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		<title>PcTuner Forum - Blogs</title>
		<link>http://www.pctuner.net/forum/blog.php</link>
		<description>PcTuner.net -  News tecnologiche su hardware, software, gadget elettronici, overclock, liquid cooling, watercooling, raffreddamento a liquido, ICT Business, elettronica di consumo, videogiochi</description>
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			<title>PcTuner Forum - Blogs</title>
			<link>http://www.pctuner.net/forum/blog.php</link>
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		<item>
			<title>Pixel telescopici: display meno cari, più luminosi e con minori consumi</title>
			<link>http://www.pctuner.net/forum/blogs/zell/203-pixel-telescopici-display-meno-cari-piu-luminosi-e-con-minori-consumi.html</link>
			<pubDate>Tue, 22 Jul 2008 10:06:10 GMT</pubDate>
			<description>Dopo anni in cui non ci sono state grosse rivoluzioni per quanto riguarda i pixel che compongono un’immagine su schermo, ecco quella che forse è la prima novità, seppur parziale, per quello che riguarda la soluzione che sta alla base dei display a cui siamo normalmente abituati.

Direttamente dai laboratori di ricerca Microsoft, ecco comparire i primi pixel telescopici, un nuovo modo, più economico ed efficiente, per rendere migliori i nostri schermi. Vediamo subito come funziona questa soluzione.

Ogni pixel usa una coppia di specchi per bloccare o trasmettere la luce, garantendo una velocità da completamente spento (cosa non possibile negli LCD) ad acceso di 1,5 millisecondi, valore sensibilmente inferiore a quello che è riscontrabile anche nei più veloci monitor a cristalli liquidi.

Questi specchi si trovano in posizione opposta, con quello frontale in grado di cambiare forma al passaggio di corrente. Quando il pixel è spento, in pratica la luce viene riflessa totalmente indietro verso la sorgente, al contrario, quando si accende, lo specchio frontale si deforma e focalizza il fascio sul secondo specchio, che a sua volta lo riflette in un buco posto al centro del primo, facendo arrivare il raggio sulla superficie del display.

La costruzione dello specchio frontale è la parte più difficile del processo produttivo, dato che si tratta sostanzialmente di un elettrodo (ITO, indium tin oxide) posto su un substrato di vetro e ricoperto di un poliimmide (un polimero plastico ad alte prestazioni di resistenza).

Image: http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080722114311_pixel-telescopici.jpg 

Questo polimero funge da isolante e da supporto per lo specchio, venendo poi ricoperto con uno strato di alluminio che creerà una griglia di micro buchi di 20 µm di diametro. Alla fine verrà rimosso lo strato di polimero e l’alluminio si troverà quindi ad essere in sospensione sulla parte vetrosa, in modo che, al passaggio di corrente, si deformi per ottenere l’effetto desiderato. Il pixel risultante sarà di 100 µm di diametro e, nonostante che il processo possa sembrare laborioso, permetterà di essere costruito con costi notevolmente inferiori rispetto ad un pixel tradizionale.

Negli LCD un pixel è composto da tre subpixel, uno per ciascun colore primario della terna RGB, che si accendono simultaneamente a differente intensità per creare la sfumatura di colore desiderata. Ogni subpixel è controllato da un transistor indipendente, cosa che rende il circuito risultante assai complesso e quindi costoso.

Nei display a pixel telescopici invece, data la rapidità di cambiamento di stato dei singoli pixel, questi subpixel potrebbero essere sovrapposti e controllati da un unico circuito molto più semplice ed economico da realizzare.

In pratica un monitor costruito con pixel telescopici avrebbe un tempo di risposta di 0,625 ms contro i 2 ms del più veloce LCD in commercio.

Ma i pixel telescopici hanno anche il vantaggio, non indifferente, di essere molto più luminosi dei corrispettivi che troviamo sugli odierni LCD, lasciando passare il 36% della luce proveniente dalle lampade di retroilluminazione invece del 5-10% che siamo abituati ad osservare. I tecnici Microsoft non escludono la possibilità di arrivare fino al 50% con qualche modifica prima dell’effettiva messa in commercio.

Questo si traduce anche in un notevole risparmio energetico. Se pensiamo ad un notebook generico, con autonomia della batteria di 4 ore, se impiegasse questo tipo di display vedrebbe aumentare il tempo operativo di circa 45 minuti.

Dai test in laboratorio si nota come anche la resa cromatica sia effettivamente migliore di quella ottenuta con i pixel tradizionali, permettendo sfumature più intense e graduali.

Purtroppo esiste al momento una grossa pecca in questa tecnologia. Infatti si è visto come il contrasto, per ora, sia al massimo di un rapporto 20:1, valore troppo basso per un display commerciale adatto a qualsiasi utilizzo. Dalle simulazioni però, pare che sia possibile arrivare fino a 800:1, cosa che renderebbe ben più interessante questa soluzione.

La tecnologia dei pixel telescopici ha sicuramente delle ottime basi, resta da vedere se riuscirà ad imporsi sul mercato o sarà uno dei tanti progetti validi sulla carta ma che, per un motivo o per un altro, non sono mai arrivati ad essere prodotti su larga scala. Ultimamente di nuove soluzioni per i display se ne sono viste parecchie, alcune sono al nastro di partenza, come gli OLED, altre hanno definitivamente abbandonato la corsa, come i SED. Il nome Microsoft dietro a questo progetto gli conferisce certamente una marcia in più rispetto ai concorrenti, specie per quanto riguarda la supremazia in ambito informatico piuttosto che per l’intrattenimento domestico. Ancora è presto per fare pronostici a lunga scadenza, ma siamo abbastanza certi che sentiremo presto parlare nuovamente dei pixel telescopici di casa Microsoft.

Fonte: Technology Review (http://www.technologyreview.com/Infotech/21104/page1/)

*di Federico Piccirilli*</description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Dopo anni in cui non ci sono state grosse rivoluzioni per quanto riguarda i pixel che compongono un’immagine su schermo, ecco quella che forse è la prima novità, seppur parziale, per quello che riguarda la soluzione che sta alla base dei display a cui siamo normalmente abituati.<br />
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Direttamente dai laboratori di ricerca Microsoft, ecco comparire i primi pixel telescopici, un nuovo modo, più economico ed efficiente, per rendere migliori i nostri schermi. Vediamo subito come funziona questa soluzione.<br />
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Ogni pixel usa una coppia di specchi per bloccare o trasmettere la luce, garantendo una velocità da completamente spento (cosa non possibile negli LCD) ad acceso di 1,5 millisecondi, valore sensibilmente inferiore a quello che è riscontrabile anche nei più veloci monitor a cristalli liquidi.<br />
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Questi specchi si trovano in posizione opposta, con quello frontale in grado di cambiare forma al passaggio di corrente. Quando il pixel è spento, in pratica la luce viene riflessa totalmente indietro verso la sorgente, al contrario, quando si accende, lo specchio frontale si deforma e focalizza il fascio sul secondo specchio, che a sua volta lo riflette in un buco posto al centro del primo, facendo arrivare il raggio sulla superficie del display.<br />
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La costruzione dello specchio frontale è la parte più difficile del processo produttivo, dato che si tratta sostanzialmente di un elettrodo (ITO, indium tin oxide) posto su un substrato di vetro e ricoperto di un poliimmide (un polimero plastico ad alte prestazioni di resistenza).<br />
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<img src="http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080722114311_pixel-telescopici.jpg" border="0" alt="" /><br />
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Questo polimero funge da isolante e da supporto per lo specchio, venendo poi ricoperto con uno strato di alluminio che creerà una griglia di micro buchi di 20 µm di diametro. Alla fine verrà rimosso lo strato di polimero e l’alluminio si troverà quindi ad essere in sospensione sulla parte vetrosa, in modo che, al passaggio di corrente, si deformi per ottenere l’effetto desiderato. Il pixel risultante sarà di 100 µm di diametro e, nonostante che il processo possa sembrare laborioso, permetterà di essere costruito con costi notevolmente inferiori rispetto ad un pixel tradizionale.<br />
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Negli LCD un pixel è composto da tre subpixel, uno per ciascun colore primario della terna RGB, che si accendono simultaneamente a differente intensità per creare la sfumatura di colore desiderata. Ogni subpixel è controllato da un transistor indipendente, cosa che rende il circuito risultante assai complesso e quindi costoso.<br />
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Nei display a pixel telescopici invece, data la rapidità di cambiamento di stato dei singoli pixel, questi subpixel potrebbero essere sovrapposti e controllati da un unico circuito molto più semplice ed economico da realizzare.<br />
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In pratica un monitor costruito con pixel telescopici avrebbe un tempo di risposta di 0,625 ms contro i 2 ms del più veloce LCD in commercio.<br />
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Ma i pixel telescopici hanno anche il vantaggio, non indifferente, di essere molto più luminosi dei corrispettivi che troviamo sugli odierni LCD, lasciando passare il 36% della luce proveniente dalle lampade di retroilluminazione invece del 5-10% che siamo abituati ad osservare. I tecnici Microsoft non escludono la possibilità di arrivare fino al 50% con qualche modifica prima dell’effettiva messa in commercio.<br />
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Questo si traduce anche in un notevole risparmio energetico. Se pensiamo ad un notebook generico, con autonomia della batteria di 4 ore, se impiegasse questo tipo di display vedrebbe aumentare il tempo operativo di circa 45 minuti.<br />
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Dai test in laboratorio si nota come anche la resa cromatica sia effettivamente migliore di quella ottenuta con i pixel tradizionali, permettendo sfumature più intense e graduali.<br />
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Purtroppo esiste al momento una grossa pecca in questa tecnologia. Infatti si è visto come il contrasto, per ora, sia al massimo di un rapporto 20:1, valore troppo basso per un display commerciale adatto a qualsiasi utilizzo. Dalle simulazioni però, pare che sia possibile arrivare fino a 800:1, cosa che renderebbe ben più interessante questa soluzione.<br />
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La tecnologia dei pixel telescopici ha sicuramente delle ottime basi, resta da vedere se riuscirà ad imporsi sul mercato o sarà uno dei tanti progetti validi sulla carta ma che, per un motivo o per un altro, non sono mai arrivati ad essere prodotti su larga scala. Ultimamente di nuove soluzioni per i display se ne sono viste parecchie, alcune sono al nastro di partenza, come gli OLED, altre hanno definitivamente abbandonato la corsa, come i SED. Il nome Microsoft dietro a questo progetto gli conferisce certamente una marcia in più rispetto ai concorrenti, specie per quanto riguarda la supremazia in ambito informatico piuttosto che per l’intrattenimento domestico. Ancora è presto per fare pronostici a lunga scadenza, ma siamo abbastanza certi che sentiremo presto parlare nuovamente dei pixel telescopici di casa Microsoft.<br />
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Fonte: <a href="http://www.technologyreview.com/Infotech/21104/page1/" target="_blank">Technology Review</a><br />
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<i><b>di Federico Piccirilli</b></i></div>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>Zell</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>Nuovi cavi ottici da Nordost: la qualità non ha prezzo</title>
			<link>http://www.pctuner.net/forum/blogs/zell/202-nuovi-cavi-ottici-da-nordost-la-qualita-non-ha-prezzo.html</link>
			<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 07:22:05 GMT</pubDate>
			<description>E’ abbastanza scontato che per chi è molto attento alla qualità audio/video, oltre ad un impianto adeguato, è necessario utilizzare anche cablaggi in grado di sfruttarne le potenzialità. Ma che si fa quando si arriva al top della componentistica e si sente la necessità di trovare dei cavi di collegamento altrettanto buoni? Un discorso che probabilmente non toccherà mai la stragrande maggioranza dell’umanità, ma che a qualche purista della qualità riproduttiva magari non fa dormire la notte.

Per aiutare queste persone a dormire sonni tranquilli, corre in aiuto Nordost con i suoi cavi in fibra ottica dalle prestazioni eccellenti, oltre che dal prezzo esorbitante.

