Con Windows Phone 8, Microsoft ha provocato un effetto Osborne?

Gadget e Hi-Tech     Autore: Thomas Zaffino Nessun Commento »

Dopo gli annunci di Windows 8 e di Windows Phone 8, entrambi attesi non prima del mese di Ottobre, sono in molti gli analisti e addetti ai lavori che stanno parlando di «Effetto Osborne» da parte di Microsoft. Ma che cosa significa esattamente?
Proviamo a spiegarlo cercando di ricostruire la genesi di questa curiosa espressione, usando alcuni esempi concreti proposti da Jason Perlow.

 

Adam Osborne

L’espressione «Effetto Osborne» è stata coniata sulla figura di Adam Osborne,
per la prematura scomparsa del Pc Osborne 1. Ma è questo il primo caso di «effetto Osborne»?

 

L’espressione «Effetto Osborne» si riferisce alle conseguenze impreviste dovute all’annuncio di un futuro prodotto prima della sua reale disponibilità, e all’impatto che tale annuncio ha sulle vendite del prodotto attuale. Vediamo di seguito i casi più clamorosi per i quali si può usare tale espressione in maniera appropriata.

 

 

North Star Computers

North Star Computers
Diversi storici di computer hanno fatto notare che il primo esempio di «Effetto Osborne» sia con molta probabilità da attribuire alla Nord Star Computers Inc, nel 1978, ovvero cinque anni prima che Osborne fosse legato per sempre all’espressione.

North Star è stato uno dei primi fornitori di personal computer CP/M. Nel 1978, dicevamo, l’azienda annunciò una nuova versione del suo controller per driver floppy disk, allo stesso prezzo dell’attuale ma con il doppio di capacità di memorizzazione. L’annuncio causò un immediato crollo nelle vendite del PC dotato di vecchio controller, arrivando a costringere l’azienda a cessare la propria attività. North Star è quindi la prima vittima di un «effetto Osborne».

 

 

 

Osborne 1

L’Osborne 1
Non tutti conoscono la storia di Osborne. Nel 1983, Adam Osborne preannuncia i successori del “venerabile” Osborne 1, uno dei primi “computer portatili”, che devono però essere ancora costruiti. Le vendite dell’Osborne 1 colano a picco, e la compagnia è costretta ad uscire dal mercato poco tempo dopo l’annuncio.

Alcune indiscrezioni di ex dipendenti della Osborne, rilasciate qualche anno dopo, hanno gettato un po’ di ombra sul mito dell’«effetto Osborne», anche se non sono in grado di escludere pienamente la rapida scomparsa della società dal fatale annuncio.

Secondo questi ex dipendenti, la causa è principalmente da attribuire alle vendite di prodotti concorrenti, quali il Kaypro, dotato di uno schermo più grande, meno costoso dell’Osborne che doveva sostituire l’Osborne 1 e con il software in bundle, che conferiva un plus valore al Pc. Kaypro aveva già cominciato ad erodere le vendite dell’Osborne 1, prima dell’annuncio della futura generazione. Il resto è probabilmente dovuto ad una cattiva gestione dell’azienda.

 

 

 

Sega Saturn

Sega Saturn Gaming System
Sega
, come Nintendo, Sony e Microsoft, una volta era una vera potenza nel mondo delle console video set-top-game. Due anni prima del rilascio, mentre la console di riferimento era la Saturn, la società ha iniziato a rendere pubblici i dettagli del sistema di prossima generazione, il Dreamcast.

La società aveva già generato diffidenza con la breve vita della console Mega CD, considerata come sistema di ripiego mal progettata. L’annuncio provocò una battuta d’arresto nelle vendite della Saturn, tanto che numerosi nuovi giochi previsti per la console furono annullati.

Quando la Dreamcast venne finalmente rilasciata, la fedeltà dei clienti era già compromessa e il sistema raccolse scarse vendite. Come risultati, Sega è uscito dal business delle console.

 

 

 

Balckberry 7

Cellulari BlackBerry OS 7
Facciamo un bel salto al Maggio del 2011. Research in Motion annuncia la disponibilità dei primi terminali BlackBerry Bold basati su OS 7, sistema che comprendeva una serie di miglioramenti multimediali e per il social networking.

