E tu, ti fidi davvero di Facebook e Google+?

Tecnologie Web, Web e Business     Autore: Rocco Sicoli 1 Commento »

Il nono rapporto del Censis sulla Rete è stato illustrato mercoledì 13 luglio al Senato.


Il nono e più recente rapporto del Censis, dal titolo “I media personali nell’era digitale”, mette in risalto la crescita dell’utilizzo di Internet (+6,1% negli ultimi due anni) da parte della popolazione italiana. Ma il dato che per alcuni può essere sorprendente, è soprattutto l’esplosione dell’utilizzo dei social network. Basti pensare che in media ognuno di noi sta su Facebook per almeno un’ora al giorno. Poco vero? Sfido chiunque a riflettere su quanto stiamo realmente su Facebook noi che Internet lo usiamo quotidianamente, che facciamo media con quelli che aprono il PC solo la sera per controllare la posta. L’analisi del Censis tocca anche molti altri punti che mostrano come l’italiano medio utente del Web vada online per ricercare informazioni e mappe, scaricare musica e video. Inoltre, si riconosce alla rete una funzione sociale di spazio pubblico in cui ci si può esprimere liberamente e in cui è possibile trovare informazioni affidabili, quasi quanto quelle presenti sui giornali.

Cosa c’entra tutto questo con la fiducia nei social network? Semplice, questo boom è stato di fatto interpretato, come testimoniano tanti titoli di articoli apparsi su blog e giornali, come una maggiore fiducia degli italiani verso la Rete e la gestione di reti sociali online, quando invece tutto ciò dovrebbe semplicemente ridursi ad una maggiore familiarità verso un mezzo di comunicazione nuovo che si diffonde in una società che ha ormai “necessità” di comunicare.
Mi vien difficile, sinceramente, parlare di fiducia verso un mezzo “commerciale” che ci studia e ci scruta giorno per giorno, e soprattutto, che un ragazzino con un po’ di fantasia riesce a mettere in crisi portandosi a casa dati su circa 80.000 account. Perché alla fine i social network questo sono, abbiamo il diritto di dialogare con i nostri amici lontani, di conoscere nuove persone, di avere informazioni dirette da persone affidabili e tutto questo lo paghiamo non con l’euro e venti dato al nostro edicolante ogni mattina, ma con informazioni su ciò che facciamo, su some sono costruite le nostre cerchie sociali, su quanto stiamo online e su idee politiche o commerciali che perseguiamo. Insomma, facciamo tutti da cavie per creare “trend di mercato” e fare in modo anche di ricevere delle migliorie a prodotti che ci rendano la vita migliore già da domani, perché alla fine non è tutto bianco o nero sul Web, così come nella realtà.

Mark Zuckerberg

L'AD di Facebook si fida davvero della sua creatura per condividere idee e contenuti?

Lungi da me spingere a non utilizzare i Social Network, visto che ci sguazzo dal primo giorno e mi sono anche affannato a chiedere ad “amici potenti” un invito per G+, ma se parliamo di fiducia è bene ricordare quello che realmente paghiamo per stare online. Perché troppo spesso si parla di privacy violata, davanti a scelte scriteriate di persone palesemente poco educate ad utilizzare il mezzo che hanno a disposizione.

Qualche giorno fa discutendo su Google Plus con alcuni amici, della privacy garantita sul nuovo social network di Mountain View, alla fine si è giunti alla conclusione che più si conosce il sistema che si utilizza, più si evitano brutte figure e violazioni proprie o improprie della nostra vita, perché anche stare online alla fine è parte delle nostre giornate, per molti parte dominante e le leggerezze non sono ammesse. Quindi, gli ottimi dati del rapporto Censis, che finalmente vedono gli italiani attenti alla Rete, dovrebbero più che far gridare “alla fiducia verso i social network”, provocare negli utenti che sono ormai oltre 53 milioni, un’innata voglia di essere educati al mezzo, così da conoscerne pregi, difetti ed insidie e da evitare un mare di discussioni sulla privacy, che potrebbero essere risolte con un semplice: “Stai attento a ciò che posti”.

AGCOM: La “rivolta” ha davvero strappato il bavaglio?

