Mozilla Firefox rimpiazza Google con Bing di Microsoft

Tecnologie Web, Web e Business     Autore: Thomas Zaffino 3 Commenti »

Grazie ad una collaborazione tra Microsoft e Mozilla, Firefox integrerà Bing come motore di ricerca di default e ne imposterà il sito come homepage del browser. Tutto questo proprio mentre tra qualche settimane scade l’accordo siglato con Google.

Allo scadere dell’accordo siglato con Google, e che aveva fatto sì che quello di Mountain View fosse da lungo tempo il motore di ricerca predefinito del browser di Mozilla, la fondazione open source cambia rotta, volendo diversificare la base dei ricavi provenienti dalle ricerche eseguite attraverso Google.

Microsoft, a sua volta, vuole creare nuove quote di mercato per il suo Bing. Grazie ad un’automazione, scaricabile dal sito FirefoxWithBing, ecco che in un attimo si possono già creare nuovi scenari.

 

Firefox wth Bing

 

Nel 2010, infatti, Mozilla ha generato un utile di 21,7 milioni dollari, rispetto ai 26,5 milioni del 2009. I ricavi complessivi del 2010 ammontano a 123,2 milioni dollari, rispetto ai 104,3 milioni dollari dell’anno precedente. La maggior parte delle entrate deriva dalle ricerche online, come avviene già da diversi anni. Fonte principale dei guadagni di Mozilla è proprio Google, seguita da Bing , Yahoo, Amazon ed eBay.

A novembre, le due parti dovranno incontrarsi per siglare il possible rinnovo. A Google la sitiuazione dovrebbe star bene, anche per le quote di mercato che sta sottraendo a Firefox e ad Internet Explorer. Firefox, però, non si rivolge solo al settore PC ma anche a quello mobile.

L’amministratore delegato di Mozilla, Gary Kovacs, non gradisce che in, ambito mobile, aziende come Google, Apple, Microsoft e RIM propongano browser integrati e veicolando l’esperienza di navigazione, non permettano a competitor, come Mozilla, di lottare ad armi pari.

A pesare sulla decisione dell’accordo con Microsoft, c’è quindi il fatto che Mozilla senta sempre di più la minaccia derivante dalla crescita di popolarità di Chrome, che potrebbe condurre Big G a sospendere l’accordo con la fondazione open source, puntando sul browser di casa. Man mano che Chrome conquista utenti, infatti, Google avrà sempre meno bisogno di ricorrere a partnetship come quella stretta con Mozilla.

In un breve post sul proprio blog, Microsoft ha scritto di avere lavorato con Mozilla per lanciare Firefox with Bing. Per ora, scaricando ed installando l’estensione per Firefox, Bing diventa il motore predefinito del browser, nonché la nuova homepage, senza che l’utente debba fare nulla. D’ora in poi, però, Mozilla rilascerà versioni di Firefox con Bing già preimpostato.

 

Successo SMAU 2011: la ripresa può ripartire dalle aziende IT

Gadget e Hi-Tech, Mobile, Web e Business     Autore: Thomas Zaffino Nessun Commento »

L’edizione 2011 di Milano dello Smau conferma più che mai che la fiera ha trovato una sua identità ben precisa. Dopo numerosi anni in cui non si capiva che cosa fosse e a chi si rivolgesse, con la decisione di rivolgersi in maniera tematica al mondo delle imprese, diventando di fatto una evento business, Smau 2011 è progressivamente diventata il volano delle PMI (piccola e media impresa) italiane.

Alla 48esima edizione hanno preso parte oltre 600 aziende, le quali hanno impegnato uno spazio espositivo di circa 23 mila metri quadrati, con un incremento del 15% rispetto all’edizione precedente. I visitatori sono stati oltre 52.000, anche questi in leggero incremento rispetto all’edizione 2010, nella quale erano state registrate 51.000 visite.