Image: http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080717091333_cavo-av-fibra-ottica.jpg 

Ad occhio sembrerebbero dei comuni cavi ottici, ma il loro valore sta all’interno. Dotati di connettori Toslink di alta qualità fusi direttamente alla fibra, così come di filamenti di vetro esteriormente rifiniti a specchio per garantire la massima resa del segnale; aventi tre strati di imbottitura leggerissima che controllano anche l’umidità interna, come anche lenti ottiche di grande ricercatezza, questi cavi a fibra ottica della Nordost chiamati White light Glass, sono il non plus ultra per chi cerca il massimo dal proprio impianto.

Dedicati a pochissimi, abbordabili probabilmente da una ancor più ristretta minoranza di essi, costano la bellezza di 32.825$ la coppia. Una cifra spaventosa, specie pensando che per un impianto serio non ne basteranno certo due di cavi per collegare tutto.

Ma sono realmente necessari cavi del genere? Per l’utente comune, così anche come per l’estimatore medio, assolutamente no. Solo chi si può permettere un impianto che raggiunge cifre folli potrebbe pensare di comprare cavi di questo genere. La differenza qualitativa si sentirà? Probabilmente no, tra un impianto costoso ed uno dal prezzo esorbitante le differenze di resa sono veramente impercettibili, apprezzabili solo da pochi eletti. Potete quindi tornare a dormire tranquillamente, pensando che il vostro impianto tutto-in-uno collegato alle casse da 20W non avrà mai bisogno di tanta ricercatezza. Se invece foste tra quelli che vogliono la massima qualità disponibile sul mercato, senza badare a spese, da oggi avete un nuovo prodotto da aggiungere alla vostra lista dei desideri.

Fonte: Luxury Launches (http://www.luxurylaunches.com/gadgets/worlds_most_expensive_fiber_optic_cable_costs_32825_a_pair.php)

*di Federico Piccirilli*</description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>E’ abbastanza scontato che per chi è molto attento alla qualità audio/video, oltre ad un impianto adeguato, è necessario utilizzare anche cablaggi in grado di sfruttarne le potenzialità. Ma che si fa quando si arriva al top della componentistica e si sente la necessità di trovare dei cavi di collegamento altrettanto buoni? Un discorso che probabilmente non toccherà mai la stragrande maggioranza dell’umanità, ma che a qualche purista della qualità riproduttiva magari non fa dormire la notte.<br />
<br />
Per aiutare queste persone a dormire sonni tranquilli, corre in aiuto Nordost con i suoi cavi in fibra ottica dalle prestazioni eccellenti, oltre che dal prezzo esorbitante.<br />
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<img src="http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080717091333_cavo-av-fibra-ottica.jpg" border="0" alt="" /><br />
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Ad occhio sembrerebbero dei comuni cavi ottici, ma il loro valore sta all’interno. Dotati di connettori Toslink di alta qualità fusi direttamente alla fibra, così come di filamenti di vetro esteriormente rifiniti a specchio per garantire la massima resa del segnale; aventi tre strati di imbottitura leggerissima che controllano anche l’umidità interna, come anche lenti ottiche di grande ricercatezza, questi cavi a fibra ottica della Nordost chiamati White light Glass, sono il non plus ultra per chi cerca il massimo dal proprio impianto.<br />
<br />
Dedicati a pochissimi, abbordabili probabilmente da una ancor più ristretta minoranza di essi, costano la bellezza di 32.825$ la coppia. Una cifra spaventosa, specie pensando che per un impianto serio non ne basteranno certo due di cavi per collegare tutto.<br />
<br />
Ma sono realmente necessari cavi del genere? Per l’utente comune, così anche come per l’estimatore medio, assolutamente no. Solo chi si può permettere un impianto che raggiunge cifre folli potrebbe pensare di comprare cavi di questo genere. La differenza qualitativa si sentirà? Probabilmente no, tra un impianto costoso ed uno dal prezzo esorbitante le differenze di resa sono veramente impercettibili, apprezzabili solo da pochi eletti. Potete quindi tornare a dormire tranquillamente, pensando che il vostro impianto tutto-in-uno collegato alle casse da 20W non avrà mai bisogno di tanta ricercatezza. Se invece foste tra quelli che vogliono la massima qualità disponibile sul mercato, senza badare a spese, da oggi avete un nuovo prodotto da aggiungere alla vostra lista dei desideri.<br />
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Fonte: <a href="http://www.luxurylaunches.com/gadgets/worlds_most_expensive_fiber_optic_cable_costs_32825_a_pair.php" target="_blank">Luxury Launches</a><br />
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<i><b>di Federico Piccirilli</b></i></div>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>Zell</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>Nuova tastiera Optimus Tactus: niente più tasti OLED, largo ai touch screen.</title>
			<link>http://www.pctuner.net/forum/blogs/zell/201-nuova-tastiera-optimus-tactus-niente-piu-tasti-oled-largo-ai-touch-screen.html</link>
			<pubDate>Wed, 16 Jul 2008 07:02:54 GMT</pubDate>
			<description>Molti ricorderanno Art.Lebedev o per lo meno ne hanno sentito parlare. Alcuni, per aver creato la famosa tastiera a OLED Optimus Maximus, gioiello della tecnica e della ricercatezza; altri, per lo stesso prodotto, definendolo però quanto di più costoso e inutile sia mai stato reso disponibile sul mercato delle periferiche di input per PC.

Dopo innumerevoli ritardi e altrettante revisioni del progetto, finalmente la Optimus Maximus è stata rilasciata al grande pubblico, anche se castrata di molte delle funzionalità che ci si attendeva dalle notizie iniziali. Ma Art.Lebedev ha deciso di non riposare sugli allori, continuando la ricerca sia dal lato tecnico che da quello del design, proponendo adesso un nuovo prototipo chiamato Optimus Tactus.

A confronto del modello Maximus, Tactus è anni luce avanti come tecnologia, cosa che non fa ben sperare per una sua prossima realizzazione pratica, tanto meno ad una immissione sul mercato nel medio periodo. Ma vediamo di che si tratta.

Image: http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080716083342_Optimus-tactus-0.jpg 

Image: http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080716083421_Optimus-tactus-1.jpg 

Niente più OLED e, a ben vedere, neanche i tasti veri e propri, Tactus infatti è composta da un grande touch screen in grado di adattare le sue funzioni a seconda dell’utilizzo. Quindi può essere una semplice tastiera con tanto di mini-display integrati, ma è altresì trasformabile in un riproduttore di contenuti video o in qualsiasi altra cosa la nostra fantasia ci permetta di immaginare.

Image: http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080716085134_Optimus-tactus-3.jpg 

Tra le sue funzioni non mancano quelle pensate per i professionisti, ecco che dalle foto infatti, emerge la possibilità di utilizzarla come tavolozza per i colori, con tanto di tasti dedicati alle azioni più comuni in ambito grafico.

Image: http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080716084857_Optimus-tactus-2.jpg 

Sembra essercene per tutti, ma se dal lato tecnologico e stilistico risulta essere un ottimo prodotto, dall’altro, quello dell’ergonomia e della praticità, l’assenza di tasti veri e propri potrebbe causare qualche problema agli utenti che fanno un utilizzo intensivo della tastiera, non essendo disponibile alcun tipo di feedback tattile da parte della periferica.

Se però anche la Tactus seguirà il lungo e tortuoso iter del modello precedente, si può essere certi che questo prototipo sarà ben lungi da essere realizzato così com’è nella versione finale. Questo sia per una questione di costi, dato che già la Maximus è arrivata a cifre proibitive, si può ben immaginare che la Tactus sfonderebbe tranquillamente il limite precedente. Ma anche a livello progettuale, non è semplice produrre una tastiera dotata di tali tecnologie senza ricorrere a vari compromessi che renderebbero il prodotto finale lungi dall’essere anche solo comparabile a questo sample. Tutto ciò ovviamente se si pensa di riuscire a commercializzarla entro breve termine, se i tempi si allungano è possibile che il calo dei costi delle tecnologie, unito alle nuove ricerche nel campo, possano far si che la Tactus raggiunga una fascia di prezzo più popolare.

Più probabile però che la Tactus segua le orme del celeberrimo predecessore, quindi per altre notizie su questo prototipo sarà bene aggiornarci da qui a qualche anno. Rimaniamo in attesa.

Fonte: Psfk (http://www.psfk.com/2008/07/concept-keyboard-without-physical-keys.html)

*di Federico Piccirilli*</description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Molti ricorderanno Art.Lebedev o per lo meno ne hanno sentito parlare. Alcuni, per aver creato la famosa tastiera a OLED Optimus Maximus, gioiello della tecnica e della ricercatezza; altri, per lo stesso prodotto, definendolo però quanto di più costoso e inutile sia mai stato reso disponibile sul mercato delle periferiche di input per PC.<br />
<br />
Dopo innumerevoli ritardi e altrettante revisioni del progetto, finalmente la Optimus Maximus è stata rilasciata al grande pubblico, anche se castrata di molte delle funzionalità che ci si attendeva dalle notizie iniziali. Ma Art.Lebedev ha deciso di non riposare sugli allori, continuando la ricerca sia dal lato tecnico che da quello del design, proponendo adesso un nuovo prototipo chiamato Optimus Tactus.<br />
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A confronto del modello Maximus, Tactus è anni luce avanti come tecnologia, cosa che non fa ben sperare per una sua prossima realizzazione pratica, tanto meno ad una immissione sul mercato nel medio periodo. Ma vediamo di che si tratta.<br />
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<img src="http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080716083342_Optimus-tactus-0.jpg" border="0" alt="" /><br />
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<img src="http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080716083421_Optimus-tactus-1.jpg" border="0" alt="" /><br />
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Niente più OLED e, a ben vedere, neanche i tasti veri e propri, Tactus infatti è composta da un grande touch screen in grado di adattare le sue funzioni a seconda dell’utilizzo. Quindi può essere una semplice tastiera con tanto di mini-display integrati, ma è altresì trasformabile in un riproduttore di contenuti video o in qualsiasi altra cosa la nostra fantasia ci permetta di immaginare.<br />
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<img src="http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080716085134_Optimus-tactus-3.jpg" border="0" alt="" /><br />
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Tra le sue funzioni non mancano quelle pensate per i professionisti, ecco che dalle foto infatti, emerge la possibilità di utilizzarla come tavolozza per i colori, con tanto di tasti dedicati alle azioni più comuni in ambito grafico.<br />
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<img src="http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080716084857_Optimus-tactus-2.jpg" border="0" alt="" /><br />
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Sembra essercene per tutti, ma se dal lato tecnologico e stilistico risulta essere un ottimo prodotto, dall’altro, quello dell’ergonomia e della praticità, l’assenza di tasti veri e propri potrebbe causare qualche problema agli utenti che fanno un utilizzo intensivo della tastiera, non essendo disponibile alcun tipo di feedback tattile da parte della periferica.<br />
<br />
Se però anche la Tactus seguirà il lungo e tortuoso iter del modello precedente, si può essere certi che questo prototipo sarà ben lungi da essere realizzato così com’è nella versione finale. Questo sia per una questione di costi, dato che già la Maximus è arrivata a cifre proibitive, si può ben immaginare che la Tactus sfonderebbe tranquillamente il limite precedente. Ma anche a livello progettuale, non è semplice produrre una tastiera dotata di tali tecnologie senza ricorrere a vari compromessi che renderebbero il prodotto finale lungi dall’essere anche solo comparabile a questo sample. Tutto ciò ovviamente se si pensa di riuscire a commercializzarla entro breve termine, se i tempi si allungano è possibile che il calo dei costi delle tecnologie, unito alle nuove ricerche nel campo, possano far si che la Tactus raggiunga una fascia di prezzo più popolare.<br />
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Più probabile però che la Tactus segua le orme del celeberrimo predecessore, quindi per altre notizie su questo prototipo sarà bene aggiornarci da qui a qualche anno. Rimaniamo in attesa.<br />
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Fonte: <a href="http://www.psfk.com/2008/07/concept-keyboard-without-physical-keys.html" target="_blank">Psfk</a><br />
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<b><i>di Federico Piccirilli</i></b></div>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>Zell</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>Un cellulare contro le zanzare? E proviamo anche questa...</title>
			<link>http://www.pctuner.net/forum/blogs/zell/200-un-cellulare-contro-le-zanzare-e-proviamo-anche-questa.html</link>
			<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 09:15:23 GMT</pubDate>
			<description>E’ ormai giunta l’estate e con essa le fastidiose compagne di tante serate al mare: le zanzare. Si è provato di tutto per scacciarle, dagli spray alle creme, dalle onde radio ai più fantasiosi rimedi casarecci, niente sembra funzionare a dovere nell’arduo compito di farci da scudo contro le immancabili punture.

