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#3 |
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RockModerator
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Fare una tesi simulando con PSpice degli effeti pr chitarra.. Permettimi di essere scettico. Non ne vedo lo scopo, e sinceramente non vedo che tipo di tesi ci sia da fare su un argomento simile. Inoltre ho guardato il chip per l'echo, e il datasheet é del 2000..
Ci puoi fare un progetto, ma chiamarla tesi.. |
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#4 | |
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Registered User
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Per tornare all'argomento tesi, portare come tesi un semplice circuito trovato in rete e una sua eventuale simulazione mi sembra una cosa estremamente misera che non gioca assolutamente tuo favore. Alla fine dei fatti il circuito l'hai copiato, il modello dell'integrato pure dimmi che valore può avere il tuo lavoro? Assolutamente nulla! Una tesi deve dimostrare il tuo impegno a ideare e creare qualcosa non a copiare. L'unico consiglio che ti posso dare è cambia tesi e cambia l'approccio ad essa. Stefano |
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#6 | |
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Registered User
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Quote:
Comunque devi fare molta attenzione ai simulatori, non di rado capita che fanno cose molto strane, e se non te ne rendi conto prendi delle cantonate mostruose. I modelli spesso sono molto semplificati per rendere la simulazione più veloce per cui molte cose "spariscono", devi sempre sapere ciò che è descritto nel modello per capire quali sono i limiti. Ogni tanto anche i modelli sono sbagliati, quindi grande attenzione. Quindi non sempre è una buona idea cercare di conoscere un circuito partendo dal suo modello scritto per un simulatore, anzi quasi mai. Se ti interessi di audio ed effetti dal punto di vista tecnico teorico, prova a fare una visita a Julius Smith's Home Page e relativi link che trovi nella pagina, ci sono cose molto interessanti. Stefano |
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#7 |
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Registered User
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dietro a questa simulazione,ci starebbero un sacco di cose...un sacco di cose da dire...
a parte che solo nello schema del delay,ci stanno un sacco di studi e materie,ovvero teoria dei controlli automatici ( e quì,chi non ha mai studiato ingegneria,non lo può mai capire cosa c'è dietro ) , elettronica e così via... funzioni di trasferimento a mai finire... dietro ad un solo integrato,ci stà un sacco da dire.. per realizzare un banale ne555 c'è un sacco da dire...fisica dei semiconduttori a tempesta e via dicendo.. dietro un datasheet c'è un sacco da dire...un sacco di misure elettriche,con oscilloscopi,analizzatori di spettro,misuratori di thd... l'uso di pspice...c'è un sacco da dire...saperlo usare bene è importante... l'approccio al pc per la simulazione...c'è pure da dire... tutto ciò,secondo me,fanno una ottima tesi compilativa...basta mettere qualcosa di se nel circuito,e via che diventa sperimentale... poi c'è gente che non ha bisogno neanche di fare la tesi,perchè parte già da punteggi superiori al 110.... in bocca al lupo,Vulcano86 ![]() |
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#8 |
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RockModerator
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Sono molto perplesso su tutto ciò.
1. Cosa intendi migliorare nel circuito in questione? La qualità intrinseca dell'audio? La qualità dell'effetto risultante? 2. Sono all'oscuro del sistema di tesi italiano, e non capisco perché uno con 110 non ha bisogno della tesi.. Ho sempre creduto che a. la tesi fosse un lavoro a parte per l'ottenimento di un titolo accademico ulteriore (ingegnere con gli esami, poi dottore in scienze con la tesi) b. che la tesi fosse un lavoro originale, cioé dove l'autore porta degli elementi originali, in questo caso potrebbe essere un nuovo metodo per la simulazione, o il miglioramento del simulatore stesso, o un'ottimizzazione. 3. Credevo che la tesi, che porta al titolo di dottore, non fosse l'occasione per famigliarizzarsi con strumenti che ogni elettronico sa già usare al meglio, ma l'occasione per dimostrare cosa di meglio si é capaci di fare e sopratutto di immaginare e mettere in pratica. Ora, se tutto ciò non corrisponde a verità mi domando a cosa serve una tesi. Tornando alla problematica, come già postato mi domando cosa serve simulare un circuito simile. Una tesi comincia con una ricerca bibliografica sul campo che si intende esplorare, questo per identificare la parte originale del proprio lavoro, e una tale ricerca mostrerebbe quanto un circuito simile sia oggigiorno obsoleto sia come tecnologia, sia come funzione. Anche gli elementi di psicoacustica legati alla funzione del circuito sono stati ampiamente esplorati dai creativi dei vari software di musica. Dico tutto questo non per svilire il tuo lavoro, al contrario!! Do alla tesi un valore che va al di là dei famosi 110 secondo i quali una tesi non sarebbe necessaria. E dico ciò anche per avere un feedback che mi faccia capire tutto ciò. Una tesi senza parte originale (ma veramente originale) non é una tesi, e questo in qualsiasi sistema formativo. Se invece orienti la tua ricerca alla sperimentazione di nuovi effetti allora sono daccordo con te. Scusa la severità, ma dò molta importanza ad un titolo. In una tesi un apparecchio o circuito non può essere l'obiettivo, ma solamente un mezzo per dimostrare una propria teoria.. Ogni ulteriore delucidazione é la benvenuta.. |
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#9 |
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Registered User
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non c'è niente da essere perplessi...te lo dice uno che c'è dentro,fra meno di un anno farò la mia tesi...forse mi sono espresso male..
