H1>" & folderspec & "</H1> <p>" Set TheFiles = AFolder.Files For Each AFile In TheFiles s=AFile.Name s = s & "<br>" ie4.document.all.idOutput.insertAdjacentHTML "BeforeEnd", s Next End Sub salvate il tutto con estensione .vbs doppio click sul file dirlist.vbs .... inserite il percorso della directory ... ok ... et voilà magicamente avrete il contenuto della dir in una finestra di IE ... ![]() |
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#5 |
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Vice fuckin' Admin
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i file VBS sono degli script a lato client quindi (lanciandoli) possono fare qualsiasi cosa sul vostro pc.
__________________E' la teoria dei virus. Evitate quindi di aprire i file con questa estensione se vi arrivano via mail ![]()
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#7 |
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VIULEEEEEEENZ!
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No e` che piu` che altro sono tutti ammassati in Tuner per seguire le meraviglie del Typhoon-X
__________________![]() Cmq complimenti...mi sta venendo voglia di fare un piccolo tutorial decurtando tutte le parti ultra-morra e tenere le parti utili ai fini informatici integrandole con la parte di Infrastrutture e Protocolli. Fatemi passare il periodo esami e poi ci lavoro su ![]() [EDIT: dimenticavo di dire su cosa.... tutorial riguardo a quello che e` il nostro esame di Reti di Telecomunicazioni ma evitando le parti pallose tipo commutazione di circuito che non servirebbe a nessuno ]
NeoTokyo
#009Heaven knows nothing of me. Ultima Modifica di Neotokyo : 18-04-2004 00.43.21. |
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#9 | |
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OM?
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Quote:
perfetto Neo .... ![]() entro stasera posto "la lezione" sulla Posta elettronica ... ![]() |
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#10 |
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OM?
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Posta Elettronica [e-mail]
__________________Un sistema di posta elettronica è suddiviso in due sottoinsiemi logici: >>>un agente presso l'utente (user agent), che gli consente di comporre messaggi ed accedere alla propria casella postale (mailbox, spesso denominato mail reader) >>>un agente di trasferimento dei messaggi (transfer agent), che stabilisce una connessione di "livello trasporto" tra nodo M (Mittente) e nodo D (Destinatario) utilizzando: SMTP (Simple Mail Transfer Protocol) tra caselle postali; POP (Post Office Protocol) o IMAP (Internet Message Access Protocol) tra l'utente e la sua casella postale; M e D del messaggio sono identificati mediante un indirizzo composto che indica: >>>la rispettiva casella postale (ciccio); >>>l'indirizzo, di "livello delle applicazioni", del nodo presso (@) il quale la corrispondente casella è registrata (pluto.com) Il messaggio può comprendere diversi campi di intestazione (header) ed un corpo vero e proprio (body): in origine tutti codificati in ASCII secondo una specifica nota come RFC 822 (www.ieft.org/rfc/rfc822.txt) >>>IEFT=Internet Engineering Task Force; >>>RFC=Request For Comments; La restrizione all'uso della sola codifica ASCII si è presto rivelata troppo limitativa. La soluzione adottata, MIME (Multipurpose Internet Mail Extensions), ha preservato il formato del contenitore RFC822 prevedendo però una struttura più articolata per il corpo del messaggio e regole di codifica per messaggi di contenuto non ASCII (binario). MIME definisce 5 nuovi campi di intestazione che possono seguire le intestazioni standard RFC822 e delimitare le parti di un messaggio MIME a parti multiple (multipart) MIME fornisce 5 metodi di base per rendere codifiche non ASCII adatte alla trasmissione da parte del transfer agent di tipo RFC822 (vedi immagine) In ambiente Internet il trasferimento dei messaggi avviene su connessione TCP diretta verso la porta 25 del nodo D Un daemon che parla SMTP è in ascolto su questa porta: il protocollo SMTP usa codifica ASCII ed accetta un semplice linguaggio di comandi per attivare la connessione ed effettuare il trasferimento Ogni messaggio accettato in ingresso viene deposto nella casella postale del destinatario L'iniziatore della connessione è sempre l'agente di trasferimento del nodo M La richiesta di connessione deve essere accettata dal daemon del nodo D Stabilita la connessione, l'agente specifica mittente e destinatario del messaggio ed attende l'approvazione del daemon Avuta l'approvazione, l'agente trasferisce il messaggio: >>>la versione di base del protocollo acetta solo ASCII >>>la versione estesa (ESMTP) usa alcune accortezze speciali per trattare messaggi la cui composizione violi le restrizioni SMTP >>>la versione estesa usa meccanismi più robusti per assicurare la corretta terminazione del trasferimento e per evitare di generare flussi incontrollati di messaggi (mailstorm) (E)SMTP garantisce "solo" l'arrivo del messaggio del mittente nella casella postale del destinatario La casella postale può non risiedere sul nodo fisico corrente del destinatario Occorre allora un altro protocollo che si occupi di quest'ultima tratta di percorso: >>>POP(Post Office Protocol); >>>IMAP(Internet Message Access Protocol); POP si aspetta che un server in controllo delle caselle postali di zona sia in ascolto sulla porta 110 Il cliente che desidera prelevare o consegnare i suoi messaggi deve stabilire una connessione TCP con questo server Questo protocollo è simile a SMTP ma più semplice POP rimuove dalla casella postale i messaggi che preleva, trasferendoli nel nodo da cui è stata iniziata la richiesta IMAP permette invece al cliente di controllare la propria casella di posta remota come se essa fosse locale In questo modo uno stesso utente può accedere alla propria casella di posta da nodi diversi senza disperderne il contenuto Inoltre, IMAP demanda al server ogni operazione relativa alla (de)codifica ed al "controllo di sanità" dei messaggi Il server di IMAP ascolta sulla porta 143 |
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#11 | |
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Moderator ³°³·²³²¨
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Quote:
![]() nn conosco il vbs spero funzioni così ![]() ««gasfax»» ¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯ |
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#16 |
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OM?
