WebKit: genesi di un codice che sterminerà i Chromebook

Gadget e Hi-Tech, Mobile, Web e Business     Autore: Thomas Zaffino Nessun Commento »

 

Quando Google ha annunciato il Chromebook, le reazioni sono state di due tipi. Numerose persone hanno ritenuto che si trattesse di un prodotto del tutto inutile. In definitiva i notebook hanno già a disposizione il browser Chrome. I tablet hanno browser integrati nelle loro applicazioni. I chromebook hanno il vantaggio di essere piccoli e leggeri, con una buona autonomia… tutte cose che, però, è possibile ottenere allo stesso prezzo con l’acquistato di un netbook munito di sistema operativo.

L’altra reazione, nella quale più volte ci siamo ritrovati sulle righe di questo blog, è quella degli entusiasti, quella tipica delle persone che non vedono l’ora di mettere le proprie mani sugli ultimi ritrovati tecnologici, finendo spesso per ritrovarsi  nelle mani il nulla o, quanto al più, l’inutile.

 

Chromebook
I Chromebook non hanno niente di diverso che un normale
netbook possa offrire, a parità di prezzo,
e non sono paragonabili a notebook come il MacBook Air,
capace di far girare sia OSX sia Windows.

 

In mezzo, c’è il buon senso… I Chromebook sono nuovi e diversi, il browser è il sistema operativo e le applicazioni sono disponibili come plugin del browser. A conti fatti, però, perché mai dovremmo passare ad un Chromebook quando un MacBook Air, che gira con OSX e Windows, è almeno un chilo più leggero?

La richiesta cui Google ha cercato di fornire una risposta, con i Chromebook, è quella della semplicità. In sostanza, molte persone non hanno bisogno di un computer vero e proprio. A loro basta navigare sul Web, inviare e-mail, interagire su Facebook. Non hanno bisogno di Office, di giocare ecc. Per queste persone, un Chromebook è perfetto.

Il fatto è che, adesso, su WebKit qualcuno sta lavorando per sviluppare un codice sorgente per ottenere, come risultato finale, di sostituire il browser dei tablet Android con Google Chrome, fornendo la possibilità di sincronizzare, oltre ai segnalibri, anche i temi, le password e le estensioni, con finanche la possibilità di far girare i plugin di Chromium OS!

 

Tablet con tastiera esterna
Con il prezzo di un Chromebook è possibile acquistare un tablet munito
di tastiera esterna. Se all’interno gira anche il browser Chrome,
a parte la grandezza dello schermo, il Chromebook non può offrire nient’altro.

 

La domanda è: se avessimo il browser Chrome su un tablet Android, perché mai dovremmo comprare un Chromebook? Allo stesso prezzo si può acquistare un tablet Android con tastiera, che si connette tramite dock o Bluetooth, ottenendo le stesse funzionalità, oltre a tutte quelle già garantite da Android.

Dal punto di vista economico, non c’è alcun bisogno di avere dispositivi con funzionalità ridondanti. I Chromebook hanno certamente uno schermo più grande, tuttavia, la portabilità e la convenienza di un tablet capace di eseguire il browser Chrome superano gli svantaggi. Infine, rimarrebbe persino la possibilità di adottare Chromium OS su una tablet, cosa alla quale Google ha pensato sin dalla concezione di questo sistema mobile e che ci porta a dover considerare che i chromebook, molto probabilmente, sono nati già morti.

 

Una nuova scoperta permetterà di aumentare la banda disponibile nelle attuali fibre ottiche

Tecnologie Web, Web e Business     Autore: Thomas Zaffino 1 Commento »

 

In un articolo pubblicato su Physorg e ripreso da Ispreview, si legge che alcuni ricercatori dell’Institute of Ultrafast Spectroscopy and Lasers (IUSL) di New York, guidati dal Prof. Roberto Alfano, hanno elaborato un nuovo metodo per mappare la luce, nelle fibre ottiche, che permetterebbe di aumentare lo sfruttamento dei canali inutilizzati in questo tipo di connessione.

