Riuscirà Apple, con l’iPhone e l’iPad, a non fare la fine ingloriosa di Nokia?
Gadget e Hi-Tech, Mobile, Web e Business Autore: Thomas Zaffino Aggiungi un commentoAttualmente, tutti i numeri sembrano darle ragione. Apple vende molto e vende bene. Nel suo futuro imminente c’è solo discesa. Al contrario degli altri produttori, la casa di Cupertino rilascia pochi modelli, al ritmo di uno l’anno, trovandosi puntualmente in cima alla lista dei principali venditori di smartphone al mondo se non addirittura al vertice.
Secondo u’indagine di Strategy Analytics, società di ricerca indipendente con sede a Boston, durante il secondo trimestre del 2011, infatti, Apple è diventata il primo venditore di smartphone per fatturato e profitti.

Apple, nel corso del terzo trimestre del 2011, è diventato il primo produttore mondiale di smartphone per fatturato e per profitti.
Come si vede nel grafico delle statistiche, il produttore californiano ha raggiunto, con l’iPhone, una quota di mercato pari al 18% raddoppiando, nell’ultimo anno, il numero di ordini. Una recente indagine Nielsen indica la casa di Steve Jobs come primo produttore statunitense, con il 28% del mercato. A livello di sistema operativo, invece, iOS si colloca al secondo posto, con la stessa percentuale, dietro Android, che vede però spartirsi tale percentuale, per quanto riguarda gli smartphone, tra i vari produttori che integrano l’OS di Google nei loro dispositivi.
Bene, Brava, Bis! Se non fosse che a fare da contrasto a questi dati al momento incontestabili, ci ha pensato la recente notizia riguardante Nokia, per la quale si allontano i momenti di gloria del suo Communicator, uno tra i modelli più rivoluzionari della casa finlandese, introdotto nel lontano 1996. Sono lontani anche i tempi di Matrix, quando Keanu Reeves, alias Neo, poteva tornare dalla matrice al mondo reale con una telefonata attraverso il suo Nokia 8110.
Allora, Nokia era il punto di riferimento nel mercato dei telefoni. Poteva dettare legge, stabilire gli orientamenti, i prezzi, fare operazione di maquillage ecc. Ricordate l’8210? Era semplicemente una versione miniaturizzata dell’8110, con identico software e display. Eppure, Nokia poteva permettersi all’epoca di rifilare questo “gioiellino” ad un prezzo iniziale che superava le 700.000 lire (oltre 360 euro attuali). In paragone, oggi ci compra un ottimo smartphone Android o anche un tablet…
Oggi, una telefonata ha riportato Nokia alla dura e tremenda realtà. Il sogno è finito e l’azienda non ha potuto nemmeno scegliere tra la pillola rossa e quella blu. Adesso è solo terza, dietro Apple e Samsung, e solo grazie alla vendita dei telefonini tradizionali. È finita l’era dell’innovazione. L’azienda finlandese è costretta ad inseguire e, in maniera incredibile, l’unica speranza di un possibile futuro è nelle mani di Microsoft, con cui ha recentemente siglato un accordo per la produzione di Smartphone basati su Windows Phone 7.
Se è vero che Facebook è stato l’anti MySpace, altrettanto l’accoppiata Android-iOS si è rivelata micidiale per Nokia. Sì perché sta tutta qui la chiave di lettura dell’attuale crisi della azienda scandinava. Il vero problema si chiama Symbian, sistema dietro il quale Nokia si è trincerata, escludendo l’intero mondo per trovarsi poi in una posizione di totale isolamento.
Il successo di Android, infatti, che come OS mobile è più diffuso di iOS, sta nel fatto che si tratta di un sistema aperto, la cui proprietà è di tutti e di nessuno. Ciascuno produttore, partendo da un nucleo di base, può personalizzarne una propria versione, un po’ come avveniva e avviene tuttora con le distribuzioni Linux, da cui il sistema di Google trae origine. Questa scelta, unita al crescente successo che il sistema ha rapidamente riscosso presso gli utenti, ha convinto numerosi produttori a integrarlo nei propri device, il che garantisce loro una consistente fetta di mercato, anche se nessuno sembra veramente primeggiare, e ad Android la garanzia di un solido futuro.
D’altro canto, una scelta simile è da sempre intrapresa da Microsoft, con la differenza che il suo sistema non è “aperto”. Microsoft rende disponibile il suo sistema mobile a qualsiasi operatore in grado di garantire un certo standard qualitativo. Il nuovo Windows Phone 7 permette anche un minimo di personalizzazione, che avviene soprattutto con le App rilasciate in bundle con il dispositivo. Dal successo di WP7 dipende la sopravvivenza di Nokia, il cui accordo con Microsoft le è già costato il licenziamento di 7.000 dipendenti. Nokia tifa Windows Mobile, non ci sono dubbi…
Tornando ad Apple, invece, la scelta di produrre hardware e software proprietario è molto pericolosa. Fino a quando la casa di Cupertino sarà il punto di riferimento, Steve Jobs permettendo, Apple può stare tranquilla, dettare legge e prezzi… Ma ciò pare di averlo già sentito. La storia che si ripete?

















agosto 17th, 2011 at 12:01 am
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