Navigazione anonima: Do Not Track, dopo il danno la beffa!

Tecnologie Web, Web e Business     Autore: Thomas Zaffino Aggiungi un commento

Do Not Track (DNT) è un progetto che mira ad un risultato molto ambito per gli utilizzatori del Web: permettere di navigare senza essere tracciati. Quella del tracciamento dei dati è un problema che nasce con la Rete. Tutti gli operatori coinvolti, partendo dal fornitore della connessione e finendo al servizio di e-mail più o meno gratuito, hanno sempre cercato di utilizzare il più possibile dei dati provenienti dai propri clienti.

Lo scopo, neanche tanto celato, è quello di «profilare» gli utenti, ovvero di costruire dei profili nei quali raggruppare il maggior numero possibile di persone, costruendo in tal modo una «massa» specifica molto appetibile dal punto di vista della pubblicità. Se riesco a raggruppare, ad esempio, 20 mila persone in un determinato profilo che interessa un certo produttore, ecco che riuscirò a vendergli la possibilità di contattare in qualche modo queste persone.

Mettiamoci l’anima in pace. Tutti profilano! Partendo da gestori delle reti fisse e mobili, passando per i siti e per numerose applicazioni, ogni nostra singola azione è sapientemente registrata ed utilizza per scopi commerciali e chissà quali altri. I siti, ad esempio, hanno evoluto la propria capacità di tracciare gli utenti con i cosiddetti supercookie, ovvero oggetti Flash capaci di tracciare l’utente anche dopo che si è disconnesso dal Pc, arte in cui Facebook eccelle, forte dei suoi numerosi social widget (pulsanti like, condividi, accedi ecc.) disseminati su centinaia di migliaia di siti, è capace di seguire i suoi utenti anche dopo un mese dalla disconnessione.

 

DNT su Firefox
Firefox, sin dalla versione 5.0,  ha deciso di prevedere la possibilità,
per gli utenti, di abilitare la modalità di navigazione anonima DNT.

 

Non dobbiamo preoccuparci, però. Il tracciamento non è prerogativa di Mark Zuckerberg. Lo fanno anche Google, Yahoo!, Microsoft, Apple ecc. ecc. Esistono metodi di difesa, come alcuni plugin per i browser, come BetterPrivacy o Advanced Cookie Manager per Firefox (gli altri browser hanno caratteristiche simili), grazie ai quali è possibili ripulire il nostro Pc da questi mostri traccianti, impedendo ai gestori di raggiungere lo scopo prefisso.

La brutta notizia è che, se vogliamo preservare la nostra privacy, dobbiamo continuare ad adoperare questi strumenti. Ciò che non è noto alla maggior parte degli utenti, infatti, è che DNT richiede l’adesione volontaria dei gestori dei servizi web. In poche parole, non basta utilizzare un browser che implementi questa modalità di navigazione, cosa che ormai fanno tutti, a partire da Firefox, Chrome, Safari ecc., alcuni addirittura in maniera nativa, come Internet Explorer 10 su Windows 8. C’è bisogno infatti che chi sta dall’altra parte della rete faccia la sua parte, come Twitter, ad esempio, che ha scelto di disattivare alcuni componenti per il tracciamento della navigazione, scelta dettata anche dall’esigenza di proteggere l’incolumità di quegli utenti che possono postare commenti molto scomodi.

Nelle policy di Twiter, si può leggere infatti: «Se navighi con l’opzione DNT attivata,  Twitter cessa di raccogliere le informazioni che ci permettono di personalizzare il servizio in base alle tue recenti visite a siti che hanno integrato i nostri pulsanti o widget. In particolare, viene rimosso il cookie unico che collega il tuo browser con il nostro ecosistema. Twitter, inoltre, non fornisce più consigli su misura per te… ».

 

DNT su Chrome
Anche Chrome permette di attivare la modalità di navigazione anonima.

 

Il funzionamento di DNT è molto semplice. Il browser imposta il valore di uno user-agent (tipo DNT = 1). Con questo, l’utente esprime il desiderio che i suoi movimenti online non vengano tracciati. Purtroppo, come dicevano, ciò che l’utente ignora è che si tratta solo e soltanto di un desiderio. Perché si verifichi un risultato concreto, per l’utente, occorre la cooperazione e la buona fede di chi opera dall’altra parte.

Peccato però che la maggior parte di chi opera sul web abbia un’idea molto differente rispetto a quella utopistica di DNT, tanto che sono stati numerosi i soggetti pubblicitari che hanno manifestato aspramente contro la decisione di Microsoft di munire il suo IE 10 dell’opzione DNT attivata in maniera nativa.

Utilizzando pertanto un browser che supporti e abiliti il DNT, ciò che facciamo è semplicemente inoltrare, agli inserzionisti dei siti web, una cortese richiesta di non raccogliere e memorizzare le nostre informazioni senza il nostro consenso esplicito. Secondo Sarah Downey, avvocato che si occupa di privacy online per conto di Abine , non è ciò che sta succedendo. Due grandi associazioni, l’Interactive Advertising Bureau e il Digital Advertising Alliance, rappresentano il 90% degli inserzionisti. Downey dice che questi grandi gruppi hanno messo a punto la propria interpretazione su DNT. Quando i server controllati da queste grandi imprese incontrano un «DNT = 1», dice sempre Downey, «le due società cesseranno gli annunci mirati, ma continueranno ancora a raccogliere, immagazzinare e fare soldi sui dati».

