L’iPhone 5 non ripeterà il successo dei suoi predecessori

Gadget e Hi-Tech, Mobile     Autore: Thomas Zaffino 5 Commenti »

 

Apple non è più capace di dettare le tendenze nell’universo smartphone. La crisi nelle vendite dell’iPhone 5 ne è la prova, oltre ai diversi sondaggi che dimostrano gli utenti, specialmente i giovanissimi, più interessati a terminali di altre aziende, ritenuti più innovativi ed economici, aspetto quest’ultimo di particolare importanza in un momento di congiuntura economica globale.

Era il 28 settembre 2012, in tempi non sospetti, quando scrivevamo, tra lo sconcerto e la derisione di tanti utenti, che il nuovo melafonino non avrebbe ripetuto il successo dei suoi predecessori. In quel post, l’iPhone 5 veniva definito come «il più ruffiano e conformista degli smartphone»,  non presentando difatti nessuna innovazione, a parte una quinta fila di icone.

Mentre cercavamo di argomentare le nostre tesi, la stampa e gli analisti erano tutti convinti che il suo nuovo smartphone, Apple avrebbe realizzato cifre da record. Precisiamo, Apple realizzerà comunque cifre da record con l’iPhone 5, ma non quelle che ci si poteva aspettare. Le vendite non tirano, ed Apple ha dovuto ridimensionare gli ordini.

Qualcuno ritiene che il ridimensionamento sia dovuto ad un errore di calcolo nelle previsioni e che Apple abbia apportato semplicemente una correzione negli ordini, anche se questo non inficerà le vendite. Sarà vero o no, ciò che è certo è che qualcosa si è inceppato. Apple non è più l’azienda di Steve Jobs, quella capace di creare tendenze.

 

Iphone 5

L’iPhone 5 non ha presentato alcuna vera innovazione, a parte una quinta fila di icone…

 

Una recente indagine Forbes ha infatti rilevato che i prodotti della casa di Cupertino non sono più nella lista dei desideri dei giovanissimi. La nuova generazione preferisce infatti il Samsung Galaxy S3 all’iPhone, oppure il Surface di Microsoft all’iPad, ritenendo questi prodotti più innovativi o comunque più economici a parità di funzioni, tanto che girano video in cui ragazzini muniti dello smartphone sud coreano, più economico ed altrettanto valido, prendono in giro le persone che fanno ore di fila per ritirare un iPhone. Come dar loro torto?

Nel post di settembre 2012, dicevamo che Apple non aveva voluto rischiare con il nuovo iPhone, stirandone semplicemente lo schermo. Dentro c’era iOS 6, che doveva rappresentare un nuovo standard per gli OS mobili. Risultato, le mappe non funzionano, tanto che Apple deve scusarsi pubblicamente con gli utenti, salvo poi licenziare mezzo management dell’aera di sviluppo che si è occupata delle mappe. Google si affretta a rilasciare una nuova app per Maps. Appena l’app viene pubblicata sull’Apple Store, diventa l’app più scaricata su iOS 6.

Apple deve ingoiare così una doppia sconfitta, almeno per il momento. Da una parte, non è riuscita a rimpiazzare il servizio di mappe di Mountain View, cosa che si è ripercorsa sul titolo in borsa, facendo scendere il prezzo delle azioni dai 700 dollari di settembre 2012 ai meno di 600 del mese di ottobre 2012. Il valore delle azioni è sceso continuamente e, dopo la notizia del dimezzamento degli ordini per la produzione dell’iPhone, il titolo ha fatto un clamoroso tonfo, scendendo persino sotto la soglia psicologica di 500 dollari.

 

Google Maps

Non solo Apple non è riuscita a tenere Google fuori dal suo ecosistema,
ma Maps è diventata in pochi giorni l’app più scaricata dall’Apple Store,
facendo aumentare il valore delle azioni di Mountain View

 

Dall’altra, non solo Apple non è riuscita a tenere fuori Google dal suo ecosistema, con la defenestrata app di Maps rientrata dal portone principale, ma ciò si è ripercorso sul valore delle azioni di Mountain View che sono inevitabilmente salite di valore. Per Apple un doppio smacco.

Che cos’è cambiato rispetto al passato. Intanto è finita l’era del guru che poteva dettare le tendenze. Senza un personaggio carismatico come Steve Jobs, che può persino permettersi di salire sul palco delle keynote vestito da trasportatore di porto, decidere di imporre le proprie scelte a milioni di utenti non è una cosa semplice, tanto più quando ciò che si propone non è più un punto di riferimento…

Sì, perché l’iPhone non è più un punto di riferimento da molto tempo, ormai. Quando Apple presentò l’iPhone 4S, infatti, nell’autunno 2011, il terminale era già tecnologicamente indietro rispetto alla concorrenza o, quanto meno, non presentava nessuna vera innovazione. La cosa è talmente vera che Samsung, da sempre accusata di copiare Apple nella realizzazione dei suoi smartphone, con il Galaxy S3 compie una clamorosa svolta, allontanandosi chiaramente dal design minimalista dell’iPhone, in un certo senso rischiando.

