Apple: se la guerra legale contro Samsung può segnarne il suicidio…

CPU, Gadget e Hi-Tech, Mobile     Autore: Thomas Zaffino 1 Commento »

Quando Apple citò in giudizio Samsung, quasi due anni fa, furono in molti a ritenere questa mossa paragonabile ad un suicidio. Le prime analisi si concentrarono sul lato CPU, soprattutto perché si trattava di una componente fondamentale per Apple la cui produzione non poteva essere assegnata ad un’altra azienda.

I chip Ax di Apple, infatti, si basavano su componenti Samsung che differivano dagli originali solo per il marchio inciso sul lato esterno della CPU. Col passare del tempo, Apple decise di spostare in house la progettazione dei loro processori, per arrivare ad un nucleo completamente personalizzabile per i loro iWidget.

Il problema è che Samsung è parte integrante del processo produttivo di questi Soc, semplicemente perché non c’è nessun altro produttore che sia in grado di produrli. TSMC, infatti, non è in grado di fornire ciò di cui Apple ha bisogno, soprattutto a livello di volumi di produzione. Come sostiene Charlie Demerjian, il passaggio a TSMC non otterrà per Apple l’esito sperato.

Oltre alle CPU, ci sono poi i problemi delle memorie flash e dei pannelli touchscreen. La casa sud coreana è il principale produttore di memorie flash, sia per volume che per qualità. Nessun altro chip maker è in grado di avvicinarsi agli standard di Samsung.

 

Chip A6X di Apple

Non ci sono al momento altri chip maker in grado di garantire gli stessi volumi, qualità e prezzi
di Samsung nella produzione dei chip che stanno alla base degli attuali iDevice di Apple.

 

Chi potrà fornire ad Apple, con gli stessi standard di qualità, la quantità di flash richiesta da Apple, senza far sorgere problemi di prezzi. Praticamente nessuno! La stessa cosa si può ritenere degli schermi. Samsung è il produttore numero uno in termini di qualità, quantità e prezzi. Nessun altro è attualmente in grado di fornire Apple come fa Samsung.

Se Samsung decidesse di chiudere i rubinetti per qualsiasi di questi elementi, per Apple sarebbe probabilmente la fine. Anche potendo contare su di un fornitore capace di garantire la stessa qualità, non ci sarebbe modo di ottenere gli stessi volumi produttivi.

Il fatto che Apple si trovi in una situazione di crisi, poi, farebbe sprofondare l’azienda californiana in una situazione di ricatto sui prezzi. Non si tratta di uno scenario teorico, i produttori sanno difendere la propria causa, se ne hanno la possibilità, e potrebbe mettere Apple con le spalle al muro.

 

Pannello touchscreen dell'iPad

La decisione della casa sud coreana di non fornire più schermi ad Apple, a partire
dal prossimo anno, potrebbe gettare nel panico l’azienda di Cupertino.

 

Per il momento, Samsung continua felicemente la produzione di chip, la vendita di memorie flash e la costruzione di schermi per Apple, consapevole di essere al momento insostituibile. Apple si gongola per la vittoria giudiziaria iniziale, ma l’azienda si trova in realtà in una situazione estremamente fragile nei riguardi di Samsung, ed Apple sta lentamente cercando di elaborare un piano B, anche se la sostituzione di Samsung  non è ancora all’orizzonte.

Peccato però che dal Korea Times è  intanto giunta la notizia che, a partire dal prossimo anno, Samsung non fornirà più schermi ad Apple. Apparentemente si tratta di una normale transizione, ma si tratta in realtà di un semplice stop che l’azienda coreana sta mettendo lentamente in atto,  in maniera graduale, anche per evitare problemi legali. Cosa farà Samsung degli schermi in più, se perde il cliente Apple? Semplice, li vende a Samsung.

Le memorie Flash saranno il prossimo passo. Nessuno può fornirle ad Apple nelle stesse quantità, qualità, e con il prezzo operato da Samsung. Guarda caso Samsung ha un acquirente anche per le memorie… si parla di Samsung!

 

Memoria Flash di Samsung

Samsung è leader anche nella produzione di memorie Flash, altra arma che la casa
sud coreana potrebbe presto utilizzare nella battaglia contro Apple.