 

DNT+ per Firefox

DNT+ è un’estensione di Firefox che permette di disattivare,
in maniera attiva, il tracciamento dei dati da parte dei siti visitati.

 

Un’interpretazione perversa che discosta senza ombra di dubbio da ciò che un normale utente si aspetterebbe. La realtà è che ci sono poche realtà come Twitter che rispettano la volontà dei propri utenti. Tra l’altro, la cosa è aggravata dal fatto che questa opzione è considerata dalla normativa sulla privacy come un «Opt Out». In pratica, è l’utente che deve dichiararsi non interessato ad essere tracciato, quando la logica vorrebbe l’esatto contrario, ovvero esprimere il consenso all’utilizzo dei propri dati.

A ciò aggiungiamo che le pratiche di tracciamento hanno subito un’accelerazione impressionante, permettendo sempre in misura maggiore di correlare l’attività online con quella offline (ovvero con la vita reale).

Alla recente conferenza TechCrunch Disrupt, Robert Scoble ha riferito in merito a nuove applicazioni che utilizzano dispositivi mobili per raccogliere dati: «Il CEO di Glympse, Bryan Trussel, mi ha detto che la sua squadra sta sviluppando un’applicazione di mappatura contestualizzata su Android per poi spostarla anche su iPhone». Android permette infatti agli sviluppatori di accedere al dialer in modo che le applicazioni possano controllare chi ci chiama e chi chiamiamo. L’OS di Google permette anche di monitorare le connessioni Wi-Fi e Bluetooth in modo che le applicazioni possano creare sistemi migliori per tenere traccia di dove siamo, chi abbiamo nelle vicinanze e se ci troviamo nei pressi di oggetti come la nostra auto.

 

BetterPrivacy per Firefox

BetterPrivacy, estensione sempre per FireFox, provvede alla cancellazione
dei cosiddetti supercookie, ovvero dei potentissimi oggetti traccianti realizzati con Flash.

 

Un numero sempre maggiore di compagnie si offre di acquistare questi dati raccolti, fenomeno che negli USA sta cominciando a verificarsi persino nella politica, lasciando presagire un futuro oscuro e alquanto distopico. Due aziende pubblicitarie offrono file di elettori per annunci mirati su gruppi di Facebook. Intermarkets e CampaignGrid consentono agli inserzionisti di indirizzare gli annunci sulla base di dati pubblicamente disponibili e che riguardano gli elettori.

Anche se attiviamo DNT, tali informazioni saranno comunque raccolte, conservate e utilizzate per creare un profilo più o meno accurato su di noi, profilo che può essere usato da agenzie di credito, grandi aziende e compagnie di assicurazione per prendere decisioni che ci concernono e che possono letteralmente influenzare la nostra vita.

Come se ciò non bastasse, la versione più recente del web server open source Apache ignora completamente l’opzione DNT se si utilizza Internet Explorer 10, come ha dichiarato Stephen Shankland di CNETRoy Fielding, autore dello standard DNT, ha scritto un patch per Apache che imposta il server Web per disabilitare DNT se il browser utilizzato è Internet Explorer 10. Il patch è stato denominato da  Fielding: “Apache non tollera l’abuso intenzionale di standard aperti”». A seguito dell’aggiornamento, i server Web Apache che utilizzano il software ignorano le impostazioni di DNT per gli utenti che usano IE10.

 

Advanced Cookie Manager per Firefox

Advanced Coookie Manager è anch’esso uno strumento per Firefox
che permette di gestire i vari cookie traccianti presenti sul Pc.

 

Installando Windows 8 e scegliendo l’opzione di installazione personalizzata, è possibile scegliere di abilitare l’opzione DNT all’interno di Internet Explorer, in modo che sia l’utente ad esprimere consapevolmente la propria scelta, come prevede lo standard, senza subire, in un certo senso, la scelta predeterminata di Microsoft, cosa che viene contesta nel mondo Open Source. Nella sostanza, anche esprimendo tale scelta, l’opzione sarà ignorata da circa la metà dei web server sparsi sul globo.

Concludendo, «Do Not Track» non è sinonimo di privacy, nonostante abbiamo manifestato apertamente il nostro dissenso. Si tratta anzi di uno scherzo crudele, poiché le aziende continueranno a raccogliere e archiviare informazioni su di noi ignorando il nostro intento. Forse sarebbe stato meglio lasciare le cose come stavano, certamente gli utenti sarebbero stati più consapevoli.

Nel frattempo, se abbiamo a cuore la privacy, meglio continuare ad utilizzare tutti quegli strumenti che eliminano attivamente la raccolta di informazioni di qualsiasi genere…

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