Web e Business     Autore: Rocco Sicoli 2 Commenti »

Logo notte del Web

Ecco il logo realizzato per promuovere in Rete, la notte di protesta contro il vecchio provvedimento AGCOM


La risposta è no, alla faccia della suspence, e di chi pensa che il provvedimento sul diritto d’autore diramato dall’AGCom sia qualcosa di “positivo”. Certo non è quello scandaloso con cui l’autorità si arrogava il diritto di fare da pubblico ministero, giudice e giurato, ma non è nemmeno una “leggina” soft come molti oggi la vogliono far passare; questo lo dico chiaramente pensandola allo stesso modo di quanto detto su PuntoInformatico. La norma approvata dall’AGCom lascia troppi punti oscuri e alla fine non fa nè l’interesse di chi crea materiale e lo vuole giustamente proteggere, nè di chi invece vive la rete come un mondo senza regole in cui tutto deve essere consentito, in nome di una libertà che troppo spesso viene confusa con il libertinaggio. Anche perché alla fine, a leggere tra le righe delle decine di articoli presenti in rete su quanto accaduto, l’autorità garante non dovrebbe legiferare sul Web, ma solo in merito al materiale audio/video (che al momento è anche parte del Web, e qui scatta una sorta di conflitto d’interessi).

L’unico raggio di luce che intravedo nelle tante norme è l’introduzione del “fair use”: finalmente non si dovrà più aver paura di linkare un video sul proprio blog personale, oppure, di usare uno spezzone di una canzone per accompagnare il video da far vedere ai ragazzi del gruppo scout, un piccolo passo per il copyright, un grande passo culturale per noi italiani. Dopodiché, tornando a leggere le altre norme, l’AGCom si limiterà ad essere quella che deve: un’autorità garante; che dovrà segnalare eventuali abusi su materiale protetto da diritto d’autore ai siti “denunciati” per non aver rispettato tale diritto. Tutto il resto non fa altro che aumentare la confusione da una parte e lasciare spazio (cosa che sarebbe anche giusta) al legislatore per regolamentare l’uso del Web, evitando alcuni eccessi che danneggiano la proprietà intellettuale in ogni sua forma.

Corrado Calabrò PResidente AGCOM

Corrado Calabrò, presidentei di AGCOM ha così commentato: “Abbiamo messo a punto un testo attentamente riconsiderato, dal quale sono state eliminate ambiguità e possibili criticità, fugando così qualsiasi dubbio sulla proporzionalità e sui limiti dei provvedimenti dell’Autorità e sul rapporto tra l’intervento amministrativo e i preminenti poteri dell’Autorità giudiziaria"


La paura e il dubbio sono però alimentati proprio da questa possibilità, non essendo infatti il Parlamento, soprattutto per ovvi limiti anagrafici dei nostri politici, formato da uomini e donne con un’ampia cultura 2.0, in grado di comprendere appieno la rete e le sue dinamiche, che con l’avvento dei social network e l’aumento dell’alfabetizzazione informatica tra la popolazione, sono in costante e repentino cambiamento, e dunque, difficili da imbrigliare in leggi statiche come quelle vigenti, che si rifanno a norme di periodi in cui Internet sarebbe sembrato lo sbarco sulla Luna e la “rete senza fili” un’eresia.

Insomma, la rete non è ancora salva e con essa tutti noi, che possiamo incappare in qualche cavillo capace di farci passare guai serissimi. Non resta che sperare che questi 60 giorni di pubblica esposizione della norma, prima della definitiva approvazione, portino dei miglioramenti, magari ascoltando persone che vivono la rete quotidianamente e che di dinamiche, che ormai non si può non definire sociali, hanno una chiara visione. Alla fine basterebbe solo accettare che la rete è un altro “mezzo di comunicazione” aperto a tutti, che così come la voce, il gusto e il tatto va educato sin dalla nascita per riconoscere le cose buone e quelle cattive. Democraticamente la vedo così, bisogna tutelare tutti al meglio dei modi e degli strumenti che oggi abbiamo a disposizione, senza limitare la libertà del mezzo che ci consente ogni giorno di crescere e confrontarci con realtà, che fino a 10 anni fa sarebbero state impossibili da conoscere.

Cloud: io al mio hard disk (per il momento) non rinuncio!