 

Se dal punto di vista delle CPU, sembra che Apple possa essersi messa al riparo da attacchi, grazie all’accordo con TSMC, la mossa degli schermi sarà sicuramente utilizzata come arma ora, da parte di Samsung, e le memorie flash lo saranno presto. Perché? Semplice, perché Samsung può farlo!

A chi altri può rivolgersi Apple? A nessun altro! Alla fine, l’avere citato in giudizio Samsung si è rivelata una mossa incredibilmente stupida e autodistruttiva. Un attacco al fornitore di non di uno, ma di ben tre componenti critici.

A peggiorare le cose, per nessuno delle tre categorie di componenti esiste attualmente una seconda fonte di approvvigionamento che possa paragonarsi a Samsung per quantità, qualità e prezzo. Come ritiene Demerjian, la notizia del Korea Times segna con ogni probabilità il suicidio di Apple. Prova ne è il fatto che, dopo la notizia, le azioni di Samsung sono immediatamente schizzate in alto.

 

Intel e lo strano caso di Atom «Clover Trail»

CPU, Gadget e Hi-Tech, Mobile     Autore: Thomas Zaffino 1 Commento »

Diciamoci la verità, Intel non se la passa molto bene. C’è da scontrarsi ogni giorno con la crisi e con un mercato, quello dell’Information Technology, che cambia pelle rapidamente, allontanandosi sempre maggiormente dal concetto di Pc, per quanto riguarda il settore consumer, per sposare i dispositivi che gli utenti dimostrano di preferire senza alcuna ombra di dubbio: smartphone e tablet.

Poco più di un anno fa, durante il Computex di Taipei 2011, la società di Santa Clara gettò le basi per ciò che doveva essere la riscossa del vecchio mondo dall’anima x86: l’Ultrabook, un laptop che doveva possedere le migliori caratteristiche di un Pc. Sappiamo bene come la cosa è finita, perché al momento, in attesa di un improbabile risurrezione, per gli Ultrabook Intel possiamo parlare solo di brutta fine.

Il malumore di Intel è però aumentato in maniera spropositata quando il suo partner di sempre, Microsoft, con cui ha creato un sodalizio vincente durato un ventennio, ha tradito il chip maker di Santa Clara sposando la causa ARM per il suo Windows 8. La cosa bruciò talmente tanto ad Intel che, già durante il Computex, il suo CEO parlò apertamente contro i processori ARM, ritenendo che non sarebbero mai stati in grado di eseguire la legacy di Windows (le applicazioni x86) e che le versioni per processori ARM sarebbero state almeno quattro.

 

Ultrabook

Gli Ultrabook dovevano segnare la riscossa dei Pc laptop sui tablet.
Purtroppo per Intel, sappiamo bene come è andata a finire…

 

Su una cosa Intel aveva ragione. In effetti, Microsoft ha rinunciato al supporto della legacy sulla versione RT di Windows 8. Ma non ha considerato un piccolo particolare. Microsoft ha realizzato una sola versione per i processori ARM e, nello stesso tempo, ha deciso di puntare il suo futuro su questo framework. In sostanza, tra una decina di anni esisterà solo la versione RT, man mano che la legacy x86 sarà stata completamente sostituita da nuove applicazioni e il paradigma cloud prenderà sempre più piede.

La risposta di Intel è tutta nelle mani di due famiglie di processori. Sul lato smartphone, il MedField, progetto che deriva da un ramo dello sviluppo del processore Atom. Intel ha eseguito un porting di Android su piattaforma x86, tra cui la nuova versione 4.1 Jelly Bean, e lanciato un dispositivo, prevalentemente sul mercato indiano. I primi benchmark hanno dato ottimi esiti, anche se tutt’ora rimane da valutare il lato autonomia. Da questo punto di vista, la roadmap Intel prevede degli aggiornamenti tecnologici, con passaggio ad un processo di produzione a 14nm, per il 2013, che dovrebbe garantire alla casa di Santa Clara di allinearsi alla concorrenza.

 

SmartPhone Intel

La casa di Santa Clara è entrata nel mercato degli smartphone grazie
al suo processore MedField, integrato in dispositivi venduti soprattutto
sul mercato indiano e in Inghilterra, tramite l’operatore Orange.

