La piccola rivincita di Samsung: sbloccate le vendite del Galaxy Tab in Australia

Gadget e Hi-Tech, Mobile, Web e Business     Autore: Thomas Zaffino 1 Commento »

La casa sud coreana, impegnata ormai in un’eterna sfida legale a colpi di brevetti con la rivale Apple, raccoglie quella che potremo definire una piccola vittoria, un contentino per il Natale. La Corte Federale australiana ha infatti deciso lo sblocco delle vendite del Galaxy Tab 10.1. Samsung potrà quindi immettere il dispositivo nel mercato australiano. Le vendite potranno però iniziare solo dalle ore 16.00 di Venerdì 2 Dicembre.

La decisione ha come scopo di permettere ad Apple di ricorre in appello. Qualora l’azienda di Cupertino decidesse di farlo, potrebbe rivolgersi direttamente all’Alta Corte australiana nei limiti di tempo concessi dal tribunale.

 

Galaxy Tab 10.1N

Samsung può reintrodurre il Galaxy Tab 10.1 nel mercato australiano. Dal pomeriggio
di Venerdì 2 Dicembre, il dispositivo potrà essere venduto al pubblico, appena in tempo
per permettere alla casa sud coreana di sfruttare il periodo degli acquisti natalizi.

 

I legali di Samsung non hanno gradito la concessione del tribunale australiano, che viene interpretata come una persecuzione, nei confronti della casa sud coreana, dalla quale conseguirebbero ulteriori danni economici.

I giudici hanno deciso all’unanimità di respingere il verdetto emesso dalla Corte Federale, ritenuta del tutto errata. Samsung potrà quindi reintrodurre il suo tablet in Australia, consentendo ai rivenditori di commercializzare il modello da 10.1 pollici nel periodo natalizio.

 

Galaxy Tab 10.1N

Per evitare le restrizioni dei tribunali, Samsung ha modificato il design del suo tablet,
che presenta ora una rifinitura metalicca più ampia, sui bordi, e speaker in una nuova posizione.

 

Come abbiamo detto, si tratta solo di una piccola rivincita. Le due aziende sono infatti al centro di un’inchiesta della Commissione europea per la Libera Concorrenza, entrambe accusate di turbare il mercato facendo leva, in maniera scorretta, sui brevetti in loro possesso.

Per Samsung, poi, i guai non finiscono qua. Il 22 dicembre, Apple sarà ascoltata dalla Corte di Dusseldorf. L’azienda di Cupertino intende chiedere nuovamente il blocco delle vendite del Galaxy Tab in Germania e nel resto dell’Europa, tutto ciò nonostante i tentativi da parte di Samsung di evitare le restrizioni con una modifica al design del tablet, principale elemento delle contestazioni di Apple.

 

Galaxy Tab 10.1N
A dire se le modifiche approntate dalla casa sud coreana saranno sufficienti
ad evitare ulteriori blocchi, saranno gli stessi giudici dei tribunali nei quali
sono in corso le contese tra i due produttori.

 

Il Galaxy Tab 10.1N è nato proprio con lo scopo di eludere le contestazioni della casa di Cupertino. Le principali differenze con il modello precedente riguardano l’aspetto estetico: rifinitura metallica più ampia, sui bordi, e speaker spostati in una nuova posizione.

A dire se le modifiche approntate dalla casa sud coreana saranno sufficienti ad evitare ulteriori blocchi, saranno gli stessi giudici dei tribunali nei quali sono in corso le contese tra i due produttori. Tale soluzione potrebbe risolvere le dispute in atto in diverse nazioni. La nuova edizione del tablet potrebbe rappresentare un punto di svolta in una contesa che prosegue ormai da diversi mesi.

 

Guerra dei brevetti: la Commissione Europea sta per metterci un punto

Gadget e Hi-Tech, Mobile, Web e Business     Autore: Thomas Zaffino Nessun Commento »

Il 2011 si è caratterizzato per la battaglia, a suon di brevetti, che ha visto contrapposti i principali operatori del mercato mobile che, invece di sfidarsi in termini di innovazione, hanno preferito combattersi nelle aule dei tribunali di tutto il mondo. I capitoli più “sanguinosi” si sono avuti dalla contrapposizione tra Apple a Samsung, nella quale è stata l’azienda sud coreana a rimetterci di più, vedendosi spesso bloccata la distribuzione dei suoi dispositivi di punta.

