Physible: il futuro del file-sharing è nella stampa in 3D
Gadget e Hi-Tech Autore: Thomas Zaffino Nessun Commento »La notizia dell’apertura della nuova pagina Physibles da parte del sito The Pirate Bay, che dall’Italia non è più raggiungibile se non attraverso un servizio proxy, ha già fatto il giro del mondo, incuriosendo non poco anche gli esperti, i quali si sono chiesto cosa mai ci facciano modellini stampabili in 3D su un sito dedito alla pirateria digitale.
Sì, perché con il termine physible, The Pirate Bay denomina modelli di oggetti tridimensionali che possono essere scaricati dal sito e “realizzati” attraverso un’apposita stampante 3D. Parlare di stampa, in questo caso, sarebbe riduttivo poiché il risultato finale del processo è proprio la creazione di un oggetto tridimensionale.

Uno dei progetti 3D disponibili sulla pagina Physibles del sito The Pirate Bay.
Per The Pirate Bay, quindi, la novità non è la copia pirata dell’ultimo film in Blu-ray, ma semplici modelli che consentono, agli utenti muniti di un’apposita stampante, di riprodurre prodotti reali in 3D. Nel sito, si può leggere: «Crediamo che il prossimo passo nella “copia” sia passare dalla forma digitale alla forma fisica. Siamo convinti che dispositivi come stampanti e scanner tridimensionali rappresentino soltanto l’inizio e che, nel prossimo futuro, la gente potrà stamparsi i pezzi di ricambio delle proprie automobili.».
La baia dei pirati ritiene quindi che il futuro del file-sharing sia nella condivisione di progetti 3D e che ciò arrecherà un grande beneficio per la società. Non ci sarà più bisogno di spedizioni di prodotti in giro per il globo, nessuna restituzione di prodotti, nessun lavoro minorile.
Cercando di spingersi nella filantropia, i responsabili del sito affermano che in pochi anni «saremo in grado di stampare cibo per gli affamati e di condividere non solo una ricetta, ma il pasto completo.»

Nell’immagine possiamo vedere una stampante 3D in azione.
Attualmente il sito ospita sette progetti 3D, tra cui una nave pirata, un fischietto, un robot e il modello 3D di una Chevrolet Chevelle Hot-Rod del 1970. Le stampanti 3D non sono ancora molto diffuse, ma il loro prezzo è destinato a ridursi in poco tempo. Al recente CES di Las Vegas, infatti, ne sono stati presentati diversi modelli , tra cui il modello MakerBot Replicator, in vendita al prezzo di 1.749 dollari.
In questo momento, le stampanti 3D per la casa e i piccoli uffici sono messe a disposizione soprattutto da aziende come MakerBot ed HP, mentre società come Shapeways offrono servizi web-based per la stampa 3D.
MakerBot Replicator, in vendita al prezzo di 1.749 dollari, è uno dei tanti
modelli di stampanti 3D, ad uso domestico, presentate al CES 2012.
Secondo Charles King, principale analista di Pund-IT, le previsioni futuristiche di The Pirate bay sarebbero un po’ troppo ottimistiche: «Credo che The Pirate Bay abbia scambiato il latte in polvere per un pacchetto di funghi magici», ha dichiarato King in un’intervista a TechNewsWorld. «Credo che il costo degli investimenti in attrezzature e materiali richiederebbe un’operazione su scala industriale.».
Attualmente, esistono diversi processi di stampa in 3D, la maggior parte dei quali avviene con metodo additivo, cioè attraverso stratificazioni successive. Si usa un sistema di stampa a getto d’inchiostro in cui la stampante crea il modello uno strato per volta, sovrapponendo strati di gesso o in polvere di resina. Il processo viene ripetuto fino a che tutti gli strati siano stati completati. Questo approccio consente di stampare prototipi a colori.
L’anno scorso, HP ha rilasciato in Europa la stampante Designjet 3D a colori.
Un altro approccio è quello della modellazione a deposizione fusa, in cui un ugello deposita uno sull’altro strati di polimero fuso. Le caratteristiche da prendere in considerazione sono la velocità di stampa, il costo del prototipo stampato, il costo della stampante 3D, il costo e la scelta dei materiali e la funzionalità della stampa a colori.
«Le stampanti 3D creano oggetti tridimensionali attraverso un processo di stratificazione», ha detto Carl Howe, vice presidente della ricerca presso Yankee Group. Tipicamente, ciascuno strato ha uno spessore di circa 100 micrometri, anche se alcuni macchinari sofisticati, come quelli della linea Objet Connex per uso industriale, sono in grado di stampare strati dello spessore di 16 micrometri.
Secondo Howe, la stampa 3D «può diventare il metodo principale della prossima generazione per costruire e personalizzare proprie cose, senza dover creare la propria attrezzatura o imparare a farlo». Tuttavia, «ci sono risvolti inquietanti, ad esempio se vi capita che i propri disegni coperti da copyright vengono caricati sui server di The Pirate Bay», sottolinea King di Pund-IT. «Che cosa accadrebbe se utenti di nazioni con atteggiamenti “lascia fare”, sul diritto d’autore e sulla proprietà intellettuale, diventano abbastanza abili da rubare progetti 3D.».



















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