 

La vera incognita, piuttosto, rimane sul lato tablet Windows 8. In questo caso, Intel si affida al nuovo processore Atom Z2760 detto «Clover Trail». La casa di Santa Clara ha realizzato un evento ad hoc per presentarlo insieme ad una marea di dispositivi, più o mento tutti quelli che gli OEM hanno presentato durante l’IFA di Berlino. Si tratta di tablet, ibridi e Ultrabook predisposti per Windows 8.

Secondo le caratteristiche rivelate dal chip maker, Clover Trail ha una buona possibilità di imporsi. Ma un commento pubblicato su Semiaccurate centra in pieno quello che gli addetti ai lavori pensano di questa CPU e di Intel: un incubo.

Nell’articolo, Charlie Demerjian prende in giro Intel contestandole innanzitutto di parlare di «terza generazione dell’hardware Atom DX10», anche se ancora non riescono a farlo funzionare con le DX9 (DirectX). Demerjian contesta inoltre il fatto che Intel non abbia veramente rivelato particolari sulla CPU, spostando il discorso su Windows 8.

 

Benchmark MedField

MedField ha realizzato risultati di tutto rispetto su diversi benchmark,
anche se rimane ancora non ben chiaro il lato «autonomia».

 

Clover Trail, denominato «il fratellino di Penwell», è «82 mm2 (~9x9mm) più grande rispetto alla maggior parte dei processori ARM, nonostante sia meno performante. A complicare il problema, Intel Atom è basato su di un processo costruttivo a 32 nm, mentre la concorrenza usa un processo a 40nm. Intel è più grande, meno efficiente, molto più costoso e incompatibile con tutto ciò che conta».

Sul lato Windows 8, Demerjian dice: «Clover Trail gira ad una velocità a malapena tollerabile nonostante la massiccia hack hardware messa in atto per ottenere false prestazioni. Aumento della dimensione del die, aggiunta di DRAM in eccesso ecc., dato che Windows ha bisogno di almeno 10 volte le risorse richieste da Android…».

A peggiorare le cose, il fatto che Microsoft punta sul Core i5 per la versione Pro di Windows 8. Inoltre, anche se Intel nega, è molto probabile che il processore lavori bene solo su Windows. Ciò significa che acquistando un dispositivo con chip Intel, sarà molto difficile, se non impossibile, installarvi un sistema alternativo.

 

Intel Clover Trail

Intel ha presentato il processore Clover Trail, per tablet Windows 8, senza però
rivelarne in dettaglio le caratteristiche tecniche, spostando il focus sull’OS Microsoft.

 

Charlie Demerjian conclude il suo commento dicendo che «Clover Trail è un cane legato a un sistema operativo che contribuisce ad appesantire il costo dell’hardware e del software, oltre alle richieste di potenza. Non ha né le prestazioni, né il risparmio energetico delle CPU ARM. È di gran lunga più costoso da produrre e nessuno lo vuole. Questo spiega perfettamente il silenzio di Intel».

Spiega cioè il silenzio di Intel sul suo processore e forse spiega i malumori di Intel verso Microsoft. Sicuramente, il futuro del chip maker non è molto roseo, almeno sul breve termine, a parte il settore dei server e dei Pc Business, dove però deve fronteggiare comunque la rivalità di AMD, anche se molti ritengono che la casa di Sunnyvale sia in difficoltà. Settore, però, in cui ARM sta pian piano inserendosi pericolosamente.

Sul lato mobile, il chip maker deve ancora lavorare molto per poter competere con le sorelle ARM: Qualcomm, Nvidia, Texas Instruments, Samsung ecc., che possono tutte contare su grandissime quantità di dispositivi venduti, con i dati degli analisti che parlano ancora di un mercato in espansione.

MacBook Air 2 e il problema della «tassa Apple» sul prezzo

CPU, Gadget e Hi-Tech     Autore: Thomas Zaffino 2 Commenti »

Meno di una settimana fa, durante l’annuale WWDC, Apple ha rivelato al mondo gli aggiornamenti dell’intera linea di portatili, ora muniti di processori Intel Ivy Bridge e di alcune nuove caratteristiche.

Nel corso delle ultime settimane, altri produttori di PC portatili hanno aggiornato le proprie linee in occasione del Computex, in qualità di partner di Intel, AMD e NVIDIA, un po’ per sfornare il meglio di quanto si possa disporre oggi in termini di tecnologia.