Mobile, Tecnologie Web, Web e Business     Autore: Rocco Sicoli 5 Commenti »

Ecco un momento della presentazione di iCloud di Apple

Steve Jobs illustra i pregi del sistema di condivisione iCloud di Apple


Nel primo weekend di sole e relax ho recuperato un po’ di letture arretrate e dovunque volgessi lo sguardo, tra riviste di tecnologia, quotidiani economici e settimanali “generalisti”, la parola più in voga da qualche tempo è: cloud. Non inteso come cloud computing, cioè condividere e sfruttare la potenza di elaborazione dei PC collegati ad Internet con applicazione distribuite, ma come “condivisione” dei propri contenuti online. In pratica, dalla presentazione di iCloud di Apple, si è generato uno spregiudicato entusiasmo (come al solito, quando esce un “iQualcosa” dalla bocca di zio Steve), verso questa tecnologia miracolosa, che consente di avere i propri contenuti sempre disponibili da qualsiasi dispositivo connesso ad Internet, ed ovviamente da qualsiasi parte del globo terraqueo. Molti editorialisti, anche su riviste di oltre oceano, preannunciano già una prematura e veloce dipartita del disco rigido dai nostri PC, perché i contenuti saranno conservati online e, quindi, i nostri hard disk potranno essere “ridimensionati” e diventare delle memorie flash di taglio molto più contenuto rispetto ai terabyte cui siamo abituati. Tutto bello, tutto interessante, tutto molto “futuristico” per chi non vive il mondo dell’IT con cognizione di causa. Già… Sono anni che esistono DropBox e decine di altri servizi, per conservare online i propri contenuti, così da averli sempre a portata di clic, per non parlare di Google Docs. Quindi l’innovazione di iCloud e degli altri sistemi, che stanno sbocciando come fiori in un campo primaverile, non esiste se non magari nello sviluppo di un’interfaccia più semplice e pratica da usare per tutti, ed in particolare per chi usa dispositivi mobile.

Logo di Dropbox


Ma, come avrebbe detto il buon Lubrano, la domanda nasce spontanea… La sicurezza di tutto ciò? Eh già, ci vogliamo pensare a come “blindare” questi dati? I nostri file aziendali, le nostre foto, i filmati personali e le riviste acquistate online, li metteremo davvero a cuor leggero in condivisione con il mondo, pur di averli sempre a disposizione? Nelle ultime due settimane prima Sony, poi Sega, poi persino Bitcoins hanno subito attacchi che hanno portato gli hacker a conquistare identità virtuali e dati sensibili, di migliaia di utenti di tutto il mondo. E persino, nel caso di Bitcoins, alla scomparsa di 250mila dollari da un conto online, senza alcuna speranza di recuperare il bottino, per lo sfortunato utente innamorato della moneta virtuale, più sicura e inattaccabile a detta di molti. Insomma, grandi aziende non riescono a proteggere poche decine di megabyte di dati, perché i nostri dati personali su un server equivalgono a qualche kilobyte o poco più; come possiamo pensare di mandare online tonnellate di terabyte e credere che i nostri file siano davvero al sicuro?

Esiste veramente questo Fort Knox online che nessuno conosce? Addirittura il Pentagono e i maggiori ministeri della difesa mondiali, ogni giorno subiscono attacchi hacker, con conseguente perdita di materiale “top secret”. E voglio sperare che i loro server, seppur più in vista, siano centinaia di volte più sicuri di quelli che ospitano i dati di DropBox, degli utenti del Playstation Network e simili. Insomma, alla fine della fiera, io mi tengo stretto il mio hard disk (magari con backup offline, così da non rischiare intrusioni di qualsiasi genere), condividendo di volta in volta online ciò che mi serve per il lavoro quotidiano, e provvedendo a missione compiuta di cancellare il resto. Credo che i miei dati personali online, siano già troppi tra Facebook, Twitter, l’account iTunes, Zinio e potrei continuare ancora molto; sono così tanti, da preferire che il mio lavoro, la mia vita personale e le mie passioni, restino quanto più al sicuro possibile da occhi indiscreti su un hard disk fisico sulla mia scrivania, almeno per il momento, con buona pace di zio Steve e di chi già grida al miracolo.

Voglio fare un ultimo banale esempio: avete mai pensato a quante persone possono vedere le vostre foto quando le mandate in stampa su uno dei tanti siti online? E se qualcuno le copiasse e le facesse girare sui social network? Bisogna sempre tenere alta la guardia e stare attenti a ciò che si manda “online”, onde evitare brutte sorprese in futuro. Il confine della nostra privacy è fin troppo labile oggi giorno, e non ammette leggerezze, almeno fin quando non ci saranno leggi 2.0 in grado di tutelare meglio gli utenti e sistemi “discreti” per proteggere i nostri dati online.

