Mentre lo scontro tra Apple e Samsung è rimandato, ora tocca a Microsoft e Motorola

Gadget e Hi-Tech, Mobile     Autore: Thomas Zaffino Aggiungi un commento

 

Nuovo capitolo della guerra per la conquista del settore mobile: mentre Apple e Samsung devono rimandare lo scontro al 2012, per decisione di un giudice americano, inizia una nuova battaglia legale tra Microsoft e Motorola, che si annuncia pesante per l’acquisizione del colosso telefonico statunitense da parte di Google.

La decisione del giudice californiano, che sposta la decorrenza del dibattimento per la causa tra Apple e Samsung al 30 luglio 2012, interrompe le schermaglie fra le due compagnie, almeno negli Stati Uniti. Si tratta di una decisione che, in realtà, scontenta entrambe le parti. Le società avranno 11 mesi per affinare le proprie strategie legali. Nel frattempo sarà espletata un’indagine dell’ufficio brevetti USA, il quale dovrà validare le proprietà intellettuali oggetto del contenzioso.

L’ordinanza appare una soluzione “politica”, che si colloca a metà strada fra i tempi richiesti da Apple, la quale pensava di chiudere la faccenda entro febbraio del 2012, e quelli dell’azienda sud coreana, che sperava invece in un posticipo fino al mese di Marzo del 2013.

 

Samsung Galaxy Tab 10.1
Tra le cose in sospeso, nel contenzioso tra Samsung ed Apple,
c’è la questione del divieto di introduzione nel mercato australiano
del Galaxy Tab 10.1, giudicato troppo simile all’iPad.

 

Ad unirsi ad Apple nella battaglia che sostanzialmente mira a colpire il sistema Android di Google, ci ha pensato ora Microsoft, con un’azione tesa a bandire i cellulari Motorola in USA. L’annuncio dell’acquisizione di Motorola Mobility, da parte di Google, ha scosso il mercato facendo scendere in campo gli avvocati che ora tentano di ostacolare in tutti i modi la transazione da 12 miliardi di dollari, che darebbe al rivale di Mountain View molteplici vantaggi competitivi sul mercato degli OS per smartphone.

Secondo la casa di Redmond, alcuni modelli di cellulari Motorola violerebbero sette brevetti, tra i quali quelli che riguardano le modalità di sincronizzazione di calendari e contatti, ma anche le applicazioni di notifica delle modifiche al segnale.

Benché la società sia statunitense, i telefoni Motorola sono costruiti all’estero e la Commissione Internazionale per il Commercio potrebbe impedire che attraversino i confini USA. In caso di vittoria, questa non sarebbe che la prima di una lunga serie di contestazioni identiche che Microsoft si appresterebbe ad esportare sugli altri mercati.

 

Smartphone Motorola
Microsoft tenta con Motorola di replicare l’azione condotta
e portata a successo contro HTC, minando all’acquisizione
del produttore di telefonini americano da parte di Google.

 

La dote di brevetti di Motorola è la ragione sostanziale per la quale Google è interessata all’acquisizione dell’azienda. Il valore dei brevetti è stato stimato dagli analisti in circa 7 miliardi. La posta in gioco è molto alta. Si tratta di controllare il mercato del software per la telefonia mobile, terreno sul quale Microsoft ha già vinto una causa contro HTC, sui telefoni Android, e che ora spera di replicare su quelli Motorola, spostando il confronto dall’innovazione alle rivendicazioni legali, cosa che rischia di coincidere con una minore concorrenza e conseguente contrazione dello sviluppo ai danni degli utenti.

 

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