Particolare attenzione è stata posta sugli Ultrabook, sotto la spinta di Intel, che si aspetta che il suo progetto possano diventare il principale traino per la crescita del mercato PC nel breve periodo. Il concetto Ultrabook non è però nuovo per Apple, che lo ha ampiamente sperimentato con i suoi MacBook Air, rapidamente diventato uno dei best seller dei prodotti di Cupertino, tanto che si tratta molto probabilmente del portatile da battere.

 

MacBook Air 2

I MacBook Air, a parità di caratteristiche, risultano più costosi  rispetto ai concorrenti Ultrabook,
differenza che aumenta con le maggiori caratteristiche del portatile.

 

Se consideriamo però un paio di alternative al MacBook Air, per quanto riguarda la piattaforma Windows, è facile notare che il vecchio dibattito sulla cosiddetta «tassa Apple» è tutt’altro che infondato, almeno nella categoria dei portatili ultraleggeri da 13 pollici.

Assumendo, come metro di giudizio, le sole caratteristiche tecniche, la scelta non dovrebbe essere tanto difficile. Possiamo considerare, da questo punto di vista, almeno un paio di alternative valide come l’Asus Zenbook Prime o il Samsung Series 5.

Per quanto riguarda il primo, nel caso del modello con caratteristiche inferiori, abbiamo a disposizione più o meno le stesse caratteristiche a circa 100 dollari in meno. Se ci accontentiamo poi di un hard disk in luogo di un SSD, il Series 5 ci permette di risparmiar addirittura 400 dollari a parità di caratteristiche, rispetto al MacBook Air.

I modelli di punta di Apple e Asus hanno invece lo stesso prezzo (1499 dollari), ma lo Zenbook può vantare una maggiore risoluzione dello schermo (1920×1080 contro 1440×900) e un processore più veloce rispetto a quello montato sul MacBook Air.

 

MacBook Air 2 Asus ZenBook Prime Samsung Series 5
Apple MacBook Air Asus Zenbook Prime Samsung Series 5
Prezzo 1199 dollari 1499 dollari 1099 dollari 1499 dollari 800 dollari 1000 dollari
Display 13.3″ 1440 x 900 13.3″ 1600 x 900 13.3″ 1920 x 1080 13.3″ 1366 x 768
CPU 1,8 GHz Core i5-3427U 1.7GHz Core i5-3317U 1.9GHz core i7 3517U 1.7GHz Core i5-3317U
Grafica Intel HD 4000 Intel HD 4000 Intel HD 4000
Storage SSD da 128GB SSD da 256GB SSD da 128GB SSD da 256GB 500GB HDD SSD da 128GB
Memoria 4GB 4GB 4GB
Porte Thunderbolt, due USB 3.0, SD Due USB 3.0, microHDMI, miniVGA, SD Una porta USB 3.0, due USB 2.0, HDMI, SD
Dimensioni 32,5 x 22,7 x 1,73 cm 32,5 x 22,3 x 1,78 cm 31,5 x 21,8 x 1,75 cm
Peso 1,34 Kg 1,3 Kg 1,49 Kg

 

Il ragionamento non può però prescindere da alcune considerazioni. Ad esempio, per quanto riguarda la tastiera e il touchpad, il portatile Apple è senz’altro superiore ad ambedue i suoi rivali, nonostante gli aggiornamenti.

Sul lato della visualizzazione, invece, i portatili sono equivalenti nei modelli base, mentre sui modelli migliori, lo schermo dello Zenbook è davvero su un altro piano, essendo più luminoso e potendo vantare una densità di pixel di 165 PPI contro i 125PPI dell’Air.

Sul lato delle prestazioni di storage, non c’è ancora un confronto, ma Apple potrebbe mantenere il leggero vantaggio che aveva rispetto agli Ultrabook. Dal punto vista dell’autonomia, infine, i portatili dovrebbero più o meno equivalersi.

La «tassa Apple» è quindi reale? Da quanto emerso in questo confronto, possiamo senz’altro dire che per quanto riguarda i modelli di base, il piccolo sovrappiù di Apple potrebbe giustificarsi nella migliore qualità dei componenti.

Quando si passa invece sui modelli con caratteristiche avanzate, sembra che si verifichi un aumento del sovraprezzo che pare non trovare una giustificazione plausibile. Naturalmente, tutto questo se non consideriamo la parte software, lato che influisce notevolmente sulla scelta degli utenti.