Tutto molto bello sulla carta, salvo che il Co-Chief Executive della società, Mike Lazaridis, si preoccupò di rivelare alla folle che i nuovi terminali non sarebbe stati aggiornabili alla prossima generazione QNX, prevista nel successivo sistema operativo ora noto come BlackBerry 10.

Risultato dell’annuncio è stato il congelamento delle vendite di terminali BlackBerry 7, facendo scendere rovinosamente la quota di mercato dei prodotti di RIM, tanto che l’azienda è stata costretta ad una importante ristrutturazione della gestione, compresa l’estromissione di co-fondatori e dei direttori generali.

I nuovi terminali BlackBerry 10 non saranno disponibili prima di ottobre del 2012, tanto che è molto probabile che la società dovrà cedere alcuni asset, oltre a dover contemplare severe misure di austerità (grandi cicli di licenziamenti). In ultima istanza, si prevede anche la vendita dell’intera società: un vero «effetto Osborne».

 

 

 

Nokia MeeGo

Cellulari Nokia Symbian e MeeGo
Stephen Elop
, CEO  di Nokia, CEO prese un enorme rischio, dichiarando nel febbraio del 2011, in una nota ampiamente diffusa, che la sua compagnia di oltre 125.000 dipendenti era sul punto di saltare. Nella nota, l’allora attuale linea di telefoni Symbian e MeeGo era ritenuta inferiore ai prodotti concorrenti iOS e Android.

Poco dopo il rilascio della nota, Nokia siglò una partnership con Microsoft per la produzione di terminali Windows Phone, mandando all’aria le vendite dei modelli di punta basti su Symbian e MeeGo, con la conseguenza che la società lotta ancora per rimanere a galla.

Mentre il Lumia 900 ha raccolto recensioni molto positive, la situazione finanziaria della società è disastrosa. Si prevede infatti di bruciare le riserve di cassa entro il 2013, a meno che non si verifichi una svolta miracolosa.

 

 

Nokia Lumia 900

Cellulari Windows Phone 7
Per Nokia i guai non finiscono qui, questa volta, però, non per causa sua. A contribuire al disastro dell’azienda finlandese ci ha pensato molto probabilmente Microsoft, con l’annuncio di Windows Phone 8, compreso il nuovo set di funzionalità che ha destato molte sorprese negli utenti.

Ma il colpo letale è giunto con il clamoroso annuncio che l’attuale generazione di terminali Windows Phone 7, tra cui fiore all’occhiello di Nokia, il Lumia 900, lanciato solo a fine aprile di quest’anno, non sarà aggiornabile al nuovo sistema operativo mobile.

Come premio di consolazione, gli attuali terminali riceveranno l’aggiornamento a Windows Phone 7.8, che conferirà loro una nuova schermata iniziale e alcuni miglioramenti minori.

Anche se non c’è stata ancora alcuna indicazione di un rallentamento delle vendite di cellulari Windows Phone, la notizia non lascia intravedere uno sviluppo positivo per gli OEM che hanno immesso nel mercato un gran numero di dispositivi.

 

 

 

Ultrabook Acer

Ultrabook Consumer
Basati su una specifica di riferimento annunciata da Intel nel quarto trimestre 2011, gli Ultrabook sono stato concepiti per competere con i MacBook Air da Apple. Numerosi OEM, quali Acer, Lenovo, Dell, Asus e Hewlett-Packard si sono impegnati su questa piattaforma.  All’inizio del 2012 sono stati lanciati una serie di prodotti basati sul concetto di Intel e basati su processori Intel Core i5 e i7.

Oltre al clamoroso potenziale «effetto Osborne» relativo ai terminali Windows Phone 7, Microsoft si candida ad un altrettanto clamoroso «effetto Osborne» riguardante proprio gli attuali Ultrabook, almeno quelli relativi alla fascia consumer.

Il preannuncio del tablet Surface, il cui rilascio è previsto nell’autunno del 2012, per il modello RT, e all’inizio del 2013, per il modello Pro, compromette non poco l’interesse dei consumatori per questo tipo di portatili.