 

Samsung Galaxy S3

Un sondaggio Forbes tra gli utenti statunitensi asserisce che i giovanissimi
ritengono il Galaxy S3 di Samsung più innovativo dell’iPhone,
oltre ad essere più economico del terminale di Apple.

 

Proprio in questi giorni Samsung ha annunciato il superamento della quota di 100 milioni di smartphone Galaxy S venduti, da quando è stato lanciato il primo modello, nel 2010. Il Galaxy S3 risulta già come il modello più venduto, avendo già superato le vendite del Galaxy SII, avendo venduto cioè oltre 43 milioni di unità

A questo successo va sommato quello ottenuto grazie alla scelta azzeccata di sviluppare il cosiddetto «phablet», ovvero il Galaxy Note, dispositivo che sta riscuotendo un enorme successo. Le proiezioni delle vendite attestano che la domanda degli utenti si sta spostando sempre più verso questo tipo di dispositivi, tanto che si è parlato, nelle ultime settimane, della volontà di Apple di sviluppare iPhone con diversi schermi, alcuni più grandi, altri più piccoli.

Apple si è trasformata nella sua nemesi. Da modello da inseguire è diventa lei stessa una inseguitrice. Lo dimostra anche la presunta volontà dell’azienda di voler lanciare il prossimo iPhone in colorazioni diverse, scegliendo così di imitare Nokia con i suoi Lumia. Sì, perché è terminato il tempo i cui si può pensare di obbligare gli utenti, soprattutto i più giovani, ai propri dettami in termini di gusto. Diciamoci la verità, il design dell’iPhone è ormai logoro. Lo è persino quello di iOS, che presenta sempre lo stesso sfondo spento, gli stessi colori smunti, le stesse icone.

 

Nokia Lumia 920

La scelta di Nokia di presentare i suoi Lumia in colorazioni differenti
sta ripagando l’azienda dei suoi sforzi, tanto che Apple starebbe per imitarla
nel lancio del prossimo iPhone i ben sei colorazioni diverse.

 

Il futuro appartiene ormai alla diversificazione. Lo ha capito Nokia, tanto è vero che l’azienda ha venduto nell’ultimo trimestre 2012 più terminali di quanto avesse previsto. Il grande rischio preso con i Lumia e con Windows Phone 8 sta cominciando a dare i suoi frutti, specialmente nella fascia più giovane dell’utenza, che trova i terminali Nokia e il Galaxy S3 più innovativi ed economici rispetto all’iPhone.

Apple può ancora rimediare alla fuga dei giovanissimi? Potenzialmente potrebbe, ma al momento sembra difficile crederlo. Come si dice in politica, è come chiedere alle persone che hanno affondato il Paese di porre rimedio ai problemi da loro creati. Ecco, per Apple il problema è il seguente: può l’attuale classe dirigente, che ha praticamente distrutto in qualche mese l’operato di anni, porre rimedio ai propri errori?

Con Ubuntu, Linux entra negli smartphone

Gadget e Hi-Tech, Mobile, Tecnologie Web, Web e Business     Autore: Thomas Zaffino 11 Commenti »

Con un evento pensato in grande, Canonical ha presentato la versione di Ubuntu per gli smartphone preannunciando il rilascio dei primi dispositivi basati sull’OS Open Source entro la fine del 2013 o, al massimo, l’inizio del 2014. Si tratta di un clamoroso ingresso a gamba tesa nell’universo mobile. Le potenzialità della piattaforma sono infatti enormi, soprattutto se si pensa ai terminali di fascia bassa (level-entry), in cui i costi produttivi sono determinanti.

Il fatto che la versione mobile si integri perfettamente con quelle realizzate per i tablet e i Pc Desktop, inoltre, fa sì che Ubuntu possa configurarsi come ecosistema ideale negli ambienti business, dove la convergenza delle applicazioni su vari dispositivi è un punto assolutamente necessario. Ubuntu è quindi paradossalmente interessante anche per i cosiddetti «superphones», ovvero gli smartphone dotati di processori multi-core e capaci di riprodurre l’esperienza desktop.

 

Ubuntu Homepage

Ubuntu è stato presentato in esecuzione su un Nexus Galaxy.
La foto mostra la schermata di benvenuto.