Quando si pensava che ormai non ci fosse più rimedio, ecco correre in nostro aiuto la compagnia telefonica sud coreana SK Telecom. Esatto, proprio una compagnia telefonico promette un nuovo metodo per porci al riparo da questi fastidiosi insetti.

Image: http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080715111118_telefono-anti-zanzare.jpg 

In pratica un cellulare anti-zanzare… mmm… funzionerà? Tanto vale provare pure questa.

Alla modica cifra di 2,50$ la SK Telecom invierà sul vostro telefono un suono ad alta frequenza in grado, secondo loro, di scacciare tutte le zanzare presenti nelle vicinanze entro un metro dall’utente, essendo simile a quello prodotto dagli esemplari maschi, che le femmine (le responsabili delle punture) tendono ad evitare.

Se l’idea non convince più di tanto, pare che invece nella Corea del Sud, dove l’estate umida e calda è una vera e propria manna per questi insetti, causando evidenti problemi alla popolazione, la soluzione sia piaciuta molto all’utenza che non vede l’ora di combattere le zanzare a colpi di suonerie per cellulare (per fortuna inudibili ad orecchio umano almeno).

Considerando poi che SK Telecom ha al suo attivo 17 milioni di contratti nel proprio paese, si fa presto a capire come la cosa renderà contenta anche l’azienda, probabilmente molto più dei consumatori.

Non resta che vedere i primi risultati che saranno ottenuti dai “fortunati” utenti che utilizzeranno questo servizio, in attesa di essi, noi ci teniamo le nostre punture… e i 2,50$.

Fonte: DVice (http://dvice.com/archives/2008/07/sk_telecom_offe.php)

*di Federico Piccirilli*</description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>E’ ormai giunta l’estate e con essa le fastidiose compagne di tante serate al mare: le zanzare. Si è provato di tutto per scacciarle, dagli spray alle creme, dalle onde radio ai più fantasiosi rimedi casarecci, niente sembra funzionare a dovere nell’arduo compito di farci da scudo contro le immancabili punture.<br />
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Quando si pensava che ormai non ci fosse più rimedio, ecco correre in nostro aiuto la compagnia telefonica sud coreana SK Telecom. Esatto, proprio una compagnia telefonico promette un nuovo metodo per porci al riparo da questi fastidiosi insetti.<br />
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<img src="http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080715111118_telefono-anti-zanzare.jpg" border="0" alt="" /><br />
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In pratica un cellulare anti-zanzare… mmm… funzionerà? Tanto vale provare pure questa.<br />
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Alla modica cifra di 2,50$ la SK Telecom invierà sul vostro telefono un suono ad alta frequenza in grado, secondo loro, di scacciare tutte le zanzare presenti nelle vicinanze entro un metro dall’utente, essendo simile a quello prodotto dagli esemplari maschi, che le femmine (le responsabili delle punture) tendono ad evitare.<br />
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Se l’idea non convince più di tanto, pare che invece nella Corea del Sud, dove l’estate umida e calda è una vera e propria manna per questi insetti, causando evidenti problemi alla popolazione, la soluzione sia piaciuta molto all’utenza che non vede l’ora di combattere le zanzare a colpi di suonerie per cellulare (per fortuna inudibili ad orecchio umano almeno).<br />
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Considerando poi che SK Telecom ha al suo attivo 17 milioni di contratti nel proprio paese, si fa presto a capire come la cosa renderà contenta anche l’azienda, probabilmente molto più dei consumatori.<br />
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Non resta che vedere i primi risultati che saranno ottenuti dai “fortunati” utenti che utilizzeranno questo servizio, in attesa di essi, noi ci teniamo le nostre punture… e i 2,50$.<br />
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Fonte: <a href="http://dvice.com/archives/2008/07/sk_telecom_offe.php" target="_blank">DVice</a><br />
<br />
<i><b>di Federico Piccirilli</b></i></div>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>Zell</dc:creator>
			<guid isPermaLink="true">http://www.pctuner.net/forum/blogs/zell/200-un-cellulare-contro-le-zanzare-e-proviamo-anche-questa.html</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Stix, presto un Wiimote anche per PC</title>
			<link>http://www.pctuner.net/forum/blogs/zell/199-stix-presto-un-wiimote-anche-per-pc.html</link>
			<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 16:51:23 GMT</pubDate>
			<description>La tecnologia di riconoscimento del movimento, introdotta in ambito domestico con la console Nintendo Wii, ha decretato il successo di questa piattaforma da gioco oltre ogni aspettativa. Il sistema infatti ha portato una ventata d’aria fresca nel mondo delle console che, a parte i vari miglioramenti legati alla grafica ed alla spettacolarità complessiva dei giochi, non vedevano una seria innovazione nel gameplay ormai da molto tempo.

Un prodotto il Wii che ha saputo combattere con i suoi avversari, rispondendo alla grafica di ultima generazione, con giochi semplici ma dotati di grandi capacità di coinvolgimento, il tutto grazie appunto all’introduzione dei telecomandi Wiimote.

Questa tecnologia però sta pian piano uscendo dall’ambito esclusivamente ludico e si sta facendo strada anche in certi esemplari di lettori ottici stand-alone e TV di nuova concezione. Ma la novità di cui parliamo oggi è l’introduzione di questa soluzione anche sui PC. 

Si tratta di Stix, in tutto e per tutto simile al classico Wiimote della Nintendo, permetterà infatti di utilizzare il motion sensing anche sui normali computer di casa.

Image: http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080711183054_Stix-wiimote-1.jpg 

Stix sarà disponibile ad Agosto in tre versioni: 100, 200 e 400. Mentre del modello di fascia più bassa, ossia il 100, non si sa quasi nulla, è certo che la differenza tra il 200 ed il 400 sta nel fatto che quest’ultimo sarà capace di gestire movimenti in tre dimensioni invece che due e potrà accedere ad un parco giochi più ampio su internet.

Vale la pena soffermarci su quest’ultimo punto. Gli Stix infatti non permettono di essere usati coi classici giochi commerciali che troviamo sugli scaffali dei negozi (alcune indiscrezioni parlano della possibilità che invece con il 400 ci siano buone speranze invece), ma sono pensati per sfruttare una serie di giochi online messi a disposizione dalla stessa casa produttrice. In questo modo la sfida si sposta su scala globale, permettendo di giocare non solo contro avversari fisici presenti davanti al proprio monitor, ma di cimentarsi anche con persone sparse in tutto il mondo.

Come per il collega della Nintendo, anche Stix punta su giochi piuttosto semplici ma che permettono un grande coinvolgimento dell’utente e, cosa molto gradita, sono assolutamente gratuiti per chi decida di acquistare questo controller. Praticamente al solo prezzo dello Stix viene data la possibilità di accedere a molti giochi online senza il bisogno di acquistare altro per il proprio divertimento. Ogni modello permette un quantitativo di giochi incrementale, così se con il 100 se ne potranno giocare solo alcuni, con il 400 si godrà della piena esperienza del parco software messo a disposizione dalla casa.

Si spera poi che le voci vengano confermate, e con il modello 400 sia veramente possibile utilizzare questo controller con i comuni giochi a cui siamo abituati. Questo renderebbe questa periferica molto più interessante per il gamer domestico abituato ai classici giochi per PC.

Image: http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080711183109_Stix-wiimote-2.jpg 

Per quanto riguarda le effettive caratteristiche tecniche, purtroppo ancora non è dato conoscere nulla, non è possibile quindi farsi un’idea dell’effettiva bontà di questa periferica che, almeno stando a quanto ci è dato sapere, sembra un prodotto che potrebbe replicare una parte di quel successo avuto con il Wii nel mondo dei personal computer.

Per chi fosse interessato non resta che attendere il mese prossimo, quando si potranno valutare oggettivamente le capacità dello Stix, sperando che non tradisca le aspettative.

Fonte: Sphere GoLive2 (http://sphere.golive2.com/)

*di Federico Piccirilli*</description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>La tecnologia di riconoscimento del movimento, introdotta in ambito domestico con la console Nintendo Wii, ha decretato il successo di questa piattaforma da gioco oltre ogni aspettativa. Il sistema infatti ha portato una ventata d’aria fresca nel mondo delle console che, a parte i vari miglioramenti legati alla grafica ed alla spettacolarità complessiva dei giochi, non vedevano una seria innovazione nel gameplay ormai da molto tempo.<br />
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Un prodotto il Wii che ha saputo combattere con i suoi avversari, rispondendo alla grafica di ultima generazione, con giochi semplici ma dotati di grandi capacità di coinvolgimento, il tutto grazie appunto all’introduzione dei telecomandi Wiimote.<br />
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Questa tecnologia però sta pian piano uscendo dall’ambito esclusivamente ludico e si sta facendo strada anche in certi esemplari di lettori ottici stand-alone e TV di nuova concezione. Ma la novità di cui parliamo oggi è l’introduzione di questa soluzione anche sui PC. <br />
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Si tratta di Stix, in tutto e per tutto simile al classico Wiimote della Nintendo, permetterà infatti di utilizzare il motion sensing anche sui normali computer di casa.<br />
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<img src="http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080711183054_Stix-wiimote-1.jpg" border="0" alt="" /><br />
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Stix sarà disponibile ad Agosto in tre versioni: 100, 200 e 400. Mentre del modello di fascia più bassa, ossia il 100, non si sa quasi nulla, è certo che la differenza tra il 200 ed il 400 sta nel fatto che quest’ultimo sarà capace di gestire movimenti in tre dimensioni invece che due e potrà accedere ad un parco giochi più ampio su internet.<br />
<br />
Vale la pena soffermarci su quest’ultimo punto. Gli Stix infatti non permettono di essere usati coi classici giochi commerciali che troviamo sugli scaffali dei negozi (alcune indiscrezioni parlano della possibilità che invece con il 400 ci siano buone speranze invece), ma sono pensati per sfruttare una serie di giochi online messi a disposizione dalla stessa casa produttrice. In questo modo la sfida si sposta su scala globale, permettendo di giocare non solo contro avversari fisici presenti davanti al proprio monitor, ma di cimentarsi anche con persone sparse in tutto il mondo.<br />
<br />
Come per il collega della Nintendo, anche Stix punta su giochi piuttosto semplici ma che permettono un grande coinvolgimento dell’utente e, cosa molto gradita, sono assolutamente gratuiti per chi decida di acquistare questo controller. Praticamente al solo prezzo dello Stix viene data la possibilità di accedere a molti giochi online senza il bisogno di acquistare altro per il proprio divertimento. Ogni modello permette un quantitativo di giochi incrementale, così se con il 100 se ne potranno giocare solo alcuni, con il 400 si godrà della piena esperienza del parco software messo a disposizione dalla casa.<br />
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Si spera poi che le voci vengano confermate, e con il modello 400 sia veramente possibile utilizzare questo controller con i comuni giochi a cui siamo abituati. Questo renderebbe questa periferica molto più interessante per il gamer domestico abituato ai classici giochi per PC.<br />
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<img src="http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080711183109_Stix-wiimote-2.jpg" border="0" alt="" /><br />
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Per quanto riguarda le effettive caratteristiche tecniche, purtroppo ancora non è dato conoscere nulla, non è possibile quindi farsi un’idea dell’effettiva bontà di questa periferica che, almeno stando a quanto ci è dato sapere, sembra un prodotto che potrebbe replicare una parte di quel successo avuto con il Wii nel mondo dei personal computer.<br />
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Per chi fosse interessato non resta che attendere il mese prossimo, quando si potranno valutare oggettivamente le capacità dello Stix, sperando che non tradisca le aspettative.<br />
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Fonte: <a href="http://sphere.golive2.com/" target="_blank">Sphere GoLive2</a><br />
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<i><b>di Federico Piccirilli</b></i></div>

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			<dc:creator>Zell</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>Hasselblad H3DII50 da 50Mpixel: il marchio svedese stupisce ancora una volta</title>
			<link>http://www.pctuner.net/forum/blogs/zell/198-hasselblad-h3dii50-da-50mpixel-il-marchio-svedese-stupisce-ancora-una-volta.html</link>
			<pubDate>Wed, 09 Jul 2008 15:27:43 GMT</pubDate>
			<description>Hasselblad è pronta per confrontarsi nuovamente col mercato professionale, a breve il lancio della nuovissima H3DII-50, una macchina fotografica dalle caratteristiche impressionanti.