Dal momento che, nella versione Pro,  Surface ha caratteristiche simili a molti degli attuali Ultrabook e di quelli attesi nei prossimi mesi, dato che può essere usato anche come notebook, è improbabile che per il resto del 2012 gli Ultrabook possano destare grande interesse nei consumatori. Un altro «effetto Osborne»?

10 buoni motivi per preferire Surface all’iPad

Gadget e Hi-Tech     Autore: Thomas Zaffino 10 Commenti »

 

Apple ha registrato un vero cambio di rotta, nella sua storia, grazie all’iMac, frutto della progettazione guidata dal genio di Jonathan Ive. Ciò che pochi sanno, però, è che al centro della filosofia di Ive, che permea ogni singolo prodotto Apple, dall’hardware alle interfacce utente, c’è un altro genio, Dieter Rams, i cui vecchi modelli Braun, negli anni ’50 e ’60, contengono tutti gli «ingredienti» non solo dei prodotti Apple del passato e del presente, ma potenzialmente anche del suo futuro.

Osservando i prodotti Braun di Dieter Rams e confrontandoli con il lavoro di Ive alla Apple, si può chiaramente vedere l’enorme somiglianza concettuale, nell’uso del colore, nella scelta dei materiali, nell’assenza di fronzoli e di elementi artificiali e di un design cosiddetto «onesto».

Questo design «semplice» ed «onesto» rispecchia i 10 principi di Dieter Rams per la buona progettazione. Secondo Rams, infatti, Un buon design:

  1. Deve essere innovativo.
  2. Deve rendere il prodotto utile.
  3. Deve essere dotato di estetica.
  4. Deve aiutare a capire il prodotto.
  5. Non deve essere invasivo, mancare di riservatezza.
  6. Deve essere onesto.
  7. Deve essere durevole.
  8. È la conseguenza dell’ultimo dettaglio.
  9. Deve preoccuparsi dell’ambiente.
  10. Deve contenere il minor design possibile.

 

 

Somiglianze tra prodotti Braun ed Apple

Le somiglianze tra i prodotti di Braun ed Apple sono a volte inquietanti, altre più sottili,
ma c’è sempre una radice comune che fornisce ai nuovi oggetti di Apple non soltanto
una bella «semplicità», ma anche una certa «familiarità». Almeno fino ad ora…

 

Come ampiamente commentato, Surface, il nuovo tablet Microsoft è bello, funzionale, «semplice» ed «onesto», tanto che si tratta di un prodotto capace di mandare in pensione sia il MacBook Air che l’iPad.

La cosa più incredibile, però, è che mentre il nuovo prodotto Microsoft rispetta punto per punto il rigoroso decalogo elaborato da Dieter Rams, gli attuali prodotti di punta di Apple sembrano non essere capaci di superare il test. Ma vediamo nei particolari le principali differenze, illustrate da Jesus Diaz, che contraddistinguono Surface dai due prodotti della casa di Cupertino:

 

1) Un buon design deve essere innovativo

Surface è realizzato attraverso un nuovo processo di produzione che adopera un materiale denominato VaporMg (Mg = magnesio), che riduce il peso pur mantenendo la stessa robustezza, consentendo inoltre di incorporare un cavalletto, invisibile quando si utilizza il prodotto in modalità tablet. L’idea può sembrare ovvia, ma è innovativa e consente facilmente di utilizzare il tablet in modalità laptop.

 

Surface è innovativo

Surface è innovativo sin dal processo produttivo del case, realizzato con VaporMg, che permette
un minor peso e allo stesso tempo un’eccellente robustezza della scocca, tanto che Microsoft
ha potuto incorporarvi il cavalletto per il sostegno verticale del tablet.

 

Lo stesso avviene con l’uso della cover come tastiera, che rappresenta anch’essa un’innovazioni di design. Il progetto è nuovamente innovativo con la combinazione dello schermo multi-touch e la tecnologia che permetto l’uso di un pennino, nel modello Pro. Tutte queste innovazioni non sono attualmente trovabili in nessuno degli attuali tablet o Pc.