PC fai da te: sì, ha ancora senso! (seconda parte)

Guide, Tuner's Corner     Autore: Rocco Sicoli 10 Commenti »

A quanto pare l’idea di realizzarsi il proprio PC su misura non è affatto tramontata, anzi da quanto emerso, in molti quotidianamente lavorano al tuning del proprio desktop, per renderlo sempre più “conforme” al proprio lavoro o ai propri hobby. Tanto da far emergere un dato molto interessante: alla fine l’importante nello scegliere di farsi da sé un PC, non è tanto il risparmio netto che si può raggiungere rispetto ad un desktop da discount, ma la possibilità di avere quotidianamente come compagno di viaggio un computer in grado di soddisfare tutti i nostri bisogni. Già, la soddisfazione non è avere qualche euro in più nel portafogli, ma riuscire a creare la macchina perfetta, in pratica si tratta di realizzare un vero e proprio sogno: il nostro!

Ma andiamo sul campo e scopriamo il ventaglio di possibilità di personalizzazione che ci offre il costruire un desktop scegliendo uno ad uno tutti i componenti. Per farlo abbiamo “analizzato” 5 segmenti significativi, in base all’utilizzo che vorremo fare del PC e ovviamente dei costi:

  1. Economico: per navigare sul Web e lavorare con Office e altre applicazioni base.
  2. Gamer: per giocare con i nuovi videogame, senza spendere troppo.
  3. Professional: per fare grafica, musica e 3D senza intoppi.
  4. Media Center: per guardare foto, video ecc. sul nostro televisore ed elaborare contenuti multimediali.
  5. Top (o Extreme Gamer): per chi vuole il massimo del massimo in ogni settore e non si accontenta di configurazioni umane.

Ovviamente, fra questi cinque segmenti avremo di fronte configurazioni totalmente diverse tra loro, con costi spesso imparagonabili… Ma come si suol dire: ad ognuno il suo. Naturalmente, per tutte le configurazioni “fai da te”, dobbiamo considerare il costo del sistema operativo, se vogliamo installare Windows 7, che per la versione Home Premium è di circa 75 euro, mentre per la versione Professional è di 109 euro. Altrimenti, possiamo sempre installare una fedele copia di Ubuntu o di un altro sistema operativo free di nostro gradimento.

Bene, partiamo dall’analizzare le configurazioni economiche:

Slim Economico Discreto Bilanciato
Prezzo 180 euro 200 euro 230 euro 250 euro
Piattaforma Intel Atom/Mini ITX AMD/Micro-ATX AMD/Micro-ATX Intel/ATX
Motherboard/ 

CPU

AsRock AD510PV/Intel Atom D510 MSI GF615M P33/AMD Sempron 140 MSI GF615M P33/Athlon II X2 240 AsRock G41M-S3/Intel Celeron E3300
Case iTek nCube Asus B12 iTek Elephant Asus B41
Alimentatore 200W Nilox 350W 500W LinQ 500W
RAM 2x Kingston KVR800D2N6 da 1 GB 2 GB Kingston KVR1333D3N9 2x Kingston KVR1333D3N9
da 2 GB
2x Kingston KVR1333D3N9
da 2 GB
Hard disk WD Caviar Blue
320 GB
Seagate 500 GB Seagate 500 GB Seagate 500 GB
Scheda Video integrata integrata integrata Palit NVIDIA G210
Unità ottica Sony AD-5260 Sony AD-5260 Sony AD-5260 Sony AD-5260
Extra
Pro Dimensioni contenute Espandibilità Espandibilità Scheda Grafica
Contro Espandibilità Case molto grande
Consigliato a… Chi ha problemi di spazio sulla scrivania Vuole spendere il minimo ed avere un PC per navigare Ha bisogno di un buon compreomesso tra prezzo e prestazioni Per chi ha bisogno di un PC versatile e non troppo “striminzito”

 

E’ facile comprendere, vedendo la varietà di configurazioni che siamo riusciti a tirar fuori dal Web, che anche per chi vuol spendere il minimo, le opportuinità di avere un PC che risponda alle proprie esigenze non mancano di certo. Ma passiamo a sistemi un “po’ più impegnativi”, dedicati ai giocatori che vogliono divertirsi senza però svenarsi. Ecco, delle proposte per dei buoni PC Gamer da metter su:

Gamer Entry
Gamer Surround
Gamer 3D
Gamer Top
Prezzo 800 euro 920 euro 1.350 euro 1.850 euro
Piattaforma Intel/ATX AMD/ATX Intel/ATX Intel/ATX
Motherboard/ 

CPU

Asus P8P67-M/Intel Core i5 2400 Asus M4A89GTD-PRO/AMD Phenom II X4 980 Asus P8P67-M/Intel Core i7 2600 Asus P8P67-M/Intel Core i7 2600
Case Asus B41 Cooler Master Centurion 5 Cooler Master Gladiator 600 Cooler Master HAF NVIDIA Edition
Alimentatore Cooler Master Silent Pro 600 W TechSolo TP-600
600 W
Corsair CMPSU-800GEU 800W Thermaltake Though Power da 850W
RAM Kit OCZ OCZ3BST2000LV4GK 2x2GB DDR3 2GHz Kit OCZ OCZ3BST2000LV4GK 2x2GB DDR3 2GHz Kit OCZ OCZ3BST2000LV4GK 2x2GB DDR3 2GHz Kit OCZ OCZ3BST2000LV4GK 2x2GB DDR3 2GHz
Hard disk WD Caviar 1 TB WD Caviar 1 TB Seagate Barracuda 7200.11 da 1,5 TB WD VelociRaptor
da 600 GB e WD Caviar Green da 1 TB
Scheda Video eVGA GTX560 XFX 6970 Sparkle GTX570 Sapphire HD 6990
Unità ottica Samsung SH-S223 Samsung SH-S223 LG BH10LS30 LG BH10LS30
Extra Mouse Microsoft Sidewinder X5 e tastiera X6 Creative T6160 NVIDIA 3D Vision Kit e monitor Acer GD245HQ Mouse Razer Mamba
Pro Rapporto prezzo/prestazioni Audio 7.1 e potenza in tutti i settori Supporto 3D NVIDIA Veloce in ogni settore
Contro Non è il massimo per giocare Scheda video non al top Prezzo e consumi
Consigliato a… Tutti coloro desiderano avere un PC “pronto a tutto” senza spendere una fortuna Gli amanti della qualità audio durante il gioco Chi non può vivere senza guardare il mondo in 3 dimensioni Per chi giocare non è uno svago, ma quasi una professione che non può cedere ai compromessi

 

Dal divertimento passiamo al lato serio dei PC. Infatti, per lavorare, spesso possono bastare pochi accorgimenti e qualche scelta “fuori dal comune” per rendere una configurazione normale, il sistema perfetto per fare grafica, musica o lavorare con database ed elaborare contenuti per il Web. Ecco allora i fantastici 3 professionali, per lavorare nel settore del multimedia, del Web, della creatività e più in generali con applicazioni per la progettazione e l’ingegneria.

Grafica e Web
3D e Ingegneria
Workstation Pro
Prezzo 1.250 euro 1.230 euro 3.800 euro
Piattaforma AMD/ATX Intel/ATX Intel/ATX
Motherboard/ 

CPU

Asus M4A89GTD-PRO/AMD Phenom II X4 980 Asus P8P67 Deluxe/Intel Core i7 2600 Asus Sabertooth/Intel Core i7 990X
Case ASUS Vento 7700 Cooler Master Gladiator 600 Cooler Master Cosmos 1.000
Alimentatore Cooler Master Silent Pro 600 W iTek 700W Thermaltake Though Power da 850W
RAM 2x Kingston KVR1333D3N9
da 2GB
Kit OCZ OCZ3BST2000LV4GK 2x2GB DDR3 2GHz 2x Kit OCZ OCZ3BST2000LV4GK 2x2GB DDR3 2GHz
Hard disk 2x WD1003 RE4 da 1TB Seagate Barracuda 7200.11 da 1,5 TB WD VelociRaptor
da 600 GB
e 2 WD1003 RE4 da 1 TB in RAID
Scheda Video Sapphire HD 6790 PNY Quadro 2000 PNY Quadro 4000
Unità ottica Samsung SH-S223 Samsung SH-S223 Sony AD-5260
e LG BH10LS30
Extra Wacom Intuos4 A4 Wide Mouse Razer Lachesis e Buffalo MiniStation USB 3.0 da 1TB Wacom Cintiq 12WX
Pro Tavoletta grafica e flessibilità della configurazione Prestazioni nel rendering 3D Massima potenza nelle elaborazioni 3D complesse
Contro Non è il massimo per il 3D Rumorosità e consumi Prezzo
Consigliato a… Chi lavora o si diletta con foto, grafica 3D e creazione di contenuti per il Web Ha bisogno del massimo per progettare e lavorare in ambienti 3D complessi Tutti coloro hanno bisogno di un sistema potente e instancabile per elaborare foto, video e grafica
di ogni genere

