Come funziona l'Overdrive
In certi monitor si parla di Overdrive come di un qualcosa che migliora le prestazioni del monitor, senza specificare però cosa sia e come funzioni. Cerchiamo di scoprirlo.
Generalmente si dice che l'Overdrive sia un metodo che consiste nel mandare un impulso di sovratensione che accelera l'allineamento dei cristalli liquidi, quindi restituisce in pratica, tempi di risposta inferiori. Questa affermazione è esatta a grandi linee, ma non è del tutto esauriente per capire la tecnologia che sta dietro all'Overdrive.
I cristalli liquidi presenti nel display, per fornire un determinato colore, devono orientarsi secondo una certa angolazione. Questo continuo "girarsi" dei cristalli richiede ovviamente del tempo, tanto maggiore quanto più frequenti saranno gli spostamenti e maggiore la loro ampiezza.
Per fargli fare questi movimenti viene fornito un certo voltaggio.
Data la natura stessa dei cristalli liquidi però, per quanti sforzi si possano fare, il tempo di risposta della matrice resterà sempre piuttosto alto e in alcune occasioni percettibile dall'utente con fenomeni quali strisce, corone, ghosting, ecc...
A questo punto nacque l'idea dell'Overdrive: calcolare l'allineamento dei pixel dell'immagine successiva ed applicare, quando serve, ai vari cristalli, un voltaggio più alto in grado di accelerarne il passaggio, una specie di overvolt selettivo.
Quindi non ci si limita a dare maggior voltaggio a tutti i pixel, ma si analizzano, in base al frame successivo, per vedere dove applicarlo e dove no.
E qui bisogna fare una precisazione: non tutti gli Overdrive funzionano bene allo stesso modo. Anche qui la differenza di qualità si fa sentire.
In pannelli dotati di un Overdrive piuttosto scadente si può verificare il fenomeno della "corona" a cui accennavo pocanzi.
Immaginiamo che l'Overdrive in questione fornisca un voltaggio troppo alto o basso a certi pixel; in questo caso i cristalli si muoveranno troppo velocemente o lentamente e come risultato avremo un angolazione sbagliata rispetto a quella prevista, questo porterà ad un colore visualizzato differente da quello che ci eravamo prefissati.
L'immagine risulterà quindi con delle parti circondate da una corona più chiara in genere o più scura, del colore interno.
Volevo mettere un'immagine esemplificativa ma non ce l'ho, quindi ne ho preparata una "finta". Non sarà un gran che, ma almeno spero renda l'idea. Si tenga conto che qui, per scopo illustrativo, l'effetto è stato estremizzato.

Oggi l'Overdrive è impiegato su un gran numero di pannelli di ogni tipo, proprio per la sua capacità, se ben implementato, di abbassare notevolmente i tempi di risposta senza interferire con la qualità dell'immagine.
Ricordatevi solo che c'è Overdrive e Overdrive!
di Federico Piccirilli
Generalmente si dice che l'Overdrive sia un metodo che consiste nel mandare un impulso di sovratensione che accelera l'allineamento dei cristalli liquidi, quindi restituisce in pratica, tempi di risposta inferiori. Questa affermazione è esatta a grandi linee, ma non è del tutto esauriente per capire la tecnologia che sta dietro all'Overdrive.
I cristalli liquidi presenti nel display, per fornire un determinato colore, devono orientarsi secondo una certa angolazione. Questo continuo "girarsi" dei cristalli richiede ovviamente del tempo, tanto maggiore quanto più frequenti saranno gli spostamenti e maggiore la loro ampiezza.
Per fargli fare questi movimenti viene fornito un certo voltaggio.
Data la natura stessa dei cristalli liquidi però, per quanti sforzi si possano fare, il tempo di risposta della matrice resterà sempre piuttosto alto e in alcune occasioni percettibile dall'utente con fenomeni quali strisce, corone, ghosting, ecc...
A questo punto nacque l'idea dell'Overdrive: calcolare l'allineamento dei pixel dell'immagine successiva ed applicare, quando serve, ai vari cristalli, un voltaggio più alto in grado di accelerarne il passaggio, una specie di overvolt selettivo.
Quindi non ci si limita a dare maggior voltaggio a tutti i pixel, ma si analizzano, in base al frame successivo, per vedere dove applicarlo e dove no.
E qui bisogna fare una precisazione: non tutti gli Overdrive funzionano bene allo stesso modo. Anche qui la differenza di qualità si fa sentire.
In pannelli dotati di un Overdrive piuttosto scadente si può verificare il fenomeno della "corona" a cui accennavo pocanzi.
Immaginiamo che l'Overdrive in questione fornisca un voltaggio troppo alto o basso a certi pixel; in questo caso i cristalli si muoveranno troppo velocemente o lentamente e come risultato avremo un angolazione sbagliata rispetto a quella prevista, questo porterà ad un colore visualizzato differente da quello che ci eravamo prefissati.
L'immagine risulterà quindi con delle parti circondate da una corona più chiara in genere o più scura, del colore interno.
Volevo mettere un'immagine esemplificativa ma non ce l'ho, quindi ne ho preparata una "finta". Non sarà un gran che, ma almeno spero renda l'idea. Si tenga conto che qui, per scopo illustrativo, l'effetto è stato estremizzato.

Oggi l'Overdrive è impiegato su un gran numero di pannelli di ogni tipo, proprio per la sua capacità, se ben implementato, di abbassare notevolmente i tempi di risposta senza interferire con la qualità dell'immagine.
Ricordatevi solo che c'è Overdrive e Overdrive!
di Federico Piccirilli
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