Anche l’interfaccia utente è innovativa. Non si tratta di una semplice evoluzione rispetto a Palm. Le Metro’s live tiles (mattonelle) offrono informazioni in tempo reale, senza dover lanciare le applicazioni. Windows 8 (o RT) permette il multitasking con schermi divisi. Il sistema è stato creato da zero per interfacce touch, ma funziona anche con una tastiera fisica dotata di trackpad o con il mouse. Metro è senza dubbio l’interfaccia utente più innovativa nell’attuale panorama informatico.

 

2) Un buon design deve rendere il prodotto utile
Il touchscreen, la cover-tastiera, il cavalletto incorporato nel case, insieme ai potenti processori Intel Ivy Bridge della versione Pro, fanno di Surface sia un ottimo tablet sia un ottimo ultrabook, adattandosi alle esigenze d’utilizzo del momento. Si tratta del primo «computer morphing» di senso compiuto, che poi era ciò che Microsoft ricercava e andava predicando da tempo quando diceva che i tablet erano normali Pc.

Questa qualità può essere estesa al software. L’interfaccia Metro, la capacità di elaborazione in multitasking vero e quella di eseguire programmi professionali completi, come Photoshop o AutoCad, permettono di avere contemporaneamente la possibilità di lavorare e di divertirsi in un solo dispositivo.

 

3) Un buon design deve essere dotato di estetica
Surface è sicuramente un prodotto esteticamente valido, caratterizzato da un elegante minimalismo, sia quando è spento, come l’iPad e il MacBook Air, sia quando è acceso. Anche il software è dotato degli stessi attributi. Metro è perfetto in tal senso: colorato, semplice e privo degli orribili ed artificiali skeuomorfismi che pervadono sia OS X sia iOS.

 

Surface è utile, bello e semplice

Surface è esteticamente valido, molto utile grazie alla sua ampia versatitilità che, nel modello Pro,
consente persino l’uso di un pennino, ed estremamente semplice da utilizzare, grazie a Metro.

 

4) Un buon design deve aiutare a capire il prodotto
L’hardware e il software di Surface sono auto-esplicativi. Bastano tre secondi per comprendere come trasformare il tablet in un ultrabook. Una volta avviato, si è subito in grado di comprendere appieno Metro, scoprendo rapidamente le sue caratteristiche anche più avanzate.

 

5) Un buon design non deve essere invasivo, mancare di riservatezza.
Surface, non ha niente che possa ingannare i nostri sensi. È un hardware saggio, che permette di essere comodamente tenuto tra le mani. Microsoft afferma che in modalità ultrabook, la tastiera è migliore di qualsiasi altra, anche se il fatto che non l’abbia fatta testare a nessuno lascia spazio a possibili dubbi al riguardo.

La tastiera è indubbiamente «discreta», scomparendo ogni volta che la si usa come cover per il display del tablet. Il trackpad integrato consente di modificare qualsiasi parte di un documento senza sollevare le mani dalla tastiera. Si tratta di un concetto sicuramente più elegante rispetto agli accessori wireless propinati da Apple. Anche in questo caso, lo stesso accade con Metro, che rimane sempre in secondo piano rispetto alla cosa più importante: i nostri dati.

 

6) Un buon design deve essere onesto
Privi di artifici, Surface e Metro sono progettati per compiere le loro rispettive funzioni, senza procurare piacere per gli occhi. Ogni elemento del design è progettato per compiere la sua missione nel miglior modo possibile. In Metro, anche le più piccole animazioni sono state progettate per comunicare un significato. Nulla è lì solo per puro divertimento. A differenza di iOS e OS X, non ci sono skin artificiali, niente che tenti di falsificare gli oggetti che sono già «obsoleti» nel mondo reale.

 

Surface è discreto, onesto e durevole

Surface ha un design minimalista. Non c’è niente di troppo o messo lì solo per il piacere della vista.
Trasmette subito la sensazione di un prodotto durevole, così come lo è senz’altro Metro,
progettata intorno alle informazioni, anche nelle mattonelle più piccole, e priva di fronzoli.