 

Smau2011

Sono stati oltre 52.000 i visitatori nell’edizione 2011 dello Smau, che ha visto oltre 600 PMI
impegnare una superficie espositiva superiore ai 23.000 metri quadri, con un incremente del 15%.

 

L’IT è il settore trainante della PMI italiana. Lo conferma una ricerca della School of Management del Politecnico di Milano. Chi rinnova, ha più possibilità di affrontare meglio la crisi economica, uscendone anche prima. Circa il 70% delle aziende, infatti, ha visto crescere il proprio fatturato nel primo semestre 2011 rispetto all’analogo periodo 2010. Il 40% dell’incremento è stato a doppia cifra. Due imprese su tre, circa, hanno aumentato l’Ebitda (Earnings before interest, taxes, depreciation and amortization – L’utile al lordo delle imposte, degli interessi e degli ammortamenti). Per una su tre, l’incremento è stato persino superiore al 20%.

Fra le aziende presenti, Intel, Microsoft, Cisco, Fujitsu, Telecom Italia, Ibm, F-Secure, Sophos, Alcatel, Epson, Iomega, Dell e Fastweb. I temi maggiormente affrontati di questa edizione di Smau sono stati il Cloud, il mobile,  lo sviluppo di App ecc. in una miscellanea di tecnologia e business.

 

Intel a Smau 2011

Intel è stata una della grandi protagoniste di questa edizione dello Smau. L’azienda
ha presentato le proprie soluzione business e, all’interno dell’Intel Village, ha tenuto diversi
corsi dedicati ai professionisti del settore IT, rilasciando anche certificazioni.

 

Il convegno di apertura ha affrontato i temi del Cloud computing e della scuola digitale, moderato dall’amministratore delegato di Olivetti, Patrizia Grieco, che ha cercato di dimostrare come si tratti di due opportunità che possono permettere di abbattere gli investimenti iniziali favorendo la mobilità.

Il cloud computing è visto infatti, forse un po’ troppo ottimisticamente, almeno secondo il parere di numerosi operatori del settore, come l’elemento che può portare l’Europa fuori dalla crisi, soprattutto per i professionisti che lavorano fuori sede e che possono in tal modo godere dei vantaggi di un “ufficio in mobilità”.

Pietro Labriola, Responsabile Direzione Business di Telecom Italia, ha posto l’accento sul rapporto tra Pmi e strumenti IT. Telecom Italia, all’inizio del 2011, ha avviato un canale commerciale dedicato al settore, IT IS-Information Technology Impresa Semplice, con lo scopo di creare un rapporto di fiducia con i professionisti dell’IT operanti a livello locale.

 

Immagine anteprima YouTube

Il video della presentazione del CRM installato all’avvocatura del distretto di Bari,
uno dei progetti premiati durante l’edizione Smau 2011.

 

Particolarmente ricco il calendario delle premiazioni, attraverso il quale è stato possibile evidenziare le aziende italiane attive sul fronte della ricerca e dell’innovazione (altro merito di Smau), con soluzioni valide, che però faticano ad emergere all’interno del panorama internazionale. Quest’anno, a vincere il premio più ambito, il Premio Innovazione ICT, Braincare, azienda di Padova che si occupa di processi cognitivi in diversi ambiti, da quello clinico alle gestione delle risorse umane.

Tra i premiati, la Brix Distribuzione della provincia di Brescia. Luca Sarzi Sartori, il responsabile, ha spiegato come il nuovo sistema adottato di business intelligence, a supporto del processo decisionale, abbia fatto sì che l’azienda possa conoscere l’andamento quotidiano del fatturato e della marginalità industriale di ciascun punto vendita e linea di prodotto, verificando l’incidenza delle promozioni sui ricavi di giornata attraverso l’utilizzo di tablet Pc.

Due premi sono stati assegnati in Puglia: uno di questi è andato al CRM di Geatecno e all’Avvocatura distrettuale di Bari, che ha integrato il sistema informatico centrale di protocollazione con un repository digitale contenente le immagini degli atti, dei documenti e degli allegati inviati e ricevuti, che permette un recupero di efficienza per il personale amministrativo stimato in circa il 25%.

