Auto ibride: molta confusione e vantaggi spesso irrilevanti

Auto, Ecologia e Risparmio Energetico     Autore: Thomas Zaffino Aggiungi un commento

L’aumento continuo del prezzo della benzina, che sfiora ormai i 2 euro al litro, ha colto impreparate le case automobilistiche, impegnate da decenni in battage pubblicitari sulle qualità eccelse delle auto elettriche o all’idrogeno e di come renderanno più verde il nostro pianeta azzurro. Gli aumenti dei carburanti hanno invece aguzzato l’ingegno degli operatori di marketing che, purché di vendere, se ne inventano sempre di nuove…

Così le pubblicità delle nuove auto sono zeppe della parola “hybrid“, che troviamo nelle forme più svariate. In questo momento, è il caso della pubblicità della Citroen C4 Micro Hybrid. Che cosa si nasconda sotto questo termine, però, è un capitolo tutto da scoprire.

 

Citroen C4
Le Micro Hybrid, come la nuova Citroen C4, sono dotate di un piccolo motore elettrico che, unito
ad un sistema di recupero dell’energia, interviene nella gestione del sistema Start&Stop spegnendo
il motore nelle fasi di rallentamento e con la conseguente riaccensione per la ripartenza.

 

Sul sito della Citroen, cliccando sulla voce relativa a questa tecnologia , si legge: «La tecnologia Micro-ibrida e-HDI abbina un motore HDi ad un sistema Stop&Start di ultima generazione e ad un dispositivo di recupero dell’energia in fase di decelerazione. Questa tecnologia consente di ridurre i consumi di carburante e le emissioni di CO2, pur mantenendo inalterato il piacere della guida.»

Numerosi nuovi modelli, come la nuova Ford Focus, sono dotati di questo tipo di tecnologia, il cui nome è stato adottato per la prima volta nel 2007 dalla smart fortwo mhd. Il sistema, di per sé, non è grado di far muovere l’auto che lo monta. Serve semplicemente a recuperare, nelle fasi di rallentamento, una piccola quantità di energia, che viene immagazzinata nella batteria (diversa da quelle tradizionali) e usata nelle fasi di “restart” del motore.

 

smart fortwo mhd

La smart fortwo mhd è stata la prima auto al mondo in cui si è utilizzata la denominazione
«Micro Hybrid» per il sistema di gestione di arresto e ripartenza.

 

L’utilizzo o meno del termine «Micro Hybrid» dipende solo dalla fantasia del marketing. Il concetto non cambia, però, sistemi di questo tipo permettono di risparmiare le briciole. Ma «Hybrid» non è solo «Micro». Con il termine «Mild Hybrid» vengono contrassegnati i veicoli dotati di un piccolo motore elettrico, di solito collocato tra il motore e la frizione. Questo piccolo propulsore si fornisce potenza supplementare alla trazione dell’auto.

La potenza del propulsore elettrico è una frazione della potenza del motore. Ad esempio , quello dell’Honda Insight ha una potenza di 10 KW, rispetto ai 65 KW del suo motore. Ne esistono anche di più potenti. Neanche le Mild Hybrid sono in grado di muoversi ricorrendo al solo motore elettrico. Tale propulsore è infatti collegato in maniera rigida,  trovandosi a monte della la frizione o del convertitore di coppia.

 

Honda Insight

La Honda Insight è una «Mild Hybrid», ovvero è dotata di un motore elettrico di 10Kw e di un sistema
di recupero dell’energia, con batterie ad alto voltaggio, che provvede a spegnere il motore dell’auto
nelle fasi di rallentamento e a spingerla se la richiesta di potenza è di piccola entità.

 

Quando l’auto è in movimento, se l’entità di potenza richiesta è piccola, il propulsore elettrico è in grado di spegnere il motore e di procedere autonomamente prima di riaccendere il motore. Le Mild Hybrid sono dotate di una batteria ad alto voltaggio, capace di immagazzinare una maggiore quantità di energia rispetto a quelle da 12 Volt.

Esiste un’altra categoria di auto ibride,  quella delle «Full Hybrid». Questa categoria, alla appartiene ad esempio la Toyota Prius, è l’unica per la quale si può usare il termine “Hybrid” in maniera appropriata. Lo schema costruttivo di queste auto consente di farle muovere sia ricorrendo al motore termico sia usando quello elettrico. I motori hanno in genere una potenza simile, inoltre l’auto è dotata di batterie ad elevato voltaggio capaci di spingere il motore elettrico.

 

Toyota Prius

La Toyota Prius è invece una Full Hybrid, ovvero un’auto dotata veramente di due sistemi
di trazione. Il propulsore elettrico ha una potenza simile a quello termico. Unico vero neo, la scarsa
autonomia in modalità elettrica. In compenso, l’auto può circolare anche in presenza di blocchi.

 

Per le Full Hybrid si può parlare senz’altro di auto a doppia propulsione. L’unico vero limite risiede nella scarsa autonomia della trazione elettrica, a causa della capacità di accumulo energetico delle batterie, problema al quale si sta cercando di dare risposte concrete, almeno in un futuro prossimo, come quella proposta da IBM.

Le Full Hybrid, tra l’altro, sono le uniche che possono circolare in caso di limitazioni del traffico per problemi di inquinamento, questo proprio in virtù del fatto che il motore elettrico riesce a far muovere l’auto con questa alimentazione, cosa che non possono né le Mild Hybrid né tantomeno le Micro Hybrid.

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2 Commenti

  1. Dumarest

    Una Mild Hybrid come la Insight riesce a fare una media di 20 chilometri a litro di verde, se non si va in autostrada si arrivano a medie incredibili, una volta ho fatto su un pieno 24 chilometri a litro.
    Piccola cilindrata e scarsa potenza del termico (bilanciata dalla coppia elevata dell’elettrico) vogliono dire assicurazione e bollo ridotti, la dotazione di bordo è eccezionale e il costo più che ragionevole.
    In attesa che le elettriche calino di prezzo è una buona scelta per inquinare un po’ meno.

  2. Diego

    peccato che nessun giornale o sito del settore parli del motore Tesla, già in produzione e commercio dal 2008 su automobili americane Tesla purtroppo di costo elevato ( chissà perchè…:-) …? )

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