Image: http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080709171820_Hasselblad-H3DII50-1.jpg 

Dotata di un sensore Kodak da 36 x 48mm, il doppio di un normale Full Frame usato comunemente dai professionisti della fotografia, questa macchina ha la risoluzione più grande mai vista fin ora su una reflex: ben 50 megapixel!

Se foste intenzionati a prendere in considerazione l’acquisto di questa macchina, sarà meglio cominciare a pensare anche ad un generoso corredo di schede di memoria, i files generati alla massima risoluzione occupano ben 300MB ciascuno, ed è possibile scattare fino ad un’immagine al secondo… le vostre schede da 2GB avranno vita breve.

Purtroppo non esistono ancora prove dell’effettiva qualità della H3DII-50, ma a quanto pare si tratta dell’evoluzione della già impressionante H3DII-39 da 39Mpixel. In pratica miglior display che passa a 3”, motore di messa a fuoco più veloce, correzione APO digitale integrata, nuovo sistema di raffreddamento per il sensore ed un’interfaccia completamente ristrutturata rispetto ai modelli precedenti.

Resta il dubbio di come una risoluzione così elevata si comporterà sul campo, il rumore di fondo anche a bassi ISO potrebbe infatti rivelarsi un problema, anche se, in una macchina con queste caratteristiche e dedicata ad un target di professionisti “estremi”, difficilmente è pensabile che sia stata tralasciata una cosa tanto ovvia. E’ anche vero però che, come si legge dalle specifiche tecniche, la sensibilità massima è limitata a 400 ISO (800 via software).

Image: http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080709171839_Hasselblad-H3DII50-2.jpg 

Non manca ovviamente una ricca dotazione di accessori e lenti adatte al corpo macchina, dai mirini regolabili al modulo GPS, fino ad arrivare a veri e propri hard disk esterni collegabili per non avere problemi anche nelle sessioni più lunghe.

Gli obiettivi, rigorosamente a focale fissa, vanno dai 28mm ai 300mm, disponibile anche un anello moltiplicatore da 1.7x e un modello zoom da 50-100 3,5-4,5. E’ tuttavia possibile montare tutte le lenti della serie V tramite adattatore.

Imponente nell’aspetto, impressionante nelle caratteristiche tecniche, la H3DII50 mette paura soprattutto nel prezzo. Ancora non ufficializzato, dato che il lancio è previsto per il mese di Ottobre, non sarà di certo inferiore a quello della sorella a 39Mpixel, che già raggiungeva la bellezza di 37,000$. Hasselblad ha pensato però ai suoi clienti che hanno sborsato tale cifra, permettendogli di passare al modello 50 semplicemente restituendo il vecchio corpo e pagando la differenza tra i prezzi di listino, come se fossero nuovi.

Se avete bisogno di scattare immagini da pubblicare su intere pareti, se siete maniaci del cropping, o semplicemente se volete quanto di più impressionante ci sia sul mercato per fare invidia agli amici fotografi… probabilmente è meglio che pensiate ad altro, tanto non ve la potrete permettere. Se invece siete tra i pochissimi fortunati pronti a impegnarsi per una tale cifra per la macchina dei loro sogni allora vi conviene cominciare a prenotarla fin d’ora, dato che certamente non saranno moltissimi gli esemplari prodotti almeno inizialmente.

Fonte: Hasselblad (http://it.hasselblad.com/)

*di Federico Piccirilli*</description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Hasselblad è pronta per confrontarsi nuovamente col mercato professionale, a breve il lancio della nuovissima H3DII-50, una macchina fotografica dalle caratteristiche impressionanti.<br />
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<img src="http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080709171820_Hasselblad-H3DII50-1.jpg" border="0" alt="" /><br />
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Dotata di un sensore Kodak da 36 x 48mm, il doppio di un normale Full Frame usato comunemente dai professionisti della fotografia, questa macchina ha la risoluzione più grande mai vista fin ora su una reflex: ben 50 megapixel!<br />
<br />
Se foste intenzionati a prendere in considerazione l’acquisto di questa macchina, sarà meglio cominciare a pensare anche ad un generoso corredo di schede di memoria, i files generati alla massima risoluzione occupano ben 300MB ciascuno, ed è possibile scattare fino ad un’immagine al secondo… le vostre schede da 2GB avranno vita breve.<br />
<br />
Purtroppo non esistono ancora prove dell’effettiva qualità della H3DII-50, ma a quanto pare si tratta dell’evoluzione della già impressionante H3DII-39 da 39Mpixel. In pratica miglior display che passa a 3”, motore di messa a fuoco più veloce, correzione APO digitale integrata, nuovo sistema di raffreddamento per il sensore ed un’interfaccia completamente ristrutturata rispetto ai modelli precedenti.<br />
<br />
Resta il dubbio di come una risoluzione così elevata si comporterà sul campo, il rumore di fondo anche a bassi ISO potrebbe infatti rivelarsi un problema, anche se, in una macchina con queste caratteristiche e dedicata ad un target di professionisti “estremi”, difficilmente è pensabile che sia stata tralasciata una cosa tanto ovvia. E’ anche vero però che, come si legge dalle specifiche tecniche, la sensibilità massima è limitata a 400 ISO (800 via software).<br />
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<img src="http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080709171839_Hasselblad-H3DII50-2.jpg" border="0" alt="" /><br />
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Non manca ovviamente una ricca dotazione di accessori e lenti adatte al corpo macchina, dai mirini regolabili al modulo GPS, fino ad arrivare a veri e propri hard disk esterni collegabili per non avere problemi anche nelle sessioni più lunghe.<br />
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Gli obiettivi, rigorosamente a focale fissa, vanno dai 28mm ai 300mm, disponibile anche un anello moltiplicatore da 1.7x e un modello zoom da 50-100 3,5-4,5. E’ tuttavia possibile montare tutte le lenti della serie V tramite adattatore.<br />
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Imponente nell’aspetto, impressionante nelle caratteristiche tecniche, la H3DII50 mette paura soprattutto nel prezzo. Ancora non ufficializzato, dato che il lancio è previsto per il mese di Ottobre, non sarà di certo inferiore a quello della sorella a 39Mpixel, che già raggiungeva la bellezza di 37,000$. Hasselblad ha pensato però ai suoi clienti che hanno sborsato tale cifra, permettendogli di passare al modello 50 semplicemente restituendo il vecchio corpo e pagando la differenza tra i prezzi di listino, come se fossero nuovi.<br />
<br />
Se avete bisogno di scattare immagini da pubblicare su intere pareti, se siete maniaci del cropping, o semplicemente se volete quanto di più impressionante ci sia sul mercato per fare invidia agli amici fotografi… probabilmente è meglio che pensiate ad altro, tanto non ve la potrete permettere. Se invece siete tra i pochissimi fortunati pronti a impegnarsi per una tale cifra per la macchina dei loro sogni allora vi conviene cominciare a prenotarla fin d’ora, dato che certamente non saranno moltissimi gli esemplari prodotti almeno inizialmente.<br />
<br />
Fonte: <a href="http://it.hasselblad.com/" target="_blank">Hasselblad</a><br />
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<i><b>di Federico Piccirilli</b></i></div>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>Zell</dc:creator>
			<guid isPermaLink="true">http://www.pctuner.net/forum/blogs/zell/198-hasselblad-h3dii50-da-50mpixel-il-marchio-svedese-stupisce-ancora-una-volta.html</guid>
		</item>
		<item>
			<title>iPhone 3g: petizione contro le tariffe di TIM  e Vodafone!!!</title>
			<link>http://www.pctuner.net/forum/blogs/icecold/197-iphone-3g-petizione-contro-le-tariffe-di-tim-e-vodafone.html</link>
			<pubDate>Wed, 09 Jul 2008 05:38:55 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[_iPhoneAffossato.com!!!_

Questo è il sito creato da Kiro di "melamorsicata.it" dopo lo sbarco ufficiale delle tariffe Tim e Vodafone, per sperare che gli operatori tornino sui loro passi!.

Image: http://www.iphoneaffossato.com/wp-content/uploads/2008/07/banner.jpg 

Con questa petizione vogliamo dichiarare la nostra indignazione contro la politica tariffaria che TIM e Vodafone hanno deciso di applicare nella vendita dell’iPhone 3G. Abbiamo atteso oltre 1 anno e mezzo per avere l’iPhone in Italia, esattamente dal gennaio del 2007, quando Apple lo lanciò per poi venderlo a giugno solo per gli USA.

Dopo tanta attesa apprendiamo che le tariffe di TIM e Vodafone sono molto sconfortanti, soprattutto alla luce della crisi economica che riduce il potere d’acquisto delle famiglie. Riteniamo che le attuali tariffe di TIM e Vodafone porteranno danni all’immagine che Apple ha costruito per il telefono, danneggiando la fidelizzazione dei clienti e la diffusione della piattaforma sul territorio. Siamo delusi e sconcertati perchè molti di noi dovranno rinunciare all’acquisto dell’iPhone 3G e riteniamo che questa politica affossi la diffusione del telefono in Italia, portando i cittadini italiani ad essere ancora una volta l’ultima ruota del carro mentre negli altri Paesi europei e mondiali (ben 22 dall’11 luglio) potranno beneficiarne di tutti gli aspetti del telefono.

Perchè dobbiamo essere sfruttati mentre i cugini inglesi possono beneficiare delle tariffe di O2?
http://www.o2.co.uk/iphone/paymonthly

E i cinesi delle ottime applicate ad Hong Kong?
http://iphone.three.com.hk/website/en/iplan.html

Gli olandesi con le agevoli tariffe di T-Mobile?
http://www.t-mobile.nl/iphone/tarieven.html

Si potrebbero fare tante altre comparative, ma la conclusione è che le tariffe di TIM e Vodafone sono altissime. Per tale motivo chiediamo che siano riformulate e rese più conformi al mercato italiano pena una nostra azione di boicottaggio nell’acquisto dell’iPhone 3G.

Sperando in un reale interessamento.

Per ora sono state raccolte 4862 firme!