dunque: innanzitutto esistono 2 tipologie di tesi: 1) compilativa ( dove puoi discutere argomenti,magari qualche "sistema"dove entrano in gioco più materie,varie tecniche di costruzione e di studio,nozioni varie e cosi via ) 2) sperimentale ( dove presumibilmente c'è qualcosa di originale come dici tu,ma non è certamente detto ) ovviamente potenzialmente la sperimentale di può dare il massimo dei punti,mentre con la compilativa arrivi fino ad un massimo di sei punti ( almeno all'unipa ) sono d'accordo con te quando dici che la tesi deve essere un lavoro "serio" dove cerchi di mettere in comune tante materie,magari usare qualche tecnica di una cosa usarla in qualche altro campo e via dicendus.. almeno nella mia università,a volte l'esame di una materia consiste nella presentazione di una tesina....ovviamente nessuno ti nega di portare una tesi,anzichè una tesina,ovvero un lavoro "serio" alla pari di una vera e propria tesi...cosa che mi è capitata a me,anzi ne ho approfittato di queste occasioni.. io la penso così: ogni cosa deve essere lavoro "serio" ,che si chiami tesi,tesina,esame,compilativa,sperimentale e cosi via... la tesi per me è un lavoro che parte dalla A e finisce alla Z...passando per la C,per la D,per la E....per la J,K,H,W....un lavoro che ti permette di acquisire nozioni ed esperienza su uno più relativi argomenti... ai punti,uno che parte da più di 110 ha il 110 e lode in tasca con una tesi compilativa...ovvero potenzialmente (ma non è detto!!) un lavoro più "breve"di una tesi sperimentale...ha fretta di andare alla specialistica....poi qui farà un'altra tesi...ma qui mediamente abbiamo già 25-26 anni ed il mercato del lavoro certamente non ti viene a cercare....i genitori non possono investire su di te a vita.... parli del lavoro originale...ma sai quante cose e studi esistono,specie in elettronica e dintorni? io penso che uno prima di cominciare "a mettersi in proprio col cervello" deve conoscere quello che esiste...se non sai fare un piatto di pasta semplice,non ti puoi permettere di inventare un piatto... ma qui i livelli non sono pari al "piatto semplice"....ci sono un sacco di studi di gente geniale...gente con le palle...te ne dico solo 2: Maxwell e Einstein...anni e anni di studio...capire solo stì due "per bene" è già una gran cosa... non parlare di "audio" come un assioma....cioè come una cosa scontata... già parlare di audio significa propagazione di onde...sai cos'è un onda?come si rappresenta?equazioni differenziali del 2°ordine,dette d'alembert....onde di tipo viaggianti....cambiamenti temporali di pressione e volume...l'orecchio sai cos'è?un trasduttore...una sorta di sensore di pressione...ma cos'è la pressione?forza su superficie..cos'è la forza?accellerazione per la massa...ma cos'è la massa?sicuramente non è il peso...cos'è l'accellerazione? la derivata seconda dello spostamento...ma cos'è la derivata seconda?ti da informazioni sulla crescenza della derivata prima,che è la velocità...ma sai come si misura la velocità del suono?per saperlo devi sapere in primis la termodinamica e ci si arriva...ma un accordo di chitarra cos'è?un segnale scomponibile secondo la serie di Fourier...sai cosa dice stò tizio?un segnale periodico lo scomponi in infiniti segnali di frequenza una il doppio dell'altra...ma cosa fà un eq? amplifica praticamente il segnale scomposto con la freq coincidente... sai cosa fà un delay? registra in un primo momento il segnale audio,poi lo somma al segnale che arriva in tempo reale...e come si registra?come si somma?come si cambia il tempo di ritardo del delay?cosa devo variare nel circuito per fare tutto ciò?un echo,cosa fà? ma come posso inserire queste cose in un solo pedale multieffetto? avrei bisogno di nozioni di informatica,vero? almeno il linguaggio C lo devo conoscere... ci sono tante cose che si studiano e si conoscono...saperle usare e manipolare è un'altra cosa... |
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#10 |
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RockModerator
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Grazie per la risposta, che mi ha permesso di acquisire più conoscenze sul sistema formativo. Ma é proprio la tua risposta che ha aumentato le mie perplessità.