 

Prima di concludere con la configurazione “svuota portafogli” ecco dei sistemi per gli amanti del cinema e della buona musica. Insomma, dei Media Center factotum o quasi:

Silenzioso Potente
Prezzo 650 euro 900 euro
Piattaforma Intel/Micro ATX Intel/ATX
Motherboard/ 

CPU

Shuttle FH67/Intel Core i3 2100 Asus P8P67 Deluxe/Intel Core i5 2400
Case Shuttle SH67H3 Techsolo TC-600
Alimentatore 300W Cooler Master Silent Pro 600 W
RAM 2x Kingston KVR1333D3N9
da 2GB
2x Kingston KVR1333D3N9
da 2GB
Hard disk Seagate Barracuda
1 TB
WD Caviar Green 1 TB
Scheda Video ASUS EAH5570 Silent ASUS ENGTX560
Unità ottica LG BH10LS30 LG BH10LS30
Extra
Pro Dimensioni contenute e scarsa rumorosità Potenza e versatilità
Contro Espandibilità limitata
Consigliato a… Chi desidera posizionare il PC in salotto affianco al proprio televisore Chi ha bisogno di un PC che in più consenta di avere un Media Center affidabile

 

Ed eccoci, infine, al top che possiamo pretendere di avere sulla scrivania… Ovviamente, in questo caso non ci sono alternative!

Over the Top
Prezzo 3.500 euro
Piattaforma Intel/ATX
Motherboard/ 

CPU

Asus Sabertooth/Intel Core i7 990X
Case Cooler Master Cosmos 1.000
Alimentatore Geil Thunderbolt 1200w
RAM Kit 3×2 GB Corsair i7 1.600 MHz
Hard disk 2x WD VelociRaptor
da 600 GB
Scheda Video Asus ENGTX590
Unità ottica LG BH10LS30
Extra Dissipatore Zalman CNPS9900MAX, Creative X-Fi Titanium HD e Logitech Z5500
Pro Il massimo in ogni settore
Contro Prezzo
Consigliato a… Tutti coloro desiderano un PC imbattibile sotto tutti i punti di vista

 

E dopo questa scorpacciata di configurazioni, hardware di ogni genere e prezzi, lasciamo spazio a due riflessioni per concludere:

Prima considerazione da fare, se guardate con attenzione le proposte che abbiamo assemblato (eccetto quelle economiche) noterete che gli extra sono dei componenti qualificanti per ciascuna configurazione; basta sottrarre al costo totale della configurazione consigliata  il prezzo degli extra per arrivare ad avere un PC “normale” con una soglia di prezzo che oscilla dai 500 ai 700 euro. (ad es. il Gamer 3D senza display e kit NVIDIA costerà poco meno di 900 euro)

Seconda riflessione, se vi state chiedendo come abbiamo calcolato il prezzo di ciascuna proposta, ecco qual è stato il nostro metodo di lavoro: abbiamo fatto una media del prezzo di ciascun componente prendendo in esame sia gli store on-line che alcuni negozi “reali”, ed alla somma dei componenti abbiamo aggiunto da 15 a 25 euro in base alla reperibilità dei prodotti, così da considerare eventuali spese di spedizioni per un paio di ordini su diversi store.
Adesso, non resta che confrontare queste configurazioni con quelle dei desktop che troviamo sui volantini di Mediaworld, Unieuro, Euronics e compagnia, per capire se per noi è meglio rinunciare a qualcosa, oppure mettersi subito all’opera per avere sulla scrivania il nostro PC dei sogni.