_*IceCold*_

Fonte: *MelaMorsicata* (http://www.melamorsicata.it/mela/2008/07/08/tim-inserisce-le-tariffe-nel-sito-e-parte-la-petizione/),*iPhoneAffossato* (http://www.iphoneaffossato.com/)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><u><font color="Black"><font size="6">iPhoneAffossato.com!!!</font></font></u><br />
<br />
<div align="center">Questo è il sito creato da Kiro di &quot;melamorsicata.it&quot; dopo lo sbarco ufficiale delle tariffe Tim e Vodafone, per sperare che gli operatori tornino sui loro passi!.<br />
<br />
<img src="http://www.iphoneaffossato.com/wp-content/uploads/2008/07/banner.jpg" border="0" alt="" /><br />
<br />
<i>Con questa petizione vogliamo dichiarare la nostra indignazione contro la politica tariffaria che TIM e Vodafone hanno deciso di applicare nella vendita dell’iPhone 3G. Abbiamo atteso oltre 1 anno e mezzo per avere l’iPhone in Italia, esattamente dal gennaio del 2007, quando Apple lo lanciò per poi venderlo a giugno solo per gli USA.<br />
<br />
Dopo tanta attesa apprendiamo che le tariffe di TIM e Vodafone sono molto sconfortanti, soprattutto alla luce della crisi economica che riduce il potere d’acquisto delle famiglie. Riteniamo che le attuali tariffe di TIM e Vodafone porteranno danni all’immagine che Apple ha costruito per il telefono, danneggiando la fidelizzazione dei clienti e la diffusione della piattaforma sul territorio. Siamo delusi e sconcertati perchè molti di noi dovranno rinunciare all’acquisto dell’iPhone 3G e riteniamo che questa politica affossi la diffusione del telefono in Italia, portando i cittadini italiani ad essere ancora una volta l’ultima ruota del carro mentre negli altri Paesi europei e mondiali (ben 22 dall’11 luglio) potranno beneficiarne di tutti gli aspetti del telefono.<br />
<br />
Perchè dobbiamo essere sfruttati mentre i cugini inglesi possono beneficiare delle tariffe di O2?<br />
<a href="http://www.o2.co.uk/iphone/paymonthly" target="_blank">http://www.o2.co.uk/iphone/paymonthly</a><br />
<br />
E i cinesi delle ottime applicate ad Hong Kong?<br />
<a href="http://iphone.three.com.hk/website/en/iplan.html" target="_blank">http://iphone.three.com.hk/website/en/iplan.html</a><br />
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Gli olandesi con le agevoli tariffe di T-Mobile?<br />
<a href="http://www.t-mobile.nl/iphone/tarieven.html" target="_blank">http://www.t-mobile.nl/iphone/tarieven.html</a><br />
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Si potrebbero fare tante altre comparative, ma la conclusione è che le tariffe di TIM e Vodafone sono altissime. Per tale motivo chiediamo che siano riformulate e rese più conformi al mercato italiano pena una nostra azione di boicottaggio nell’acquisto dell’iPhone 3G.<br />
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Sperando in un reale interessamento.</i></div><br />
Per ora sono state raccolte 4862 firme!<br />
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<font size="1"><font color="Magenta"><u><b>IceCold</b></u></font></font><br />
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Fonte: <a href="http://www.melamorsicata.it/mela/2008/07/08/tim-inserisce-le-tariffe-nel-sito-e-parte-la-petizione/" target="_blank"><b>MelaMorsicata</b></a>,<a href="http://www.iphoneaffossato.com/" target="_blank"><b>iPhoneAffossato</b></a></div>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>IceCold</dc:creator>
			<guid isPermaLink="true">http://www.pctuner.net/forum/blogs/icecold/197-iphone-3g-petizione-contro-le-tariffe-di-tim-e-vodafone.html</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Per chi volesse un lampadario... : originale!!!</title>
			<link>http://www.pctuner.net/forum/blogs/icecold/196-per-chi-volesse-un-lampadario-originale.html</link>
			<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 06:27:17 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[Avete voglia di rinnovare i lampadari nelle vostre case??

La Rock and Royal allora fa al caso vostro!

Ed ecco presentata la nuova linea dei suoi ( particolari?) lampadari di lusso!!

Image: http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080708081824_rock-royal-1.jpg 

L'artista Hans van Bentem mescola il suo talento e la sua creatività con il cristallo di Boemia più eccellente. I risultati sono lampadari e candelabri di magnifica fattura. 

Image: http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080708082257_rock-royal-2.jpg Image: http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080708082429_rock-royal-chandeliers_5.jpg 

Una fusione tra la vecchia e la nuova tradizione porta una nuova visione dei lampadari di lusso.

*Fonte:* BallerHouse (http://www.ballerhouse.com/2008/07/03/rock-and-royal-custom-chandeliers-letting-it-all-hang-out/)

_IceCold_]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Avete voglia di rinnovare i lampadari nelle vostre case??<br />
<br />
La Rock and Royal allora fa al caso vostro!<br />
<br />
Ed ecco presentata la nuova linea dei suoi ( particolari?) lampadari di lusso!!<br />
<br />
<img src="http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080708081824_rock-royal-1.jpg" border="0" alt="" /><br />
<br />
L'artista Hans van Bentem mescola il suo talento e la sua creatività con il cristallo di Boemia più eccellente. I risultati sono lampadari e candelabri di magnifica fattura. <br />
<br />
<img src="http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080708082257_rock-royal-2.jpg" border="0" alt="" /><img src="http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080708082429_rock-royal-chandeliers_5.jpg" border="0" alt="" /><br />
<br />
Una fusione tra la vecchia e la nuova tradizione porta una nuova visione dei lampadari di lusso.<br />
<br />
<b>Fonte:</b> <a href="http://www.ballerhouse.com/2008/07/03/rock-and-royal-custom-chandeliers-letting-it-all-hang-out/" target="_blank">BallerHouse</a><br />
<br />
<font face="Arial Black"><font size="1"><font color="Magenta"><u>IceCold</u></font></font></font></div>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>IceCold</dc:creator>
			<guid isPermaLink="true">http://www.pctuner.net/forum/blogs/icecold/196-per-chi-volesse-un-lampadario-originale.html</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Dubai pronta a stupire nel 2009: ennesimo progetto faraonico per gli Emirati Arabi</title>
			<link>http://www.pctuner.net/forum/blogs/zell/195-dubai-pronta-stupire-nel-2009-ennesimo-progetto-faraonico-per-gli-emirati-arabi.html</link>
			<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 05:31:54 GMT</pubDate>
			<description>E’ già in cantiere il progetto Downtown Burj Dubai, gigantesco centro d’affari per gli Emirati Arabi della Emaar Properties. Ma per promuoverlo a dovere, anche come attrazione turistica, si è pensato a realizzare qualcosa che colpisse veramente l’attenzione dei visitatori.

Non ha ancora un nome e dovrebbe essere pronta nel 2009, ma di certo quella che si andrà a realizzare sarà la fontana più imponente del mondo. Scordatevi le famose fontane del Hotel Bellagio di Las Vegas, rese celebri da innumerevoli produzioni cinematografiche; dimenticatevi di opere storiche come la nostrana Fontana di Trevi; quella di Dubai è un progetto faraonico che non teme alcun confronto, per adesso solo sulla carta.

Image: http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080707071711_fontana-dubai-1.jpg 

Image: http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080707071743_fontana-dubai-2.jpg 

Image: http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080707071805_fontana-dubai-3.jpg 

Se non bastassero le foto, mettiamo qualche dato tecnico. Capace di spingere l’acqua ad un’altezza di 150 metri, occupante un’area larga 275 metri, la fontana eroga ben 75,700 litri d’acqua al minuto. Se ciò non bastasse sono presenti anche 6,600 luci, 50 proiettori ed un non meglio specificato sistema di diffusione audio, con queste caratteristiche la fontana non solo è in grado di cambiare colore, ma può creare veri e propri spettacoli audiovisivi per gli astanti. Il tutto dovrebbe raggiungere l’altrettanto imponente cifra di 218 milioni di dollari… giusto negli Emirati Arabi era possibile un progetto del genere.

Image: http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080707071819_fontana-dubai-4.jpg 

Bisogna proprio fare un plauso ai progettisti che hanno creato quest’opera, non sarà certo di grande utilità, ma la sua bellezza è innegabile e basta pensare al lavoro che c’è dietro ad un progetto del genere per rendersi conto della difficoltà intrinseca nel realizzare un’attrazione del genere.

Se l’anno prossimo avevate già in mente di farvi un giro a Dubai ora avete una metà in più da visitare. Se invece non avevate ancora fatto progetti per una vacanza, adesso avete una nuova meta da aggiungere alla vostra lista di possibilità.

Fonte: Luxury Launches (http://www.luxurylaunches.com/travel/worlds_largest_water_fountain_in_dubai_dwarfs_the_bellagio_fountain.php)

*di Federico Piccirilli*</description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>E’ già in cantiere il progetto Downtown Burj Dubai, gigantesco centro d’affari per gli Emirati Arabi della Emaar Properties. Ma per promuoverlo a dovere, anche come attrazione turistica, si è pensato a realizzare qualcosa che colpisse veramente l’attenzione dei visitatori.<br />
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Non ha ancora un nome e dovrebbe essere pronta nel 2009, ma di certo quella che si andrà a realizzare sarà la fontana più imponente del mondo. Scordatevi le famose fontane del Hotel Bellagio di Las Vegas, rese celebri da innumerevoli produzioni cinematografiche; dimenticatevi di opere storiche come la nostrana Fontana di Trevi; quella di Dubai è un progetto faraonico che non teme alcun confronto, per adesso solo sulla carta.<br />
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<img src="http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080707071711_fontana-dubai-1.jpg" border="0" alt="" /><br />
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<img src="http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080707071743_fontana-dubai-2.jpg" border="0" alt="" /><br />
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<img src="http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080707071805_fontana-dubai-3.jpg" border="0" alt="" /><br />
<br />
Se non bastassero le foto, mettiamo qualche dato tecnico. Capace di spingere l’acqua ad un’altezza di 150 metri, occupante un’area larga 275 metri, la fontana eroga ben 75,700 litri d’acqua al minuto. Se ciò non bastasse sono presenti anche 6,600 luci, 50 proiettori ed un non meglio specificato sistema di diffusione audio, con queste caratteristiche la fontana non solo è in grado di cambiare colore, ma può creare veri e propri spettacoli audiovisivi per gli astanti. Il tutto dovrebbe raggiungere l’altrettanto imponente cifra di 218 milioni di dollari… giusto negli Emirati Arabi era possibile un progetto del genere.<br />
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<img src="http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080707071819_fontana-dubai-4.jpg" border="0" alt="" /><br />
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Bisogna proprio fare un plauso ai progettisti che hanno creato quest’opera, non sarà certo di grande utilità, ma la sua bellezza è innegabile e basta pensare al lavoro che c’è dietro ad un progetto del genere per rendersi conto della difficoltà intrinseca nel realizzare un’attrazione del genere.<br />
<br />
Se l’anno prossimo avevate già in mente di farvi un giro a Dubai ora avete una metà in più da visitare. Se invece non avevate ancora fatto progetti per una vacanza, adesso avete una nuova meta da aggiungere alla vostra lista di possibilità.<br />
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Fonte: <a href="http://www.luxurylaunches.com/travel/worlds_largest_water_fountain_in_dubai_dwarfs_the_bellagio_fountain.php" target="_blank">Luxury Launches</a><br />
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<b><i>di Federico Piccirilli</i></b></div>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>Zell</dc:creator>
			<guid isPermaLink="true">http://www.pctuner.net/forum/blogs/zell/195-dubai-pronta-stupire-nel-2009-ennesimo-progetto-faraonico-per-gli-emirati-arabi.html</guid>
		</item>
		<item>
			<title>CDT lancia un Media Player portatile dal costo veramente interessante</title>
			<link>http://www.pctuner.net/forum/blogs/zell/194-cdt-lancia-un-media-player-portatile-dal-costo-veramente-interessante.html</link>
			<pubDate>Fri, 04 Jul 2008 06:02:55 GMT</pubDate>
			<description>Il design forse non è stupendo, le caratteristiche non sono eccezionali, certo è che il PMP (Portable Media Player) di CDT, semi-sconosciuta azienda cinese, farà parlare di sé molto presto. Non fosse altro che per il prezzo di 102$, al cambio odierno parliamo quindi di 65€!

Per questa cifra abbiamo tutte le funzioni classiche di un PMP quali riproduzione audio, foto e video, ma anche un ricevitore A-GPS integrato, 2GB di memoria ed un ampio display di tipo touch da 3”.

Image: http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080704075438_cdt-pmp-1.jpg 

Esteticamente non è certo il massimo, ma a detta dei costruttori, è stato pensato per avere la massima resistenza ai danneggiamenti accidentali. La scocca è interamente in plastica con due “hand grip” ai lati che ne assicurano una buona impugnabilità. Sarà anche resistente ma il design proprio non convince, la sensazione a prima vista è di una costruzione piuttosto scadente e i materiali stessi non sembrano il massimo della ricercatezza sia estetica che strutturale.

Image: http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080704075451_cdt-pmp-2.jpg 

Purtroppo queste foto sono tutto quello che è dato conoscere sul PMP di CDT, che non si è sbottonata neanche per quanto riguarda il nome che avrà sul mercato. Le caratteristiche tecniche ovviamente sono sconosciute, si spera soltanto che tutte le promesse di funzionalità fatte abbiano poi effettivamente riscontro nel prodotto finale che, specie ad un prezzo così interessante, potrebbe ottenere un buon volume di vendite anche al di fuori  dei propri confini nazionali.