AMD Ultrathin vs Ultrabook: per Intel, una nuova gatta da pelare

CPU, Ecologia e Risparmio Energetico, Gadget e Hi-Tech, Mobile     Autore: Thomas Zaffino Nessun Commento »

Dal Financial Analyst Day di AMD giungono dati che potrebbero cambiare le prospettive dell’azienda per il 2012. L’azienda di Sunnyvale torna infatti a sfidare la rivale storica Intel sul campo degli Ultrabook, l’invenzione con cui la casa di Santa Clara intende invertire la tendenza delle vendite del settore PC tradizionale, in particolare quello dei notebook, contro l’inarrestabile avanzamento dei tablet.

Imitando Intel, AMD lancia gli Ultrathin, ultraportatili dalle prestazioni paragonabili a quelle degli Ultrabook di Intel ma che dovrebbero avere un costo inferiore nell’ordine del 10-20%. HP, Acer e Asus sarebbero i primi produttori ad essere interessati.

 

AMD presenta gli Ultrathin

AMD presenta gli Ultrathin, ovvero ultraportatili basati sulle nuove
APU Trinity pronti a rivaleggiare con gli Ultrabook di seconda generazione.

 

Dentro gli Ultrathin ci sono le APU Trinity che AMD ha presentato al CES di Las Vegas. La CPU x86 è basata sull’architettura Piledriver che, secondo i dati pubblicati, introduce un miglioramento prestazionale rispetto alle CPU Bulldozer, e che integrano il Turbo Core di terza generazione. La GPU, invece, sarà compatibile con le DirectX 11 e integrerà alcuni miglioramenti rispetto alla precedente versione basato sull’architettura HD 7000.

Durante l’ultima conference call, alcuni dirigenti di Intel erano convinti del fatto che AMD sarebbe stata in grado di offrire un’alternativa a basso costo dei suoi prodotti. Ciò che gli esperti di marketing  della casa di Santa Clara non avevano previsto era che l’azienda di Sunnyvale potesse essere in grado di proporre, almeno così rapidamente, una piattaforma paragonabile al Core di seconda generazione degli Ultrabook, ovvero i processori Ivy Bridge.

 

Ultrathin HP

HP è uno dei produttori interessati alla nuova piattaforma AMD.

 

Intel punta molto sul suo nuovo processore con grafica integrata. La CPU infatti sarà in grado di aumentare le prestazioni computazionali, migliorare sensibilmente quelle grafiche già solo per il supporto 4K che permette la gestione di 4 schermi Full HD, cosa che consentirà di aumentare la risoluzione degli schermi di questi portatili, fino ad ora ferme a 1368×860 pixel. Tutto questo, tenendo conto del consistente risparmio energetico che consentirà una maggiore autonomia.

La risposta AMD sembra però contraddire le previsioni Intel. Entro giugno, e quindi in concomitanza con l’Ivy Bridge di Intel, potrebbero arrivare i primi Ultrathin, dello spessore di 18mm, che offriranno prestazioni e autonomia paragonabili alle soluzioni Ultrabook di Intel basate su Ivy Bridge. Secondo alcune indiscrezioni, la nuova APU dovrebbe offrire prestazioni maggiori del 25% rispetto ai core Llano x86 e del 50% sul fronte grafico.

 

APU Trinity

La nuova APU Trinity di AMD promette maggiori prestazioni computazionali e grafiche,
nonché un notevole incremento nell’autonomia degli Ultrathin.

 

L’autonomia è ipotizzata in di 12 ore, con elaborazione in Idle, e di 3 ore e 20 minuti con il carico grafico del benchmark 3D Mark 06. Trinity integrerà, sempre secondo le indiscrezioni, una versione migliorata dell’Unified Video Decoder (UVD), probabilmente lo stesso Video Codec Engine (VCE) presente sulla HD 7970, tutto questo con lo scopo di migliorare le capacità di gestione dei flussi video, elevandole a livelli paragonabili a quelle del QuickSync di Intel.