Ma Apple è stata protagonista di altre battaglie, in particolare contro HTC. Dietro la guerra dei brevetti, per la casa di Cupertino, si nasconde un bersaglio più grande: Google e il suo Android. La sensazione, però, è che l’intera questione abbia finito per stancare sia i tribunali sia le autorità di regolamentazione del mercato, i quali stanno cominciando a rilevare, in queste azioni legali, comportamenti che violano le regole della libera concorrenza, tanto che potrebbero profilarsi provvedimenti piuttosto severi. Ma procediamo con ordine…

L’International Trade Commission scrive un nuovo capitolo della saga dei brevetti mobile, che vede contrapposti, l’uno contro l’altro, i principali attori del settore. I giudici hanno infatti ribaltato il verdetto della sentenza parziale, nel processo che vede Apple contrapposta ad S3 Graphics, azienda che appartiene ora al produttore mobile HTC.

 

S3 Graphics

S3 Graphics è stata acquistata da Via Technologies e quindi da HTC.
Il produttore taiwanese ha rilevato il portafoglio di brevetti
con il solo scopo di usarli a livello legale contro Apple.

 

Secondo la commissione, infatti, la casa di Cupertino non ha infranto nessuno dei quattro brevetti contestati. Un ribaltamento che cade come una mannaia sulla testa del produttore taiwanese di smartphone, che ultimamente naviga in condizioni economiche non troppo buone. Dopo la notizia del ribaltamento della sentenza, il titolo ha subito una brutta caduta.

Per l’acquisto dei brevetti S3 da Via Technologies, HTC aveva speso ben 300 milioni di dollari, con l’unico scopo di mettere fuori dai giochi Apple, spingendola ad un accordo extragiudiziario, un po’ come ha fatto Microsoft con i produttori di smartphone Android. Eppure, HTC aveva potuto beneficiare dell’appoggio di Google, da cui aveva ottenuto in prestito alcuni brevetti per opporsi ad Apple. La cosa non ha avuto esito positivo, evidentemente.

Ma nella guerra dei brevetti, oltre ai giudici dei vari processi in corso, sta per entrare un nuovo calmiere: la Commissione Europea per la Concorrenza. Ad Apple e Samsung potrebbero essere recapitate multe pari al 10% del rispettivo fatturato, se i commissari troveranno le prove che le aziende stanno usando l’arma dei brevetti in violazione delle normative comunitarie in tema di libera concorrenza.

La Commissione ha infatti avviato un’indagine preliminare sulla battaglia legale tra i due produttori, attualmente impegnate in ben 20 procedimenti sparsi in dieci Paesi dell’Unione. La conferma è arrivata direttamente dal commissario Joaquin Almunia. La Commissione ritiene che l’atteggiamento dei due colossi possa ledere la libera concorrenza del mercato mobile, e chiede ad Apple e Samsung di fornire informazioni dettagliate sui brevetti standard nel settore della telefonia mobile.

Apple

Nonostante alcune vittorie incassate contro la rivale Samsung,
anche Apple, insieme all’azienda sud coreana, è al centro delle
attenzioni della Commissione Europea per la Concorrenza.
Per le due aziende si profila la possibilità di mega multe.

 

Joaquin Almunia ha comunicato all’agenzia Reuters tale richiesta, dichiarando di non avere ancora ricevuto risposte. Il Commissario ha motivato l’indagine nel fatto che «i diritti sulle proprietà intellettuali potrebbero essere usati come strumento per limitare la concorrenza.» e ha puntualizzato che ci sono altre aziende sospettate di usare a proprio vantaggio il sistema dei brevetti, turbando in tal modo la libera concorrenza. Pare che in lista ci sia Motorola.

