Google, Microsoft, Apple, Facebook…. tutti contro tutti per diventare numeri uno!

Gadget e Hi-Tech, Mobile, Web e Business     Autore: Thomas Zaffino Aggiungi un commento

Lo scenario cui siamo assistendo negli ultimi mesi è veramente impressionante, come non accadeva da tanto tempo. Il quadro che ne emerge è surreale. Nonostante si cerca in tutti i modi di convincerci che si tratti di una competizione tecnologica, le notizie che ogni giorno leggiamo svelano sempre più una lotta senza esclusione di colpi, tra i grandi protagonisti dell’informatica.  Non passa giorno che non si senta parlare di contese legali o che qualche operatore non accusi un altro.

Dopo avere parlato delle vicende che vedono Apple, Samsung ed HTC impelagate in una lotta a suon di brevetti, con lo scopo di accaparrarsi il mercato degli smartphone e quello dei tablet, ora ci tocca ascoltare le lamentele di Google, forte dei risultati record ottenuti dal suo Google+, ossia 25milioni di iscritti che equivalgono circa ad 1milione di iscritti al giorno – velocità di crescita mai ottenuta da nessun sito prima – durante il primo mese di vita. Attraverso il suo Blog, con un discorso parafrasato, ritiene che il suo sistema Android sia diventato l’obbiettivo preferito degli attacchi di Microsoft ed Apple, le quali, ricorrendo all’acquisto di brevetti cercano di dissuadere i produttori di device mobili dall’introdurre nel mercato dispositivi basati sull’OS di Google.

kent walker

Recentemente, Kent Walker, addetto alla proprietà intellettuale di Google, aveva sostenuto che il settore mobile stesse vivendo un periodo di «corsa agli armamenti per i brevetti» che stava danneggiando i consumatori e lasciando le aziende tra infinite cause legali.

La cosa, in realtà, era già stata anticipata da Kent Walker, addetto alla proprietà intellettuale di Google, il quale sosteneva che il settore mobile stesse vivendo un periodo di «corsa agli armamenti per i brevetti» che stava danneggiando i consumatori e lasciando le aziende tra infinite cause legali.

Nel suo post, David Drummond, Chief Legal Officer di Mountain View, parla anch’esso di una campagna organizzata, lanciando accuse ben precise: «dopo anni di litigi Apple e Microsoft sono andate a letto insieme e, insieme ad Oracle e altre aziende, stanno avanzando pretese brevettuali pretestuose per far salire il costo dei dispositivi Android, a discapito degli utenti».

David Drummond

David Drummond, Chief Legal Officer di Mountain View, accusa Apple e Microsoft di «essere andate a letto insieme per far salire il costo dei dispositivi Android, a discapito degli utenti».

A preoccupare Google sono le recenti vicende, una delle quali ha visto alcune aziende, come HTC, riconoscere a Microsoft la somma di 15dollari per ciascun dispositivo Android venduto, costo che, in futuro, potrebbe diventare persino più oneroso rispetto alla richiesta che Microsoft avanza ai produttori per l’adozione del suo Windows Phone. L’altra vicenda è quella della coalizione che si è creata ad hoc, in chiave anti-Google, per l’aggiudicazione dell’asta relativa ai brevetti Nortel e Novell.

A rispondere per le rime ci ha pensato Brad Smith, General Counsel di Microsoft, con un tweet che respinge al mittente le accuse, almeno per quanto riguarda il brevetti Novell: «Da Mountain View sostengono che abbiamo comprato i brevetti Novell con lo scopo di usarli contro di loro. Eppure abbiamo chiesto a Google di partecipare ed è stata lei a rifiutare.» Frank Shaw, il vice presidente addetto al Corporate Communications di Redmond, ha persino reso pubblico il contenuto dell’e-mail con cui Google ha rifiutato di far parte della coalizione che si è aggiudicata l’asta in oggetto.

Brad Smith

Brad Smith di Microsoft respinge al mittente le accuse: «Abbiamo chiesto a Google di partecipare all'asta ed è stata lei a rifiutare.»

D’altra parte, Google, proprio per difendersi, dopo aver perso l’asta in questione, aveva stretto un accordo con IBM per l’acquisto di 1030 brevetti. Il concetto è che se non è possibile cambiare il sistema, almeno rapidamente, meglio avere una risposta che rappresenti una Mutually Assured Distraction, cioè una controffensiva tale da scoraggiare eventuali attacchi.

Difficile immaginare che questa guerra all’ultimo colpo possa facilmente terminare. L’equilibrio è lontano dall’essere raggiunto. Dobbiamo aspettarci altri colpi di assestamento…

 

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