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Ethernet
__________________Primi anni '70: Norman Abramson progetta un sistema per interconnettere elaboratori remoti con un nodo centrale (Hawaii): >>>sistema molto semplice, con trasmissione su 2 frequenze radio (ALOHANET: upstream verso il nodo centrale, downstream dal nodo centrale); >>>trasmissione con conferma esplicita (re-invio altrimenti) ma nessuna politica di controllo di accesso (prestazioni scadenti in presenza di traffico upstream intenso); Bob Metcalfe (PhD di Harvard) lavora con Abramson in uno stage estivo, esportandone poi le idee a Xerox PARC dove si stanno realizzando i primi PC; Nel 1976, insieme a David Boggs progetta e realizza la prima LAN per l'interconnessione di PC: >>>Ethernet: cavo coassiale lungo <= 2.5Km, con ripetitori ogni 500m e <= 256 nodi fissati al cavo tramite TRANSCEIVER; >>>Protocollo CSMA/CD: Carrier Sense (ogni nodo invia solo dopo aver verificato assenza di trasmissione sul cavo) Multiple Access (rete a diffusione) whit Collision Detection (collisione facilmente rilevabile); (notevole miglioramento rispetto ad ALOHA); Una volta rilevata la collisione, il nodo emittente notifica con una perturbazione (jamming) sul cavo gli altri nodi ed attende un tempo variabile prima di riprovare; Ethernet di Xerox ebbe così successo che DEC ed Intel si unirono per forgiare lo standard DIX (1978), internazionalizzato da IEEE 802.3 nel 1983: >>>l'interesse di Xerox nella commercializzazione di DIX fu scarso: Metcalfe fondò 3Com ed ebbe grande successo vendendo adattatori di PC ad Ethernet; 4 tipi di cavo di collegamento, con diverse caratteristiche fisiche e diversi tipi di connettori; Il tipo di connessione determina la massima distanza tra nodo e cavo: - <= 100m per 10Base-T; La codifica binaria (0v 0)(5v 1) non consente di determinare con certezza l'inizio di una trasmissione (0v può anche significare assenza di trasmissione!); Più difficile ancora è assicurare che M e D restino sincronizzati rispetto all'inizio dell'invio di ciascuna unità trasmissiva: gli impulsi di clock di M e D possono divergere; 2 tecniche di codifica per risolvere il problema: >>>Manchester Encoding (usato da Ethernet); >>>Differential Manchester Encoding; Lo standard DIX definisce la struttura dell'unità informativa (frame-trama): >>>delimitata da un preambolo ampio 8B con ciascun B fissato a 10101010; >>>in codifica ME a 10 MHz, questo produce un segnale di sincronizzazione ampio 6.4 microsecondi; >>>seguono gli indirizzi di D ed M espressi su 6B; Segue il campo Tipo (T), che informa D su come interpretare l'informazione ricevuta: >>>l'indirizzo D indica un nodo su una rete; >>>il campo T indica un processo sul nodo; Segue il campodati, con ampiezza variabile tra un minimo ed un massimo fissati: >>>ampiezza minima sufficiente per propagazione round-trip di collisione su 1 singola trama; >>>ampiezza massima per non sovraccaricare le RAM del 1976; Ripetitore: dispositivo analogico, posto al fondo della gerarchia di rete, amplifica il segnale in ingresso e lo emette in uscita: Ethernet del 1976 aveva 4 ripetitori; Hub: collettore di N > 1 linee omogenee entro 1 singolo dominio di collisione: >>>ogni trama in ingresso da una linea viene ritrasmessa su tutte le altre linee, la banda disponibile viene ripartita tra tutte le linee; >>>allo stesso livello del ripetitore nella gerarchia di rete; Bridge: dispositivo di interconnessione tra N >= 2 reti locali anche eterogenee, che ripartisce trame in base all'indirizzo D; Switch: analogo al bridge, ma anche per interconnessione tra singoli nodi per reti omogenee non completamente connesse: >>>ogni porta di ingresso forma 1 distinto dominio di collisione; >>>modalità base di tipo store-and-forward; Esistono diversi standard IEEE 802.x, con diversi formati di trama, tra i quali: 802.3 (Ethernet) 802.4 (Token bus) 802.5 (Token ring) 802.11 (Wireless) 802.15 (Livelli OSI 1-2 di Bluetooth) 802.16 (broadband wireless) Il livello 2 OSI normalmente offre solo un servizio di tipo best-effort (a questo aderiscono gli standard IEEE 802.x); Per consentire l'introduzione di servizi di controllo di errore e di flusso in ambito LAN, IEEE ha definito una estensione del livello 2 chiamata LLC (Logical Link Control): >>>definito anche per facilitare la connessione tra LAN governate da 802.x diversi; Alla prox lezione ![]() |
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#19 | |
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Moderator ³°³·²³²¨
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Quote:
![]() qualcuno lo modifichi allora... ![]() ««gasfax»» ¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯ |
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