Rischio privacy: adesso ci si mette anche la stampante!

Web e Business     Autore: Thomas Zaffino Aggiungi un commento

Da quando le reti di computer hanno iniziato a diffondersi, prima negli uffici e successivamente nelle case, abbiamo imparato a convivere con il problema della privacy, nel senso di rischio, soprattutto nell’era Internet. Il concetto, che deve essere chiaro per tutti, è che condividendo risorse, i nostri dati vengono esposti alla possibilità, ancorché remota, di essere intercettati da altre persone.

Spesso, la questione si risolve nel fatto che qualcuno ha visto qualcosa che non doveva. Ne possono scaturire situazioni comiche, imbarazzanti, a volte liti, ecc. Rimaniamo comunque nel campo dell’umana normalità. Pensiamo, ad esempio, alla possibilità che fotografie o documenti mal riposti finiscano per essere visti da altre persone. Sono cose che succedono anche nella vita reale.

Rischio privacy

I servizi che solitamente usiamo: software, social network,
motori di ricerca ecc.  espongono continuamente i nostri
dati sensibile al rischio privacy.

 

Le reti di computer, ed Internet in particolare, hanno aperto scenari del tutto nuovi, già solo perché, se opportunamente configurate, consentono il controllo di ciò che facciamo. Negli uffici di aziende pubbliche e private, tipicamente un amministratore ha la possibilità di eseguire controlli, accedendo ai vari Pc connessi. Quasi sempre ha a disposizione strumenti di blocco di alcune attività, spesso può addirittura intercettare e controllare il flusso di dati che circolano nella rete, con strumenti (detti Sniffer) che possono essere configurati per intercettare contenuti precisi, come una parola ad esempio.

Con Internet, i metodi sono aumentati ed affinati in maniera esponenziale. Inizialmente, si trattava di programmi virali, i cosiddetti trojan, che esponevano l’intero contenuto del Pc infetto all’hacker che era riuscito ad introdurlo in qualche modo, a volte con la semplice navigazione di un sito. Oggi questo problema è ancora esistente, ma è meno frequente.

Il vero rischio per la nostra privacy, infatti, arriva proprio dai servizi, apparentemente innocui, che usiamo ogni giorno: software, social network, motori di ricerca e persino il proprio smartphone. I nostri dati vengono raccolti, conservati, trattati, venduti ecc.

La cosa preoccupante è che questa pratica si sta diffondendo sempre più in tutti i settori della tecnologia, tanto che, potenzialmente, la nostra privacy è rischio persino quando usiamo uno scanner, un fax, una comunissima stampante, i quali dovrebbero in teoria fare solo quello che ci aspettiamo da essi, ma non è sempre così, almeno da quanto spiegato nell’articolo La stampante ci spia di Corrado Giustozzi.

Da oggi, quindi, stiamo bene attenti a cosa stampiamo e soprattutto a come lo facciamo e con quali mezzi!

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3 Commenti

  1. mauro

    L’avevo gia’ capito. Se uso cartucce compatibili dopo un pò la stampante si blocca. Ho ovviato sconettendo internet quando uso la stampante. Infatti non si è più bloccata

  2. giulia

    aiuto…….

  3. andrea

    Nessun problema, il futuro è nella zappa e nel badile, fine delle spiate web.

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