Tesina, tesi compilativa, tesi sperimentale, tesi di laurea, tesi di dottorato. È un pò peccato utilizzare lo stesso termine per dei lavori così diversificati. Qual'é tra queste quella che tu definiresti "una vera e propria tesi", come dici tu? Il significato di tesi é spiegato in ogni enciclopedia, e parte da un enunciato che ci si propone di dimostrare a partire da ipotesi e da assiomi. La prima parte di una tesi é dunque la ricerca di una risposta già data, se non esiste allora il lavoro di tesi consiste nel dimostrare la propria affermazione. Se poi un sistema scolastico di permette di distorcere il vero significato della parola allora non so che dirti. Secondo la definizione, l'unica vera tesi possibile é quella di dottorato, dove il candidato é portato a dimostrare con i propri mezzi una sua tesi, conseguendo così il titolo di dottore nel campo specifico. Dunque utilizzare il termine tesina é già una violazione. Ed é proprio peccato che una università si spinga a questo punto. È molto più corretto parlare di progetti di laurea o lavori pratici e non di tesi. Anche il titolo di dottore, quello dato quando una tesi viene accettata, merita qualche appunto. In wikipedia il titolo di dottoe per l'Italia ha una significativa di eccezione, ma internazionalmente il Dottore é il più alto grado accademico. Il Master o il Bachelr sono gradi inferiori a quello di dottore, e quest'ultimo é colui che per la sua conoscenza della materia, é in grado di insegnarla ad altri. Se vengo in contatto con un ricercatore tedesco che mi mostra un biglietto da visita con scritto PhD, allora so per certo che si tratta di un dottore, che ha redatto una tesi accettata da una commissione ad hoc formata da specialisti riconosciuti nel campo. Quello che in wikipedia viene discretamente indicato come l'eccezione italiana crea non pochi problemi nell'equivalenza dei titoli, che poi per buona pace di tutti viene risolto "politicamente", quando invece ci vorrebbe semplicemente più chiarezza ed un uso rispettoso dei termini sopratutto in ambiente accademico. Intanto si tira avanti così.. In quasi tutta l'Europa i termini "tesi" e "dottore" hanno un significato preciso a livello accademico. L'Italia rappresenta un'eccezione, e questo é veramente un gran peccato. Tutto questo per chiarire dove stanno le mie perplessità. Studiare un oggetto non é una tesi, a meno che non abbia ancora parti misteriose, come ne ha di sicuro il cervello umano. Vuoi sapere come funziona un delay, un echo? Ho fatto acustica per 9 anni, musica per 30 anni, ma non mi viene in mente di scrivere una tesi per questo, a meno di enunciare una tesi che in questo campo toccherebbe di sicuro la psicoacustica. Ma veniamo al contesto del topic. Prima di parlare di conoscenze in C, effettivamente hai bisogno di altre risposte. Lo studio del delay e dell'echo passano attraverso considerazioni di psicoacustica, ed in fondo questi "effetti per chitarra" hanno la loro ragione di esistere solo perché sono "belli da sentire". Il delay restituisce un segnale con un certo ritardo, regolabile. L'echo si ottiene con un feedback, cioé il segnale all'uscita del ritardo viene parzialmente rimesso all'entrata, così da essere ritardato una seconda, terza, quarta.. volta, sempre più attenuato. SI possono ottenere effetti particolari filtrando il feedback, oppure variando lentamente il ritardo (spostamenti in frequenza con effetti di chorus, phaser, flanger). Andando più in là, un gruppo con diversi delays messi in parallelo, con ritardi ed attenuazioni diversi permette di generare un riverbero (ma questo va oltre l'utilizzo di un circuito di ritardo analogico). Il delay può essere analogico o digitale. I primi ritardi erano a nastro, lo si vedeva in certe regie, con il nastro che girava senza fine, la veocità del nastro e la distanza tra la testina di scrittura e quella di lettura davano il valore del ritardo. Elettronicamente, il ritardo analogico si otteneva già 30 anni fa con dei circuiti del tipo "bucket brigade", dove ad ogni impulso di orologio un valore analogico veniva trasferito da una cellla di memoria analogica alla successiva (appunto la bucket grigade, che é la fila di persone che si passano i secchi d'acqua per spegnere un incendio: i secchi diversamente riempiti sono i valori analogici che passano da una cella di memoria all'altra..). Per variare il ritardo si varia la frequenza dell'orologio. In digitale, un convertitore A/D genera il campione da memorizzare in una memoria FIFO (First In, First Out, il