Smartphone: gli sviluppatori preferiscono ancora iOS ad Android!

Gadget e Hi-Tech, Mobile, Web e Business     Autore: Thomas Zaffino Aggiungi un commento

Nonostante il predominio di Android nelle vendite di dispositivi, sono i prodotti iOS a convogliare l’attenzione della maggior parte degli sviluppatori di applicazioni mobili, i quali, secondo diverse analisi, possono trarre dalla piattaforma Apple maggiori benefici.

Ora, l’Emerging App Culture Report, uno studio di Ericsson ConsumerLab, ha fatto rilevare che a spingere le vendite di smartphone sono soprattutto le App.  Secondo la ricerca, il 69% dei possessori di smartphone si connette ogni giorno attraverso App, mentre il 20% naviga e consulta contenuti multimediali.

 

Applicazioni iOS

Per  1 dollaro che gli sviluppatori ricavano da iTunes Apple Store, ne ricavano solo 0,23
da Google Play. Se ne deduce pertanto che, in termini di ricavi, la scelta di sviluppare
sulla piattaforma Apple è sicuramente più saggia.

 

Eric Shmidt, presidente esecutivo di Google, ha dichiarato lo scorso anno che la posizione predominante di Android sul mercato mobile avrebbe spinto gli sviluppatori a preferire la piattaforma di Mountain View rispetto a quella di Cupertino. La previsione di Shmidt, secondo cui il numero di dispositivi avrebbe spinto un maggior numero di sviluppatori a fornire applicazioni per Android, è parzialmente vera. Ciò che Shmidt non ha considerati è che il maggior volume non implica necessariamente maggiori ricavi.

Sono vari i fattori che influenzano la decisione di uno sviluppatore di concentrarsi o meno su una piattaforma di sviluppo. Uno di questi è la probabilità che si possano ricavare soldi da un App. La casa di Cupertino ha reso 700 milioni di dollari agli sviluppatori iOS, nel corso dell’ultimo trimestre del 2011, mentre Google ha permesso solo 210 milioni di dollari come ricavi dell’intero 2011.

 

Train Times App for iOS

L’aggiornamento alla piattaforma iOS 5 riguarda l’86,2% dei dispositivi Apple,
secondo i dati raccolti dall’App Train Times per iPhone e iPod touch.

 

Flurry, un servizio di app-tracking, riferisce che, avendo le due piattaforme la stessa quantità di utenti, per  1 dollaro che gli sviluppatori ricavano da iTunes Apple Store, ne ricavano solo 0,23 da Google Play. Se ne deduce pertanto che, in termini di puro guadagno, la scelta di sviluppare sulla piattaforma Apple è sicuramente più saggia.

Un altro fattore che influenza la decisione degli sviluppatori nel preferire Apple è la grande frammentazione presente sulla piattaforma Android, sulla quale girano attualmente 1.363 modelli di dispositivi di 599 marche diverse. La maggior parte dei dispositivi Android, inoltre, girano ancora con la release Android 2.3 (65%),  mentre la versione 4.0 ICS gira solo sul 7% dei dispositivi.

 

App Android

Nonostante la maggiore diffusione di dispositivi, i ricavi per gli sviluppatori Android sono
miseri rispetto a quelli garantiti dalla piattaforma Apple.

 

La scelta di Apple di un legame stretto tra software e dispositivi aiuta gli sviluppatori a creare applicazioni che pongono l’accento sulla compatibilità del dispositivo. L’aggiornamento alla piattaforma iOS 5 riguarda infatti l’86,2% dei dispositivi Apple, secondo i dati raccolti dall’App Train Times per iPhone e iPod touch.

Gli utenti della piattaforma Apple sono infine più propensi di quelli Android a pagare per ottenere un app. La cosa si motiva anche dal fatto che se un utente acquista un app su iTunes, gli amici saranno spinti ad acquistarla (nel caso piaccia) anche loro per il loro iPhone. Sulla piattaforma Android, invece, l’applicazione potrebbe non essere compatibile con tutti i dispositivi.

 

Frammentazione Android

La piattaforma Android presenta una grande frammentazione che non garantisce sufficientemente
la compatibilità delle applicazioni sugli oltre 1300 modelli di smartphone disponibili.

 

Il fatto che Android domini il mercato dei dispositivi non è quindi un fattore sufficiente per spingere gli sviluppatori a produrre applicazioni per l’OS di Google e, di conseguenza, a generare quei ricavi che Shmidt auspica per Google.

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5 Commenti

  1. caccamo

    non e vero niente,pinocchio

  2. caccamo

    non e vero niente,pinocchio venduto

  3. Thomas Zaffino

    Certo, ha parlato l’oracolo di Delphi. Il pinocchio dovresti darlo alle società che hanno prodotto i dati e Google che vorrebbe monetizzare di più sulle app.
    Ma tu rimani tranquillamente nel tuo mondo di favole e fatti guidare dal bianconiglio…

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