Ad ogni modo, nel caso venga aperta un’indagine ufficiale, le aziende coinvolte rischiano multe molto salate. A sostegno della tesi della Commissione Europea, sono molti gli analisti che ritengono possibile Apple e Samsung potrebbero effettivamente trarre vantaggio dai divieti legali che cercano di ottenere dai tribunali. Nel caso in cui l’indagine confermerà le ipotesi, ovvero la violazione delle norme sulla libera concorrenza, la Commissione potrebbe comminare multe fino 10% del fatturato globale.

La goccia che avrebbe fatto traboccare sarebbe arrivata da Samsung che, pur di fermare la casa di Cupertino, ha contestato, in più nazioni, la violazione dei brevetti sullo standard 3G. In Europa, tali brevetti sono tutelati dai parametri FRAND (Fair, Reasonable And Non-Discriminatory). In sostanza, le proprietà intellettuali di questo tipo non possono essere usate in contese legali fra concorrenti dello stesso settore.

Per il 2012, pertanto, si spera che i produttori ritornino a contendersi il mercato con le proprie armi del mestiere: design e tecnologia. Si spera…

Tablet Windows 8: per AT&T, Microsoft può avere un ruolo importante

CPU, Gadget e Hi-Tech, Mobile, Web e Business     Autore: Thomas Zaffino Nessun Commento »

Glenn Lurie, presidente dei settore relativi ai dispositivi emergenti, alle rivendite e alle partnership di AT&T, ama praticamente tutti: Apple, Samsung, Google, Microsoft ecc. Per lui sono tutti “formidabili”. Come dargli torto, visto la natura del business della sua azienda.

Parlando ad una conferenza organizzata da Morgan Stanley, Lurie si è guadagnato qualche titolo di copertina dichiarando che sono pochi gli utenti transfughi dopo che Apple ha siglato accordi con Verizon e Sprint per la vendita degli iPhone. Lurie ha aggiunto: «I nostri clienti si sono dimostrati molto fedeli, il tasso di abbandono è stato del tutto trascurabile.»

Anche se Lurie ha parlato del lancio dell’ iPhone 4S, ha speso molte parole su Microsoft e sui suoi piani per il settore mobile. In pratica, egli ritiene che la casa di Redmond possa ancora svolgere un ruolo importante nel mercato statunitense degli smartphone. AT&T, da questo punto di vista, è un passaggio obbligatorio, dato che negli USA potrebbe raggiungere la quota  dell’80% delle vendite di smartphone. Secondo Lurie, un terzo ecosistema può infatti spingere i tassi di penetrazione del mercato.

 

Glenn Lurie

Glenn Lurie (al centro) di AT&T ritiene che Microsoft possa svolgere un ruolo importante,
nel settore tablet, grazie all’arrivo di Windows 8, sistema con cui i tablet potranno sostituirsi ai notebook.

 

Vale la pena notare che i carrier telefonici sperano molto in una terza piattaforma smartphone, dato che non vogliono dipendere troppo né da Apple né dal mondo Android. In poche parole, i carrier fanno il tifo perché RIM o Microsoft riescano a creare le premesse per una diversificazione. A questo proposito, Lurie è decisamente ottimista sulle possibilità di Microsoft: «iOS ha fatto bene, e anche Android. In realtà, però, sono un fan dei dispositivi Windows. Sono anche molto impaziente di vedere Windows 8, in futuro, su dispositivi tablet.»

«Credo che Steve Ballmer e il team di sviluppo di Windows abbiano molte carte da giocare con l’arrivo di Windows 8 – aggiunge Lurie – Microsoft ha come principale caratteristica l’ambiente desktop. Con Windows 8 possono però rimettersi in gioco in grande stile. »

 

Interfaccia windows 8

L’uscita di Windows 8 è destinata a cambiare gli equilibri all’interno del settore mobile.

 

Per quanto riguarda i tablet con Windows 8 a bordo, Lurie aggiunge: «Attualmente, dal punto di vista dei carrier telefonici, i tablet sono visti come dispositivi accessori. Se il responsabile di una grande azienda, ad esempio, decidesse di comprare tablet per i propri dipendenti, nel contesto economico di oggi, se questi hanno a disposizione un laptop e uno smartphone, perché mai si dovrebbero acquistare tablet?»