 

 

Smau 2001 innovazione

Smau è da sempre sensibile all’innovazione, soprattutto per i settori pubblici e privati della ricerca.

 

Smau 2011 è stato l’occasione per approfondire una parola chiave nel panorama dell’ICT: Open Data. Ne ha parlato Enrico Damiano di OKFN Italy, associazione per la conoscenza aperta, che ha affrontato il tema del linked data, particolarmente utile per le pubbliche amministrazioni e per la ricerca scientifica, a sottolineare come la fiera sia anche sensibile allo sviluppo della Pubblica Amministrazione in tutti i suoi settori, specialmente relativi alla ricerca.

C’è da augurarsi, quindi, che un numero sempre maggiore di imprese riesca, nelle future edizioni di Smau, ad agganciare il volano offerto dalla fiera e progredire sfruttando l’innovazione che il settore IT è capace di portare alle realtà aziendali.

Elettriche, ibride e Fuel Cell: così saranno le auto da qui a pochi anni

Auto, Ecologia e Risparmio Energetico, Gadget e Hi-Tech     Autore: Thomas Zaffino 1 Commento »

Sembra strano parlare di auto in un blog prevalentemente dedicato al mondo dell’informatica e dell’hardware in particolare. Quello di PcTuner, però, è da sempre sensibile ai temi dell’ecologia e dello sviluppo ecosostenibile.

Fanno ben sperare, allora, le varie notizie che provengono dal settore automobilistico e che parlano tutte di grandi novità, in un settore che si appresta ad essere completamente rinnovato e al quale nessuno dei grandi costruttori è disposto a rinunciare.

Nissan Leaf

Il Gruppo Nissan-Renault si aspetta molto dalla Nissan Leaf, modello ecosostenibile
ad emissioni zero già in vendita.

 

Partiamo da Nissan-Renault, che ha presentato un programma ambientale molto ambizioso, il quale dovrebbe condurre il gruppo alla leadership mondiale delle auto ecosostenibili. Il piano, la cui durata si estenderà in 6 anni,  prevede un progetto che si baserà su 3 fronti: l’abbattimento progressivo delle emissioni di Co2, l’impiego di energie rinnovabili e l’aumento della varietà di risorse utilizzate dal Gruppo. L’obiettivo è di riuscire a vendere 1,5 milioni di veicoli ecosostenibili entro il 31 marzo del 2017.

A contribuire al raggiungimento degli obiettivi dovrebbero essere la recente auto ad alimentazione elettrica, la Nissan Leaf e il programma Renault Z.E., che prevede una famiglia di vetture elettriche: la berlina Fluence Z.E. e il veicolo commerciale Kangoo Express Z.E., già in vendita; mentre in futuro arriveranno la Twizy Z.E. Concept e la Zoe Z.E. Concept.

 

Renault Fluence Z.E.

La Fluence Z.E. sarà la prossima berlina Renault ad impatto zero.
Arriverà sul mercato tra pochi anni.

 

Nel programma “Green” è compresa anche l’introduzione di modelli ibridi plug-in, costruiti grazie all’utilizzo di una piattaforma modulare. Dalla partnership siglata con il gruppo Daimler, poi, sarà sviluppato un veicolo ibrido a celle combustibile F-Cell. In arrivo, inoltre, una nuova generazione di cambi a variazione continua CVT.

Il rinnovo del parco automobilistico, pur rappresentando una soluzione chiave per l’abbattimento delle emissioni inquinanti, non è l’unico sforzo che sarà intrapreso dal gruppo. Per tutte le vetture già esistenti, infatti, sono previsti piani per la riduzione progressiva dei consumi di carburante, almeno del 35% rispetto ai valori del 2005.

 

Renault Zoe Z.E.

La Zoe Z.E. Concept è il modello ecologico di Renault previsto per il segmento A.

