Con Ubuntu, Linux entra negli smartphone

Gadget e Hi-Tech, Mobile, Tecnologie Web, Web e Business     Autore: Thomas Zaffino Aggiungi un commento

Con un evento pensato in grande, Canonical ha presentato la versione di Ubuntu per gli smartphone preannunciando il rilascio dei primi dispositivi basati sull’OS Open Source entro la fine del 2013 o, al massimo, l’inizio del 2014. Si tratta di un clamoroso ingresso a gamba tesa nell’universo mobile. Le potenzialità della piattaforma sono infatti enormi, soprattutto se si pensa ai terminali di fascia bassa (level-entry), in cui i costi produttivi sono determinanti.

Il fatto che la versione mobile si integri perfettamente con quelle realizzate per i tablet e i Pc Desktop, inoltre, fa sì che Ubuntu possa configurarsi come ecosistema ideale negli ambienti business, dove la convergenza delle applicazioni su vari dispositivi è un punto assolutamente necessario. Ubuntu è quindi paradossalmente interessante anche per i cosiddetti «superphones», ovvero gli smartphone dotati di processori multi-core e capaci di riprodurre l’esperienza desktop.

 

Ubuntu Homepage

Ubuntu è stato presentato in esecuzione su un Nexus Galaxy.
La foto mostra la schermata di benvenuto.

 

Canonical, la software house che produce la distro Linux Ubuntu,  sta lavorando su una versione per smartphone dell’OS che, a differenza di altri sistemi operativi, utilizza lo stesso software di base della sua controparte per desktop e smart-TV. I vertici di Canonical stimano di potere rilasciare i primi dispositivi basati sulla versione mobile di Ubuntu per la fine del 2013 o, al massimo, per l’inizio del 2014.

L’annuncia rientra nel piano di Canonical di fornire una piattaforma compatibile con tutti gli schermi: TV, tablet, laptop e smartphone. Come sostiene il fondatore di Ubuntu, Mark Shuttleworth, «La cosa che rende Ubuntu diverso, unico, è la sua vocazione alla convergenza». Shuttleworth aggiunge anche «Crediamo profondamente che telefoni, tablet, PC, televisori intelligenti, server, cloud e supercomputer possano eseguire una piattaforma comune».

 

Schermata principale di Ubuntu

La schermata principale ospita un elenco di applicazioni, chiamate, sms,
e-mail e un elenco delle  applicazioni recentemente usate.

 

Il sistema operativo che, ha detta di Shuttleworth, tratta le applicazioni native e quelle web con uguale «cittadinanza», viene si propone di raggiungere una ampia varietà di utenti. Per i produttori che vogliono puntare su dispositivi di fascia bassa, per i mercati emergenti o in via di sviluppo, Shuttleworth sostiene che la piattaforma offre un percorso a basso costo. Il fondatore di Canonical ha anche detto che il sistema operativo è semplice da usare, offrendo un’esperienza essenziale, risolvendo alcuni punti critici di Android, ritenuto a volte troppo complesso.

Shuttleworth ha dichiarato che la società ha scelto di lavorare deliberatamente con vecchio hardware per dimostrare i pochi requisiti di sistema richiesti da Ubuntu, nel caso i produttori vogliano intraprendere la strada dei dispositivi di fascia bassa. Ma Ubuntu si qualifica anche come sistema adatto ai dispositivi di fascia alta, i cosiddetti «superphones», dotati di processori muti-core e in grado di garantire una convergenza completa del desktop.

 

Funzioni Ubuntu

Scorrendo da sinistra a destra, viene visualizzato l’elenco delle applicazioni
recenti, mentre strisciando da destra a sinistra, torniamo all’applicazione precedente.

 

La scherma principale del sistema ospita più o meno quello che ci si aspetta di vedere: un elenco di applicazioni, chiamate, sms, e-mail, opzioni e un elenco dell’applicazioni recentemente usate. Shuttleworth ha dichiarato che la piattaforma offre un vantaggio, rispetto ad altri OS, in quanto non richiede l’installazione di una Java Virtual Machine (come Dalvik per Android). Ubuntu OS, inoltre, supporta sia i dispositivi ARM che gli x86-based.

Canonical ha implementato funzionalità su ogni lato dello schermo di Ubuntu, in maniera che scorrendo ciascun lato si possa eseguire un’azione. Ad esempio scorrendo da sinistra a destra, viene visualizzato l’elenco delle applicazioni recentemente, mentre strisciando da destra a sinistra, torniamo a ciò che stavamo facendo prima, funzione molto simile al modo in cui funzione il pulsante indietro su Windows Phone.

 

Ubuntu App

La piattaforma si differenzia da altri sistemi operativi mobili visualizzando
applicazioni che sono disponibili per il download, dal negozio, ma non ancora installate.

 

Facendo scorrere il dito verso il basso, viene visualizzata la lista di tutte le notifiche, con la possibilità di accedere rapidamente alle varie aree del telefono, come contatti, le chiamate, i messaggi ecc.. Scorrendo infine dal basso verso l’alto, viene visualizzato un elenco di opzioni per qualsiasi applicazione che viene aperta.

Mentre Ubuntu visualizza le applicazioni già installate, la piattaforma si differenzia da altri sistemi operativi mobili visualizzando applicazioni che sono disponibili per il download, dal negozio, ma non ancora installate.

 

Ubuntu Gallery

L’applicazione Galleria, nativa sul sistema operativo Ubuntu.

 

Grazie al patrimonio esistente sulla piattaforma Ubuntu, la società può realizzare rapidamente tutti i servizi che ruotano intorno ad una piattaforma mobile, come ad esempio i servizi in cloud e la l’app store. Tuttavia, Canonical dovrò necessariamente permette agli sviluppatori di creare applicazioni native per Ubuntu, per attrarne il maggior numero possibile sulla propria piattaforma.

Mentre Shuttleworth ha parlato di applicazioni web HTML5 e applicazioni native come «cittadini uguali» sulla piattaforma, ha anche detto che le applicazioni native rappresentano attualmente la strada maestra per ottenere migliori prestazioni su di un dispositivo.

 

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7 Commenti

  1. Felix861

    devo dissentire sul titolo dell’articolo, poichè Android ha kernel Linux.. per il resto ben fatto

  2. Johnny

    Felix, il titolo sottintende forse (anzi molto probabilmente) al fatto che la versione di ubuntu per gli smartphone (e per i tablet) sarà interoperabile con la piattaforma PC… Il senso è che sia Linux Desktop ad entrare negli smarphone…

  3. gigi

    Felix, Android gira dentro una virtual machine che volta a sua gira dentro Linux.
    Dove giri una virtual machine è ininfluente se l’utente non interagisce mai con l’host.

  4. giorgio

    ritengo l’articolo interessantissimo, anche se non ho molta conoscenza di informatica.

  5. giorgio

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