«Sono convinto che la vera svolta ci sarà quando i tablet potranno sostituire i portatili e penso che stiamo già assistendo a qualcosa di simile. – aggiunge Lurie – Credo davvero che Windows 8 sia una grande opportunità di cambiamento, tanto da consentire ai responsabili delle grandi aziende di comprare tablet

Un po’ diverso il discorso Research In Motion, anche se Lurie non nasconde di sperare nella riuscita dell’azienda canadese: «RIM sta attraversando un momento difficile. Se si guarda a quello che hanno, come la tecnologia QNX – dice Lurie – non vedo questa azienda ancora fuori gioco. RIM detiene tuttora una quota importante del mercato statunitense, in particolare sulla rete AT&T.»

RIM

Nonostante il momento di particolare difficoltà, Research In Motion detiene ancora una fetta
importante di utenti, nel mercato statunitense, in particolare sulla rete AT&T.

 

In conclusione, il succo del discorso di Lurie, e non potrebbe essere diversamente nella sua posizione,  è che desidera una maggiore concorrenza: «Ci piace la concorrenza. Il nostro obiettivo è di consegnare il meglio ai nostri clienti, assicurandoci che abbiano quello di cui hanno bisogno per le loro esigenze. Credo però, tra i vari OS, che gli equilibri stanno per cambiare.»

In effetti, le parole del presidente AT&T non fanno che avvalorare la tesi di Microsoft secondo cui i tablet sono dei Pc. Windows 8 può veramente cambiare gli equilibri, nel settore tablet. Certamente, occorre pensare che i tablet Windows influiranno poco sulle vendite dei tablet Android ed iOS. Sui primi per ovvi motivi di costo, almeno nelle fasi iniziali. Chi compra un tablet Android non necessita di un portatile. Android non ha troppe richieste, in termini di prestazioni, per cui si può avere già una buona esperienza con tablet di fascia bassa.

Apple, invece, deve temere più i tablet Android che quelli Windows. Il caso del Kindle Fire ne è un esempio lampante. A livello di caratteristiche, su Android, con l’arrivo dei nuovi processori quad-core di NVIDIA e di Qualcomm (nel 2012), vedremo arrivare tablet con prestazioni allineate con quelle dell’iPad, se non anche migliori in alcuni settori.

 

Tablet Windows 8

Il primo tablet con Windows 8, prodotto da Samsung, è dotato di un processore quad-core
Sandy Bridge di Intel. Sono già in programma una serie di tablet basati su processori
con architettura ARM, soprattutto con l’uscita dei nuovi quad-core Tegra 3 di NVIDIA
e con l’annuncio dei quad-core S4 Snapdragon di Qualcomm, in arrivo nel 2012.

 

Per quanto riguarda i tablet Windows 8, infine, nonostante gli enormi sforzi fatti da Microsoft per snellire il sistema, l’esperienza d’uso del nuovo sistema è fortemente legata alle caratteristiche hardware dei tablet. Non a caso, il primo tablet con Windows 8, prodotto da Samsung appositamente per una dimostrazione, durante le Builder Keynote in cui Microsoft ha presentato il nuovo sistema operativo, montava un processore quad-core Sandy Bridge di Intel.

È molto più probabile pensare che le vendite di tablet Windows 8 abbiano ripercussioni sull’intero settore dei portatili. In questo senso, il primo vero bersaglio è certamente Intel. Il piano Ultrabook stenta a decollare. Le vendite sono piuttosto risicate. Se l’azienda di Santa Clara non sarà in grado di sfornare presto CPU capci di fornire prestazioni ed autonomia convincenti per il settore dei tablet, ovvero di competere con le varie NVIDIA, Qualcomm ecc., per Intel si annunciano tempi difficili.

 

iPad: l’effetto Kindle Fire inizia a farsi sentire. È tempo di abbassare i prezzi?