Nella mente di Steve Jobs…

Gadget e Hi-Tech     Autore: Rocco Sicoli 3 Commenti »

No, non ho alcuna voglia di parlare di uno dei tanti libri che tentano di studiare le capacità di preveggenza dell’anima di Apple. Semplicemente, mi chiedo cosa abbia pensato zio Steve quando, durante il Computex, Intel ha tirato fuori dal cilindro l’idea dell’Ultra-book, all’apparenza mutuata in toto dal Macbook Air, che pochi anni fa sorprese tutti per la sua portabilità e potenza.

Asus ultra-book

Ecco il primo "prototipo" di ultra-book targato ASUS


Il punto di forza di Apple è da sempre quello di saper attendere e saper scegliere il momento giusto, perfezionando e migliorando le grandi “innovazioni” di altri.Non so quanti di voi ricordino ancora gli UMPC: dovevano essere la rivoluzione del mondo dell’IT ed invece nel giro di pochi mesi, a causa di carenze tecniche, prezzi elevati e scarsissima usabilità, dovuta in gran parte all’adozione di Windows “puro” e non di un vero e proprio sistema operativo mobile, si sono estinti.

Qualche mese dopo, ecco i primi rumors su una possibile tavoletta targata Apple e poco dopo le prime voci di corridoio, ecco apparire all’orizzonte l’iPad che pronti-via, in poco più di qualche settimana invade le case degli appassionati hi-tech, ma soprattutto dopo i primi periodi di utilizzo convince e diventa un naturale sostituto del notebook per controllare la posta, navigare e lavorare su “documenti semplici”. La differenza sta nell’hardware sicuramente, ma ancor più nel software che rende quella tavoletta da 10” magica, anziché un vecchio rottame inusabile, cosa che accadeva anche con i più potenti UMPC che cercavano di spingere Windows XP e Vista.

Il colpo di scena di Intel, mi sembra segni un’inversione di questa tendenza. Per la prima volta il colosso che ha letteralmente cannibalizzato la concorrenza e monopolizzato il mercato dei processori per desktop e notebook, ha studiato l’avversario e ha cercato le misure per batterlo sul suo stesso terreno. Quasi certamente, sullo studio della “piattaforma ultrabook” avrà influito e non poco l’esperienza maturata nel settore dei netbook, totalmente mancante ad Apple per ovvi motivi di marketing e immagine, più che per motivi tecnologici. Quindi, mi aspetto un notebook che riesca per la prima volta a mettere in crisi il Macbook Air, e perché no, le piattaforme Macbook in genere, da sempre emblema di affidabilità, autonomia e maggiore confort quando si tratta di lavorare lontano dalle prese di corrente. A partire dal prezzo, passando per caratteristiche hardware solide ed evolute, in grado magari di sfruttare e far rendere al meglio Windows 8; sistema operativo che sembra essere davvero innovativo per la filosofia Microsoft, vista la scalabilità di cui si parla e che si percepisce dalle prime “beta”.

Chissà che questa volta il connubio Intel-Microsoft non porti a qualcosa di davvero nuovo, in grado di incrinare l’immagine di dominatore dell’innovazione del marchio di Cupertino. Di sicuro, dietro al roboante exploit dell’ultrabook, le notizie su nuovi processori, piattaforme per mobile e tanto altro provenienti da Intel, non dovrebbero lasciare indifferente Apple, che almeno sul mobile rifugge alla tentazione di piattaforme “in blu”, per usare quelle fatte in casa, che finora, ad onor del vero, si sono dimostrate inattaccabili e funzionali, molto più di quelle concorrenti.

Steve Jobs iCloud

Quale (contro)mossa staranno elaborando i neuroni di Steve Jobs?


Chissà cosa starà pensando zio Steve, se sghignazzerà sapendo di essere ancora una volta un passo avanti e pronto a sorprendere tutti con l’iPhone 5 , iOs 5 con le sue tante novità e qualche altra trovata geniale da scrivania; oppure, se subito dopo la presentazione di Intel al Computex si sia attaccato al telefono per dare la stura ai propri ingegneri… E alle “spie” Apple per capire meglio se quell’Ultra-book, già in pre-produzione in casa Asus, sia l’ennesimo giocattolo da migliorare e tramutare nell’ennesima miniera d’oro con sopra il marchio della mela morsicata.

Tema & Icone by N.Design Studio – modificato da Terry Labunda
Entries RSS Comments RSS Collegati