 

Il piano prevede anche l’ottimizzazione delle risorse aziendali, come un aumento del 25% dell’impiego di materiali riciclati e la riduzione del 20% delle emissioni di CO2, per ogni veicolo prodotto.

Certo, si potrebbe obiettare che l’intero programma abbia uno scopo puramente pubblicitario e d’immagine. Però non si possono trascurare alcuni segnali molto indicativi di come si stia muovendo il mercato. Intanto arriva la notizia di un accordo tra sette costruttori. Audi, BMW, Daimler, Ford, General Motors, Porsche e Volkswagen hanno siglato un’intesa per realizzare uno standard di connessione per la ricarica dei veicoli elettrici, in Europa e negli USA.

 

HomePlug Green Phy

Il connettore  HomePlug Green Phy prevede  configurazioni di ricarica e adopera
un protocollo di communicazione standard comune a sette case automobilistiche.

 

Il sistema prevede un unico connettore, con le diverse configurazioni di ricarica, che adopera lo stesso protocollo, denominato HomePlug Green Phy, per la comunicazione tra veicolo e stazione. L’accordo permetterà l’integrazione dei veicoli elettrici con applicazioni della smart grid, la rete elettrica intelligente, agevolando lo sviluppo e la pianificazione delle infrastrutture sul territorio,  facilitando l’uso dei veicoli elettrici e migliorandone l’esperienza da parte dei clienti.

Ma un segnale importante arriva anche dalla realizzazione di auto sportive dotate di motorizzazione elettrica o ibrida. È il caso, ad esempio dell’ Audi R8 E-Tron che, grazie all’accoppiata turbodiesel/motore elettrico, promette consumi bassissimi a fronte di prestazioni da vera sportiva.

 

Audi R8 E-Tron

L’Audi R8 E-Tron è un ottimo esempio di compromesso ibrido per le auto sportive.

 

Con quest’auto, Audi lancia una vera e propria sfida: da un lato sondare le possibilità della propulsione ibrida per le auto ad alte prestazioni, dall’altro anticipare lo stile della nuova sportiva, che dovrebbe giungere sul mercato entro un paio d’anni  al massimo.

La carrozzeria è quasi totalmente in fibra di carbonio, per un peso di 1450 kg. In coda è presente un motore V6 biturbodiesel di 3 litri, derivato dalla nuova A6, che agisce sulle ruote posteriori. La potenza è di 313 CV. Sulle ruote anteriori, invece, due motori elettrici da 88 CV complessivi, posti al centro e collegati alle ruote attraverso semiassi. Nel vano anteriore sono collocate anche le batterie al litio da 9,1 kW/h oltre al sistema elettronico di gestione. Sono necessarie 3 ore per la ricarica tramite una normale presa di corrente. L’autonomia garantita è di circa 50 km a 60 km/h.

 

BMW M1 Hommage

Da BMW potrebbe arrivare, in risposta alla sfida lanciata da Audi, una versione ibrida o
completamente elettrica della concept M1 Hommage.

 

Dopo la Concept M1 Hommage, il debutto di una sportiva BMW non derivata da modelli di produzione, sembrava ormai cosa certa. Le logiche commerciali hanno però mischiato le carte. In un’intervista ad Inside Line, M. Albert Biermann, responsabile del reparto Motorsport, ha però dato nuove indicazioni sul  futuro del modello e sulla filosofia del marchio. Biermann sostiene infatti che la serie “M” deve rendere profitto ed offrire il massimo divertimento, compatibilmente con le norme e con le richieste del mercato.

La corsa ai cavalli non può proseguire in maniera inarrestabile e, presto, potrebbe verificarsi un’inversione di tendenza, ovvero se il mercato lo richiede. Una M1 elettrica, ad altre prestazioni, pronta a sfidare la Audi R8 E-Tron, sembra quindi un passo molto breve, a meno che la casa non intenda prevedere già una versione ibrida M della nuova i8, perdendo però in esclusività rispetto ad un modello unico per la sola gamma Motorsport.