 

7) Un buon design deve essere durevole
Microsoft ha sottolineato che il materiale ottenuto con il processo VaporMg è estremamente durevole. Il vetro dello schermo è realizzato in Gorilla 2, il meglio che si può ottenere in questo momento. La tastiera sembra costruita in maniera solida. Anche Metro sembra poter resistere al tempo poiché non usa obsolete metafore visive (Skeuomorfismi), ma risulta quasi trasparente all’utente.

 

8 ) Un buon design è la conseguenza dell’ultimo dettaglio
La filosofia di Surface unisce in maniera chiara l’hardware e il software, che condividono entrambi gli stessi obbiettivi. Ogni dettaglio è parte di una singola idea e risponde a questi principi.

Questo è paradossalmente ciò che Apple non riesce a fare in questo momento. L’hardware è conseguente al dettaglio, ma l’interfaccia utente non è coerente con i principi stabiliti nell’hardware. Oggettivamente e relativamente, è un caos. I design di Ive sono viziati dalle interfacce di Scott Forstall.

È molto probabile che Surface sia il prodotto che Jonny Ive realizzerebbe se potesse avere il completo controllo sulla progettazione sia dell’hardware sia dell’interfaccia utente dei prodotti Apple.

 

9) Un buon design deve preoccuparsi dell’ambiente
Non ci sono ancora dettagli sulla produzione, non è quindi possibile esprimere un giudizio su questo punto.

 

Il design è minimalistico e orientato alle informazioni dell'utente

Surface è un prodotto essenziale, progettato per fornire all’utente il massimo che si possa ottenere
da un dispositivo, senza perdersi in inutili rivoli…

 

10) Un buon design deve contenere il minor design possibile
Sia l’hardware di Microsoft che quello di Apple seguono rigorosamente questa regola. La differenza avviene però sull’interfaccia utente.

Il design Metro è il «minimo» che si possa ottenere, in contrapposizione alla marea di false superfici e manopole lucide presenti in iOS e OS X. Metro si concentra sulle informazioni, Ogni elemento grafico serve solo per visualizzarle nel modo più chiaro possibile. Detto in maniera diversa, non ci sono fronzoli.


In conclusione

Come è stato analizzato nelle 10 regole di Rams per un buon design, possiamo concludere che, se da una parte Microsoft sembra avere recuperato su Apple il tempo perso, per quanto riguarda la progettazione dell’hardware, cosa che gli OEM non sono riusciti a fare per lei, dall’altro, con Windows 8, la casa di Redmond sembra avere gettato le basi di un OS, dotato di una rivoluzionaria interfaccia utente, sicuramente destinato a giocare un ruolo determinante nel panorama informatico.

Anche se rimarranno differenze dovute ai gusti personali, nonché a semplice fanatismo, Microsoft sembra poter veramente imporsi nel panorama dei tablet, con la possibilità concreta di erodere ad Apple una fetta consistente di utenti. In questo caso, la carta vincente è sicuramente la versione Pro di Surface. Difficilmente la versione RT (ARM) potrà competere con l’iPad. Ma l’idea di avere tra le mani, allo stesso prezzo di un tablet, un vero e proprio portatile ultraleggero, paragonabile ad un ultrabook di Intel, è una prospettiva troppo allettante per essere ignorata.

MacBook Air 2 e il problema della «tassa Apple» sul prezzo

CPU, Gadget e Hi-Tech     Autore: Thomas Zaffino 2 Commenti »

Meno di una settimana fa, durante l’annuale WWDC, Apple ha rivelato al mondo gli aggiornamenti dell’intera linea di portatili, ora muniti di processori Intel Ivy Bridge e di alcune nuove caratteristiche.

Nel corso delle ultime settimane, altri produttori di PC portatili hanno aggiornato le proprie linee in occasione del Computex, in qualità di partner di Intel, AMD e NVIDIA, un po’ per sfornare il meglio di quanto si possa disporre oggi in termini di tecnologia.

