Chrome OS 2.0: si va verso l’integrazione con Android!

Gadget e Hi-Tech, Tecnologie Web, Web e Business     Autore: Thomas Zaffino Aggiungi un commento

È passato poco più di un anno da quando, su questo blog, annunciavamo entusiasticamente del futuro glorioso di Chrome OS, il sistema che avrebbe soppiantato quelli tradizionali, almeno nell’uso domestico di PC e notebook. Il sistema, come ben si sa, funziona quasi esclusivamente in Cloud, attraverso il ricorso al solo browser Chrome, sfruttando le applicazioni disponibili sotto forma di plugin. C’è da dire che Chrome OS è provvisto di alcune funzionalità di base che ne consentono l’utilizzo in  modalità offline, quando non si dispone di una connessione, gestendo la sincronizzazione dei dati non appena ci si riconnette ad Internet.

Sempre lo scorso anno, di questi tempi, furono annunciato i primi Chromebook. Non furono poche le critiche verso questi dispositivi che, pur non essendo dotati di particolari caratteristiche, presentavano prezzi ritenuti non proprio concorrenziali.

 

Chrome OS versione 19

La versione 19 di Chrome OS permette ora di aprire più finestre in multitasking.

 

Il miracolo non è avvenuto e, allo stato attuale, Chrome OS sembra essere l’ennesimo flop dell’era informatica. I Chromebook, nonostante un buon inizio, non hanno riscosso molto successo, nemmeno con la formula del noleggio. I dati sono talmente pessimi che le società di analisi non forniscono cifre. L’idea è che l’entrata in competizione con Mac OSX o addirittura Windows sia ancora molto lontana per l’OS di Mountain View, che nel frattempo sembra voler puntare su alcune nicchie di mercato, come le scuole o alcuni settori industriali nei quali può essere utile avere a disposizione una specie di terminale per la navigazione.

Google e i suoi partner sembrano però volerci riprovare, con un lancio in chiave 2.0. Mountain View lo fa con una nuova versione del suo sistema, la 19, rinnovato ma sempre con il medesimo limite: l’essere totalmente dipendente da Internet, offrendo un insieme limitato di funzioni che un PC è in grado di offrire. Il tutto, poi, conditi da un hardware che ha un costo simile a quello dei sistemi tradizionali.

 

Chromebook Samsung Series 5

Il nuovo Samsung Series 5 550 è 2,5 volte più veloce rispetto alla prima generazione.
Il prezzo, però, rimane pur sempre elevato rispetto ai notebook tradizionali.

 

La ripartenza di Chrome OS è accompagnata dal lancio di un nuovo Chromebook, il Series 5 550, versione rinnovata del notebook di Samsung che presenta uno schermo da 12,1 pollici (1280x800px), un processore Intel Celeron dual-core da 1,3GHz, 4GB di RAM e un SSD da 16GB per lo storage locale. Il prezzo parte da 449 dollari, per la versione solo Wi-Fi. In opzione si può ottenere il modulo 3G. La batteria garantisce un’autonomia di ben 7 ore. Il peso è di circa 1,5 Kg.

Samsung ha presentato anche un Chromebox, ovvero un desktop compatto dotato di processore Intel Celeron dual-core da 1,9GHz, 4GB di RAM e 16GB SSD per l’archiviazione, sei porte USB, due DisplayPort e una DVI, Bluetooth 3.0, Wi-Fi (802.11b/g/n) e porta Ethernet Gigabit. Il prezzo è più abbordabile: si parte da 329 dollari, ai quali vanno aggiunti i costi delle periferiche necessarie (tastiera, mouse, schermo ecc).

I nuovi dispositivi potranno ora lavorare in multitasking, con la possibilità di aprire più finestre. Fra le nuove caratteristiche del sistema, un lettore multimediale più sofisticato, un editor di immagini e opzioni di streaming video avanzate per YouTube, Netflix ecc. Rispetto alla prima generazione di Chromebook, il nuovo Serie 5 550 è circa due volte e mezzo più veloce, mentre il desktop circa tre volte e mezzo. L’avvio del notebook avviene in circa sette secondi, mentre il desktop ne impiega circa cinque.

 

Chromebox

Il nuovo Chromebox di Samsung è più economico (parte da 329 dollari) e risulta circa 3,5 volte
più veloce rispetto alla prima edizione. Occorre tuttavia aggiungere il costo delle periferiche
necessarie: tastiera, mouse, monitor, ecc.

 

Caesar Sengupta, responsabile dei prodotti Chrome OS di Samsung, ha presentato le due novità dichiarando che l’azienda si ritiene «soddisfatta del lavoro svolto, credendo fortemente nella visione di Chrome OS». Peccato che l’affermazione non sia suffragata dalle vendite del Chromebook di prima generazione. Acer ha dichiarato di avere venduto solo 5000 unità mentre Samsung non ha proprio divulgato cifre. La conferma del flop di vendite, tra l’altro, era stata ammessa anche da Eric Schmidt, volato a Taiwan per magnificare i vantaggi del sistema operativo targato Mountain View, soffermandosi sull’avvio veloce, l’assenza di virus, le licenze gratuite ecc. I produttori erano rimasti scettici.

La novità per Chrome OS potrebbero arrivare però dalla volontà di Google di integrarlo con Android, per convergere in un sistema operativo unico o quanto meno nella direzione di permettere agli utenti di smartphone, tablet e PC un’esperienza d’uso unica. Linus Upson, vicepresidente della divisione Engineering di Google, ha delineato un possibile percorso per il futuro di Chrome OS e di Android, proprio durante la presentazione dei nuovi Chromebook Samsung Serie 5 550 e della nuova versione di Crome OS 19.

 

Chrome su Android

La versione beta di Chrome per Android offre già agli utenti di smartphone l’esperienza di
navigazione tipica sia della versione Desktop del browser, sia di quella di Chrome OS.

 

Il team di sviluppo di Chrome OS e quello che si occupa di Android starebbero infatti lavorando in maniera sempre più stretta, cosa che non rende necessariamente automatica la fusione dei due sistemi, date le enormi differenze tra tecnologie impiegate dai PC desktop e notebook rispetto a quelle disponibili su telefonini e tablet. Ci sono anche da considerare le diverse aspettative degli utenti.

Per Upson, la convergenza è già in essere. Chrome è infatti disponibile, anche se in beta, per gli smartphone Android, offrendo alcune delle funzionalità proprie di Chrome OS. Anche su Windows e Mac gli utenti fruiscono della medesima esperienza di navigazione online, tra l’altro. Il manager Google è in ogni caso convinto che dispositivi differenti necessitino di sistemi operativi differenti.

Microsoft, ad esempio, ha progettato Windows 8 per renderlo funzionale anche sui tablet, ma sul versante smartphone, il sistema operativo di riferimento è la piattaforma mobile Windows Phone, adottata da Nokia per la serie Lumia. Apple ha anch’essa aggiornato OS X Lion per fornire integrazione con le app di iOS, ma Tim Cook è della medesima opinione di Upson, ritenendo che dispositivi differenti devono impiegare sistemi operativi differenti.

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