Gadget e Hi-Tech, Mobile, Web e Business     Autore: Thomas Zaffino 5 Commenti »

Il successo delle prenotazioni del Kindle Fire di Amazon, e quello relativo alle vendite, anche se è da poco disponibile negli USA, stanno iniziando ad avere effetto sulle vendite del tablet Apple, tanto che si comincia a parlare di un possibile ritocco dei listini, unica strada percorribile, secondo diversi analisti, per contrastare le vendite del nuovo successo del book-store più grande al mondo.

La contrazione delle vendite dell’iPad di Apple, nell’ultimo trimestre del 2011, sta raggiungendo un livello febbrile. Non è ancora chiaro, però, se si tratti di una semplice pausa o se la cosa è più grave. Business Insider mette in risalto il rapporto di Bill Shope, analista di Goldman Sachs, che si preannuncia come un campanello d’allarme sulle vendite dell’iPad. Shope ritiene prudente assumere che per l’iPad si stia preparando una vera sfida della domanda. L’analista di Goldman Sachs ha inoltre affermato che Apple è in ritardo sul taglio dei prezzi dell’iPad.

 

Apple iPad 2

Le vendite dell’iPad hanno subito un brusco rallentamento, nel quarto trimestre 2011,
cosa che è destinata a diventare preoccupante, soprattutto in relazione al successo
che riscuoterà il nuovo Kindle Fire di Amazon.

 

Secondo Ben Reitzes, analista di Barclays Capital, le vendite dell’iPad sono preoccupanti. Nel quarto trimestre, Apple ha venduto 11,1 milioni di iPad rispetto alla previsione degli analisti di 11,7 milioni unità. L’inventario di magazzino di Cupertino è passato da 1,45 milioni a 2,5 milioni unità. Per il primo trimestre fiscale, Reitzes ritiene che la stima del volume di vendite dell’iPad, di 13,9 milioni di unità, potrebbe rivelarsi ottimistica di un valore compreso tra 1 e 2 milioni di unità.

Con il via delle vendite del tablet di Amazon, al prezzo di 199 dollari, l’effetto sulle vendite dell’iPad potrebbe essere dirompente. Il Kindle Fire è da molti ritenuto un dispositivo di intrattenimento piacevole, anche se con minori specifiche tecniche rispetto all’iPad.

 

Amazon Kindle Fire
Il Kindle Fire, con un prezzo di soli 199 dollari, è già un successo di prenotazioni.
C’è da giurare, però, che il tablet è destinato a diventare un best-seller di Amazon nel giro
di pochi giorni, soprattutto con il Natale alle porte.

 

È chiaro però che molti utenti, prima di lanciarsi nell’acquisto di un iPad, per una spesa di almeno 499 dollari, vorranno testare il tablet di Amazon. Il Kindle Fire potrebbe soddisfare le esigenze di numerosi possibili acquirenti di tablet, strappando clienti ad Apple. La cosa è talmente probabile che Apple sta pensando ad un iPad Mini proprio per contrastare le vendite del tablet di Amazon.

Secondo Ben Reitzes: «Apple continuerà a innovare la categoria tablet con un iPad 3, atteso per marzo 2012. La nuova versione sarà dotata di schermo HD, integrerà Siri e un processore più veloce. È  possibile che Apple continui a vendere l’iPad 2. Ci si aspetta però un possibile iPad 2S, con processore più veloce e l’integrazione Siri.»

 

Statistica di mercato dei tablet

Da una recente indagine sul nuovo tablet di Amazon, su un campione di utenti interessati
all’acquisto imminente di un tablet, il 44% degli utenti ha dichiarato di essere interessati
all’acquisto di un Kindle Fire. Solo il 12% ha dichiarato di voler acquistare un iPad.

 

L’analista prosegue ancora ritenendo che: «Apple manterrà probabilmente l’attuale versione da 16GB dell’iPad 2 nella line-up del prossimo anno, come “opzione a basso prezzo” per competere con nuovi concorrenti. L’iPad 3 potrebbe prevedere il supporto LTE, nell’autunno del 2012. Per tutte queste ipotesi, i consumatori sanno che non ha senso comprare un iPad 2 in questo momento».

