Gas naturale: non sarebbe poi così ecologico!

Auto, Ecologia e Risparmio Energetico     Autore: Thomas Zaffino Aggiungi un commento

Mentre negli Stati Uniti si prospetta una ripresa dell’economia, grazie all’immenso giacimento di gas naturale presente nel sottosuolo e la cui estrazione è stata resa conveniente dagli ultimi aumenti di prezzo dei carburanti, alcuni studi ne sconfessano la presunta maggiore sostenibilità, rispetto al carbone e derivati del petrolio, nell’impiego per la mobilità.

Dalle pagine di questo blog, sempre sensibile a qualsiasi argomento che riguardi la sostenibilità ecologica, più volte abbiamo parlato, per la mobilità, di soluzioni alternative alle attuali auto con motori endotermici a benzina e gasolio. Tra le tante ipotesi, c’è stata quella più rapidamente attualizzabile dell’adozione del GPL e del Metano come propellenti più ecologici per le auto in circolazione, cosa che permetterebbe un minore impatto sull’ambiente rispetto all’impiego di benzina e gasolio.

 

Toyota Prius

La Toyota Prius, full-hybrid, è l’auto più venduta al mondo. La diffusione di questa tipologia
di veicoli è al momento l’unica possibilità, oltre alle auto eletttriche, di abbattere le emissioni
di anidride carbonica in maniera rilevante.

 

I dati dicono però che la soluzione a minore impatto è costituita dall’uso di auto ibride o elettriche. Naturalmente, quando parliamo di auto ibride, ci riferiamo alle full-hybrid, come la Toyota Prius che, proprio in queste ultime settimane, è risultata l’auto più venduta al mondo.

Facendo un po’ di conti, la CO2 che si risparmia con l’impiego di un’auto a gas non è poi così molta. Alcuni studi condotti dall’Environmental Defense Fund, Princeton University, Duke University e dal Rochester Institute of Technology affermano, anche se con risultati diversi, che nel valutare l’impatto delle auto a gas naturale, occorre non sottovalutare emissioni ed effetti di dispersione del metano e del gas naturale che si ripercuotono sul clima.

Dalle analisi dei vari studi, emerge che i benefici derivanti dal passare dalle auto a benzina o diesel a quelle auto a gas naturale cominciano ad essere significativi dopo un periodo di almeno 80 anni e che potrebbe arrivare anche a 280 anni. Per estrarre, lavorare e comprimere il gas, per impiegarlo nelle auto, si utilizzano fonti energetiche fossili, carbone soprattutto, che inquinano molto di più rispetto al processo basato sul petrolio.

 

Stazione di rifornimento a GAS
Le auto a gas naturale emettono scarsissime emissioni. Il processo di estrazione,
lavorazione e compressione, per rendere il combustibile impiegabile nelle
auto, tuttavia, ha un impatto tale da comprometterne i benefici.

 

A questo problema, basta poi aggiungere quello delle inevitabili perdite di metano e altri gas, che hanno un impatto sulle modificazioni climatiche, per rendersi conto che le emissioni complessive aumentano. Secondo il National Center for Atmospheric Research, anche se si passasse ad utilizzare esclusivamente il gas naturale in luogo del carbone, le differenti ripercussioni sul clima sarebbero minime.

Utilizzando il gas naturale, insomma, sarebbero necessari molti decenni prima che il riscaldamento globale venga rallentato. Perciò, per quanto riguarda il clima, l’unica risposta vera è affidata alle rinnovabili: sole, vento, acqua ecc.

La cosa incredibile è che lo studio arriva in un momento in cui, negli Stati Uniti, emerge sempre più la volontà di utilizzare le enormi riserve di gas naturale, conseguenza delle estrazioni petrolifere e imprigionate nel sottosuolo. Si parla di riserve capaci di garantire almeno 100 anni di approvvigionamento energetico per l’intera nazione. Gli attuali prezzi dei carburanti derivati dal petrolio, infatti, hanno reso economicamente interessante l’estrazione di questo gas.

Con il petrolio che diminuisce, con conseguente aumento dei prezzi dei carburanti, potranno gli Stati Uniti fare a meno di questa importante risorsa economica?

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3 Commenti

  1. Alfio

    La compressione del metano per il trasporto nei gasdotti avviene con compressori elettrici, e che se negli USA usano il carbone per fare l’elettricità sono solo degli emeriti pirla.
    Così come sono degli emeriti deficienti ad estrarlo usando la tecnologia del fracking, inquinantissima e che massacra il sottosuolo.

    Dove ci sono giacimenti veri come in Russia, nell’Adriatico, in Val Padana, nel Mare del Nord o in Algeria e Libia queste tecnologie del menga non sono necessarie: il gas è già accumulato in pressione nel sottosuolo e l’estrazione di tipo tradizionale non è quasi per nulla impattante: basta recarsi presso uno dei pozzi di estrazione nella val padana per verificare che attorno ad essi non ci sono problemi ecologici di rilievo.

  2. Ciskopa

    Non credo che nel sottosuolo il metano sia compresso a 200 e più bar come nei serbatoi delle vetture.Immagino si intenda per il metano appunto l’energia che serve a renderlo disponibile nel serbatoio della vettura.Così come il Gpl anche se in maniera molto inferiore.
    Poi,solo gli americani sono pirla ad usare l’energia elettrica dal carbone,noi siamo menti superiori e usiamo…… il petrolio.

  3. Alessandro

    Per coprimere il metano nei serbatoi delle auto basta l’energia elettrica, la stessa che secondo lo studio sarebbe una fonte energetica pulita per la trazione… e le batterie con cosa le ricarico?

    Usare le energie rinnovabili per comprimere il metano e’ troppo complicato?
    tanto quanto usarle per ricaricare le batterie delle auto, che poi a fine vita devono comunque essere smaltite

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