Ma la vera gatta da pelare, per Intel, è proprio la componente del prezzo. Già, perché la casa di Santa Clara, nell’elaborare le specifiche degli Ultrabook, ha determinato il criterio del limite molto discusso dei 1000 dollari, cosa che durante il CES ha generato molta confusione. Alcune case, infatti, hanno presentato portatili simili denominando quelli più economici (e con qualche caratteristica in meno) come Ultrabook e lasciando la denominazione classica di notebook per i modelli costosi. È il caso di Samsung, ad esempio, che denominato Ultrabook il Serie 5 mentre non lo ha fatto con il Serie 9.

 

Ultrathin con APU Trinity

La piattaforma Ultrathin di AMD  è in grado di competere con le soluzioni Intel Ultrabook
di seconda generazione, basate sui processori Ivy Bridge.

 

Qualcuno ha criticato la scelta di Intel, che rischia di ingenerare negli utenti la convinzione che Ultrabook sia sinonimo di poca qualità. Il limite dei 1000 dollari aveva ed ha un senso se si pensa di voler controbattere i tablet. Se la lotta si sposta sul fronte degli ultraportatili, Intel diventa doppiamente perdente. Il prezzo dei tablet, infatti, è in continua discesa, con poche eccezioni. Le soluzioni AMD basate su Trinity permetteranno un risparmio di 200 dollari e più, andando a penalizzare proprio la fascia più bassa degli Ultrabook.

Per quanto riguarda gli utenti, le notizie sono buone. La competizione di AMD nel campo degli ultraportatili costringerà Intel a far scendere il prezzo dei suoi prodotti, soprattutto in quelli di fascia bassa. Per AMD, invece, le notizie sono buonissime, soprattutto per quanto riguarda i dati delle previsioni di vendita.

Windows 8 su ARM: guardare sì, toccare no!

CPU, Gadget e Hi-Tech, Mobile     Autore: Thomas Zaffino Nessun Commento »

Quando Microsoft lanciò Windows 8, l’azienda parlava di un prodotto che doveva rivoluzionare il mondo degli OS. L’obiettivo era di far girare il sistema su qualsiasi dispositivo: smartphone, tablet, netbook, notebook e PC, ciò indipendentemente dal fatto che tale device montasse un processore con architettura x86 o ARM.

Al CES 2011, in un momento particolarmente brioso per l’universo dei tablet, che stavano pian piano sostituendosi, tra gli utenti, ai notebook e persino ai Pc, Microsoft strizzò gli occhi sulle tavolette ARM, capendo bene che se voleva entrare su questo tipo di dispositivo, occorreva produrre un OS capace di girare su tale architettura, dato che Intel non era minimamente pronta a sbarcare su questo tipo di device (e forse non lo è tuttora…). Si parlò allora di fine del matrimonio Wintel.

 

Windows 8 su tablet ARM

C’era grande attesa, al CES 2012, dove ci si aspettava di vedere numerosi tablet basati su ARM
e con a bordo Windows 8. Ne abbiamo visto pochi, ma soprattutto si è visto ancora meno.

 

Microsoft si scapicollò per portare all’edizione 2011 del Consumer Electronic Show di Las Vegas, un tablet che girasse sulla piattaforma Windows 8. Sarebbe stata anche l’occasione dell’anteprima mondiale del nuovo OS della casa di Redmond. In effetti, l’azienda di Redmond fece vedere in anteprima l’esecuzione di Windows 8 su un tablet ARM, ma fu veramente poca cosa.

Per vedere la prima vera tavoletta basata su Windows 8, occorre aspettare fino al Build Keynote di Microsoft, a settembre 2011, ossia nove mesi dopo. Si trattava di un tablet Samsung. Sorpresa delle sorprese, però, il tablet era basato su processore quad-core Sandy Bridge di Intel. Di per sé, la cosa non era negativa. Dato però che ci si aspettava di vedere Windows 8 su piattaforma ARM, non sono stati pochi i delusi…

Uno aspetta. Ci vuole pazienza, in queste cose… Quale occasione migliore del CES 2012, ovvero «Windows 8 su ARM, la vendetta». È passato un anno, diamine, qualche cosa l’avranno pur fatta! Invece, arriva la Microsoft che non ti aspetti, quella che porta al salone dell’elettronica una spicciolata di tablet basati su processori ARM. Così, abbiamo potuto vederne qualcuno, ma solo vederne e non toccarne. A quanto pare, non sono pronti e Microsoft non vuole deludere le aspettative proponendo device che dimostrino un’esperienza che butterebbe un’ombra sul futuro dei tablet ARM basati su Windows 8.