Per Reitzes, è tempo di stimolare i prezzi. Apple dovrebbe semplicemente tagliare quello dell’iPad entry level. Se 200 dollari è il nuovo punto di riferimento per i tablet, allora l’iPad risulta costoso: «Francamente, è già incredibile che Apple sia stata in grado di mantenere fino ad ora i prezzi dell’iPad. Continuando così, Apple rischia di mantenere solo la fascia alta del mercato, mentre Amazon prenderà la fascia bassa. Apple può davvero permettersi di cedere la fascia bassa del mercato ad altri? Direi che Apple dovrà dedicarsi alla parte bassa del mercato, proprio come ha fatto con l’iPhone» aggiunge l’analista.

 

WordPress supera i 65milioni di siti. Per il fondatore, tutto dovrebbe essere Open Source

Tecnologie Web, Web e Business     Autore: Thomas Zaffino 2 Commenti »

 

È possibile basare la spina dorsale di un’azienda su una tecnologia open source? Matt Mullenweg, fondatore di WordPress, forte degli ormai oltre 65 milioni di siti realizzati con la su piattaforma libera, sembra pensarla così: «Credo, sia dal punto di vista morale che filosofico, che non solo il software, ma tutto dovrebbe essere open source», ha affermato parlando alla GigaOM RoadMap 2011, evento nel quale Mullenweg è stato speaker della relazione dal titolo “Open Source and Democratic Innovation“.

Mullenweg sottolinea come siti come Wikipedia abbia sostituito l’Enciclopedia Britannica, e quanto Android si sia diffuso nell’universo mobile.

 

Matt Mullenweg

Per Matt Mullenweg, fondatore di WordPress, «tutto dovrevve essere Open Source.»

 

Anche se poi deve fare marcia indietro, ammettendo che Android non è proprio «un grande esempio dal punto di vista open source». Mullenweg fa notare come sia possibile scaricarne il codice e farlo funzionare su quasi qualsiasi device, ma ci sono problemi legati ai brevetti.

Descrivendo se stesso come «un hippie open source», Mullenweg ha spiegato che WordPress sia  stato costruito, negli ultimi otto anni e mezzo, con particolare attenzione al lato open source. Egli riconosce, tuttavia, che non ci sono stati molti esempi di grandi aziende, con migliaia di dipendenti, le cui attività business siano coincise con la filosofia open source.

 

Statistiche di WordPress

Sono oltre 65 milioni di siti WordPress, la metà dei quali è ospitata su WordPress.com

 

Mullenweg ha anche dichiarato che uno dei suoi più grandi obiettivi è di «democratizzare la pubblicazione di contenuti», con la speranza che questo obiettivo possa un giorno realizzarsi concretamente. Fondamentalmente, egli vuole dimostrare, attraverso la comunità di WordPress, che l’obiettivo può essere raggiunto.

Attualmente, ci sono in tutto il mondo oltre 65 milioni di siti creati con WordPress. WordPress.com ospita circa la metà di loro. I restanti siti sono distribuiti tra cloud provider, come Amazon Web Services e Rackspace, ma anche su piccoli host provider.

 

Statistiche di WordPress

Il traffico sui siti WordPress è in continuo aumento, superando ormai i 700milioni
di pagine uniche viste ogni giorno.

 

«È possibile creare un business davvero fantastico, capace di cambiare il mondo, ed essere sicuri, lungo il cammino, di stare facendo la cosa giusta.», ha affermato il fondatore di Word Press. Mullenweg ha riconosciuto di prende ispirazioni da tutti i settori, anche se i maniera selettiva, anche da parte di aziende come Apple e Google, anche se questi non sono ottimi esempi di “cultura open source”.

WordPress ha avuto effetti più interessante di una semplice pubblicazione di contenuti, anche sul mondo delle imprese. Basta dare uno sguardo alle aziende che usano la piattaforma creata da Mullenweg per la pubblicazione dei propri contenuti.

Di certo è, se un giorno si concretizzerà il sogno di Matt Mullenweg, ossia di democratizzare la pubblicazione di contenuti, molto lo si dovrà a persone come lui.

 

Tema & Icone by N.Design Studio – modificato da Terry Labunda
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