Fonte: PMPToday (http://www.pmptoday.com/2008/06/27/a-different-kind-of-pmp-pnd-from-cdt/)

*di Federico Piccirilli*</description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Il design forse non è stupendo, le caratteristiche non sono eccezionali, certo è che il PMP (Portable Media Player) di CDT, semi-sconosciuta azienda cinese, farà parlare di sé molto presto. Non fosse altro che per il prezzo di 102$, al cambio odierno parliamo quindi di 65€!<br />
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Per questa cifra abbiamo tutte le funzioni classiche di un PMP quali riproduzione audio, foto e video, ma anche un ricevitore A-GPS integrato, 2GB di memoria ed un ampio display di tipo touch da 3”.<br />
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<img src="http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080704075438_cdt-pmp-1.jpg" border="0" alt="" /><br />
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Esteticamente non è certo il massimo, ma a detta dei costruttori, è stato pensato per avere la massima resistenza ai danneggiamenti accidentali. La scocca è interamente in plastica con due “hand grip” ai lati che ne assicurano una buona impugnabilità. Sarà anche resistente ma il design proprio non convince, la sensazione a prima vista è di una costruzione piuttosto scadente e i materiali stessi non sembrano il massimo della ricercatezza sia estetica che strutturale.<br />
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<img src="http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080704075451_cdt-pmp-2.jpg" border="0" alt="" /><br />
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Purtroppo queste foto sono tutto quello che è dato conoscere sul PMP di CDT, che non si è sbottonata neanche per quanto riguarda il nome che avrà sul mercato. Le caratteristiche tecniche ovviamente sono sconosciute, si spera soltanto che tutte le promesse di funzionalità fatte abbiano poi effettivamente riscontro nel prodotto finale che, specie ad un prezzo così interessante, potrebbe ottenere un buon volume di vendite anche al di fuori  dei propri confini nazionali.<br />
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Fonte: <a href="http://www.pmptoday.com/2008/06/27/a-different-kind-of-pmp-pnd-from-cdt/" target="_blank">PMPToday</a><br />
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<i><b>di Federico Piccirilli</b></i></div>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>Zell</dc:creator>
			<guid isPermaLink="true">http://www.pctuner.net/forum/blogs/zell/194-cdt-lancia-un-media-player-portatile-dal-costo-veramente-interessante.html</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Fotocamera a 360° da Olympus, per la sorveglianza ma non solo</title>
			<link>http://www.pctuner.net/forum/blogs/zell/193-fotocamera-360-da-olympus-per-la-sorveglianza-ma-non-solo.html</link>
			<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 07:49:08 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[Olympus svela il suo nuovo modello di fotocamera con funzionamento a 360°. Già si erano viste macchine fotografiche del genere, ma la particolarità della soluzione Olympus risiede nell’unica lente che viene montata sopra il corpo macchina: rimpiazzando il consueto set di lenti necessario per foto di tale ampiezza di campo. La limitazione di questa soluzione è che diventa impossibile scattare a 360° anche in verticale, dove l’ampiezza è ristretta ad un massimo di 180°.

Image: http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080701093844_olympus_360_camera.jpg 

Visto l’impiego per cui è stata progettata, ossia la sorveglianza di interni, teoricamente il limite di campo verticale non dovrebbe essere un problema di grosso peso, dato che non è necessario fotografare il soffitto o il pavimento in asse con la macchina, in tale situazione.

I dati che sono stati forniti dal dipartimento interno di R&S (Ricerca e Sviluppo), Future Creation Laboratory, sono ben pochi, si sa soltanto che viene utilizzata un’unica lente con un vetro del diametro di 3 cm. 

Nessuna parola su quando e a che prezzo verrà resa disponibile, anche se si parla di una possibile applicazione per videoconferenze, utile nel caso la si ponga al centro della stanza, sfruttando quindi un unico apparecchio per tutti i partecipanti di una stessa sede.

Il prototipo che era stato presentato tempo fa era passato agli occhi degli interessati solo come una “technology preview” priva di scopo pratico. Con questo modello invece Olympus intende ribadire il fatto che la macchina si farà e potrà essere applicata proficuamente nei campi per cui è stata pensata.

Fonte: Dvice (http://dvice.com/archives/2008/06/olympus_tinkeri.php)

*di Federico Piccirilli*]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Olympus svela il suo nuovo modello di fotocamera con funzionamento a 360°. Già si erano viste macchine fotografiche del genere, ma la particolarità della soluzione Olympus risiede nell’unica lente che viene montata sopra il corpo macchina: rimpiazzando il consueto set di lenti necessario per foto di tale ampiezza di campo. La limitazione di questa soluzione è che diventa impossibile scattare a 360° anche in verticale, dove l’ampiezza è ristretta ad un massimo di 180°.<br />
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<img src="http://www.pctunerup.com/up/results/_200807/20080701093844_olympus_360_camera.jpg" border="0" alt="" /><br />
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Visto l’impiego per cui è stata progettata, ossia la sorveglianza di interni, teoricamente il limite di campo verticale non dovrebbe essere un problema di grosso peso, dato che non è necessario fotografare il soffitto o il pavimento in asse con la macchina, in tale situazione.<br />
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I dati che sono stati forniti dal dipartimento interno di R&amp;S (Ricerca e Sviluppo), Future Creation Laboratory, sono ben pochi, si sa soltanto che viene utilizzata un’unica lente con un vetro del diametro di 3 cm. <br />
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Nessuna parola su quando e a che prezzo verrà resa disponibile, anche se si parla di una possibile applicazione per videoconferenze, utile nel caso la si ponga al centro della stanza, sfruttando quindi un unico apparecchio per tutti i partecipanti di una stessa sede.<br />
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Il prototipo che era stato presentato tempo fa era passato agli occhi degli interessati solo come una “technology preview” priva di scopo pratico. Con questo modello invece Olympus intende ribadire il fatto che la macchina si farà e potrà essere applicata proficuamente nei campi per cui è stata pensata.<br />
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Fonte: <a href="http://dvice.com/archives/2008/06/olympus_tinkeri.php" target="_blank">Dvice</a><br />
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<i><b>di Federico Piccirilli</b></i></div>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>Zell</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Schermi giganti? L'America non resta certo a guardare.]]></title>
			<link>http://www.pctuner.net/forum/blogs/zell/192-schermi-giganti-lamerica-non-resta-certo-guardare.html</link>
			<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 07:04:42 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[In questi ultimi tempi sembra esserci una vera e propria sfida a chi riesce a costruire ed implementare il display più grande e spettacolare. Abbiamo già visto esempi come il NOVA (http://www.pctuner.net/forum/blogs/zell/138-zurigo-si-accende-nova-300-000-led-per-il-display-piu-grande-del-mondo.html) a Zurigo o quello del centro commerciale The Place (http://www.pctuner.net/forum/blogs/zell/162-linvasione-degli-schermi-giganteschi-colpisce-anche-pechino.html) a Pechino, ma ora è il turno degli americani che non restano certo a guardare, presentando a Philadelphia il nuovo megaschermo del Comcast Center.

Image: http://www.pctunerup.com/up/results/_200806/20080630084242_Comcast-10-million-pixel-display.jpg 

Dall’impressionante risoluzione di 10 milione di pixel ed occupante un’area di quasi 2000 metri quadri, lo schermo può riprodurre qualsiasi flusso video con una qualità di 5 volte maggiore a quella di un televisore HD.
Realizzato interamente sfruttando una quantità enorme di LED da 4 mm ravvicinati, forse non sarà il più grande mai costruito ma è probabilmente quello con la maggiore risoluzione attualmente disponibile.

Image: http://www.pctunerup.com/up/results/_200806/20080630084500_Comcast-10-million-pixel-gallery-2.jpg 

La costruzione è stata affidata niente meno che a Barco, marchio che per chi non lo sapesse è senza dubbio uno dei leader mondiali più apprezzati per le soluzioni video professionali. Il cuore del sistema è basato sul sistema LED NX-4, sull'hardware DX-700 preposto all'elaborazione dell'immagine e su Matrixpro che si occupa della gestione del flusso. Tra processori video, LED, router, chilometri di cavi e 27.000 GB di spazio di storage per le informazioni, Comcast ha pagato a Barco ben 22 milioni di dollari per il sistema completo. Una cifra che può sembrare impressionante ma, tutto sommato, in linea con quelle che si sono spese per altre realizzazioni simili.

Image: http://www.pctunerup.com/up/results/_200806/20080630085059_Comcast-10-million-pixel-gallery-3.jpg 

La domanda che come al solito sorge spontanea è: servono davvero questi megaschermi ipercostosi? Sicuramente di utilità pratica ne hanno ben poca, se togliamo la capacità di attrazione e quindi di pubblicità per l’azienda che li implementa, difficilmente possono essere destinati ad un uso diverso e più interessante per l’utenza.

Da non tralasciare neanche l’aspetto architettonico e quello tecnico, comunque li si consideri infatti, questi schermi giganti contribuiscono a testare nuove frontiere in termini di realizzazione tecnica così come idee innovative per quanto riguarda il design e la struttura che li ospita.

Image: http://www.pctunerup.com/up/results/_200806/20080630085344_Comcast-10-million-pixel-gallery-4.jpg 

Come al solito, se passate nei dintorni di Philadelphia, magari fateci un salto, di certo non ne rimarrete delusi. Intanto potete consolarvi con un video di quasi 10 minuti sulla presentazione del megaschermo del Comcast.

<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/BO6ty5RfnrA&hl=en"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/BO6ty5RfnrA&hl=en" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344"></embed></object>

Fonte: Dvice (http://dvice.com/archives/2008/06/this_is_what_10.php?p=8&cat=undefined#more)

*di Federico Piccirilli*]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>In questi ultimi tempi sembra esserci una vera e propria sfida a chi riesce a costruire ed implementare il display più grande e spettacolare. Abbiamo già visto esempi come il <a href="http://www.pctuner.net/forum/blogs/zell/138-zurigo-si-accende-nova-300-000-led-per-il-display-piu-grande-del-mondo.html" target="_blank">NOVA</a> a Zurigo o quello del centro commerciale <a href="http://www.pctuner.net/forum/blogs/zell/162-linvasione-degli-schermi-giganteschi-colpisce-anche-pechino.html" target="_blank">The Place</a> a Pechino, ma ora è il turno degli americani che non restano certo a guardare, presentando a Philadelphia il nuovo megaschermo del Comcast Center.<br />
<br />
<img src="http://www.pctunerup.com/up/results/_200806/20080630084242_Comcast-10-million-pixel-display.jpg" border="0" alt="" /><br />
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Dall’impressionante risoluzione di 10 milione di pixel ed occupante un’area di quasi 2000 metri quadri, lo schermo può riprodurre qualsiasi flusso video con una qualità di 5 volte maggiore a quella di un televisore HD.<br />
Realizzato interamente sfruttando una quantità enorme di LED da 4 mm ravvicinati, forse non sarà il più grande mai costruito ma è probabilmente quello con la maggiore risoluzione attualmente disponibile.<br />
<br />
<img src="http://www.pctunerup.com/up/results/_200806/20080630084500_Comcast-10-million-pixel-gallery-2.jpg" border="0" alt="" /><br />
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La costruzione è stata affidata niente meno che a Barco, marchio che per chi non lo sapesse è senza dubbio uno dei leader mondiali più apprezzati per le soluzioni video professionali. Il cuore del sistema è basato sul sistema LED NX-4, sull'hardware DX-700 preposto all'elaborazione dell'immagine e su Matrixpro che si occupa della gestione del flusso. Tra processori video, LED, router, chilometri di cavi e 27.000 GB di spazio di storage per le informazioni, Comcast ha pagato a Barco ben 22 milioni di dollari per il sistema completo. Una cifra che può sembrare impressionante ma, tutto sommato, in linea con quelle che si sono spese per altre realizzazioni simili.<br />
<br />
<img src="http://www.pctunerup.com/up/results/_200806/20080630085059_Comcast-10-million-pixel-gallery-3.jpg" border="0" alt="" /><br />
<br />
La domanda che come al solito sorge spontanea è: servono davvero questi megaschermi ipercostosi? Sicuramente di utilità pratica ne hanno ben poca, se togliamo la capacità di attrazione e quindi di pubblicità per l’azienda che li implementa, difficilmente possono essere destinati ad un uso diverso e più interessante per l’utenza.<br />
<br />
Da non tralasciare neanche l’aspetto architettonico e quello tecnico, comunque li si consideri infatti, questi schermi giganti contribuiscono a testare nuove frontiere in termini di realizzazione tecnica così come idee innovative per quanto riguarda il design e la struttura che li ospita.<br />
<br />
<img src="http://www.pctunerup.com/up/results/_200806/20080630085344_Comcast-10-million-pixel-gallery-4.jpg" border="0" alt="" /><br />
<br />
Come al solito, se passate nei dintorni di Philadelphia, magari fateci un salto, di certo non ne rimarrete delusi. Intanto potete consolarvi con un video di quasi 10 minuti sulla presentazione del megaschermo del Comcast.<br />
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<object width="425" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/&lt;object width=&quot;425&quot; height=&quot;344&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://www.youtube.com/v/BO6ty5RfnrA&amp;hl=en&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src=&quot;http://www.youtube.com/v/BO6ty5RfnrA&amp;hl=en&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; width=&quot;425&quot; height=&quot;344&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/&lt;object width=&quot;425&quot; height=&quot;344&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://www.youtube.com/v/BO6ty5RfnrA&amp;hl=en&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src=&quot;http://www.youtube.com/v/BO6ty5RfnrA&amp;hl=en&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; width=&quot;425&quot; height=&quot;344&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350"></embed></object><br />
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Fonte: <a href="http://dvice.com/archives/2008/06/this_is_what_10.php?p=8&amp;cat=undefined#more" target="_blank">Dvice</a><br />
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<i><b>di Federico Piccirilli</b></i></div>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>Zell</dc:creator>
			<guid isPermaLink="true">http://www.pctuner.net/forum/blogs/zell/192-schermi-giganti-lamerica-non-resta-certo-guardare.html</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Quantum Sleeper, trasforma il tuo letto in un bunker!</title>
			<link>http://www.pctuner.net/forum/blogs/zell/191-quantum-sleeper-trasforma-il-tuo-letto-un-bunker.html</link>
			<pubDate>Fri, 27 Jun 2008 08:25:10 GMT</pubDate>
			<description>Da oggi anche i più paranoici potranno dormire sonni tranquilli, è arrivato Quantum Sleeper, un letto in grado di resistere praticamente a qualsiasi cosa!