 

Mercedes SLS AMG E-Cell

La SLS AMG E-Cell è la risposta della Mercedes Benz sempre alla sfida Audi.

 

Anche la Mercedes risponde alla sfida lanciata da Audi, con due soluzioni diverse: la e-tron Spyder, con motore tradizionale e la SLS AMG E-Cell, con 4 motori elettrici, due per asse, e un pacco batterie da 48 chilowattora. Il risultato è da sportiva pura, da 0 a 100 in 4 secondi, grazie alla coppia di circa 900 Nm.

Nelle discese lunghe è possibile accentuare il recupero di energia in decelerazione, utile a ricaricare le batterie, cosa da non sottovalutare soprattutto se l’ autonomia, pur non ancora ufficiale, sarà di circa 160 km.

Google con WebGL Bookcase mette lo scibile umano in una sola libreria

Gadget e Hi-Tech, Tecnologie Web, Web e Business     Autore: Thomas Zaffino Nessun Commento »

Google ha lanciato un nuovo esperimento: creare una libreria sconfinata, in cui conservare e rendere disponibile una quantità impressionante di libri.

Caratteristica particolare del nuovo progetto dell’azienda di Mountain View, è quella di offrire agli utenti una “libreria digitale” capace di restituire l’utilizzo e le sensazioni di una biblioteca reale, con il vantaggio di poter ospitare un numero di titoli di ebook praticamente illimitato.

 

Immagine anteprima YouTube

Nel video di Youtube è mostrato il funzionamento del nuovo progetto di Google.

 

La libreria è stata sviluppata a forma di elica, virtualmente illimitata come un nastro di Moebius, è navigabile in tutte le direzioni agendo con il mouse. In WebGL Bookcase, questo il nome dato al progetto, trovano spazio già oltre 10mila titoli di Google Books catalogati in 28 categorie.

È possibile navigare la biblioteca per genere o eseguendo una ricerca per titolo. Basta poi estrarre il libro dallo scaffale con un clic sulla copertina. A questo punto, sfruttando le potenziali di WebGL, tecnologia incorporata all’interno del browser Chrome, da cui il progetto eredita il nome, senza bisogno di plugin aggiuntivi si potrà iniziare la lettura. C’è da dire l’interfaccia è ancora in fase sperimentale.

 

WebGL Bookcase

L’interfaccia di WebGL Bookcase permette un’esperienza di lettura simile a quella reale.
Attualmente si può testarla con Chrome o qualsiasi altro browser dotato delle liberie WebGL.

 

Google ha spiegato alcuni concetti base del progetto: «Un’interfaccia digitale ha bisogno di essere familiare ed intuitiva, pur approfittando della mancanza di vincoli tipici di uno spazio virtuale. Abbiamo immaginato qualcosa che assomigli agli scaffali di un salotto, ma che sia anche in grado di mettere in mostra l’enorme numero di titoli disponibili online – molti di più di quelli che possono stare su uno scaffale tradizionale

 

I processori Intel Ivy Bridge avranno un TDP massimo di 77W: altra mazzata alla rivale AMD

CPU, Ecologia e Risparmio Energetico, Tuner's Corner     Autore: Thomas Zaffino 2 Commenti »

Dopo la cocente delusione che ha caratterizzato l’arrivo della nuova famiglia di processori AMD, gli FX Bulldozer, per la casa di Sunnyvale arriva una nuova mazzata inferta dalla rivale Intel.

Sono trapelati infatti i nuovi piani della casa di Santa Clara, per la piattaforma di nuova generazione Ivy Bridge, con tecnologia a 22 nm, grazie ad alcune immagini trapelate prima su Chipell e riprese da VR-Zone.

 

Intel Ivy Bridge

Una Roadmap interna di Intel per il rilascio dei processori previsti nel 2012.

 

Intel ha infatti in programma di aumentare il livello di efficienza energetico dei nuovi processori, attesi per il secondo trimestre del 2012, sfruttando proprio la transizione del nuovo processo produttivo a 22 nm.