 

Un tablet ARM con Windows 8 con chip Nvidia

Piccole prove di funzionamento di Metro sul tablet NVIDIA dotato di chip Tegra 3 quad-core.

 

Nello stand NVIDIA, c’erano tre tablet Windows 8, tutti dietro vetro, però. Texas Instruments ha mostrato una tavoletta, ma ad un giornalista che aveva chiesto di provare il tablet è stato detto che ciò  non era permesso. Qualcomm, il terzo fornitore di chip basati su ARM che lavora con Windows 8, non ha mostrato i suoi a tutti i visitatori.

Rappresentanti delle tre società hanno dichiarato che Microsoft ha posto dei veti sulla dimostrazione di Windows su processori ARM. Come già detto, la casa di Redmond vuole evitare il rischio di mostrare alla gente una brutta esperienza con il suo sistema, prima che questo sia pronto per il rilascio, cosa che potrebbe danneggiarne la reputazione.

«Penso che siamo stati un po’ limitati, perché Microsoft vuole fare in modo che la gente veda questi prodotti quando potranno offrire una buona esperienza. Devono farlo bene.», ha dichiarato Mike Rayfield, General Manager della Business Unit Mobile di NVIDIA, durante un colloquio.

Le tavolette NVIDIA mostrate erano basate sul suo processore Tegra 3 quad-core. Su uno di queste, si poteva vedere l’interfaccia Metro, un altra visionava un video HD su HDMI, e la terza mostrava le funzioni di multitasking di Windows 8.

 

Un tablet ARM con Windows 8 e chip Texas Instruments

Il modello presentato da Texas Instruments visualizza soltanto l’interfaccia Metro.

 

Texas Instruments  ha mostrato un tablet Windows 8 basato sul proprio processore OMAP 4470 dual-core del. Bill Crean, product manager di TI, aveva un dito tremolante sullo schermo per mostrare l’interfaccia Metro in esecuzione. «Questo è il massimo che posso fare – mostrarvi che è vivo.», ha detto, quasi a chiedere scusa.

Eppure, sembra che TI sia soddisfatta dei progressi di Windows 8. Crean ha dichiarato che il porting su piattaforma Windows di chip ARM è una grande opportunità per l’azienda, che spera di vedere utilizzati i suoi processori su tablet ma anche su Macbook Air e laptop ultrasottili. Windows su ARM è anche un grande passo in avanti per Microsoft, in quanto potrebbe creare una rottura al predominio dell’iPad di Apple sul mercato dei tablet.

Il sistema operativo di Microsoft non dovrebbe essere rilasciato prima della fine di quest’anno, ma erano in molti coloro che speravano di vedere Windows in esecuzione su tablet ARM durante il CES 2012, anche perché siamo ad un passo dal rilascio della versione beta.

 

Un tablet ARM con Windows 8 e chip di Qualcomm

Anche il tablet presentato da Qualcomm al CES 2012 mostra la schermata statica
dell’interfaccia Metro di Windows 8.

 

Chris Flores, direttore delle comunicazioni di Microsoft per Windows, ha detto che lo sviluppo della versione ARM è sulla buona strada e che Microsoft si aspetta di rilasciarla contemporaneamente a quella per piattaforme x86. Se la beta di Windows è prevista per fine febbraio, sarà difficile che la versione per ARM sia pronta.

Bill Crean ha detto che Windows 8 è ancora in pre-beta, quindi non c’è da stupirsi se Microsoft non vuole che gli utenti sperimentino il sistema. Il CEO di ARM, Warren East, ha dichiarato che sia lecito ritenere che ci vorrà più tempo per perfezionare la versione ARM di Windows 8 rispetto alla versione x86. «Windows è cresciuto su piattaforma x86 nell’ultimo quarto di secolo.», ha detto in un’intervista.

Steve Ballmer ha mostrato Windows 8 in esecuzione su tablet ARM durante il Keynote del 9 gennaio. Prima di dire che si trattava di un dispositivo ARM, però, Microsoft ha aspettato che tutto filasse liscio. «Il prototipo di tavoletta appena vista è in esecuzione su un chip NVIDIA Tegra 3», ha detto Tami Reller, direttore marketing di Windows, prima di passare ad un sistema basato su piattaforma x86.

 

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