Intel e lo strano caso di Atom «Clover Trail»

CPU, Gadget e Hi-Tech, Mobile     Autore: Thomas Zaffino Aggiungi un commento

Diciamoci la verità, Intel non se la passa molto bene. C’è da scontrarsi ogni giorno con la crisi e con un mercato, quello dell’Information Technology, che cambia pelle rapidamente, allontanandosi sempre maggiormente dal concetto di Pc, per quanto riguarda il settore consumer, per sposare i dispositivi che gli utenti dimostrano di preferire senza alcuna ombra di dubbio: smartphone e tablet.

Poco più di un anno fa, durante il Computex di Taipei 2011, la società di Santa Clara gettò le basi per ciò che doveva essere la riscossa del vecchio mondo dall’anima x86: l’Ultrabook, un laptop che doveva possedere le migliori caratteristiche di un Pc. Sappiamo bene come la cosa è finita, perché al momento, in attesa di un improbabile risurrezione, per gli Ultrabook Intel possiamo parlare solo di brutta fine.

Il malumore di Intel è però aumentato in maniera spropositata quando il suo partner di sempre, Microsoft, con cui ha creato un sodalizio vincente durato un ventennio, ha tradito il chip maker di Santa Clara sposando la causa ARM per il suo Windows 8. La cosa bruciò talmente tanto ad Intel che, già durante il Computex, il suo CEO parlò apertamente contro i processori ARM, ritenendo che non sarebbero mai stati in grado di eseguire la legacy di Windows (le applicazioni x86) e che le versioni per processori ARM sarebbero state almeno quattro.

 

Ultrabook

Gli Ultrabook dovevano segnare la riscossa dei Pc laptop sui tablet.
Purtroppo per Intel, sappiamo bene come è andata a finire…

 

Su una cosa Intel aveva ragione. In effetti, Microsoft ha rinunciato al supporto della legacy sulla versione RT di Windows 8. Ma non ha considerato un piccolo particolare. Microsoft ha realizzato una sola versione per i processori ARM e, nello stesso tempo, ha deciso di puntare il suo futuro su questo framework. In sostanza, tra una decina di anni esisterà solo la versione RT, man mano che la legacy x86 sarà stata completamente sostituita da nuove applicazioni e il paradigma cloud prenderà sempre più piede.

La risposta di Intel è tutta nelle mani di due famiglie di processori. Sul lato smartphone, il MedField, progetto che deriva da un ramo dello sviluppo del processore Atom. Intel ha eseguito un porting di Android su piattaforma x86, tra cui la nuova versione 4.1 Jelly Bean, e lanciato un dispositivo, prevalentemente sul mercato indiano. I primi benchmark hanno dato ottimi esiti, anche se tutt’ora rimane da valutare il lato autonomia. Da questo punto di vista, la roadmap Intel prevede degli aggiornamenti tecnologici, con passaggio ad un processo di produzione a 14nm, per il 2013, che dovrebbe garantire alla casa di Santa Clara di allinearsi alla concorrenza.

 

SmartPhone Intel

La casa di Santa Clara è entrata nel mercato degli smartphone grazie
al suo processore MedField, integrato in dispositivi venduti soprattutto
sul mercato indiano e in Inghilterra, tramite l’operatore Orange.

 

La vera incognita, piuttosto, rimane sul lato tablet Windows 8. In questo caso, Intel si affida al nuovo processore Atom Z2760 detto «Clover Trail». La casa di Santa Clara ha realizzato un evento ad hoc per presentarlo insieme ad una marea di dispositivi, più o mento tutti quelli che gli OEM hanno presentato durante l’IFA di Berlino. Si tratta di tablet, ibridi e Ultrabook predisposti per Windows 8.

Secondo le caratteristiche rivelate dal chip maker, Clover Trail ha una buona possibilità di imporsi. Ma un commento pubblicato su Semiaccurate centra in pieno quello che gli addetti ai lavori pensano di questa CPU e di Intel: un incubo.

Nell’articolo, Charlie Demerjian prende in giro Intel contestandole innanzitutto di parlare di «terza generazione dell’hardware Atom DX10», anche se ancora non riescono a farlo funzionare con le DX9 (DirectX). Demerjian contesta inoltre il fatto che Intel non abbia veramente rivelato particolari sulla CPU, spostando il discorso su Windows 8.

 

Benchmark MedField

MedField ha realizzato risultati di tutto rispetto su diversi benchmark,
anche se rimane ancora non ben chiaro il lato «autonomia».

 

Clover Trail, denominato «il fratellino di Penwell», è «82 mm2 (~9x9mm) più grande rispetto alla maggior parte dei processori ARM, nonostante sia meno performante. A complicare il problema, Intel Atom è basato su di un processo costruttivo a 32 nm, mentre la concorrenza usa un processo a 40nm. Intel è più grande, meno efficiente, molto più costoso e incompatibile con tutto ciò che conta».

Sul lato Windows 8, Demerjian dice: «Clover Trail gira ad una velocità a malapena tollerabile nonostante la massiccia hack hardware messa in atto per ottenere false prestazioni. Aumento della dimensione del die, aggiunta di DRAM in eccesso ecc., dato che Windows ha bisogno di almeno 10 volte le risorse richieste da Android…».

A peggiorare le cose, il fatto che Microsoft punta sul Core i5 per la versione Pro di Windows 8. Inoltre, anche se Intel nega, è molto probabile che il processore lavori bene solo su Windows. Ciò significa che acquistando un dispositivo con chip Intel, sarà molto difficile, se non impossibile, installarvi un sistema alternativo.

 

Intel Clover Trail

Intel ha presentato il processore Clover Trail, per tablet Windows 8, senza però
rivelarne in dettaglio le caratteristiche tecniche, spostando il focus sull’OS Microsoft.

 

Charlie Demerjian conclude il suo commento dicendo che «Clover Trail è un cane legato a un sistema operativo che contribuisce ad appesantire il costo dell’hardware e del software, oltre alle richieste di potenza. Non ha né le prestazioni, né il risparmio energetico delle CPU ARM. È di gran lunga più costoso da produrre e nessuno lo vuole. Questo spiega perfettamente il silenzio di Intel».

Spiega cioè il silenzio di Intel sul suo processore e forse spiega i malumori di Intel verso Microsoft. Sicuramente, il futuro del chip maker non è molto roseo, almeno sul breve termine, a parte il settore dei server e dei Pc Business, dove però deve fronteggiare comunque la rivalità di AMD, anche se molti ritengono che la casa di Sunnyvale sia in difficoltà. Settore, però, in cui ARM sta pian piano inserendosi pericolosamente.

Sul lato mobile, il chip maker deve ancora lavorare molto per poter competere con le sorelle ARM: Qualcomm, Nvidia, Texas Instruments, Samsung ecc., che possono tutte contare su grandissime quantità di dispositivi venduti, con i dati degli analisti che parlano ancora di un mercato in espansione.

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