Particolare attenzione è stata posta sugli Ultrabook, sotto la spinta di Intel, che si aspetta che il suo progetto possano diventare il principale traino per la crescita del mercato PC nel breve periodo. Il concetto Ultrabook non è però nuovo per Apple, che lo ha ampiamente sperimentato con i suoi MacBook Air, rapidamente diventato uno dei best seller dei prodotti di Cupertino, tanto che si tratta molto probabilmente del portatile da battere.

 

MacBook Air 2

I MacBook Air, a parità di caratteristiche, risultano più costosi  rispetto ai concorrenti Ultrabook,
differenza che aumenta con le maggiori caratteristiche del portatile.

 

Se consideriamo però un paio di alternative al MacBook Air, per quanto riguarda la piattaforma Windows, è facile notare che il vecchio dibattito sulla cosiddetta «tassa Apple» è tutt’altro che infondato, almeno nella categoria dei portatili ultraleggeri da 13 pollici.

Assumendo, come metro di giudizio, le sole caratteristiche tecniche, la scelta non dovrebbe essere tanto difficile. Possiamo considerare, da questo punto di vista, almeno un paio di alternative valide come l’Asus Zenbook Prime o il Samsung Series 5.

Per quanto riguarda il primo, nel caso del modello con caratteristiche inferiori, abbiamo a disposizione più o meno le stesse caratteristiche a circa 100 dollari in meno. Se ci accontentiamo poi di un hard disk in luogo di un SSD, il Series 5 ci permette di risparmiar addirittura 400 dollari a parità di caratteristiche, rispetto al MacBook Air.

I modelli di punta di Apple e Asus hanno invece lo stesso prezzo (1499 dollari), ma lo Zenbook può vantare una maggiore risoluzione dello schermo (1920×1080 contro 1440×900) e un processore più veloce rispetto a quello montato sul MacBook Air.

 

MacBook Air 2 Asus ZenBook Prime Samsung Series 5
Apple MacBook Air Asus Zenbook Prime Samsung Series 5
Prezzo 1199 dollari 1499 dollari 1099 dollari 1499 dollari 800 dollari 1000 dollari
Display 13.3″ 1440 x 900 13.3″ 1600 x 900 13.3″ 1920 x 1080 13.3″ 1366 x 768
CPU 1,8 GHz Core i5-3427U 1.7GHz Core i5-3317U 1.9GHz core i7 3517U 1.7GHz Core i5-3317U
Grafica Intel HD 4000 Intel HD 4000 Intel HD 4000
Storage SSD da 128GB SSD da 256GB SSD da 128GB SSD da 256GB 500GB HDD SSD da 128GB
Memoria 4GB 4GB 4GB
Porte Thunderbolt, due USB 3.0, SD Due USB 3.0, microHDMI, miniVGA, SD Una porta USB 3.0, due USB 2.0, HDMI, SD
Dimensioni 32,5 x 22,7 x 1,73 cm 32,5 x 22,3 x 1,78 cm 31,5 x 21,8 x 1,75 cm
Peso 1,34 Kg 1,3 Kg 1,49 Kg

 

Il ragionamento non può però prescindere da alcune considerazioni. Ad esempio, per quanto riguarda la tastiera e il touchpad, il portatile Apple è senz’altro superiore ad ambedue i suoi rivali, nonostante gli aggiornamenti.

Sul lato della visualizzazione, invece, i portatili sono equivalenti nei modelli base, mentre sui modelli migliori, lo schermo dello Zenbook è davvero su un altro piano, essendo più luminoso e potendo vantare una densità di pixel di 165 PPI contro i 125PPI dell’Air.

Sul lato delle prestazioni di storage, non c’è ancora un confronto, ma Apple potrebbe mantenere il leggero vantaggio che aveva rispetto agli Ultrabook. Dal punto vista dell’autonomia, infine, i portatili dovrebbero più o meno equivalersi.

La «tassa Apple» è quindi reale? Da quanto emerso in questo confronto, possiamo senz’altro dire che per quanto riguarda i modelli di base, il piccolo sovrappiù di Apple potrebbe giustificarsi nella migliore qualità dei componenti.

Quando si passa invece sui modelli con caratteristiche avanzate, sembra che si verifichi un aumento del sovraprezzo che pare non trovare una giustificazione plausibile. Naturalmente, tutto questo se non consideriamo la parte software, lato che influisce notevolmente sulla scelta degli utenti.

