Amazon Kindle Fire: dopo l’euforia è il momento dei conti

Gadget e Hi-Tech, Mobile, Tecnologie Web, Web e Business     Autore: Thomas Zaffino Aggiungi un commento

La notizia sul nuovo Kindle Fire di Amazon ha monopolizzato quasi l’intera settimana, inizialmente per l’innovazione tecnologica che trasforma l’e-book reader in un vero e proprio tablet multitouch, poi per il prezzo molto competitivo di 199 dollari, tanto che qualcuno ha iniziato a chiedersi se si trattasse di un concorrente dell’iPad o piuttosto dei tablet Android.

Secondo alcune stime, per poter immettere sul mercato il nuovo tablet, Amazon avrebbe rinunciato agli introiti, almeno nelle fasi iniziali. Per ciascuna unità Kindle Fire venduta a 199 dollari, l’azienda di Jeff  Bezos realizzerebbe una perdita di 50 dollari, contro il 30% di margine che Apple incassa su ogni iPad venduto.

Amazon Kindle Fire

Con il nuovo Kindle Fire, venduto al prezzo di 199 dollari,
Amazon tenta di sbaragliare la concorrenza dei tablet Android.

 

Un lusso, questo, che alcuni analisti cominciano a dubitare Amazon possa permettersi in questo momento di congiuntura dei mercati, anche se non sono pochi coloro i quali  interpretano l’iniziativa come un modo di sbaragliare la concorrenza dei tablet Android.

Dalla sua, il Kindle Fire ha l’enorme capacità distributiva e i contenuti a disposizione di Amazon, nonché il browsing. Da una parte i contenuti editoriali, già consolidati con la piattaforma Kindle, dall’altra i contenuti televisivi e video, disponibili nei servizi cloud di Amazon.

Passata l’euforia iniziale, però, i commenti si sono fatti più critici. In discussione c’è proprio la sostenibilità del modello di business scelto.

 

Amazon Cloud

Durante la conferenza di presentazione del nuovo e-book reader,
Jeff Bezos
ha dato un’ampia dimostrazione di come il Kindle Fire riesca a sfruttare,
anche grazie al browser, i contenuti e i servizi della Cloud di Amazon.

 

Il modello di Amazon punta sul fatto che, una volta acquistato il dispositivo, gli utenti debbano utilizzarlo per fare quello per cui è stato progettato, ossia di acquistare contenuti, video, film e musica dall’ecosistema dello store online, la sola maniera che può consentire all’azienda di Bezos di recuperare le perdite iniziali e realizzare in seguito profitti.

A pesare su questo modello, vi sono diversi fattori. L’iniziativa di Amazon sta creando un forte condizionamento sul mercato dei tablet, contribuendo ad abbassare sensibilmente i prezzi, attualmente tarati su quelli dell’iPad. Altro problema è la disponibilità. Con un prezzo così basso, è facile ipotizzare che il tablet possa diventare uno dei best seller del periodo natalizio. Lo stesso Jeff  Bezos, durante la conferenza di presentazione, ha sollecitato i preordini. Bisogna verificare se i livelli di produzione saranno adeguati alla domanda.

 

Jeff Bezos

Jeff Bezos ha insistito sui preordini, per evitare che per Amazon
si ripeta l’incresciosa situazione del 2007, quando venne lanciato
il primo Kindle, di non riuscire a soddisfare la domanda.

 

Sono molti a pensare che la scelta di presentare un modello da 7 pollici abbia qualcosa a che fare con la mancanza di display da 10 pollici, denunciata sin dall’inizio dell’anno e causata da un eccesso di domanda da parte di Apple, che ne avrebbe bloccato la disponibilità per soddisfare le richieste per gli iPad. La stessa cosa vale per i gli altri componenti.

Certo che se la domanda dovesse risultare eccessiva, per Amazon si prevede un natale di fuoco…

 

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