La nuova metodologia permetterebbe di aumentare la larghezza di banda disponibile per i segnali audio, video e dati trasportati sui cavi a fibre ottiche, il che potrebbe riflettersi in maniera positiva per gli utenti di Internet. Il lavoro potrebbe avere ripercussioni positive anche nel settore del “quantum computing” e in altre applicazioni.

 

Fibra Ottica
Attualmente, il segnale luminoso viaggia all’interno
delle fibre ottiche sfruttando il solo canale Ground.
Tutti gli altri, capaci di essere impegnati da segnali
di luce più complessa, sono inutilizzati.

 

«È possibile rilevare la luce nel canale ground. Questo ci dà la possibilità di rilevare e misurare un maggior numero di canali», dichiara Giovanni Milione, ricercatore del team. Lo stesso afferma che c’è un grande interesse nello sfruttare gli altri canali, che possono essere occupati da forme di luce complesse e permettere così una quantità elevata di traffico a disposizione.

Ciò che viene osservato da un fisico, per tracciare la luce all’interno di una fibra ottica o di un laser, è la polarizzazione, ossia la direzione specifica e l’orientamento del movimento del fascio di luce e del campo elettrico. «Seguire la polarizzazione e altri cambiamenti, come la luce che viaggia, consente di ottenere una visione del materiale in cui la luce è trasportata», spiega Milione. Ciò aiuta a controllare la luce e può fornire un’impronta del materiale in fase di analisi.

Fino a oggi, è stato possibile mappare solo la forma di luce più semplice, lo stato ground, mentre i vari canali della fibra ottica più “alti”, che potrebbero essere impegnati da un segnale di luce molto più complessa, erano lasciati in idle (inattivi).

HOPS
HOPS (Higher Order Poincaré Sphere) , la sfera elaborata
dal team guidato dal Prof. Robert Alfano,  dovrebbe
permettere lo sfruttamento dei vari canali disponibili
nella fibra ottica ed attualmente inattivi.

 

«La luce complessa si muove con spin e momento angolare orbitale, più o meno come il moto della Luna, in rotazione intorno al proprio asse, attorno alla Terra», scrive PhysOrg. La luce, mentre viaggia nello spazio, gira come un tornado, assumendo la forma di fasci di vettori in vortici. Per mappare tali vortici, i ricercatori, partendo dalla sfera di Poincaré, utilizzata per lo studio di questo tipo di moti,  hanno elaborato una propria Higher Order Poincaré Sphere (HOPS), che permette loro di studiare modelli di luce persino più complessi, come quelli a forma di stella.

HOPS permette di ridurre in singole equazioni quelle che potrebbero essere intere pagine di calcoli matematici. Le soluzioni delle equazioni porteranno allo sfruttamento della luce complessa e di tutti i canali presenti nelle fibre ottiche. «La sfera facilita la comprensione, mostrando i vortici di fase sui poli e i fasci di vettori all’equatore.», spiega ancora Milione. «Ciò permette di regolare il rapporto tra i vortici di luce.»

Secondo il Prof. Alfano, guida del progetto, «L’uso di una Sfera di Poincaré di livello più elevato potrebbe spianare la strada a una nuova serie di applicazioni, come l’informatica quantistica e le transizioni ottiche. Potrebbe inoltre permettere una notevole espansione di sensibilità della spettroscopia, nonché aumentare la complessità dei sistemi crittografici. Infine, si potrebbero spostare i confini di ciò che è oggi metaforicamente visibile

A noi non rimane che aspettare fiduciosi i benefici pratici di questi studi.