Image: http://www.pctunerup.com/up/results/_200806/20080627101422_quantum-sleeper.jpg 

Pesante quasi una tonnellata e, di fatto, più simile ad un sarcofago che ad un letto normale, Quantum Sleeper ha caratteristiche veramente inimmaginabili, tra le opzioni infatti troviamo: 

- Blindatura antiproiettile di 3,17 cm in policarbonato
- Aeratore con filtro per agenti biochimici
- Specchi nella parte superiore (per vedere all’esterno senza essere visti)
- Sensori di prossimità, di rilevazione ossigeno, fumo, movimento, ecc…
- Sistema di comunicazione d’emergenza comprensivo di cellulare, radio a onde corte, CB, ecc…
- Amplificatore audio per i suoni provenienti dall’esterno
- Chiusure ermetiche a prova di acqua o aria.
- Telecomando
- Completo per la toilette (non meglio specificato)
- Batterie di backup

Ma non è finita, durante l’attacco nucleare/tornado/invasione aliena probabilmente vi annoiereste chiusi nel vostro sarcofago, quindi i progettisti di Quantum Sleeper hanno pensato bene di inserirvi su richiesta anche un TV con lettore DVD/CD ed un PC, fino ad arrivare ad un frigorifero e ad un microonde! 
Resta da vedere come sarà possibile utilizzarli in uno spazio così angusto, ma di certo al paranoico modello farà piacere sapere che si sono.
Il tutto è controllato dal pannello di controllo interno, o dal telecomando (forse pensato nell’ipotesi che rimaneste chiusi all’interno, cosa tutt’altro che improbabile a ben vedere).

Il produttore tiene a specificare che, se posizionato a livello suolo sopra ad un pavimento di cemento, Quantum Sleeper è in grado di resistere anche ad uragani, tornado, terremoti, alluvioni e incendi.

Che altro dire, corriamo tutti a comprarlo e finalmente vivremo sonni tranquilli! Per soli 160.000€ non avremo più il problema ad addormentarci pensando ad un commando armato che ci devasta casa o qualche missile che ci piomba sul tetto. 

Deve essere diventato un mondo davvero triste se qualcuno è disposto a vivere in una sorta di bara per via delle sue paure irrazionali, anche perché a chi dovesse servire davvero un sistema di protezione di questo livello (e sono di certo pochissimi) ha a disposizioni ben altre soluzioni.

Comunque se qualcuno ha da buttare quasi un paio di centinaia di migliaia di dollari e prendersi un calmante per dormire gli sembra riduttivo, forse ha trovato l’oggetto dei suoi desideri: con Quantum Sleeper non avrà più paura di nulla (a meno che non sia claustrofobico).

Fonte: UberReview (http://www.uberreview.com/2008/06/quantum-sleeper-a-safe-nights-sleep-with-space-for-a-tin-foil-hat.htm)

*di Federico Piccirilli*</description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Da oggi anche i più paranoici potranno dormire sonni tranquilli, è arrivato Quantum Sleeper, un letto in grado di resistere praticamente a qualsiasi cosa!<br />
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<img src="http://www.pctunerup.com/up/results/_200806/20080627101422_quantum-sleeper.jpg" border="0" alt="" /><br />
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Pesante quasi una tonnellata e, di fatto, più simile ad un sarcofago che ad un letto normale, Quantum Sleeper ha caratteristiche veramente inimmaginabili, tra le opzioni infatti troviamo: <br />
<br />
- Blindatura antiproiettile di 3,17 cm in policarbonato<br />
- Aeratore con filtro per agenti biochimici<br />
- Specchi nella parte superiore (per vedere all’esterno senza essere visti)<br />
- Sensori di prossimità, di rilevazione ossigeno, fumo, movimento, ecc…<br />
- Sistema di comunicazione d’emergenza comprensivo di cellulare, radio a onde corte, CB, ecc…<br />
- Amplificatore audio per i suoni provenienti dall’esterno<br />
- Chiusure ermetiche a prova di acqua o aria.<br />
- Telecomando<br />
- Completo per la toilette (non meglio specificato)<br />
- Batterie di backup<br />
<br />
Ma non è finita, durante l’attacco nucleare/tornado/invasione aliena probabilmente vi annoiereste chiusi nel vostro sarcofago, quindi i progettisti di Quantum Sleeper hanno pensato bene di inserirvi su richiesta anche un TV con lettore DVD/CD ed un PC, fino ad arrivare ad un frigorifero e ad un microonde! <br />
Resta da vedere come sarà possibile utilizzarli in uno spazio così angusto, ma di certo al paranoico modello farà piacere sapere che si sono.<br />
Il tutto è controllato dal pannello di controllo interno, o dal telecomando (forse pensato nell’ipotesi che rimaneste chiusi all’interno, cosa tutt’altro che improbabile a ben vedere).<br />
<br />
Il produttore tiene a specificare che, se posizionato a livello suolo sopra ad un pavimento di cemento, Quantum Sleeper è in grado di resistere anche ad uragani, tornado, terremoti, alluvioni e incendi.<br />
<br />
Che altro dire, corriamo tutti a comprarlo e finalmente vivremo sonni tranquilli! Per soli 160.000€ non avremo più il problema ad addormentarci pensando ad un commando armato che ci devasta casa o qualche missile che ci piomba sul tetto. <br />
<br />
Deve essere diventato un mondo davvero triste se qualcuno è disposto a vivere in una sorta di bara per via delle sue paure irrazionali, anche perché a chi dovesse servire davvero un sistema di protezione di questo livello (e sono di certo pochissimi) ha a disposizioni ben altre soluzioni.<br />
<br />
Comunque se qualcuno ha da buttare quasi un paio di centinaia di migliaia di dollari e prendersi un calmante per dormire gli sembra riduttivo, forse ha trovato l’oggetto dei suoi desideri: con Quantum Sleeper non avrà più paura di nulla (a meno che non sia claustrofobico).<br />
<br />
Fonte: <a href="http://www.uberreview.com/2008/06/quantum-sleeper-a-safe-nights-sleep-with-space-for-a-tin-foil-hat.htm" target="_blank">UberReview</a><br />
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<i><b>di Federico Piccirilli</b></i></div>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>Zell</dc:creator>
			<guid isPermaLink="true">http://www.pctuner.net/forum/blogs/zell/191-quantum-sleeper-trasforma-il-tuo-letto-un-bunker.html</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Nuovi notebook da Toshiba: ma sono PC col cuore di una PS3</title>
			<link>http://www.pctuner.net/forum/blogs/zell/190-nuovi-notebook-da-toshiba-ma-sono-pc-col-cuore-di-una-ps3.html</link>
			<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 18:56:58 GMT</pubDate>
			<description>Toshiba ha presentato i nuovi modelli F50 e G50 della serie Qosmio. Rinnovati nell’estetica e nelle caratteristiche tecniche, hanno però suscitato molto scalpore per essere i primi PC dotati del processore SpursEngine 1000 (SE1000), basato sul ormai noto Cell Broadband Engine di cui è dotata la PlayStation 3.
Questa tecnologia è stata ribatezzata da Toshiba: Quad–Core HD Processor.

Image: http://www.pctunerup.com/up/results/_200806/20080625205051_toshiba-spursengine-0.jpg 

Il Cell è un chip multi-core sviluppato da un consorzio di cui fanno parte IBM, Sony e Toshiba per l’appunto. Mentre Sony lo ha utilizzato per la sua console di gioco, IBM li aveva sfruttati poco tempo fa in una nuova linea di server Blade denominata QS20. Ora Toshiba ha deciso di dire la sua, inserendo il chip nella sua ultima linea di notebook ad alte prestazioni.
I punti forti dello SpursEngine sono la capacità di codifica video in alta definizione, l’estrema velocità di decodifica di flussi video MPEG-2 e H.264, ma sicuramente quello che colpisce di più sono i 48 GigaFlops di potenza totale (12 GFlops per ognuno dei 4 core di cui è composto). Ognuno dei 4 core (a differenza degli 8 dell’originale Cell) ha una quantitativo di memoria integrata pari a 256 KB, ed il tutto è installato su un pcb in standard PCIe x1 o x4 con 128 MB di memoria XDR dedicata. 

Image: http://www.pctunerup.com/up/results/_200806/20080625205136_toshiba-spursengine-2.jpg 

Quest’ultima lavorerà ad una frequenza di 1,6 GHz quasi uguale a quella del processore vero e proprio che invece sarà a 1,5 GHz; il tutto dovrebbe avere un consumo di circa 10-20 W, da sommare ovviamente a tutto quello del resto del PC.

SpursEngine quindi viene integrato come se fosse una normale GPU pur essendo invece un co-processore dedicato più che altro alle funzioni multimediali del PC. Ma le sue caratteristiche permettono anche piccole “chicche” come la Face Navigation: una specie di bookmark che si basa sulle espressioni facciali per segnare una particolare scena all’interno di un flusso video. Non molto utile ma sicuramente di grande effetto.

Per quanto riguarda invece le caratteristiche tecniche delle due soluzioni in cui sarà implementato questo sub-processore, il G50 sarà un notebook con schermo da 18,4”, con CPU Core 2 Duo, fino a 8 GB di RAM, due hard disk da 250 GB ciascuno, scheda video GeForce 9600M GT con 512 MB di DDR3.
L’F50 invece avrà un display di dimensioni più normali, da 15,4” ed una GPU GeForce 9700M GTS.

Entrambi saranno dotato di uscite HDMI e  eSATA, nonché di impianto stereo targato Harman Kardon completo di subwoofer integrato!
Insomma due portatili (si passi il termine anche per il G50 che proprio “portatile” non si direbbe) con configurazioni di tutto rispetto e prestazioni presumibilmente al top, tuttavia ancora non è possibile sapere quanto sarà necessario sborsare per aggiudicarsi uno di questi due modelli, è certo che saranno commercializzati da Settembre in poi.