campione che entra per primo sarà il primo ad uscire dopo aver percorso una memoria di grandezza "size" data, o profondità "depth" data). L'uscita viene inviata ad un convertitore D/A. Per variare il delay si varia il "size" o "depth" della memoria. Il vantaggio del digitale é che si ottengono ritardi estremamente lunghi, e la qualità audio digitale in 30 anni é progredita enormemente al punto che il ritardo analogico é diventato obsoleto già circa 20 anni fa. Oggi un apparecchio del genere contiene A/D, D/A, processore di segnali e memoria, che si trovano facilmente sui kit di sviluppo per processori di segnali. Con questo si generano tutti gli effetti di chitarra possibili, dall'echo, al flanger, al chorus, distorsione, wah, filtri di ogni tipo, gate, limiter, compressor, pitch change, fino all'implementazione completa di un Minimoog o altro. Tra gli effetti più "fichi" che mi é dato di sentire, é quello di un delay variabile in funzione della banda di frequenza del segnale. Si fa una trasformata spettrale, si applica un delay diverso per ogni banda, poi trasformata spettrale inversa e feedback. Una cosa micidiale, che da un semplice suono crea una cascata di suoni impressionante.. ma talmente difficile da dominare che per il momento sono rarissime le applicazioni pratiche. Il linguaggio C interviene allorquando si intende implementare questi effetti su un processore (anche su un DSP). In questo topic si parla di simulazione, e torno alla mia domanda: simulazione destinata a migliorare la circuiteria del chip preso in considerazione o destinata a "migliorare" l'effetto in sè? Simulazione in real time, utilizzando le interfaccie audio di un PC? Scusa se sono così severo e diretto, ma sono anni che bazzigo nell'ambiente, e resto comunque a tua disposizione per darti tutte le dritte che servono. |
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#11 |
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Registered User
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suono il basso elettrico da 10 anni...conosco bene cosa sono,quali sono,cosa fanno...stò per laurearmi in ingegneria..
adesso voglio essere breve... questo è il mio punto di vista,non è legge di tutti... però è bello discuterne... una tesi non è un punto di arrivo...è un punto di partenza... è sbagliato pensare che hai finito di studiare dopo la laurea...sbagliatissimo... io penso che uno prima di dire "sperimentiamo" deve saper conoscere tanto... e in TRE ANNI come fai? vuoi diventare INGEGNERE IN TRE ANNI? mmm... non credo che funzioni così,tutto qui...una bella dose di umiltà ci vuole...credo... quello che dici tu "ma che fai,effetti? bah.." lo dico di nuovo,una bella dose di umiltà ci vuole...altrimenti poi si incappano in bug impressionanti...perciò lo ripeto,esistono migliaia di schemi elettrici,tecniche,macchine,software,strumentazioni,che si possono incontrare nella vita...tante cose...facile a dirlo...si ci deve passare prima per capirlo... |
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#12 |
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RockModerator
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Fermo restando che il termine "tesi" é ben chiaro, per laurearsi non bisogna per forza portare a termine una "vera e propria tesi" (usando parole tue..). Se poi esistono tesi di laurea, resto dell'idea che il termine "tesi" é leggermente usurpato, ed una definizione come "tesi di laurea" esiste solo in Italia. Vai all'estero e domanda, avresti delle belle sorprese. Sono ingegnere in microtecnica dal 1986 e dottore in scienze tecniche dal 1992 dopo 3 anni di ricerca in collaborazione con l'esercito, durante i quali ho presentato i lavori nel campo della psicoacustica in congressi internazionali ecc.. Quello che ti ho scritto in precedenza lo so per aver bazzicato a lungo nell'ambiente, non di certo per "sentito dire..".
Nello specifico del tuo lavoro da fare, nel mio messaggio precedente ho scritto cose che per te possono essere conosciute o no, non posso saperlo a priori. Allora, 'sto lavoro che intendi fare, hai informazioni più dettagliate sulle tue intenzioni, o sei alla ricerca di idee? Il campo di ricerca ti é stato indicato o lo hai scelto tu? Intendi concentrarti sul chip che hai indicato o sul principio dell'effetto da simulare? Queste domande te le ho già poste nel messaggio precedente.. Se vuoi portare avanti il tuo lavoro approfitta qui del forum per avere risposte da chi può dartele.. |
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