 

Mentre lo scontro tra Apple e Samsung è rimandato, ora tocca a Microsoft e Motorola

Gadget e Hi-Tech, Mobile     Autore: Thomas Zaffino Nessun Commento »

 

Nuovo capitolo della guerra per la conquista del settore mobile: mentre Apple e Samsung devono rimandare lo scontro al 2012, per decisione di un giudice americano, inizia una nuova battaglia legale tra Microsoft e Motorola, che si annuncia pesante per l’acquisizione del colosso telefonico statunitense da parte di Google.

La decisione del giudice californiano, che sposta la decorrenza del dibattimento per la causa tra Apple e Samsung al 30 luglio 2012, interrompe le schermaglie fra le due compagnie, almeno negli Stati Uniti. Si tratta di una decisione che, in realtà, scontenta entrambe le parti. Le società avranno 11 mesi per affinare le proprie strategie legali. Nel frattempo sarà espletata un’indagine dell’ufficio brevetti USA, il quale dovrà validare le proprietà intellettuali oggetto del contenzioso.

L’ordinanza appare una soluzione “politica”, che si colloca a metà strada fra i tempi richiesti da Apple, la quale pensava di chiudere la faccenda entro febbraio del 2012, e quelli dell’azienda sud coreana, che sperava invece in un posticipo fino al mese di Marzo del 2013.

 

Samsung Galaxy Tab 10.1
Tra le cose in sospeso, nel contenzioso tra Samsung ed Apple,
c’è la questione del divieto di introduzione nel mercato australiano
del Galaxy Tab 10.1, giudicato troppo simile all’iPad.

 

Ad unirsi ad Apple nella battaglia che sostanzialmente mira a colpire il sistema Android di Google, ci ha pensato ora Microsoft, con un’azione tesa a bandire i cellulari Motorola in USA. L’annuncio dell’acquisizione di Motorola Mobility, da parte di Google, ha scosso il mercato facendo scendere in campo gli avvocati che ora tentano di ostacolare in tutti i modi la transazione da 12 miliardi di dollari, che darebbe al rivale di Mountain View molteplici vantaggi competitivi sul mercato degli OS per smartphone.

Secondo la casa di Redmond, alcuni modelli di cellulari Motorola violerebbero sette brevetti, tra i quali quelli che riguardano le modalità di sincronizzazione di calendari e contatti, ma anche le applicazioni di notifica delle modifiche al segnale.

Benché la società sia statunitense, i telefoni Motorola sono costruiti all’estero e la Commissione Internazionale per il Commercio potrebbe impedire che attraversino i confini USA. In caso di vittoria, questa non sarebbe che la prima di una lunga serie di contestazioni identiche che Microsoft si appresterebbe ad esportare sugli altri mercati.

 

Smartphone Motorola
Microsoft tenta con Motorola di replicare l’azione condotta
e portata a successo contro HTC, minando all’acquisizione
del produttore di telefonini americano da parte di Google.

 

La dote di brevetti di Motorola è la ragione sostanziale per la quale Google è interessata all’acquisizione dell’azienda. Il valore dei brevetti è stato stimato dagli analisti in circa 7 miliardi. La posta in gioco è molto alta. Si tratta di controllare il mercato del software per la telefonia mobile, terreno sul quale Microsoft ha già vinto una causa contro HTC, sui telefoni Android, e che ora spera di replicare su quelli Motorola, spostando il confronto dall’innovazione alle rivendicazioni legali, cosa che rischia di coincidere con una minore concorrenza e conseguente contrazione dello sviluppo ai danni degli utenti.

 

La febbre da tablet miete le prime vittime, HP e Acer… ora a chi tocca?

Gadget e Hi-Tech, Mobile, Web e Business     Autore: Thomas Zaffino Nessun Commento »

 

Qualche giorno fa, HP ha annunciato di voler rinunciare al business dei tablet PC, causa le scarse vendite del prodotto che hanno fatto registrare perdite nell’ultima trimestrale del colosso statunitense, tanto da costringere il vertice dell’azienda a puntare su una svendita del suo TouchPad per evitare eventuali rimanenze del prodotto nei magazzini.

