Kodak: anche se dichiarasse bancarotta, l’azienda sarebbe comunque un buon affare!

Fotografia, Gadget e Hi-Tech, Web e Business     Autore: Thomas Zaffino Aggiungi un commento

Ha suscitato scalpore la notizia pubblicata sul  Wall Street Journal che vedeva Kodak, storica azienda del settore fotografico, sull’orlo della banca rotta.

Chi se lo sarebbe mai aspettato, da un’azienda così grande ed affermata come Kodak? Eppure, in tempi di new economy c’è spazio per tutti. A mettere in crisi l’azienda è indubbiamente il settore digitale, che ha rivoluzionato l’intero panorama delle fotografia. A complicare le cose, sono subentrati anche i produttori di telefonini, che hanno definitivamente cambiato gli usi degli utenti, abituati ora ad aspettarsi di avere tutto a disposizione in uno solo device, al contrario di quanto avveniva nel decennio scorso, quando la gente storceva il naso quando si parlava di fotocamera integrata nel proprio telefonino. Eppure, le cose sono andate in maniera ben diversa…

 

Pellicole Kodak

Nel pianeta di Ciripìrìpì, le pellicole Kodak saranno ancora molto richieste…
Sulla terra, invece, c’è poca speranza di venderne ancora una sola confezione.

 

Tornando alla vicenda Kodak, venerdì 30 Settembre, il titolo aveva perso più di metà del proprio valore in una sola seduta a Wall Street, per il susseguirsi di voci sulla possibile bancarotta della società. Kodak aveva quindi nominato un consulente legale Jones Day per una di protezione sotto il Chapter 11, procedura di fallimento concordato in vigore negli Stati Uniti.

La società,  che attraversa un momento difficile, un po’ come l’intero settore a causa del ciclone digitale che si è abbattuto sulle pellicole fotografiche, ha smentito decisamente ogni ipotesi di bancarotta controllata, ribadendo l’intenzione di valorizzare il proprio patrimonio di brevetti con l’obiettivo di diventare definitivamente una “digital company”.

 

Prima fotocamera digitale Kodak

Nel 2001, Kodak compie il primo passo verso la digitalizzazione del suo core-business,
cambiamento ormai obbligatorio ed irreversibile per poter proseguire.

 

Dopo la comunicazione, il “panic selling” si è attenuato, facendo chiudere il titolo sotto gli 80 centesimi di dollari, dopo essere arrivato a 54. Nella giornata di ieri, Kodak ha recuperato in piccola parte il terreno perduto. Il titolo è tornato al valore di  1,34 dollari per azione, quotazione che implica una capitalizzazione della società di 360 milioni di dollari, un livello basso in relazione ai flussi di cassa generati e a fronte del patrimonio d’impresa.

Un’analisi molto interessante sulla vicenda è quella offerta da Seeking Alpha, con particolare accento sugli asset aziendali, valutati in 3 miliardi e con la possibilità di ricavare altri soldi dai brevetti digitali che sono usati anche su smartphone e tablet. A questo proposito, gli analisti di Seeking Alpha ritengono che se Nortel ha ottenuto 4,5 miliardi da una recente asta di brevetti, Kodak potrebbe incassare la stessa somma nella peggiore delle ipotesi.

 

Fotofonino di Panasonic

Per uscire dalla crisi che si è abbattuta sul settore della fotografia, in generale,
Samsung si è persino inventata la LUMIX Phone PC-05C, detta anche “Fotofonino“.

 

Nonostante la richiesta di bancarotta sia poco probabile, anche in quel caso gli azionisti che entrassero ad un prezzo basso sarebbero ripagati, questo anche se i vertici aziendali facessero una valorizzazione inadeguata del patrimonio della società. L’ipotesi più accreditata consisterebbe in un “take-over” (subentro) da parte di una società concorrente in grado di trarre il massimo profitto da Kodak.

Le ipotesi di Seeking Alpha sono così altamente probabili che il mercato ha recuperato buona parte delle perdite, risultando ieri uno dei titoli più acquistati. Anche a questo livello più alto, Kodak sarebbe un buon affare.

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