Smartphone: gli sviluppatori preferiscono ancora iOS ad Android!

Gadget e Hi-Tech, Mobile, Web e Business     Autore: Thomas Zaffino 5 Commenti »

Nonostante il predominio di Android nelle vendite di dispositivi, sono i prodotti iOS a convogliare l’attenzione della maggior parte degli sviluppatori di applicazioni mobili, i quali, secondo diverse analisi, possono trarre dalla piattaforma Apple maggiori benefici.

Ora, l’Emerging App Culture Report, uno studio di Ericsson ConsumerLab, ha fatto rilevare che a spingere le vendite di smartphone sono soprattutto le App.  Secondo la ricerca, il 69% dei possessori di smartphone si connette ogni giorno attraverso App, mentre il 20% naviga e consulta contenuti multimediali.

 

Applicazioni iOS

Per  1 dollaro che gli sviluppatori ricavano da iTunes Apple Store, ne ricavano solo 0,23
da Google Play. Se ne deduce pertanto che, in termini di ricavi, la scelta di sviluppare
sulla piattaforma Apple è sicuramente più saggia.

 

Eric Shmidt, presidente esecutivo di Google, ha dichiarato lo scorso anno che la posizione predominante di Android sul mercato mobile avrebbe spinto gli sviluppatori a preferire la piattaforma di Mountain View rispetto a quella di Cupertino. La previsione di Shmidt, secondo cui il numero di dispositivi avrebbe spinto un maggior numero di sviluppatori a fornire applicazioni per Android, è parzialmente vera. Ciò che Shmidt non ha considerati è che il maggior volume non implica necessariamente maggiori ricavi.

Sono vari i fattori che influenzano la decisione di uno sviluppatore di concentrarsi o meno su una piattaforma di sviluppo. Uno di questi è la probabilità che si possano ricavare soldi da un App. La casa di Cupertino ha reso 700 milioni di dollari agli sviluppatori iOS, nel corso dell’ultimo trimestre del 2011, mentre Google ha permesso solo 210 milioni di dollari come ricavi dell’intero 2011.

 

Train Times App for iOS

L’aggiornamento alla piattaforma iOS 5 riguarda l’86,2% dei dispositivi Apple,
secondo i dati raccolti dall’App Train Times per iPhone e iPod touch.

 

Flurry, un servizio di app-tracking, riferisce che, avendo le due piattaforme la stessa quantità di utenti, per  1 dollaro che gli sviluppatori ricavano da iTunes Apple Store, ne ricavano solo 0,23 da Google Play. Se ne deduce pertanto che, in termini di puro guadagno, la scelta di sviluppare sulla piattaforma Apple è sicuramente più saggia.

Un altro fattore che influenza la decisione degli sviluppatori nel preferire Apple è la grande frammentazione presente sulla piattaforma Android, sulla quale girano attualmente 1.363 modelli di dispositivi di 599 marche diverse. La maggior parte dei dispositivi Android, inoltre, girano ancora con la release Android 2.3 (65%),  mentre la versione 4.0 ICS gira solo sul 7% dei dispositivi.

 

App Android

Nonostante la maggiore diffusione di dispositivi, i ricavi per gli sviluppatori Android sono
miseri rispetto a quelli garantiti dalla piattaforma Apple.

 

La scelta di Apple di un legame stretto tra software e dispositivi aiuta gli sviluppatori a creare applicazioni che pongono l’accento sulla compatibilità del dispositivo. L’aggiornamento alla piattaforma iOS 5 riguarda infatti l’86,2% dei dispositivi Apple, secondo i dati raccolti dall’App Train Times per iPhone e iPod touch.

Gli utenti della piattaforma Apple sono infine più propensi di quelli Android a pagare per ottenere un app. La cosa si motiva anche dal fatto che se un utente acquista un app su iTunes, gli amici saranno spinti ad acquistarla (nel caso piaccia) anche loro per il loro iPhone. Sulla piattaforma Android, invece, l’applicazione potrebbe non essere compatibile con tutti i dispositivi.