Su Best Buy, uno dei più importanti rivenditori USA, e sul sito stesso del produttore, il tablet HP è stato venduto al prezzo di 99 e 149 dollari, rispettivamente per la versione da 16 e 32 GB, mandando in tilt i server dei siti per l’enorme quantità di richieste. Nei negozi in cui l’articolo era disponibile, si sono create file enormi.

 

Hp TouchPad
La decisione di HP di svendere il suo TouchPad ha generato
un enorme boom delle vendite del prodotto, tanto da mandare
in tilt i server del sito del produttre.

 

Alla clamorosa azione di HP segue ora la decisione dei vertici di Acer di abbandonare il settore tablet per puntare sugli ultrabook. Eppure, pochi mesi fa l’azienda aveva espresso l’orientamento opposto. La causa è da imputare, anche questa volta, ai scarsi risultati della trimestrale di vendita, che vede l’azienda per la prima volta in perdita.

Pare che Acer stia puntando sulla messa in commercio di un Ultrabook da 799 dollari, contro i 1000 ipotizzati e richiesti da Intel per il suo progetto. Il produttore hardware ritiene che quella dei tablet sia solo una moda passeggera, conclusa la quale si ritornerà alla normalità.

 

Acer Iconia

Dopo i risultati dell’ultima trimestrale di vendita, che l’hanno vista
per la prima volta in perdita, Acer ha deciso di abbandonare il settore
dei tablet per puntare su un Ultrabook da 799 dollari.

 

Entrambi questi fatti portano inevitabilmente ad alcune riflessioni. In primis, nonostante il mercato tablet sia incontestabilmente in espansione, attualmente si tratta di un business particolarmente allettante per la sola Apple. Gli utenti identificano il tablet nell’iPad. Gli altri prodotti devono contendersi i resti di questo mercato. La riflessione tende a giustificare le reazioni di Acer, convinta che sarà difficile competere con la casa dei Cupertino su questo prodotto.

D’altro canto, però, l’enorme successo di vendite che il TouchPad di HP ha riscosso, dopo l’annuncio della sua svendita, fa comprendere come in realtà ci sia molto spazio, nel mercato, per tablet di prezzo più contenuto, concetto che più volte abbiamo espresso su questo spazio: la fascia degli utenti che possono permettersi l’acquisto dell’iPad desidera il meglio e difficilmente cambia. Si tratta anche di una questione di status.

 

Motorola Xoom

A poco serve creare dispositivi Android con prezzi più elevati
rispetto all’iPad,come il Motorola Xoom o il Samung Galaxy Tab.
Meglio concentrarsi su prodotti di prezzo decisamente inferiore,
come ha dimostrato la vendita del tablet di HP.

 

Per gli utenti che non possono permettersi un iPad, o più semplicemente che non vogliono spendere un capitale per l’acquisto un prodotto in fin dei conti molto accessorio, non è importante il sistema operativo adottato. L’enorme vendita di TouchPad ne è la riprova.

A che cosa serve pertanto creare un tablet Android il cui prezzo è addirittura superiore a quello dell’iPad, parliamo dei vari Galaxy Tab di  Samsung,  dello Xoom di Motorola ecc.  Si tratta di prodotti destinati ad una fascia ristretta di utenti, i quali hanno soldi da spendere ma non vogliono conformarsi alla larga schiera dei clienti Apple.

Il fenomeno della svendita del TouchPad porta quindi a delle conclusioni. Acer, così come altri produttori (Asus ad esempio), fa bene a puntare sugli ultrabook, settore che avrà comunque un mercato che nulla ha a che fare con i tablet. I produttori di tablet che hanno puntato su Android, invece, faranno bene a concentrarsi sull’immissione in commercio di prodotti di qualità (come il TouchPad di HP) a prezzi decisamente inferiori, se vogliono sperare di rimanere in questo settore.