Anche i processori quad core di livello più potente P1 (performance 1) avranno un TDP di 77W, inferiore agli attuali 95W del Core i7 2600K.

Il processo produttivo a 22 Nm porterà anche in dote anche la nuova tecnologia Intel 3D Transistor oltre ad una nuova GPU pienamente compatibile con le librerie DirectX11 e una potenza sensibilmente maggiore rispetto alle attuali proposte Intel HD 3000 (presenti negli attuali Core i7 2600/2700K).

 

Immagine anteprima YouTube

La nuova tecnologia Intel 3D Transistor di Intel che promette maggiori prestazioni per la grafica.

 

Le soluzioni basate sulla nuova architettura Ivy Bridge di Intel saranno commercializzate in diversi segmenti di mercato, con lo scopo di sostituire le attuali CPU Sandy Bridge. Alcune versioni con TDP massimo di 77 Watt saranno disponibili in variante K”, dotate cioè di moltiplicatore di frequenza sbloccato.

Ma Intel non farà mancare nemmeno soluzioni con architettura quad core e TDP massimo di 65 Watt (variante “T”) e 45 Watt (variante “S”), oltre a quelle dual core con TDP massimo di 55W e 35 Watt (variante “S”).

 

Intel Ivy Bridge

Mappa della compatibilità tra i chipset delle schede madri delle serie 6 e 7
e i processori Sandy Bridge ed Ivy Bridge.

 

Nel segmento P1 rientra la serie Core i7-3700. Questi processori saranno caratterizzati da 8MB di cache L3, 4 core con 8 thread (HyperThreading abilitato). Appena al di sotto il P1, troviamo i segmenti MS1 ed MS2, quest’ultimo includerà chip quad-core con 6 MB di cache L3 e saranno privi della tecnologi aHyperThreading. Il modello di punta del segmento MS2 avrà un moltiplicatore sbloccato, molto simile al Core i5-2500K.

Nei segmenti MS1 ed MS2 rientreranno le serie di processori Core i5-3500, Core i5-3400 e Core i5-3300. Ci sarà una sola classe di Cpu dual-core, sempre nel segmento MS1, con un set set di istruzioni aggiornato rispetto alla generazione attuale, che includerà l’accelerazione AES-NI e PP-DRNG.

 

Intel Ivy Bridge

I vari segmenti previsti da Intel con i quali le nuove CPU Ivy Bridge sostituiranno
le attuali Sandy Bridge

 

Aspetto degno di nota è la retro-compatibilità con processori Sandy Bridge. Sarà infatti possibile utilizzare schede madri basate sui chipset della serie 7 abbinate a processori sia Ivy Bridge sia Sandy Bridge, senza nessuna eccezione. Sarà anche possibile impiegare processori Ivy Bridge su schede madri basate su chipset della serie 6, fatta eccezione per i modelli basati su chipset Q67, Q65 e B65.

Per quanto riguarda le schede madri basate su altri modelli di chipset della serie 6, ciascun produttore dovrà mettere a disposizione un aggiornamento del bios, in modo da poter implementare il codice Intel ME8L UEFI, che assicura la compatibilità. Il codice non è però ancora disponibile in versione definitiva. Sarà quindi necessario attendere l’arrivo sul mercato dei nuovi processori per verificarne l’effettiva compatibilità con le CPU Ivy Bridge.

 

Intel Ivy Bridge

I dettagli dell’aggiornamento relativo alla tecnologia Intel Smart Response (SRT) di Intel.

 

La tecnologia Intel Smart Response (SRT), infine, sarà ottimizzata e aggiornata. Per utilizzare SRT, oltre a disporre di un chipset compatibile, ci sarà bisogno anche di un processore compatibile.

Certo che, stando così le cose, per AMD si mette veramente male. Se Intel riesce infatti a mettere in commercio soluzioni più prestanti e nello stesso tempo più efficienti in termini di consumo energetico, per la casa di Sunnyvale si prospetta una 2012 tutto in salita.

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