 

Canonical, la software house che produce la distro Linux Ubuntu,  sta lavorando su una versione per smartphone dell’OS che, a differenza di altri sistemi operativi, utilizza lo stesso software di base della sua controparte per desktop e smart-TV. I vertici di Canonical stimano di potere rilasciare i primi dispositivi basati sulla versione mobile di Ubuntu per la fine del 2013 o, al massimo, per l’inizio del 2014.

L’annuncia rientra nel piano di Canonical di fornire una piattaforma compatibile con tutti gli schermi: TV, tablet, laptop e smartphone. Come sostiene il fondatore di Ubuntu, Mark Shuttleworth, «La cosa che rende Ubuntu diverso, unico, è la sua vocazione alla convergenza». Shuttleworth aggiunge anche «Crediamo profondamente che telefoni, tablet, PC, televisori intelligenti, server, cloud e supercomputer possano eseguire una piattaforma comune».

 

Schermata principale di Ubuntu

La schermata principale ospita un elenco di applicazioni, chiamate, sms,
e-mail e un elenco delle  applicazioni recentemente usate.

 

Il sistema operativo che, ha detta di Shuttleworth, tratta le applicazioni native e quelle web con uguale «cittadinanza», viene si propone di raggiungere una ampia varietà di utenti. Per i produttori che vogliono puntare su dispositivi di fascia bassa, per i mercati emergenti o in via di sviluppo, Shuttleworth sostiene che la piattaforma offre un percorso a basso costo. Il fondatore di Canonical ha anche detto che il sistema operativo è semplice da usare, offrendo un’esperienza essenziale, risolvendo alcuni punti critici di Android, ritenuto a volte troppo complesso.

Shuttleworth ha dichiarato che la società ha scelto di lavorare deliberatamente con vecchio hardware per dimostrare i pochi requisiti di sistema richiesti da Ubuntu, nel caso i produttori vogliano intraprendere la strada dei dispositivi di fascia bassa. Ma Ubuntu si qualifica anche come sistema adatto ai dispositivi di fascia alta, i cosiddetti «superphones», dotati di processori muti-core e in grado di garantire una convergenza completa del desktop.

 

Funzioni Ubuntu

Scorrendo da sinistra a destra, viene visualizzato l’elenco delle applicazioni
recenti, mentre strisciando da destra a sinistra, torniamo all’applicazione precedente.

 

La scherma principale del sistema ospita più o meno quello che ci si aspetta di vedere: un elenco di applicazioni, chiamate, sms, e-mail, opzioni e un elenco dell’applicazioni recentemente usate. Shuttleworth ha dichiarato che la piattaforma offre un vantaggio, rispetto ad altri OS, in quanto non richiede l’installazione di una Java Virtual Machine (come Dalvik per Android). Ubuntu OS, inoltre, supporta sia i dispositivi ARM che gli x86-based.

Canonical ha implementato funzionalità su ogni lato dello schermo di Ubuntu, in maniera che scorrendo ciascun lato si possa eseguire un’azione. Ad esempio scorrendo da sinistra a destra, viene visualizzato l’elenco delle applicazioni recentemente, mentre strisciando da destra a sinistra, torniamo a ciò che stavamo facendo prima, funzione molto simile al modo in cui funzione il pulsante indietro su Windows Phone.

 

Ubuntu App

La piattaforma si differenzia da altri sistemi operativi mobili visualizzando
applicazioni che sono disponibili per il download, dal negozio, ma non ancora installate.

 

Facendo scorrere il dito verso il basso, viene visualizzata la lista di tutte le notifiche, con la possibilità di accedere rapidamente alle varie aree del telefono, come contatti, le chiamate, i messaggi ecc.. Scorrendo infine dal basso verso l’alto, viene visualizzato un elenco di opzioni per qualsiasi applicazione che viene aperta.

Mentre Ubuntu visualizza le applicazioni già installate, la piattaforma si differenzia da altri sistemi operativi mobili visualizzando applicazioni che sono disponibili per il download, dal negozio, ma non ancora installate.

 

Ubuntu Gallery

L’applicazione Galleria, nativa sul sistema operativo Ubuntu.

 

Grazie al patrimonio esistente sulla piattaforma Ubuntu, la società può realizzare rapidamente tutti i servizi che ruotano intorno ad una piattaforma mobile, come ad esempio i servizi in cloud e la l’app store. Tuttavia, Canonical dovrò necessariamente permette agli sviluppatori di creare applicazioni native per Ubuntu, per attrarne il maggior numero possibile sulla propria piattaforma.

Mentre Shuttleworth ha parlato di applicazioni web HTML5 e applicazioni native come «cittadini uguali» sulla piattaforma, ha anche detto che le applicazioni native rappresentano attualmente la strada maestra per ottenere migliori prestazioni su di un dispositivo.

 

Tema & Icone by N.Design Studio – modificato da Terry Labunda
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