 

Le APU di AMD conquistanno il mercato PC, mentre Intel rosica…

CPU, Ecologia e Risparmio Energetico, Monitor e Tecnologie Video     Autore: Thomas Zaffino Nessun Commento »

 

AMD ha festeggiato il traguardo dei 12 milioni di APU (Accelerated Processing Units) spedite, tra chip Llano, Ontario e Zacate. I dati indicano che la combinazione CPU/GPU ha permesso all’azienda statunitense di guadagnare circa l’1,5% di quota di mercato a scapito di Intel.

La soluzione CPU/GPU, testardamente portata avanti dall’azienda americana, si è rilevata una vera gallina d’oro, tanto che AMD sta spingendo in tutte le direzioni, con nuovi modelli di varie prestazioni ed ambiti d’utilizzo, lanciandosi alla conquista dell’intero settore PC, dai desktop, ai notebook, ai netbook…

Advanced Micro Devices non è andata in vacanza e ha messo in commercio una nuova linea di GPU Radeon HD 6000A specificamente progettate per soluzioni desktop all-in-one (AIO), quali l’iMac di Apple.

 

AMD radeon 6000A
L’APU A6-3500, per PC Desktop con motherboard socket FM1.
Il prezzo di listino, di appena 89 dollari, ne fa la soluzione
più economica delle A-Series.

 

Si tratta di quattro chip a basso consumo, compatibili DirectX 11 e OpenGL 4.1, che possono essere direttamente integrati nel monitor. I modelli 6670A, 6650A (800Mhz) e 6550A (650Mhz) derivano dalla GPU Turks (entry-level), integrano 480 stream processor e 24 texture units. Il modello 6450A (625-750Mhz) si basa, invece, sulla GPU Caicos.

AMD ha annunciato anche la disponibilità della nuova APU A6-3500, per PC Desktop con scheda madre socket FM1. Si tratta di un chip con 3 core x86, oltre 300 core grafici Radeon e 3 MB di cache L2. lavora alla frequenza di 2,1 GHz (2,4 GHz con il Turbo Boost) da lato CPU e ha un TDP di 65 W. Il prezzo di listino, di appena 89 dollari, ne fa la soluzione più economica delle A-Series.

Con l’aggiornamento della gamma C ed E, anche se non sono stati introdotti cambiamenti nell’architettura, sempre a 40 nm, le APU della serie Brazos si arricchiscono di nuove caratteristiche, con una migliore gestione della grafica HD, connessioni video HDMI 1.4a/DisplayPort multimode e supporto alle memorie DDR3 1333, che permettono una maggiore larghezza di banda.

 

AMD APU Brazos E-450
Con il nuovo chip Brazos E-450, AMD annuncia battaglia,
soprattutto nel campo degli ultraportatili,
grazie alla maggiore autonomia.

 

Il modello E-450 sostituisce l’E-350, portando i due core della CPU a 1,65 GHz. La grafica integrata transita da 492 a 508 MHz (600MHz con Turbo Core). La tecnologia di overclock automatico permette inoltre di aumentare del 22% le prestazioni, ma è utilizzata solo sulla nuova GPU (Radeon HD 6320) e non sui core x86 del processore.

l’APU C-60, TPD da 9W, rimpiazza il modello C-50, con Turbo Core a servizio sia della GPU sia della CPU. Idue core Bobcat lavorano a 1GHz, ma il boost consente di spingere la frequenza a 1.33GHz, mentre il processore video passa da 276Mhz a 400MHz.

Secondo AMD, le nuove APU sono meno affamate di energia rispetto alle soluzioni precedenti, il che si tradurrebbe in un aumento di autonomia per le batterie dei PC portatili. Con questo arsenale di nuove proposte, l’azienda si lancia a piene mani nel settore PC, cercando di sbaragliare la concorrenza in tutti gli ambiti d’utilizzo, dalle soluzioni desktop a quelle più portatili.

 

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