HADOPI, ovvero come fare calare le entrate delle major

Gadget e Hi-Tech     Autore: Thomas Zaffino Aggiungi un commento

I numeri presentati dall’Autorità francese per la lotta alle violazioni di copyright sembrano dimostrare l’efficacia del programma Hadopi. Il rapporto fa il punto della situazione a distanza di un anno e mezzo della legge fortemente voluta dal Presidente Nicolas Sarkozy.

Secondo quanto riporta lo studio, tra ottobre 2010 e dicembre 2011, sono stati aperti complessivamente 755.015 fascicoli che, nel 95% dei casi si riferiscono ai primi avvisi e vedono il procedimento fermarsi. Per i restanti, nel 92% dei casi, il procedimento si ferma al secondo colpo. Solo il 2% dei casi che arrivano a ricevere la terza lettera finiscono per veder concretizzate le accuse di pirateria.

L’autorità francese riferisce di essere stata contattata dal 71% degli utenti raggiunti dal terzo provvedimento, i quali esprimono la volontà di allinearsi alle disposizioni di legge. Quelli della seconda fase sono invece 25% e il 6% quelli contattati dalla prima lettera.

 

HADOPI

Nel 95% dei casi il procedimento Hadopi si ferma dopo il primo avviso.
Il 92% dei casi rimanenti si ferma al secondo colpo. Solo nel 2% dei rimanenti casi
le accuse di pirateria vengono concretizzate.

 

Tali numeri sembrano dimostrare l’efficacia del sistema come strumento dissuasivo, ma non possono certamente essere considerati per la valutazione nell’efficacia della battaglia contro la pirateria informatica. Tuttavia il rapporto parla di un calo del 17%, nel 2011, delle visite ai siti che propongono link verso applicazioni P2P e di una diminuzione del 43% dell’offerta illegale, in Francia, di opere protette da copyright. Si registra un conseguente aumento nella sottoscrizione di offerte legali di streaming, pari a quasi il 30%.

Le Figaro fa però notare che aggregando i numeri dei principali siti interessati dalle forme di fruizione illegale di contenuti, si nota una crescita di pubblico che si attesta intorno al 12%. Che secondo altri rapporti arriva anche al 29%.

Se da una parte l’utilizzo di strumenti P2P, in Francia, sembra essere calato, alcune statistiche non sono citate da HADOPI, ciò sembra essere avvenuto per una scelta degli utenti a favore dello streaming e del download diretto, spesso qualche mese prima dell’invio delle prime lettere dell’Autorità francese.

 

Dati HADOPI

Il rapporto Hapodi sembra dimostrare una migrazione dall’uso di strumenti P2P
verso lo streaming legalizzato, per via dell’adozione della legge anti-pirateria.
Altri studi tendono a dimostrare che la migrazione sia avvenuta per scelta degli utenti.

 

Se ciò non bastasse, come già evidenziato da uno studio commissionato dal parlamento svizzero e che ha portato alla quasi legalizzazione del P2P nel piccolo stato neutrale, se da una parte l’aumento di download illegale sembra non influire negativamente sui ricavi delle major, che anzi sembrano crescere di pari passo, la diminuzione del download illegale sembra danneggiare anche il mercato legale.

TorrentFreak ha sollevato una contraddizione interessante. Mentre l’industria dell’intrattenimento ha da tempo affermato che la pirateria digitale è la causa primaria della mancanza di ricavi, nonostante la diminuzione della pirateria, l’industria musicale francese ha registrato un calo del 3,9% dei ricavi rispetto all’anno precedente, mentre i ricavi del settore film sono scesi del 2,7% .

Le cifre dicono che le major dovrebbero concentrarsi su altri problemi per risolvere i loro mancati introiti.

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