 

Frammentazione Android

La piattaforma Android presenta una grande frammentazione che non garantisce sufficientemente
la compatibilità delle applicazioni sugli oltre 1300 modelli di smartphone disponibili.

 

Il fatto che Android domini il mercato dei dispositivi non è quindi un fattore sufficiente per spingere gli sviluppatori a produrre applicazioni per l’OS di Google e, di conseguenza, a generare quei ricavi che Shmidt auspica per Google.

Microsoft scalda i muscoli con la Release Preview di Windows 8

Gadget e Hi-Tech, Tecnologie Web     Autore: Thomas Zaffino Nessun Commento »

Rilasciata qualche giorno fa, la Release Preview di Windows 8, che può essere scaricata da questa pagina, è già stata oggetto delle attenzioni di alcuni test prestazionali, tesi a verificarne le differenze con l’attuale Windows 7. Tutto questo mentre i produttori iniziano a presentare tablet basati sul nuovo OS Microsoft, come nel caso di Lenovo al Computext 2012.

 

Windows 8 Release Preview

Microsoft ha reso disponibile il download della Release Preview di Windows 8.

 

Sul blog di Zdnet è possibile visualizzare un confronto molto interessante tra Windows 7 e Windows 8. Il test è stato eseguito utilizzando vari benchmark. Inutile dire che la Release Preview si aggiudica la sfida, anche se perde col Cinebench, che misura le prestazioni di OpenGL e della CPU.

 

Lenovo tablet Windows 8

Alcuni produttori, come Lenovo al Computex 2012, hanno iniziato a presentare tablet basati
sul nuovo sistema Microsoft che dovrebbe essere presentato ufficialmente ad Ottobre.

 

I test sono stati eseguiti su un hardware di rispetto: processore Intel Core i7-2600K, RAM Crucial da 4GB DDR3, GPU GeForce GTX 560, scheda madre Gigabyte GA-Z77MX-D3H e hark disk Western Digital Caviar Black da 1TB. Il confronto è avvenuto sui seguenti test: Boot time, Audio transcode time, Video transcode time, PCMark 7, 3DMark 11, FurMark, Cinebench 11.5, Heaven 3.0 e Alien vs. Predator.

La vittoria più interessante è stata sicuramente quella raccolta da Windows 8 RP nel test Boot time, che misura il tempo necessario all’OS per avviarsi. Le altre vittorie sono invece di misura. Non sono stati registrati aumenti sensibili degni nota, com’è facilmente deducibile dai grafici.

 

Cinebench

Anche se Windows 8 RP è più veloce di Windows 7, nei vari benchmark, per quanto
concerne Cinebench 11.5, il nuovo OS cede il passo al suo predecessore.

 

Mentre Microsoft non ha ancora comunicato cifre relative al numero di download, a far gongolare l’azienda di Redmond ci hanno pensato quelle fornite da Steven Guggenheimer, vice presidente Microsoft del ramo OEM. Nel corso di un discorso programmatico al Computex, il vice presidente ha dichiarato che l’azienda ha venduto oltre 600 milioni di licenze per Windows 7, nei tre anni è stato sul mercato, 75 milioni in più dall’ultimo annuncio di Microsoft a Gennaio, quando il numero di licenze era a quota 525 milioni.

Windows 7 è attualmente installato su quasi il 40% dei dispositivi connessi ad Internet, secondo i dati diffusi da Microsoft, dietro solo a Windows XP che detiene il 45% del mercato. La tendenza è confermata e non sembra che l’imminente rilascio di Windows 8 stia rallentando le vendite.

 

Boot Time

Interessante il miglioramento dei tempi di avvio del nuovo sistema, destinati ad essere
ulteriormente abbattuti con i sistemi dotati di SDD.

 

Ora che il focus di Microsoft si sta spostando su Windows 8, l’azienda dovrà affrontare una sfida significativa nell’introdurre i cambiamenti che provengono dal nuovo sistema operativo, inclusa l’interfaccia utente Metro e il design touch oriented. Solo il tempo potrà dire la transizione sarà agevole per utenti ed imprese.

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