La febbre da tablet miete le prime vittime, HP e Acer… ora a chi tocca?

Gadget e Hi-Tech, Mobile, Web e Business     Autore: Thomas Zaffino Aggiungi un commento

 

Qualche giorno fa, HP ha annunciato di voler rinunciare al business dei tablet PC, causa le scarse vendite del prodotto che hanno fatto registrare perdite nell’ultima trimestrale del colosso statunitense, tanto da costringere il vertice dell’azienda a puntare su una svendita del suo TouchPad per evitare eventuali rimanenze del prodotto nei magazzini.

Su Best Buy, uno dei più importanti rivenditori USA, e sul sito stesso del produttore, il tablet HP è stato venduto al prezzo di 99 e 149 dollari, rispettivamente per la versione da 16 e 32 GB, mandando in tilt i server dei siti per l’enorme quantità di richieste. Nei negozi in cui l’articolo era disponibile, si sono create file enormi.

 

Hp TouchPad
La decisione di HP di svendere il suo TouchPad ha generato
un enorme boom delle vendite del prodotto, tanto da mandare
in tilt i server del sito del produttre.

 

Alla clamorosa azione di HP segue ora la decisione dei vertici di Acer di abbandonare il settore tablet per puntare sugli ultrabook. Eppure, pochi mesi fa l’azienda aveva espresso l’orientamento opposto. La causa è da imputare, anche questa volta, ai scarsi risultati della trimestrale di vendita, che vede l’azienda per la prima volta in perdita.

Pare che Acer stia puntando sulla messa in commercio di un Ultrabook da 799 dollari, contro i 1000 ipotizzati e richiesti da Intel per il suo progetto. Il produttore hardware ritiene che quella dei tablet sia solo una moda passeggera, conclusa la quale si ritornerà alla normalità.

 

Acer Iconia

Dopo i risultati dell’ultima trimestrale di vendita, che l’hanno vista
per la prima volta in perdita, Acer ha deciso di abbandonare il settore
dei tablet per puntare su un Ultrabook da 799 dollari.

 

Entrambi questi fatti portano inevitabilmente ad alcune riflessioni. In primis, nonostante il mercato tablet sia incontestabilmente in espansione, attualmente si tratta di un business particolarmente allettante per la sola Apple. Gli utenti identificano il tablet nell’iPad. Gli altri prodotti devono contendersi i resti di questo mercato. La riflessione tende a giustificare le reazioni di Acer, convinta che sarà difficile competere con la casa dei Cupertino su questo prodotto.

D’altro canto, però, l’enorme successo di vendite che il TouchPad di HP ha riscosso, dopo l’annuncio della sua svendita, fa comprendere come in realtà ci sia molto spazio, nel mercato, per tablet di prezzo più contenuto, concetto che più volte abbiamo espresso su questo spazio: la fascia degli utenti che possono permettersi l’acquisto dell’iPad desidera il meglio e difficilmente cambia. Si tratta anche di una questione di status.

 

Motorola Xoom

A poco serve creare dispositivi Android con prezzi più elevati
rispetto all’iPad,come il Motorola Xoom o il Samung Galaxy Tab.
Meglio concentrarsi su prodotti di prezzo decisamente inferiore,
come ha dimostrato la vendita del tablet di HP.

 

Per gli utenti che non possono permettersi un iPad, o più semplicemente che non vogliono spendere un capitale per l’acquisto un prodotto in fin dei conti molto accessorio, non è importante il sistema operativo adottato. L’enorme vendita di TouchPad ne è la riprova.

A che cosa serve pertanto creare un tablet Android il cui prezzo è addirittura superiore a quello dell’iPad, parliamo dei vari Galaxy Tab di  Samsung,  dello Xoom di Motorola ecc.  Si tratta di prodotti destinati ad una fascia ristretta di utenti, i quali hanno soldi da spendere ma non vogliono conformarsi alla larga schiera dei clienti Apple.

Il fenomeno della svendita del TouchPad porta quindi a delle conclusioni. Acer, così come altri produttori (Asus ad esempio), fa bene a puntare sugli ultrabook, settore che avrà comunque un mercato che nulla ha a che fare con i tablet. I produttori di tablet che hanno puntato su Android, invece, faranno bene a concentrarsi sull’immissione in commercio di prodotti di qualità (come il TouchPad di HP) a prezzi decisamente inferiori, se vogliono sperare di rimanere in questo settore.

 

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