Image: http://www.pctunerup.com/up/results/_200806/20080625205202_toshiba-spursengine-1.jpg 

La scelta di dotarli di un’implementazione derivata dal Cell è di certo interessante, tuttavia non esente da problemi che potrebbero far riflettere. Innanzitutto è noto che convertire un’applicazione comune pensata per PC per essere utilizzata sugli SPE (i core vettoriali che formano il Cell) è tutt’altro che un’operazione semplice, tant’è che la versione Linux per PS3 ha visto un certo disinteresse da parte dei produttori o anche dei programmatori amatoriali, che non si sono avvicinati più di tanto alla nuova architettura. Se poi aggiungiamo il fatto che, seppur largamente diffusi oramai, neanche i sistemi Quad Core o quelli a 64 bit hanno ricevuto un largo consenso da parte dei progettisti di software, c’è da pensare al fatto che difficilmente se non sono stati adeguatamente supportati si riesca a fare di meglio con un’architettura “di nicchia” come il Cell.

Toshiba sembra però ottimista, contando di vendere 6 milioni di unità nell’arco di 3 anni, traguardo ambizioso senza dubbio, ma che forse non è impossibile da raggiungere se verrà fornito l’adeguato supporto a questa tecnologia.

Fonte: Cnet News (http://news.cnet.com/8301-13924_3-9940771-64.html) e Toshiba (http://explore.toshiba.com/laptops/qosmio)  

*di Federico Piccirilli*</description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Toshiba ha presentato i nuovi modelli F50 e G50 della serie Qosmio. Rinnovati nell’estetica e nelle caratteristiche tecniche, hanno però suscitato molto scalpore per essere i primi PC dotati del processore SpursEngine 1000 (SE1000), basato sul ormai noto Cell Broadband Engine di cui è dotata la PlayStation 3.<br />
Questa tecnologia è stata ribatezzata da Toshiba: Quad–Core HD Processor.<br />
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<img src="http://www.pctunerup.com/up/results/_200806/20080625205051_toshiba-spursengine-0.jpg" border="0" alt="" /><br />
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Il Cell è un chip multi-core sviluppato da un consorzio di cui fanno parte IBM, Sony e Toshiba per l’appunto. Mentre Sony lo ha utilizzato per la sua console di gioco, IBM li aveva sfruttati poco tempo fa in una nuova linea di server Blade denominata QS20. Ora Toshiba ha deciso di dire la sua, inserendo il chip nella sua ultima linea di notebook ad alte prestazioni.<br />
I punti forti dello SpursEngine sono la capacità di codifica video in alta definizione, l’estrema velocità di decodifica di flussi video MPEG-2 e H.264, ma sicuramente quello che colpisce di più sono i 48 GigaFlops di potenza totale (12 GFlops per ognuno dei 4 core di cui è composto). Ognuno dei 4 core (a differenza degli 8 dell’originale Cell) ha una quantitativo di memoria integrata pari a 256 KB, ed il tutto è installato su un pcb in standard PCIe x1 o x4 con 128 MB di memoria XDR dedicata. <br />
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<img src="http://www.pctunerup.com/up/results/_200806/20080625205136_toshiba-spursengine-2.jpg" border="0" alt="" /><br />
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Quest’ultima lavorerà ad una frequenza di 1,6 GHz quasi uguale a quella del processore vero e proprio che invece sarà a 1,5 GHz; il tutto dovrebbe avere un consumo di circa 10-20 W, da sommare ovviamente a tutto quello del resto del PC.<br />
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SpursEngine quindi viene integrato come se fosse una normale GPU pur essendo invece un co-processore dedicato più che altro alle funzioni multimediali del PC. Ma le sue caratteristiche permettono anche piccole “chicche” come la Face Navigation: una specie di bookmark che si basa sulle espressioni facciali per segnare una particolare scena all’interno di un flusso video. Non molto utile ma sicuramente di grande effetto.<br />
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Per quanto riguarda invece le caratteristiche tecniche delle due soluzioni in cui sarà implementato questo sub-processore, il G50 sarà un notebook con schermo da 18,4”, con CPU Core 2 Duo, fino a 8 GB di RAM, due hard disk da 250 GB ciascuno, scheda video GeForce 9600M GT con 512 MB di DDR3.<br />
L’F50 invece avrà un display di dimensioni più normali, da 15,4” ed una GPU GeForce 9700M GTS.<br />
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Entrambi saranno dotato di uscite HDMI e  eSATA, nonché di impianto stereo targato Harman Kardon completo di subwoofer integrato!<br />
Insomma due portatili (si passi il termine anche per il G50 che proprio “portatile” non si direbbe) con configurazioni di tutto rispetto e prestazioni presumibilmente al top, tuttavia ancora non è possibile sapere quanto sarà necessario sborsare per aggiudicarsi uno di questi due modelli, è certo che saranno commercializzati da Settembre in poi.<br />
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<img src="http://www.pctunerup.com/up/results/_200806/20080625205202_toshiba-spursengine-1.jpg" border="0" alt="" /><br />
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La scelta di dotarli di un’implementazione derivata dal Cell è di certo interessante, tuttavia non esente da problemi che potrebbero far riflettere. Innanzitutto è noto che convertire un’applicazione comune pensata per PC per essere utilizzata sugli SPE (i core vettoriali che formano il Cell) è tutt’altro che un’operazione semplice, tant’è che la versione Linux per PS3 ha visto un certo disinteresse da parte dei produttori o anche dei programmatori amatoriali, che non si sono avvicinati più di tanto alla nuova architettura. Se poi aggiungiamo il fatto che, seppur largamente diffusi oramai, neanche i sistemi Quad Core o quelli a 64 bit hanno ricevuto un largo consenso da parte dei progettisti di software, c’è da pensare al fatto che difficilmente se non sono stati adeguatamente supportati si riesca a fare di meglio con un’architettura “di nicchia” come il Cell.<br />
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Toshiba sembra però ottimista, contando di vendere 6 milioni di unità nell’arco di 3 anni, traguardo ambizioso senza dubbio, ma che forse non è impossibile da raggiungere se verrà fornito l’adeguato supporto a questa tecnologia.<br />
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Fonte: <a href="http://news.cnet.com/8301-13924_3-9940771-64.html" target="_blank">Cnet News</a> e <a href="http://explore.toshiba.com/laptops/qosmio" target="_blank">Toshiba</a>  <br />
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<b><i>di Federico Piccirilli</i></b></div>

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			<dc:creator>Zell</dc:creator>
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		<item>
			<title>Attenzione alle cybertruffe in vacanza</title>
			<link>http://www.pctuner.net/forum/blogs/luigi/189-attenzione-alle-cybertruffe-vacanza.html</link>
			<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 01:10:24 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[Anche con l'arrivo delle vacanze estive, spesso non è possibile fare a meno di avere una connessione internet a disposizione, per effettuare magari tutte quelle operazioni che normalmente svolgiamo da casa come controllare il proprio conto bancario, prenotare voli ecc. 

Image: http://www.pctuner.info/up/results/_200806/20080625030713_g-data-logo.jpg 

L'utilizzo di connessioni non protette può rovinare la vacanza una volta che si fa ritorno a casa. Il rischio maggiore è rappresentato dagli Internet Cafe protetti poco e male. I Pc che qui vengono utilizzati sono spesso infettati da malware e in grado di inviare direttamente ai criminali online i dati personali utilizzati
 
Pericoli ci sono anche per tutti quegli utenti che non viaggiano mai senza il proprio notebook. In questo caso il pericolo è rappresentato dalle WLAN non sicure. L’intero traffico di dati può infatti essere intercettato facilmente. Perfino quando si usano connessioni sicure sarebbe opportuno utilizzare una suite di sicurezza con un potente firewall. Per limitare i danni qualora il proprio computer fosse anche rubato, la raccomandazione di base è quella  di criptare i propri dati e di fare un back up prima di iniziare le proprie ferie.

Gdata (http://www.pctuner.net/ricerca_avanzata/articoli/gdata.html) ci mette in guardia da questo genere di pericoli e consiglia sette suggerimenti per i viaggiatori: 

1.      Evitare di fare online banking e shopping via internet presso gli Internet Cafe o, più in generale, su ogni postazione Pc pubblica.

2.      Dopo aver utilizzato Pc presenti in Internet Cafe o comunque di pubblico dominio, cancellare i dati temporanei nel browser, la history e i cookies

3.      Non dimenticare di effettuare il log off se ci si è registrati su qualche sito, altrimenti il prossimo utente potrebbe accedere allo stesso account

4.      Per mandare cartoline e saluti dal luogo di vacanza sarebbe opportuno creare un account e-mail dedicato così, se i dati di accesso venissero rubati, non ci sarebbero problemi per la corrispondenza di altro genere.

5.      Se si utilizzano degli hot spot o le connessioni interne degli hotel tramite il proprio notebook, è necessario utilizzare una adeguata protezione antivirus e un buon firewall

6.      Come alternativa alle WLAN si consiglia l’utilizzo di card UMTS che, sebbene più costose, sono più sicure e presentano meno rischi.

7.      Per gli utilizzatori di Notebook: criptare tutti i dati più importanti presenti su Hard Disk e fare un back up prima di partire per le vacanze.

Fonte: Gdata (http://www.gdata.de/portal/IT/)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Anche con l'arrivo delle vacanze estive, spesso non è possibile fare a meno di avere una connessione internet a disposizione, per effettuare magari tutte quelle operazioni che normalmente svolgiamo da casa come controllare il proprio conto bancario, prenotare voli ecc. <br />
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<div align="center"><img src="http://www.pctuner.info/up/results/_200806/20080625030713_g-data-logo.jpg" border="0" alt="" /></div><br />
L'utilizzo di connessioni non protette può rovinare la vacanza una volta che si fa ritorno a casa. Il rischio maggiore è rappresentato dagli Internet Cafe protetti poco e male. I Pc che qui vengono utilizzati sono spesso infettati da malware e in grado di inviare direttamente ai criminali online i dati personali utilizzati<br />
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Pericoli ci sono anche per tutti quegli utenti che non viaggiano mai senza il proprio notebook. In questo caso il pericolo è rappresentato dalle WLAN non sicure. L’intero traffico di dati può infatti essere intercettato facilmente. Perfino quando si usano connessioni sicure sarebbe opportuno utilizzare una suite di sicurezza con un potente firewall. Per limitare i danni qualora il proprio computer fosse anche rubato, la raccomandazione di base è quella  di criptare i propri dati e di fare un back up prima di iniziare le proprie ferie.<br />
<br />
<a href="http://www.pctuner.net/ricerca_avanzata/articoli/gdata.html" target="_blank">Gdata</a> ci mette in guardia da questo genere di pericoli e consiglia sette suggerimenti per i viaggiatori: <br />
<br />
1.      Evitare di fare online banking e shopping via internet presso gli Internet Cafe o, più in generale, su ogni postazione Pc pubblica.<br />
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2.      Dopo aver utilizzato Pc presenti in Internet Cafe o comunque di pubblico dominio, cancellare i dati temporanei nel browser, la history e i cookies<br />
<br />
3.      Non dimenticare di effettuare il log off se ci si è registrati su qualche sito, altrimenti il prossimo utente potrebbe accedere allo stesso account<br />
<br />
4.      Per mandare cartoline e saluti dal luogo di vacanza sarebbe opportuno creare un account e-mail dedicato così, se i dati di accesso venissero rubati, non ci sarebbero problemi per la corrispondenza di altro genere.<br />
<br />
5.      Se si utilizzano degli hot spot o le connessioni interne degli hotel tramite il proprio notebook, è necessario utilizzare una adeguata protezione antivirus e un buon firewall<br />
<br />
6.      Come alternativa alle WLAN si consiglia l’utilizzo di card UMTS che, sebbene più costose, sono più sicure e presentano meno rischi.<br />
<br />
7.      Per gli utilizzatori di Notebook: criptare tutti i dati più importanti presenti su Hard Disk e fare un back up prima di partire per le vacanze.<br />
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Fonte: <a href="http://www.gdata.de/portal/IT/" target="_blank">Gdata</a></div>

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			<dc:creator>Luigi</dc:creator>
			<guid isPermaLink="true">http://www.pctuner.net/forum/blogs/luigi/189-attenzione-alle-cybertruffe-vacanza.html</guid>
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