Google+ perde ancora utenti, ma si può parlare già di fallimento?

Tecnologie Web, Web e Business     Autore: Thomas Zaffino Aggiungi un commento

Chitika Insights, un’agenzia di analisi che opera su Internet, ha pubblicato un grafico secondo il quale, tra il 22 e il 28 settembre, Google+ avrebbe subito un calo di circa il 60% delle visite. Non conoscendo il metodo adottato dall’agenzia e non avendo elementi per confermare o smentire questi dati, qualcuno si è lanciato in commenti piuttosto definitivi, come The Inquirer, che con un post arriva a concludere che per gli utenti si sia trattato di semplice curiosità, soddisfatta la quale tutti sono tornati rapidamente su Facebook.

Il ritorno avviene nonostante i malumori di numerosi utenti contro l’introduzione della Timeline all’interno del social network di Zuckerberg, che doveva essere resa pubblica il 31 settembre, subendo un rinvio all’11 ottobre per poi vedere il progetto arenare in attesa di ulteriori decisioni.

 

Analisi Chitika
I dati pubblicati da Chitika Insights sono impietosi: nell’ultima settimana di settembre,
il numero delle visite di Google+ è calato di oltre il 60%.

 

Indipendentemente dal livello di validità dell’analisi di Chitika, dicevamo, è innegabile che i dati confermino le impressioni di utenti ed operatori. Diciamocelo, come ama ripetere La Russa, si può tranquillamente arrivare alla sera senza sentire nemmeno l’esigenza di fare una capatina su Google Plus.

E vero però che Google Plus ha dalla sua parte molte armi. Non ci troviamo di fronte ad un progetto fallimentare. Il problema risiede probabilmente nel disinteresse degli utenti verso questa piattaforma, tanto che la stessa è ignorata anche dagli sviluppatori, quest’ultimi molto più interessati a sviluppare per piattaforme più usate, come WordPress, Joomla, Facebook ecc. Il numero di plugin ed estensioni per queste piattaforme è elevatissimo, mentre per Google+, a parte qualche plugin ufficiale, si trova veramente poco.

 

Google+

Diciamocelo, come ama ripetere La Russa, si può tranquillamente arrivare
alla sera senza sentire nemmeno l’esigenza di fare una capatina su Google Plus

 

Facebook, dal canto suo, anche se preso di mira dagli utenti per la poco chiara gestione della privacy, anche se al centro di diverse indagini per lo stesso motivo, anche se attaccato dalla associazioni di consumatori per la macchinosità della gestione delle regole, spesso arbitrariamente impostate direttamente dal socila network, rimane saldamente in testa e non mostra segni di cedimenti.

Si può parlare di fine per Google+, come ritiene The Inquirer? Difficile da dire. Si sapeva sin dall’inizio che le cose non sarebbero state facili per Mountain View. L’impressione è che ci sia bisogno di tempo, oltre che di un maggiore impegno da parte di Google, cosa che il motore di ricerca non sembra stia facendo al 100%.

La differenza principale tra i due social network, infatti, risiede proprio in questa chiave di lettura. Google è impegnata in mille altre faccende mentre Zuckerberg non ha nient’altro da fare che dedicarsi completamente alla sua creatura, cosa che al momento lo sta premiando.

 

Timeline di Facebook

Nonostante i malumori provocati dall’attesa introduzione della Timeline e i vari problemi
di privacy, il social network di Zuckerberg non dà segni di cedimento.

 

Come Facebook sta dimostrando, per attirare l’utenza è necessario anche attrarre gli sviluppatori. Una buona parte del successo del social network, infatti, è da attribuirsi alle applicazioni, soprattutto ai giochi. Ciò richiede però lo sviluppo di un’apposita piattaforma di API e di un ambiente di prova, tutte cose delle quali Facebook è già provvisto mentre Google+ ancora no.

Infine, c’è da considerare il discorso delle mode. Sì, perché non è detto che una nuova generazione di utenti, per discostarsi dalle abitudini dei più grandi, decida di optare per la piattaforma di Google, la quale è tra l’altro dotata di tutte le funzionalità necessarie per diventare il social network di riferimento per un futuro un po’ più lontano. Non è detta l’ultima parola!

 

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Un commento

  1. Francesco

    Non lo riterrei un fallimento. C’è anche da prendere in considerazione il fatto che Google+ ancora non è stato integrato con tutti i servizi e che ci stanno lavorando senza interruzioni al fine di offrire un ottimo servizio senza problemi o errori di alcun genere. In fondo ancora devono essere lanciati i profili aziendali, devono ancora introdurre vari servizi e Google Voice si va a integrare con la Google+ Chat tra poche settimane. Tutte novità che faranno crescere di gran lunga questo ecosistema, e solo da quel momento allora veramente sarà necessaria la giusta sostanza pubblicitaria che lo renderà celebre in futuro.

    Facebook al momento a corto di idee stà copiando servizi da Google+, basti vedere le cerchie con le liste, il servizio di traduzione posts, la barra in alto fissata e identica a quella di Google+ e tantissimo altro che a breve copierà senz’altro!

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